In molti parlano dell’Irlanda come di un posto dove tutto può succedere e, ad osservare bene quello che accade nella terra di smeraldo, l’affermazione sembrerebbe vera.

Solo pochi lustri fa’, l’Irlanda era la Cenerentola d’Europa, aveva un debito pubblico superiore al 115% del Pil, la disoccupazione era alta e nessuna impresa straniera voleva andare lì a investire.

Ora la musica è cambiata: il debito pubblico è pari al 27% e il suo Pil viaggia regolarmente al 5% annuo, il doppio della media europea (ma la Banca Centrale oggi ha stimato per il 2006 addirittura una crescita del 6%).

 

 

Miracolo irlandese

La disoccupazione è ai minimi storici e le aziende fanno a gara per avere un insediamento nell’Isola, nonostante gli oramai elevati costi del lavoro. Concedetecelo, è un vero miracolo!

Ad aver innescato questa ripresa devono essere state le riforme adottate 20 anni fa’ e che hanno rilanciato lo sviluppo: elevata scolarizzazione che ha generato un ottimo capitale umano, riduzione dell’aliquota sugli utili aziendali (poco piu’ del 10%), flessibilita’ del mercato del lavoro, efficienza nell’amministrazione pubblica. Una volta gli irlandesi erano considerati gli stolti del Regno Unito, adesso si meritano una tripla A da parte delle agenzie di rating (le stesse che hanno bacchettato l’Italia nel ‘caldo ottobre’ appena passato) e hanno superato di gran lunga il Pil pro-capite inglese.

 

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