James Joyce di Andrew Gibson

James Joyce (1882-1941) è considerato lo scrittore che, meglio di chiunque altro, ha incarnato il paradigma del modernismo nella storia della letteratura, soprattutto nei suoi due capolavori, “Ulisse” (1922) e “Finnegans Wake” (1939).

Il libro di Andrew Gibson ne ricolloca la figura nel contesto irlandese, mostrando la fitta trama di legami che è possibile individuare fra i suoi scritti e la storia, la cultura e la politica del suo paese.

In questa luce, Andrew Gibson rilegge l’intera produzione joyciana, che include, oltre alle opere già ricordate, anche gli interventi giornalistici, il ricco epistolario, “Gente di Dublino” (1914), “Ritratto dell’artista da giovane” (1916) ed “Esuli” (1918).

Andrew Gibson

E’ così ricostruita la vicenda umana e letteraria di un autore che, formatosi sotto l’influenza delle tradizioni del suo ambiente familiare ed educativo, conservò con la terra d’origine un contatto costante, anche dopo aver affermato la propria vocazione europea e cosmopolita.

Andrew Gibson è professore di Teoria e storia della letteratura moderna nel Royal Holloway, Università di Londra. Ha pubblicato fra l’altro “Joyce’s Revenge: History, Politics and Aesthetics in ‘Ulysses'” (2002).

 

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