Occore aspettare fino al 15 giugno, per poter leggere il rapporto della commissione che ha indagato sulla Bloody Sunday (‘Domenica di sangue’). Un brutto giorno per la storia dell’Ulster, quel lontano 30 gennaio 1972 quando la British Parachute Regiment colpì 26 persone, durante una manifestazione per i diritti civili a Derry. Il bilancio finale fu di 14 morti, 13 giovanissimi che morirono sul colpo e un’altra persona morì alcuni mesi dopo per le ferite riportare.
Molti testimoni, tra cui il giornalista italiano Fulvio Grimaldi, affermarono che i manifestanti erano disarmati: cinque vittime furono colpite alle spalle e due travolti da veicoli militari.
Circa 12 anni fa, l’ex primo ministro inglese Tony Blair non soddisfatto del primo rapporto, che scagionava completamente i militari, incaricò Lord Saville. Questo nuovo rapporto comprenderà oltre 2000 interviste, tra queste anche il numero due del governo nordirlandese Martin McGuinness, che all’epoca della Bloody Sunday era comandante dell’Ira proprio a Derry.
Speriamo che questa volta, il rapporto ‘Saville Inquiry’, sia molto più veritiero e trasparente del rapporto Widgery, che all’epoca giustificava il corpo dei British Parachute Regiment sostenendo che i militari risposero semplicemente al fuoco dei manifestanti, un racconto non vero tanto che lo stesso Blair parlò apertamente di ‘insabbiamento’.
Il segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Owen Paterson, ha fatto sapere inoltre che le famiglie delle vittime potranno visionare il documento qualche ora prima della sua pubblicazione. E’ previsto anche un intervento di David Cameron alla House of Commons contemporaneamente alla divulgazione del rapporto.
















Twitter
Scritto da Redazione
Topics: Approfondimenti, Bloody Sunday, Irlanda Blog News, Irlanda del Nord