Il Donegal, lontano dai grandi centri turistici, è rimasto un luogo tutto da scoprire. Alcuni lo considerano la più bella contea dell’Irlanda per la varietà dei paesaggi, l’estensione della costa, che offre il maggior numero di spiagge del paese, e l’importanza del passato storico.
I suoi territori furono occupati a partire dal V secolo dalla dinastia degli O’Neill, a nord, e dalle famiglie Conaill (Cenel Conaill) ed Eoghain (Cenel Eoghain), più a sud, che diedero il nome alle due regioni principali: mis Eoghain (penisola di Eoghain) e Tir Chonaill (paese di Conaill).
Donegal, affacciato sull’ampia Doneg Bay e situato alla foce del fiume Eske, il capoluogo della contea è una cittadina graziosa e animata all’incrocio di tre grandi strade che conducono verso l’Ovest, Derry e Sligo. Fondata dai Vichinghi, Dùn na nGall (forte degli stranieri) si sviluppò solo quando divenne la piazzaforte del clan O’Donnell.
Le due opere architettoniche principali della città, Donegal Abbey e Donegal Castle, furono costruite rispettivamente nel 1475 da Nuala O’Brien e nel 1505 da Red Hugh O’Donnell, suo sposo. Nel 1595 O’Donnell, ultimo principe di Tyrconnell, incendiò il castello per non abbandonarlo agli inglesi. L’atto si rivelò inutile, poichè, passata in mani nemiche dopo l’episodio della “fuga dei Conti” (1607), la città fu nuovamente strutturata secondo lo schema delle Plantations.
Il promotore di questi cambiamenti, il capitano Basil Brooke, aggiunse al castello una dimora signorile in stile Tudor. Seguendo la costa verso est si incontra Killybegs che, sorprendentemente, malgrado i suoi soli abitanti, è uno dei più importanti porti pescherecci del paese insieme a Greencastle.
Curiosità: i famosi Tweed del Donegal. Soltanto due grandi regioni al mondo producono i famosi abiti, le Ebridi in Scozia e il Donegal in Irlanda. Purtroppo imitiazioni sono presenti in tutti i paesi Europei e non solo.
Donegal città, invece ospita 2.300 abitanti ed è un’effettiva porta d’accesso alla regione. Particolare la piazza circolare “The Diamond“.









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