Anche in Irlanda, tutti nudi per il fotografo americano Spencer Tunick.

Più di mille persone si sono fatte immortalare davanti al famoso castello di Blarney, nei dintorni di Cork.

Nella parte superiore del castello è contenuta la famosa Blarney Stone (“Pietra di Blarney”) o Pietra dell’Eloquenza, che secondo la leggenda se baciata in un certo modo donerebbe il dono dell’eloquenza.

 

Chi è Spencer Tunick

Spencer Tunick (Middletown, 1º gennaio 1967) è un fotografo statunitense.
Ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, Tunick cominciò a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992. È infatti molto conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, principalmente in contesti urbani; solo in pochi casi si tratta di nudi individuali o di piccoli gruppi inseriti in situazioni insolite.

Nel 1994 il fotografo fu arrestato nel Centro Rockfeller di Manhattan (New York), poiché in compagnia di una modella completamente nuda. Dopo aver realizzato alcune foto in altri paesi degli Stati Uniti, nell’ambito di un progetto che prese il nome di Naked States, ha operato a Londra, Lione, Melbourne, Montréal, Caracas, Santiago, San Paolo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno del 2003 ben 7000 persone hanno posato per lui a Barcellona. Nel maggio del 2007, a Città del Messico, ha battuto il suo record personale fotografando oltre 18.000 persone ne el Zócalo, la piazza principale della città.

I modelli da lui utilizzati sono dei volontari. Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice “manifestazione sociale”, a sostegno della libertà di espressione. Dalle sue immagini scaturisce una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo. L’esperimento visivo di Spencer Tunick compie un’azione livellatrice che permette di comprendere l’omogeneità umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente deprivato di umanità e sensualità, ci riporta all’oggetto-merce.

 

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Ambientato in Irlanda del Nord, “Five minutes of Heaven“, vuole far luce sul ritrovamento del corpo di Jim Griffin, 19 anni, scoperto da un membro dell’Ulster volunteer force nell’ottobre del 1975.

Il film di Oliver Hirschbiege, ripropone appunto, l’efferrato omicidio di Griffin, che lo scrittore Guy Hibbert, giudica “un’accurata e drammatica ricostruzione dell’assassinio”.

Lurgan, Irlanda del Nord, 1975.

 

Il 17enne Alistair Little, membro dell’Ulster Volunteer Force, uccide il 19enne cattolico Jim Griffin per vendicare la morte di alcuni suoi compagni e come avvertimento alle forze dell’IRA. Testimone dell’omicidio è l’11enne fratello di Griffin, Joe. Alistair verrà arrestato alcuni giorni dopo, insieme ad altri complici, e sconterà diversi anni di carcere. Trent’anni dopo, l’assassino e il testimone si incontrano grazie ai media nel tentativo di sancire una riconciliazione, ma le intenzioni di Joe sono ben altre…

 

Five Minutes of Heaven – Official Trailer

 

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Durante un’intervista all’edizione domenicale della ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’, il ct irlandese Giovanni Trapattoni ha dichiarato che “Chi ascolta Mozart gioca meglio, si impara molto in fatto di tensione, velocità e ritmo. Si impara anche la logica del gioco”.

Il Trap dichiara che i giocatori di calcio sono dei veri ignorantoni, non leggono libri, si limitano soltanto ai giornali sportivi, pagelle e tutto ciò che ruota intorno al mondo del calcio.

Lui che possiede circa 2000 cd di musica classica, cita l’esempio di un’orchestra sinfonica, dove un secondo violino non si permetterebbe mai di andare dal direttore a chiedere di prendere il posto del primo.

 

Le chicche di Trapattoni

“Oggi i giocatori non sono più abbastanza intelligenti da giocare in maniera collettiva, sono più egoisti”.

 

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