Il Vento che Accarezza l’Erba è un film ambientato nell’Irlanda del 1920, nella contea di Cork. La pellicola racconta come contadini e proletari si uniscono divenendo volontari dell’IRA, l’esercito paramilitare irlandese. Un modo nuovo per scoprire le antiche problematiche che per anni ha afflitto questo popolo. Il titolo originale dell’opera è “The Wind That Shakes the Barley”.

Un fronte comune con lo scopo di reagire alle prepotenze dei Black and Tans. I reparti speciali dell’esercito britannico sbarcati in gran numero sull’isola per stroncare ogni velleità di rivendicazione indipendentista e rei di brutali sopraffazioni ai danni della popolazione irlandese.

Protagonisti del film Il Vento che Accarezza l’Erba sono due fratelli: Damien, che rinuncia alla sua vocazione di medico per combattere il dominio inglese, e Teddy, decisamente più incline alla violenza. Essi sono a capo di una piccola cellula dell’esercito repubblicano irlandese (IRA) e le loro vite verranno travolte, come del resto accadde per l’intero movimento indipendentista, dagli avvenimenti storici che in quegli anni insanguinarono l’isola di smeraldo.

Il Vento che Accarezza l’Erba, il film

Nonostante l’Irlanda del Nord sia di recente uscita dalla spirale del terrorismo, l’impegnato Ken Loach ben sedici anni dopo L’Agenda Nascosta, si cimenta di nuovo con la spinosa questione irlandese, trattando questa volta il tema della guerra di indipendenza e riaprendo la vecchia ferita della guerra civile conseguente alla firma del trattato del 1922, che rese l’Irlanda free state, ossia stato libero, però sempre previo giuramento di fedeltà alla corona di Londra.

Il Vento che Accarezza l’Erba, titolo tratto da una strofa della famosa rebel song Island di Robert Dwyer Joyce, è stato tra l’altro premiato con la palma d’ora all’ultimo festival del cinema di Cannes.

Anche se questo film non fa riferimento specificamente ad episodi riguardanti i troubles in senso stretto, viene considerato fondamentale ai fini di una migliore comprensione delle dinamiche inerenti al conflitto che all’incirca 50 anni dopo infiammerà le sei contee del Nord.

Trailer

 

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Mickybo & me è un film del 2004, ambientato nell’Irlanda del Nord degli anni ’70. In una violenta ma affascinante Belfast, divisa dall’odio settario, la pellicola è l’ultima fatica del regista Terry Loane che racconta la storia di due ragazzini legati da un’amicizia capace di travalicare i muri e le barriere religiose.

Mickybo & me, autentico “lad” di strada, cattolico, gambe esili e ginocchia sbucciate, e John Jo, elegante figlio della middle-class protestante, hanno un sogno in comune: lasciarsi alle spalle le esplosioni a cui assistono quotidianamente ed intraprendere una vera e propria fuga verso l’Australia.

Cresciuti nel mito western di Butch Cassidy e Sundance Kid, i due piccoli protagonisti, si troveranno lungo il cammino a compiere piccoli crimini, in situazioni sempre al limite fra la realtà e la fantasia, fra sparatorie in pellicola e bozzoli raccolti realmente per le strade della capitale nordirlandese. Loane, già realizzatore di Billy Elliot, ci mostra le ferocia dei troubles e le condizioni di vita nei ghetti delle sei contee attraverso gli sguardi divertiti, ma decisamente tristi, di due bambini, la cui smania di evasione dovrà necessariamente fare i conti con un contesto sociale decisamente più surreale delle loro avventurose fantasie.

 

Il film Mickybo & me

E poi, chi è che non ha mai avuto degli eroi?

Il Trailer

Cast

John Joe McNeill: Mickybo; Niall Wright: Jonjo; Julie Walters: madre di Mickybo; Ciarán Hinds: padre di Jonjo; Adrian Dunbar: padre di Mickybo; Gina McKee: madre di Jonjo; Susan Lynch: Torch Woman; Laine Megaw: zia Rita; Michael McElhatton: meccanico; Brendan Caskey: Gank; Charlie Clarke: Fartface; Hannah Carnegie: Niamh; Patricia Carson: Annie; J.J. Murphy: anziano marito; Bronágh Taggart: cameriera di Fusco.

 

Hush a Bye Baby è ambientato in Irlanda del Nord durante l’anno 1984. I troubles (conflitto nordirlandese) ed il tesissimo clima politico fanno da cornice alla storia di Goretti, Majella, Sinead e Dinky, quattro ragazze quindicenni, amiche per la pelle, cresciuti nei ghetti cattolici di Derry: Bogside e Creggan.

