La scienza potrebbe aver trovato l’uomo più fertile d’Irlanda con più di tre milioni di discendenti sparsi nel mondo. A scoprire tale eredità genetica lasciata dal leggendario signore della guerra (Niall che regnò in Irlanda fra la fine del quarto e l’inizio del quinto secolo) medievale è stata un’equipe di ricercatori dell’università Trinity College di Dublino guidata dal genetista Daniel Bradley.

Lo studio ha analizzando i cromosomi Y di 796 maschi irlandesi. Tale cromosoma è presente nel Dna che gli uomini ereditano esclusivamente dal padre e quindi studiando i marcatori genetici del cromosoma Y è possibile ricostruire le origini paterne di un maschio.

In questa fase di ricerca, i genetisti della famosa università Trinity College hanno riscontrato che un determinato marcatore del cromosoma Y ricorre con eccezionale frequenza fra uomini con cognomi molto diffusi in Irlanda quali Gallaher, Boyle, Doherty, O’Donnel, O’Connor, O’Kane e Quinn.
 

Re medievale

Tutti cognomi legati alla dinastia reale degli Ui Neill (letteralmente i discendenti di Niall) creata da Nove Ostaggi i cui dodici figli divennero tutti potenti re. Niall fu apprezzato da alcuni storici come il più grande re che mai ebbe l’Irlanda, paragonato ad Alessandro il Grande in Macedonia. A lui inoltre viene attribuito il ruolo di aver portato in Irlanda il futuro San Patrizio, catturandolo durante un raid contro i romani.

“Abbiamo analizzato 60 persone con gli stessi cognomi ed abbiamo rilevato forti legami genetici fra di loro”, ha spiegato il dott. Daniel Bradley, sottolineando che i cognomi presi in considerazione erano appunto quelli legati alla dinastia degli Ui Neill. Da quanto rilevano le stime fatte dai ricercatori un uomo su dodici in Irlanda ha il cromosoma Y ereditato da Niall.

“Riteniamo – ha aggiunto Bradley – che in giro per il mondo ci siano fra i due ed i tre milioni di discendenti di Niall. La maggiore concentrazione ovviamente è in Irlanda, ma considerando i flussi migratori degli irlandesi, molti sono in Scozia e negli Stati Uniti”.

 

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