Carceri in Irlanda

Una cella tipo del carcere di Wheatfield, periferia nord di Dublino. Servizi igienici, radio, televisore.

Vivono così 390 detenuti, in celle singole o condivise al massimo in due. La prigione è stata ultimata nel 1988 ed è una delle più moderne del paese. A disposizione dei prigionieri una sala macchinari dove si tengono corsi di meccanica e di saldatura, un giardino con tanto di laghetto per quelli di orticultura.

Il 70% dei detenuti qui hanno un’età compresa tra i 20 e i 30 anni: per loro la formazione professionale può rappresentare una svolta di vita non appena torneranno fuori.

 

La situazione delle carceri

4 milioni e mezzo di abitanti, la popolazione carceraria è sempre stata esigua. E’ aumentata negli ultimi anni e oggi le carceri in Irlanda, ospitano in media di 3500 detenuti.  Gli stranieri sono una piccola minoranza (meno del 15%). Ma non tutti sono ospitati in carceri modello come Wheatfield. Nel paese le prigioni in funzione oggi sono 14. La più grande è quella di Mountjoy, nel centro di Dublino. Costruita nel 1850 ha una capacità massima è di 90 persone nella sezione femminile, modernissima, e di 540 in quella maschile, ancora vittoriana. Nel ‘96 uno scrittore irlandese oggi famoso ci scrisse su un libro che fece scandalo, intitolato ironicamente The Joy, il soprannome che i dublinesi hanno dato al loro carcere più antico. Da allora le condizioni all’interno non sono molto migliorate.

Paul Howard – scrittore “Se dovevi andare in bagno durante la notte dovevi arrangiarti con un vaso nell’angolo della cella dove spesso potevano esserci  4 o  5 uomini, queste sono le carceri in Irlanda. Ci si può immaginare l’odore … Le celle vengono chiuse alle  8-9 di sera, così ci si può immaginare l’odore alle 5-6 del mattino dopo. ”

Il 25% dei detenuti irlandesi delle carceri in Irlanda ancora oggi non dispone di servizi igienici in cella. Ma la situazione sta per cambiare. A breve partiranno i lavori per la costruzione di un nuovo gigantesco carcere con 1400 celle, lontano dalla città, su un’area agricola costata 30 milioni di euro, il che porterà alla chiusura definitiva di carceri obsolete come Mountjoy.

Brian Purcell – Direttore Irish Prisons Service “Nelle nuove carceri in Irlanda, compresa la nuova grande prigione che costruiremo fuori Dublino ci saranno servizi igienici e doccia in ogni singola cella. Dopo un lungo periodo in cui non si e’ investito abbastanza nel nostro sistema penitenziario. Negli ultimi 10-12 anni invece ci sono stati investimenti significativi.”

Eppure per Liam Herrick, l’anima dell’unica associazione che difende i diritti dei detenuti, questa potrebbe non essere la strategia giusta.

Liam Herrick – Irish Penal Reform Trust  “Nella maggior parte dei paesi, in  Francia ad esempio, si sta abbandonando il modello delle grandi prigioni, perché sono più difficili da gestire, generano più conflitti interni. Le prigioni più piccole sono migliori in termini di riabilitazione. Reintegrazione e per separare i detenuti davvero pericolosi da quelli che non lo sono”.

Nelle carceri irlandesi i detenuti in attesa di giudizio mediamente superano appena il 20%. Merito di una massiccia applicazione della libertà vigilata durante i processi, ma anche della loro rapidità, uno -due anni al massimo. Salvo questioni interpretative delle leggi -delegate alla corte suprema – esiste una sola possibilità di appello.

Paul Mc Dermott -Avvocato “L’appello viene istruito con molta rapidità, non si tratta di un nuovo processo, ma solo un esame dei verbali del primo per scoprire un eventuale errore fondamentale. E anche qualora emergesse un piccolo vizio di forma, ciò difficilmente annullerebbe la condanna.”

Il sistema giudiziario irlandese del resto è modellato su quello anglosassone della common law e le differenze col nostro abbondano, a cominciare dalla prescrizione, che non esiste per alcun reato: la serie TV di “Cold case” potrebbe essere ambientata anche qui”.

 

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