Questa la strofa dell’omonima canzone popolare irlandese Hush a Bye Baby, che ha influenzato l’esordiente regista Harkin nell’intitolare questo film.

“Hush a bye baby, on the tree top,
When the wind blows the cradle will rock;
When the bow breaks, the cradle will fall,
And down will come baby, cradle and all”.

 

Il film Hush a Bye Baby

La questione dei supergrass, ossia dei pentiti, e dei loro processi è all’ordine del giorno nelle sei contee, in più la politica dello shoot to kill e degli arresti indiscriminati ancora praticata dalle British Crown Forces. Una sera, ad una lezione di lingua gaelica, Goretti incontra un giovane nazionalista, Ciaran: neanche ha inizio la loro storia d’amore che i soldati dell’esercito britannico arrestano il ragazzo. Tutti i tentativi di Goretti di contattare Ciaran in carcere saranno vani, a causa della linea dura adottata dal governo britannico nei confronti dei prigionieri repubblicani.

La giovane realizza di essere incinta ed il suo senso di isolamento aumenta: non volendo confessare a nessuno al di fuori di Ciaran di aspettare un bambino, Goretti, proprio per mantenere tale segreto, gli invia in carcere alcune lettere scritte in gaelico, ma, al tempo, non era permesso ai prigionieri di comunicare in irlandese con l’esterno, pertanto tali lettere non saranno mai lette da Ciaran.

Ad agosto, Goretti va con l’amica Dinki in un Gaeltacht (luogo dove si parla esclusivamente in gaelico) nella contea del Donegal ed un giorno ascolta per caso alla radio un dibattito avente come oggetto l’aborto (l’anno seguente ci sarà il referendum popolare sull’aborto nella Repubblica d’Irlanda). La giovane ne rimane fortemente colpita e sorge in lei una sorta di dicotomia fra i principi cattolici cui è stata educata fin da bambina (costanti nel film i pensieri di Goretti rivolti all’immaginario religioso, soprattutto alla figura della Vergine Maria) e la situazione contingente in cui ella al momento si trova, ossia la segretezza della sua gravidanza e l’apparente abbandono da parte di Ciaran.

Conclusioni

Ed è proprio questo che il film ha intenzione di esplorare, ossia il rapporto fra la sessualità così come intesa dalla working class irlandese negli anni ’80 e la morale cattolica, al tempo vero e proprio fondamento sociale, soprattutto nei ghetti e nelle estates dell’Irlanda del Nord. Hush a Bye Baby ha riscosso un grandissimo successo e varie pieces teatrali sono state tratte dal film e messe in scena nei teatri di mezzo mondo. La protagonista Emer McCourt (Goretti) in seguito alla sua interpretazione ha ricevuto numerosi awards internazionali.

Hush a Bye Baby concede il debutto cinematografico di una giovanissima Sinèad O’Connor, famosa cantante irlandese, che ha, tra l’altro, anche composto la colonna sonora del film.

 

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E’ cominciata nei giorni scorsi la demolizione di uno degli edifici più emblematici del Nord Irlanda, la prigione di Long Kesh, conosciuta anche come ‘The Maze’ o ‘H Block’, dove vennero rinchiusi e torturati moltissimi (circa 25.000 in quasi 30 anni) detenuti militanti dell’Ira.

Entro la metà del 2007 sarà tutto demolito tranne un blocco; al posto della prigione sorgeranno un impianto polisportivo e un centro commerciale, alcune strutture di svago e delle industrie.

L’unico edificio conservato della vecchia struttura carceraria sarà l’ospedale nel quale, durante lo scipero della fame del 1981, morirono 10 repubblicani che rivendicavano lo status di prigionieri politici, fra loro c’era Bobby Sands che restò 68 giorni senza toccare cibo; qui nascerà un centro per la riflessione e la risoluzione dei conflitti.

 

 

Fine del ‘H Block’

La prigione di Long Kesh è stata chiusa nel settembre 2000 dopo la scarcerazione dei prigionieri politici repubblicani e lealisti decisa negli accordi del Venerdì Santo nel 1998. Ora con le nuove strutture che verranno costruite in questo spazio si spera di far decollare anche l’economia nordirlandese.

