Secondo la psicologa Cathy Craig della Queen’s University di Belfast (Irlanda del nord), l’occhio umano non è in grado di mettere a fuoco i tiri ad effetto. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘Naturwissenschaften’.

Craig sostiene che fisicamente, l’occhio umano da una certa velocità in poi non è all’altezza di questo compito e lo ha dimostrato con un esperimento che ha visto impegnati 11 calciatori professionisti e 9 portieri (Milan, Olympique Marsiglia, Bayer Leverkusen e Schalke 04) che hanno valutato 500 punizioni virtuali, cioè tirate dal computer.

I calciatori tramite occhiali digitali hanno potuto osservare i tiri in arrivo dal centro di una porta di calcio. Nelle varie simulazioni il pallone spariva circa 10-12 metri prima di arrivare sulla linea della porta e i partecipanti alla ricerca dovevano indicare se era gol oppure se era fuori.

I tiri ad effetto

Tutti i calciatori hanno risposto con una percentuale del 100% come gol tutte le palle che arrivavano direttamente verso la porta. Lo stesso anche per i tiri che avrebbero mancato il bersaglio.

Da questo esperimento è emerso che i giocatori basano le loro previsioni solo sulla direzione momentanea del pallone, ma non sono in grado di prevedere e calcolare la spinta laterale provocata dall’effetto impresso al momento del calcio.

Si tratta di una limitazione del sistema visivo umano che non è in grado di prevedere il punto di arrivo di un oggetto in volo sul quale agisce un effetto, è questa la conclusione di Craig e del suo staff.

 

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