Il futuro non è affatto roseo in Irlanda. C’è crisi, una crisi profonda che potrebbe presto portare il Paese ad accettare gli aiuti Europei, come ha già dovuto fare la Grecia.

Il lavoro più sicuro che si può trovare in questo momento è all’estero. In 150 mila, nei prossimi cinque anni, sono pronti ad andare via e secondo i dati ogni mese 1.250 studenti sono costretti a fronteggiare la crisi, lasciando il proprio Paese. Sull’isola un laureato su cinque cerca lavoro all’estero.

Una crisi che sta colpendo le tasche degli studenti, che vedono lievitare le tasse di iscrizione. Oggi a pensare di partire sono tanti studenti stufi e stanchi di protestare contro gli aumenti delle imposte e i tagli continui per far quadrare i conti. C’è lotta.

 

La ex Tigre Celtica lotta

Secondo il portavoce degli studenti, Michael Ward, i giovani irlandesi stanno pagando la ‘bolla immobiliare’ che ha investito l’Isola. Per un Paese perdere i giovani significa perdere il dinamismo, la voglia di fare e di crescere e se proprio vogliamo dirla tutta. Qualcuna aveva previsto già nel 2007 questa crisi, andate a chiedere informazioni a Morgan Kelly, dell’University College di Dublino.

 

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