David Hanson, ministro britannico di giustizia per il Nord Irlanda ha sottolineato l’importanza della demolizione che: “segna un passo in più verso il raggiungimento di un nuovo futuro di cui tutta la comunità farà parte”.
Gli esponenti dei partiti politici che fanno parte della commissione di monitoraggio per Long Kesh/Maze si sono felicitati per il nuovo sviluppo della zona.
L’unionista Edwin Poots ha dichiarato che la sua maggiore speranza è che lo Sinn Fein mantenga quanto promesso, ovvero, che il blocco superstite non diventi un “altare repubblicano”.

Paul Butler dello Sinn Fein, infine, ha sottolineato che il centro che sorgerà nei locali del vecchio ospedale può svolgere “un ruolo enorme nella trasformazione di conflitti in scenari di pace”.

 

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In molti parlano dell’Irlanda come di un posto dove tutto può succedere e, ad osservare bene quello che accade nella terra di smeraldo, l’affermazione sembrerebbe vera.

Solo pochi lustri fa’, l’Irlanda era la Cenerentola d’Europa, aveva un debito pubblico superiore al 115% del Pil, la disoccupazione era alta e nessuna impresa straniera voleva andare lì a investire.

Ora la musica è cambiata: il debito pubblico è pari al 27% e il suo Pil viaggia regolarmente al 5% annuo, il doppio della media europea (ma la Banca Centrale oggi ha stimato per il 2006 addirittura una crescita del 6%).

 

 

Miracolo irlandese

La disoccupazione è ai minimi storici e le aziende fanno a gara per avere un insediamento nell’Isola, nonostante gli oramai elevati costi del lavoro. Concedetecelo, è un vero miracolo!

Ad aver innescato questa ripresa devono essere state le riforme adottate 20 anni fa’ e che hanno rilanciato lo sviluppo: elevata scolarizzazione che ha generato un ottimo capitale umano, riduzione dell’aliquota sugli utili aziendali (poco piu’ del 10%), flessibilita’ del mercato del lavoro, efficienza nell’amministrazione pubblica. Una volta gli irlandesi erano considerati gli stolti del Regno Unito, adesso si meritano una tripla A da parte delle agenzie di rating (le stesse che hanno bacchettato l’Italia nel ‘caldo ottobre’ appena passato) e hanno superato di gran lunga il Pil pro-capite inglese.

 

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La statua dedicata al pallone d’oro, stella del Manchester United sarà interamente finanziata dai suoi tifosi che già in occasione dei funerali avevano dimostrato tutto il loro affetto per ‘quinto Beatle’ durante i suoi funerali, dove piu’ di centomila persone gli avevano reso omaggio, e anche in vita mentre combatteva contro l’alcool.

‘Questa campagna è un’occasione unica per celebrare un’ icona del calcio come George, e sono felice che aderiscano tifosi e calciatori di tutto il mondo’, ha detto l’ attaccante del Leeds United David Healy, che presiede alla raccolta fondi.

Ormai è certo, Best è entrato a far parte della storia di Belfast in maniera incancellabile: dopo che nei mesi scorsi gli era stato intitolato l’aeroporto della città, una settimana fa, l’ Ulster Bank ha annunciato che emettera’ delle banconote da 5 sterline con l’effigie del calciatore, mentre a settembre, in un’asta da Christie’s, e’ stata aggiudicata a 35mila euro la maglia del Manchester United indossata da Best nella partita in cui, nel 1970, segno’ 6 gol al Northampton. Per i familiari di Best erigere una statua in suo onore e’il miglior riconoscimento possibile, come emerge chiaramente dalle parole della sorella del campione Barbara McNarry: ‘Ringrazio David Healy per cio’ che sta facendo, tutto cio’ contribuira’ a rendere George un’ icona del nostro paese’.

Best, torna nella sua Irlanda

George Best torna a casa, la sua Irlanda. E’ atterrato all’aeroporto militare Aldergorve, l’aereo privato con la bara contenente la salma dell’ex-calciatore del Manchester. Ad accompagnare George nell’ultimo viaggio Calum, il figlio, e Phil Hughes, l’agente della leggenda. La bara, avvolta in una bandiera del Manchester United, scortata dalle note di due cornamuse del Field Marshall Montogomery, questa notte sarà ospitata nella casa del papà, Dickie (87 anni). Lungo applauso dello staff militare e civile dell’aeroporto al passaggio dell’automobile con la bara.

 

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Sembra che la mafia italiana a Hollywood lasci davvero spazio alla malavita irlandese. Oggi, infatti i nuovi mafiosi hanno i capelli rossi e l’accento irlandese, per l’appunto.

