BIAGIO SCOGNAMIGLIO (Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione)
Questa mostra, questo omaggio del nostro Antonio Borriello a Samuel Beckett nel centenario della nascita, è un evento eccezionale; ed io mi sento in difficoltà: è difficile per me esprimere l’ammirazione e la commozione sconfinate di fronte all’opera eccelsa di Antonio Borriello, studioso, attore, regista, docente, educatore…
Mi soffermerò brevemente su di lui solo quale studioso ed educatore.
Ad Antonio Borriello, esperto di spicco in campo internazionale dell’opera dell’insigne drammaturgo, si deve riconoscere fra l’altro il merito di avere evidenziato il rapporto Beckett – Dante ad un livello davvero straordinario di profondità. Rammento, in proposito, un contributo di Manfred Hardt alla conoscenza della struttura matematica della Commedia dantesca (M. HARDT, I numeri e le scritture crittografiche nella Divina Commedia, in AA. VV. , Dante e la scienza (a c. di P. Boyde e V. Russo), Ravenna, Longo Editore, 1995, pp. 71 – 90), ove viene mostrato come il “poema sacro” sia stato costruito matematicamente; ebbene, il nostro studioso con sorprendente analogia ha messo in risalto i riferimenti numerici nell’opera drammatica L’ultimo nastro di Krapp dell’autore irlandese (A. BORRIELLO, Samuel Beckett Krapp’s Last Tape. Dalla pagina alla messinscena, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1992, pp. 61 – 80. Tradotto Numerical References in ‘Krapp’s Last Tape’ e riportato in Samuel Beckett,Today – Aujourd’hui, a c. di Angela Moorjani & Carola Veit, New York – Amsterdam, Rodopi, 2001, pp. 391-398).
Un altro accostamento viene però in mente con spontaneità ed è quello di Leopardi a Beckett, in quanto affiorano alla memoria i versi del tormentato canto leopardiano A se stesso ed in particolare l’ultimo, che dichiara “l’infinita vanità del tutto” e richiama in tal modo la formula del cosiddetto pessimismo cosmico, spingendo a chiedere agli studenti se siano d’accordo nell’accomunare Beckett a Leopardi in questa prospettiva di totale desolazione; ebbene, il nostro educatore ci suggerisce il senso della diversità di Beckett rispetto a Leopardi, impressa sulla copertina dell’invito in quella effigie tutta rughe, rughe dell’infinito che ci attirano e riscattano il nulla.
Ed è per ogni io come iniziare una ricerca di luce lungo la via tracciata da Samuel e additata da Antonio, fino a udire da chi ci ama: “Ė bello vedere te e il sole”.
Mostra 1996 – 2006 Omaggio a Samuel Beckett – La terra potrebbe essere disabitata di Antonio Borriello fino al 10 dicembre, ore 16.30-19.30, presso Villa Macrina in Torre del Greco, con il patrocinio del Comune di Torre del Greco e dell’Ambasciata d’Irlanda.
Libri, video, foto di scena di Aliberti-Pomposo, scenografie e una esaustiva rassegna stampa in anastatica dal 1953 ad oggi. Sono previsti momenti spettacolari: giovedì 23 novembre è andato in scena in un magico contesto scenico Va e vieni e Dondolo.
Presenti giovani e studiosi e perfino laureandi dell’università di Bologna;
giovedì 30 novembre ore 18.00 Non io, Cosa dove, Testi per nulla;
giovedì 7 dicembre ore 18.00 L’improvviso dell’Ohio con Antonio Borriello e Raffaele Ausiello. Per gli spettacoli e le visite guidate (riservate agli studenti maturandi) è obbligatoria la prenotazione.
Ingresso libero. Informazioni 0818811081 – www.comune.torredelgreco.na.it
















Twitter
Scritto da Redazione
Topics: Approfondimenti, Centenario Samuel Beckett, Irlanda Blog News