Tutti parlano di PIGS e PIIGS ma cosa sono? In inglese PIGS, significa ‘porci’ e questo termine è stato coniato dalla stampa britannica ai danni dei paesi europei con problemi economici.

Nel caso di PIGS parliamo di (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), ma ultimamente compare anche la scritta PIIGS, dove la doppia I non indica Italia al quadrato bensì Irlanda e quindi i nuovi porcii sarebbero (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna).

Nel 2010 la ‘I’ è stata utilizzata per sostituire l’Italia con l’Irlanda. L’Irlanda sta vivendo una “recessione continuata”, con un ”drammatico deterioramento dei conti pubblici”. Il pil ha ancora il segno meno (-0,9%), e il suo deficit nel 2010 è all’11,7% mentre nel 2011 sarà al 12,1%. Il debito è al 77,3% del Pil nel 2010 e l’anno prossimo salirà all’87,3%. Tra i problemi maggiori, l’altissima disoccupazione (13,8%) e la scarsissima competitività.

 

PIGS o PIIGS?

PIGS è stato usato fin dagli anni novanta per indicare quattro paesi dell’Europa meridionale: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. L’Irlanda è stata aggiunta, dal 2010, come I addizionale: PIIGS, a causa del suo pesante coinvolgimento nella crisi, raggiungendo un deficit di bilancio del 32%.

A partire dal 2008, il ministro delle finanze del Portogallo Manuel Pinho, la stampa portoghese, e quella di lingua spagnola, hanno a più riprese dichiarato che PIGS “è un termine dispregiativo e razzista”; a causa di questa connotazione, il quotidiano Financial Times e la banca Barclays Capital hanno deciso di bandire l’uso del termine.

Nel 2010 in alcuni articoli l’Italia è stata sostituita dall’Irlanda nell’acronimo originale a quattro lettere, ma alcuni economisti continuano a considerare solo i Paesi mediterranei. Meno di frequente la I è stata usata per riferirsi all’Islanda.

Nello stesso anno è stata aggiunta una G per Gran Bretagna (PIIGG o PIGGS); si trova anche il termine PIIGSUK, composto da PIIGS e UK, iniziali di United Kingdom (Regno Unito in inglese). GIPSI è stato introdotto per risolvere in qualche maniera il problema dell’accezione dispregiativa di PIIGS: l’acronimo richiama infatti il termine inglese gipsy, cioè zingaro.

 

Altre risorse interessanti

Corsi di musica dall’Isola Verde nel week-end di Pentecoste

L’Associazione Glenfleadh, già organizzatrice del festival irlandese di Tesserete, torna a proporre una tre giorni di musica. Durante il week-end di Pentecoste (22-23-24 maggio) verranno organizzati corsi di fisarmonica, violino, chitarra, flauto, mandolino, banjo, bodhran e canto.

Dopo l’entusiasmo suscitato dalla prima edizione di questi workshops, risalente a dicembre 2008, molti sono i nomi di spicco che hanno voluto tornare a far visita alla Capriasca: da Paul Kelly, mandolonista e violinista tra i migliori in Irlanda, a Ed Boyd, chitarrista dei Flook.

 

Tesserete

Altrettanto interessanti i nuovi docenti proposti: Allan Doherty, flautista della colonna sonora de “Il Signore degli Anelli” e James Ryan, docente di banjo e mandolino, per citarne alcuni. Le iscrizioni sono aperte sul sito dell’Associazione Glenfleadh, dove si trovano anche il programma della manifestazione e le biografie dei musicisti.
Come tradizione vuole, la sera si terranno delle sessions, aperte a docenti e allievi, presso alcuni ritrovi pubblici di Tesserete.

Un’occasione unica quindi, e da non mancare, sia per musicisti affermati che vogliono aprirsi alla musica dell’Isola Verde, sia per principianti volenterosi di intraprendere una nuova esperienza musicale.

 

Altre risorse interessanti

Silvia Calamati – Laurence McKeown – Denis O’Hearn. IL DIARIO DI BOBBY SANDS
Storia di un ragazzo irlandese

Castelvecchi Editore, 2010 – Collana: I Timoni – p. 288- 16,00 euro

5 MAGGIO 1981 – 5 MAGGIO 2010
29° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI BOBBY SANDS

Nato a Belfast nel marzo 1954, Robert Gerard “Bobby” Sands abbracciò la causa dell’indipendentismo irlandese a soli diciassette anni, nella convinzione di non poter fare nulla di diverso per combattere le ingiustizie che vedeva crescere intorno a lui. Arrestato più volte e più volte condannato senza prove a suo carico, trascorse gran parte della sua vita nello spietato carcere di Long Kesh – ribattezzato “The Maze” – dove, il 5 maggio del 1981, al culmine di una tragica protesta durata quattro anni, si lasciò morire di fame dopo aver rifiutato il cibo per ben 66 giorni consecutivi.