Per 30 anni ci hanno regalato pellicole memorabili come ‘Il Padrino’, ‘Quei Bravi  ragazzi’, ‘C’era una volta in America’ e show televisivi come ‘I Sopranos’, ma ora lo schermo è tutto per i ‘duri irlandesi’, raccontati come persone senza scrupoli, appartenenti a famiglie allargate, tanto vaste da avere sempre un parente prete, uno poliziotto e un altro ristoratore.

Il produttore di Brotherhood ha dichiarato al Los Angeles Times: “Con i Sopranos il viaggio della mafia italiana è arrivato al capolinea”.

 

Mafiosi irlandesi

Anche l’italo americano Martin Scorsese, per il nuovo lavoro ‘The Departed’, in uscita il prossimo autunno, ha scelto di ambientarlo nel mondo della criminalità irlandese. Stesse ‘note’ per Paul Haggis, regista di Crash.

“Non c’è ancora stato un film come ‘Il Padrino’ sulla mafia irlandese ha detto Jean Favreau, regista di Made, commedia che  segue le vicende di due delinquenti in una New York dominata da italiani e irlandesi – però credo sia arrivato il momento, visto che ci sono storie che circondano la malavita irlandese che hanno il sapore di leggenda”.

 

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La copertina del romanzo in edizione TeaMorgan Llywelyn, una delle più note autrici contemporanee in grado di fondere verità storica e letteratura fantastica, torna sui nostri scaffali — in edizione economica Tea –, con un volume intriso di fascinosa cultura celtica: Il Leone d’Irlanda (Lion of Ireland, 1979). Ricreando con abilità un’ambientazione complessa e ricca di sfaccettature, e combinando con estrema maestria storia, leggenda e mito, l’autrice dà vita a una delle sue opere migliori.

Subito per voi la quarta di copertina: «Questa è la storia di Brian Boru, colui che — intorno all’anno Mille — cacciò i vichinghi dall’Irlanda e unì sotto la sua spada l’intera nazione, compiendo un’impresa così audace da rimanere ancora oggi impressa nella mente e nel cuore degli irlandesi.

Ed è stato proprio questo ricordo indelebile, tramandato da generazioni di bardi e poeti, che ha affascinato Morgan Llywelyn, convincendola a scrivere il “romanzo di Brian Boru”.

 

Il Leone di Morgan Llywelyn

Grazie alla sua narrazione calda e coinvolgente prendono vita il mito di un guerriero formidabile e la sua determinazione nella conquista della libertà, una determinazione che nasce nell’infanzia — segnata dal massacro della sua famiglia per mano dei vichinghi –, si rinsalda nella giovinezza e trionfa nella maturità, quando Brian Boru diventa il capo di un popolo orgoglioso che, per la prima volta, prende coscienza della propria forza e si lascia guidare dal suo Grande Re verso la vittoria. Un eroe umanissimo, un uomo di grandi passioni, che condivise con donne eccezionali, entrate di diritto nella leggenda e rimaste al suo fianco anche nell’ora estrema della morte sul campo di battaglia.»

Una foto recente dell’autricePer quei pochi che ancora non conoscessero questa indiscussa maestra della narrativa storico-fantastica, forniamo di seguito una breve biografia: Morgan Llywelyn (classe 1937) è oggi una delle più acclamate autrici di narrativa storica e fantastica di ambientazione celtica, famosa in tutto il mondo per la sua approfondita conoscenza della storia e del folklore irlandese. Nata a New York da genitori irlandesi, ha fatto dapprima parlare di sé non per i suoi libri, ma per la sua carriera sportiva. Infatti, nel 1975 si candidò per entrare a far parte della squadra olimpica di equitazione degli Stati Uniti. Quando però non venne inclusa nella selezione ufficiale, decise di dedicarsi con impegno alla sua antica passione, la narrativa, esplorando le vicende della propria famiglia e dando vita a: The Wind from Hastings, (in Italia, Il Vento di Hastings), un libro che le procurò un immediato e lusinghiero successo.

Attualmente, dopo numerosi best-seller tra i quali si ricordano: Il Leone d’Irlanda, L’Epopea di Amergin, Grania, L’Ultimo Principe e L’Orgoglio dei Leoni, l’autrice è tornata al lavoro su di un nuovo romanzo sempre in bilico tra squisita fantasy e densa storia: The Greener Shore: A Novel of the Druids of Hibernia.

