l’aereo spia U-2 va in pensione

Dopo 50 anni di onorato servizio, questo tipo di velivolo denominato U-2, gli viene concessa la pensione.

L’aereo spia, fortemente innovativo, per le sue caratteristiche di segretezza, è stato impiegato durante l’epoca della Guerra Fredda, il jet da ricognizione si è rivelato un velivolo efficace anche in un’era in cui il suo nome è stato ‘rubato’ dalla band irlandese U2 capeggiata dal leader Bono Vox.

Dal 2007 quindi, tutti gli U-2 cominceranno a essere ritirati dal servizio e l’intera flotta, composta da 33 velivoli sarà a terra entro il 2011. La decisione è arrivata dal Pentagono, secondo un documento approvato dal ministro Donald Rumsfeld il 23 dicembre scorso.
 

Storia dell’aereo spia U-2

Nei primi anni ’50 gli Stati Uniti furono contagiati dal timore di un’imminente guerra nucleare con l’Unione Sovietica ed i vertici delle forze armate non sapevano se i loro uomini ed i loro mezzi sarebbero stati sufficienti (per numero e per addestramento) a fermare i loro avversari sovietici perché di quello che accadeva al di là della Cortina di ferro si sapeva ben poco. Anche l’infiltrazione di alcune spie fu praticata ma si rivelò inutile, in quanto tutte le installazioni militari sovietiche erano rigorosamente off-limits.

Il generale Curtis LeMay, comandante in capo del SACco, continuava a richiedere nuovi bombardieri, nel timore che i sovietici ne disponessero in maggior numero e di più moderni, e premeva perché gli Stati Uniti attaccassero per primi («Colpiamoli mentre hanno le braghe calate ma attenti a non abbassargli anche le mutande sennò si vedono cose che non si dovrebbero vedere!» recitava Gerry C. Scott ne Il dottor Stranamore, interpretando un personaggio ispirato a LeMay). Era quindi necessario sbirciare al di là della Cortina di ferro per evitare di sottovalutare l’avversario o, peggio ancora, di sopravvalutarlo, e per evitare una seconda Pearl Harbor a causa di una carenza di intelligence.

Fu in questo clima che ebbe origine lo sviluppo del Lockheed U2, dopo che la USAF aveva bandito un concorso per la costruzione di un nuovo ricognitore ad alta quota. Tra i velivoli presi in considerazione ci furono l’X-16, sviluppato dalla Bell, l’M-195, sviluppato dalla Fairchild, ed il RB-57D, sviluppato dalla Martin. Solo successivamente anche la Lockheed presentò un proprio progetto elaborato da Kelly Johnson, che portava la sigla CL-282. Il progetto di Johnson si basava sul caccia intercettore F-104 opportunamente modificato, del quale fu inizialmente riutilizzato anche il turboreattore, successivamente sostituito da un Pratt & Whitney J75.

 

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