Il gruppo irlandese The Chieftains in concerto al Teatro di Varese. Intervista al leader Paddy Moloney

Il gruppo irlandese The Chieftains in concerto al Teatro di Varese. Intervista al leader Paddy Moloney

Scritto da Redazione

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Intervista di Gianni Beraldo
In foto Paddy Moloney a Ground Zero (2001 – sito ufficiale)

Al Teatro Apollonio, sarà di scena la folk band irlandese CHIEFTAINS con il suo storico leader Paddy Moloney, il 26 maggio 2010. Il gruppo di Dublino, fresco di un nuovo progetto discografico intitolato “San Patricio” al quale partecipa pure Ry Cooder, in oltre 40 anni di carriera ha suonato con tutti i più grandi artisti: da musicisti blues, a quelli rock, pop e jazz, per continuare la nuova fase con tanto di contaminazioni mariachi di stampo messicamo. Insomma i Chieftains non si fermano mai, con quella ancora giovanile voglia di sperimentare e mettersi in discussione che li ha resi grandi in tutto il Mondo.  Per nostra grande fortuna, ma soprattutto per l’estrema cortesia e disponibilità di Chiara Franceschi dell’agenzia milanese Multimedia (tra gli organizzatori del Festival “Insubria Terra d’Europa, di cui questo concerto fa parte…), siamo riusciti a ottenere un’intervista telefonica in esclusiva proprio con Puddy Moloney in linea da Dublino.

Signor  Moloney lei è appena tornato da un lungo tour negli stati uniti con i Chieftains.

In effetti è proprio così , abbiamo fatto un lungo tour durato 7 settimane durante il quale abbiano presentato danze e musica in maniera del tutto particolare con l’utilizzo delle cornamuse e altro ancora.  E’ stato un tour e un programma veramente eccitante, dove abbiamo suonato in posti molto particolari, presentando soprattutto brani dal nuovo album intitolato “San Patricio”.

La particolarità è che durante i vari concerti c’erano sempre degli ospiti importanti come Alecia Nugent, Mike Marshall, Dan TyminskiThe Mc Calmans oppure la bella e brava cantante Maura O’Connell. Questa solo una parte dei grandi musicisti che hanno suonato con noi in questo tour. A Nashville, ad esempio, a noi si sono aggiunti altri grandi cantanti e altri straordinari  chitarristi con i quali, insieme a Ry Cooder, abbiamo interpretato una sorta di mexican sound.”

In pratica avete portato in tour lo stesso programma presentato lo scorso mese di gennaio, durante l’anteprima mondiale avvenuta a Glasgow.

“E’ vero. In pratica abbiamo presentato lo stesso programma durante l’intero tour, terminato poi alla prestigiosa Carnegie Hall di New York proprio per il Saint  Patrick Day ( Santo Patrono dell’Irlanda, n.d.r.). E’ stato un concerto incredibile, davanti a una platea meravigliosa. Mi ricorda quanto accaduto lo scorso mese di settembre, quando a San Francisco suonammo un grandissimo concerto di fronte a una platea composta da  47.000 persone, durante un festival di bluegrass.

E ora a tocca all’Italia

“Queste sensazioni, questo tipo di concerto lo riproporremo pure a Varese dove ti regaleremo queste emozioni ( Pat si è rivolto al sottoscritto proprio a livello personale…). Dell’Italia amo tutto: cibo, vino, musica e…le donne naturalmente.”

Come è stato lavorare con Ry Cooder?

“ Ry lo conosco da diversi anni. Questo nuovo e originale lavoro discografico è nato diverso tempo fa da un incontro avvenuto tra me e Ry durante un suo tour inglese,   durante il quale mi fece conoscere e apprezzare la musica mariachi. Poi iniziò a parlarmi  per alcuni  anni di questa sua idea fino a realizzarla. Ry è un grande produttore e uno straordinario musicista e spero che possa suonare con noi nel prossimo tour.”

L’album San Patricio allora è stato prodotto da Cooder…

“No. In realtà è stato co prodotto dal sottoscritto e Ry appunto. Per questo disco abbiamo lavorato sia in Irlanda che a Los Angeles dove abbiamo aggiunto il sound messicano grazie ad alcuni gruppi di musica mariachi come “La Tigre della Notte” ad esempio. Il risultato è questo strano mix tra musica tradizionale irlandese e  musica messicana. Direi che il prodotto finale è fantastico.”

Dopo 40 anni di carriera le sensazioni sono rimaste le stesse dell’inizio?

“ Diciamo che l’emozione è ancora forte nel vedere che vi è ancora tanta gente che ci segue nei concerti e che risponde sempre in maniera importante. E’ fondamentale che il pubblico riesca ancora a emozionarci e appassionarci. Poi noi sappiamo calarci anche in realtà musicali diverse, siamo curiosi di metterci alla prova con altri tipi di  musica, con altri artisti e questo è stimolante. Recentemente ad esempio abbiamo suonato a Londra con il jazzista Herbie Hancock. I tempi cambiano e noi abbiamo provato nuove cose come appunto il jazz tradizionale e l’African sound.

I Chieftains nella loro lunga carriera hanno suonato con i più grandi artisti. Ne ricordi qualcuno in particolare?

Il legame più forte in assoluto è ovviamente quello con Van Morrison. Per me è come guardare una sua fotografia insieme a noi di ieri e una di oggi: non vedrei nessuna differenza. Per noi rimane sempre lo stesso amico e artista di sempre. Poi con lui abbiamo registrato dischi suonato in molti tour ecc. compreso quel famoso album Irish Hearbeat.  Abbiamo suonato comunque con tantissimi ottimi musicisti. Ad esempio l’altra sera abbiamo suonato con Lorena McKennitt, bravissima cantante della quale produrrò tra l’altro il prossimo album”

Come è cambiata la musica oggi?

“ Diciamo che con il passare degli anni ovviamente ci sono stati dei cambiamenti a livello di ascoltatori e di gusti artistici. Ora i giovani forse cercano  meno la melodia puntando più sul “rumore”, però dipende dall’artista in questione. Bono ad esempio è ancora molto seguito e sono molto felice che ogni tanto voglia cantare o scrivere per noi qualche canzone, così come successo con Paul Mc Cartney o lo stesso Ry Cooder. Ma ricordo con piacere anche la collaborazione con Eros (Ramazzotti con il quale incisero il brano “Un emozione per sempre” per l’album “e2” del 2007, n.d.r.). Musicisti ancora seguiti da moltissima gente. Rimane il fatto che la buona musica rimane indipendentemente. i pensare a gente come Eric Clapton o Frank Zappa a quanto hanno dato e fatto con la loro musica.”

Ricordo un concerto milanese di Frank Zappa..

“Davvero? Incredibile. Con lui lavorammo a un disco a Los Angeles, lavoro al quale parteciparono molti altri noti musicisti di quell’area come Tom Jones. Ricordo che le registrazioni avvenivano nella sua casa alla quale parteciparono pure dei cantanti provenienti addirittura dalla Mongolia.”

Signor Moloney la ringrazio molto per questa chiacchierata

“Ringrazio te e mi piacerebbe incontrarti  prima del concerto di Varese”

Gianni Beraldo

Su gentile concessione di Varese7press.it

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