Per finire, segnaliamo anche un’attenta recensione del volume Il Leone D’Irlanda (relativa all’edizione Nord, del 2004), curata da Fulvio Zorzer e Andrea D’Angelo, da cui riportiamo un breve ma significativo estratto di quest’ultimo: «Questo romanzo di fantasy storica è ciò che personalmente considero letteratura fantasy, non semplice narrativa. Sono pochi i romanzi a cui darei un eccellente fino ad oggi; tra questi c’è Il leone d’Irlanda, di cui questa ristampa è un’ottima notizia: di romanzi come questo non ci sono mai abbastanza copie in circolazione».

 

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È malato il nostro tenore Andrea Bocelli e quindi dovrà saltare alcune date del suo tour. Cancellate le date in Irlanda e il ‘Concerto del Cuore’, previsto per domani a bordo della Nave Costa Concordia.

Sarà riprogrammato invece, il concerto di Bocelli con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, a data da destinarsi. Un’iniziativa finalizzata a raccogliere fondi per l’acquisto di una TAC per l’Istituto Scientifico Pediatrico Giannina Gaslini.

I nostri migliori auguri ad Andrea.

 

Salute di Andrea Bocelli

Sono stati in pensiero i fan di Andrea Bocelli, il celebre tenore italiano caduto durante una corsa a cavallo nella sua dimora a Lajatico, in provincia di Pisa in Toscana. Bocelli non è apparso in gravi condizioni, soltanto un po’ confuso in seguito all’incidente. Trasportato in ospedale in codice giallo, è stato visitato per accertamenti. Il resto è soltanto spavento per una brutta caduta.

 

Breve biografia

Bocelli vanta un lungo elenco di opere e album di musica pop e classica. Il tenore, inizialmente assistente in uno studio legale, decise di lasciare per dedicarsi al canto. La sua carriera inizia nel 1993, quando duetta in compagnia di Zucchero nel Miserere. ‘Il mare calmo della sera’, sempre scritto da Zucchero, lo consacra a Sanremo tra le giovani proposte. Andrea spicca il volo e non resta soltanto che elencare i molti interpreti che con lui vorranno cantare: Laura Pausini, John Miles, Marta Sánchez, Hélène Ségara, Luciano Pavarotti, Jennifer Lopez, Christina Aguilera, Giorgia, Stevie Wonder, Sarah Brightman, Céline Dion, Natalie Cole, Mary J. Blige, Ariana Grande, Ed Sheeran e Dua Lipa.

La sua passione per la pop non è seconda alla lirica. Bocelli ha cantato in teatri d’opera quali: Carnegie Hall, Wiener Staatsoper, Metropolitan Opera House e ha inciso come protagonista alcune opere tra cui La Bohème, Tosca, Il Trovatore, Werther, Pagliacci, Cavalleria Rusticana, Carmen, Andrea Chénier, Manon Lescaut, Turandot e Aida.

 

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Note d’Irlanda è un libro di Emilie Richards che racconta la storia di tre sorelle di origine irlandese. Anima di un locale di Cleveland. Storie private e passaggi segreti che aprono le porte agli anni del Proibizionismo.

Così avviene un miracolo inaspettato nei cunicoli sotterranei. Protagonista è Donaghue che decide di intraprendere un viaggio in patria alla ricerca delle proprie radici.

Note d’Irlanda, segue la donna che insieme a suo figlio autistico approda nella terra degli avi e cerca, con tutta la drammaticità, di ricomporre la storia della sua famiglia.

 

Sinossi

Di origine irlandese, le tre sorelle Donaghue Peggy, Casey e Megan sono l’anima di un mitico locale di Cleveland. Ma proprio durante la festa di nozze di Megan un tornado quasi lo distrugge costringendo gli invitati a salvarsi sfruttando un passaggio segreto risalente agli anni del Proibizionismo.

E nei cunicoli sotterranei accade inaspettatamente qualcosa che assomiglia a un miracolo, segnando anche la vita dei Donaghue. Peggy decide di partire per l’Irlanda, perché vuole saperne di più sulle proprie radici. Giunta nella terra degli avi, la giovane donna viene profondamente attratta da Finn, un medico dal doloroso passato che ha abbandonato la professione, e al contempo inizia a ricomporre la commovente, travagliata storia della sua famiglia: amori, drammi, speranze e disillusioni che si snodano lungo un secolo da una parte all’altra dell’oceano.

 

Dettagli

Note d’Irlanda, i dettagli.
Copertina: flessibile
Editore: Harlequin Mondadori (2004)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8880191659
ISBN-13: 978-8880191650
Peso di spedizione: 458 g

 

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Note d’Irlanda è disponibile su internet.

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