Dopo di lui, tra il maggio e l’agosto 1981,  altri nove giovani prigionieri repubblicani irlandesi, tutti al di sotto dei trent’anni, morirono a Long Kesh.
Bobby Sands è stato salutato come un eroe non soltanto dai suoi compagni ma da chiunque, in ogni parte del mondo, si ritrovi impegnato a lottare per la giustizia e la libertà.
Il diario di Bobby Sands restituisce al lettore quelli che furono la vita e i sogni di un ragazzo irlandese, riproponendo, dopo decenni di censure, i drammi di una guerra in Europa troppo spesso dimenticata, che ha causato oltre 3.700 morti.

Estratto

“Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna”. (Bobby Sands, 17 marzo 1981).

Silvia Calamati

Si occupa della questione irlandese dal 1982. Ha tradotto Un giorno della mia vita (Feltrinelli, 1996) di Bobby Sands e Guerra e liberazione in Irlanda (Edizioni della Battaglia, 1998) di Joseph McVeigh. Tra le sue pubblicazioni, i saggi Figlie di Erin. Voci di donne dell’Irlanda del Nord (Edizioni Associate, 2001, tradotto in inglese, spagnolo e gaelico), Irlanda del Nord. Una colonia in Europa (Edizioni Associate, 2005) e Qui Belfast. 20 anni di cronache dall’Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane (Edizioni Associate).
Collaboratrice di Rai News 24, ha ricevuto il premio internazionale Tom Cox Award per il suo impegno di giornalista e scrittrice.

Laurence McKeown

Ex compagno di prigionia di Bobby Sands , nel 1981 condusse lo sciopero della fame per 70 giorni. Divenuto oggi scrittore, ha sceneggiato  il film H3 (2001), ispirato alla tragica vicenda di Sands e dei suoi compagni di prigionia nel carcere di Long Kesh.

Denis O’Hearn

Negli anni Settanta ha lavorato a Belfast come giornalista contribuendo in maniera decisiva, grazie agli articoli pubblicati su «In These Times» e «The Guardian», a far conoscere le lotte carcerarie dei prigionieri politici irlandesi detenuti a Long Kesh. Insegna sociologia alla University of  Binghamton di New York.

Acquista il libro

Acquista ora!

Daniel “Skippy” Juster e Ruprecht Van Doren sono compagni di stanza al Seabrook College di Dublino. Skippy è nella squadra di nuoto e passa le sue giornate attaccato al Nintendo, Ruprecht è un piccolo genio in sovrappeso con la passione per la matematica, le invenzioni e la speranza di comunicare, un giorno o l’altro, con gli extraterrestri.

Una sera, in un locale, i due fanno a gara a chi mangia più ciambelle. Accade in un attimo: Skippy diventa rosso in viso, stramazza al suolo e muore in pochi minuti.

Da questa fatale competizione prende il via una tragicomica avventura, fatta di piccole e grandi storie: primi amori che sbocciano con il lancio di un frisbee, spacciatori gelosi e fuori di testa, party di Halloween ad alto contenuto stupefacente, giovani professori in crisi esistenziale, preti potenti dal passato oscuro, e bizzarre teorie sull’esistenza di universi paralleli. Un romanzo di formazione atipico, in cui Paul Murray mostra il fragile confine che divide la realtà dalla finzione, l’amore dal tradimento, la vita dalla morte.

 

 

Sinossi di Skippy muore

Daniel “Skippy” Juster e Ruprecht Van Doren sono compagni di stanza al Seabrook College di Dublino. Skippy è nella squadra di nuoto e passa le sue giornate attaccato al Nintendo, Ruprecht è un piccolo genio in sovrappeso con la passione per la matematica, le invenzioni e la speranza di comunicare, un giorno o l’altro, con gli extraterrestri. Una sera, in un locale, i due fanno a gara a chi mangia più ciambelle. Accade in un attimo: Skippy diventa rosso in viso, stramazza al suolo e muore in pochi minuti.

Da questa fatale competizione prende il via una tragicomica avventura, fatta di piccole e grandi storie: primi amori che sbocciano con il lancio di un frisbee, spacciatori gelosi e fuori di testa, party di Halloween ad alto contenuto stupefacente, giovani professori in crisi esistenziale, preti potenti dal passato oscuro, e bizzarre teorie sull’esistenza di universi paralleli. Un romanzo di formazione atipico, in cui Paul Murray mostra il fragile confine che divide la realtà dalla finzione, l’amore dal tradimento, la vita dalla morte.

 

Acquista Skippy muore di Paul Murray

Acquista ora!