L’auto Presidenziale di Obama sta per uscire dall’ambasciata americana a Dublino e, per via della lunghezza della vettura, non riesce a superare il dosso presente all’altezza del cancello, incastrandosi completamente.

Mentre le guardie del Presidente vanno nel panico, la gente filma e sorride per l’accaduto. La limousine soprannominata “The Beast” testata per ogni possibile attacco è troppo bassa e non riesce a superare il dosso del cancello.

Un paradosso per una che dovrebbe essere la macchina più sicura al mondo. Ma la gente da queste parti non si fa molti problemi visto che Obama è praticamente di casa. Nelle sue vene scorre anche sangue irlandese e una canzone dal titolo There’s no one as Irish as Barack Obama lo testimonia.

 

The beast di Obama resta incastrata

Il simpatico video divenuto un siparietto tutto da gustare. Certo sarebbero potuti andare tutti al Pub irlandese a bere una birra mentre le guardie del corpo tentavano di disincagliare il mezzo.

 

The Beast è un’automobile lunga cinque metri e mezzo e il cui peso supera le 7 tonnellate. L’imponente limousine, rigorosamente di colore nero, è arrivata in Europa a bordo di un apposito aereo. Ciò che fa impressione sono le caratteristiche dell’auto blindata del mondo. Si tratta di un semi blindato sostenuto da un motore della Chevrolet Kodiak: per intenderci, una sorta di via di mezzo tra un pick-up e un camion, realizzata con lastre spesse 20 centimetri di ferro, alluminio, titanio e altri materiali di ceramica, che renderebbero praticamente quasi impossibile aprire le portiere dall’interno.

Tra le curiosità, c’è una “bestia gemella”, che porta la stessa targa di quella ‘originale’, che si muove nel medesimo corteo presidenziale. In questo modo, nessuno saprà mai dove si trovi esattamente il presidente.

Eppure questa volta, un dosso ha bloccato e messo a rischio la vita del Presidente.

E’ morto qualche giorno fa, nella sua casa di Cork all’età di 84 anni, lo scrittore irlandese Patrick Galvin, la cui trilogia romanzesca ha ispirato il film drammatico ”Angeli ribelli”.

Galvin è famoso per la trilogia (tradotta in otto lingue, in italiano dall’editore Ponte alle Grazie) basata sulla sua vita
turbolenta: “Canzone per un povero ragazzo”.

Patrick Galvin racconta del suo difficile passaggio nell’adolescenza, che inizia con il piede sbagliato: su un treno diretto al riformatorio. Dove i sogni dell’infanzia sono spazzati via dal brusco irrompere della realtà.

 

Patrick Galvin

Tra le umilianti mura di Saint Jude’s, i pericolosi teppisti e gli elementi rivoltanti come il giovane Galvin sono sottoposti alla disciplina intransigente di frati neri e spietati come rapaci in una voliera di canarini.

Solo l’arrivo di un nuovo insegnante, il signor Franklin, un asciutto idealista in odore di comunismo, sembrerebbe poter dischiudere uno spiraglio di futuro nel grigiore paralizzante che soffoca gli uccellini sotto chiave.

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La Regina dal Castello di Dublino, ammette che è impossibile ignorare il peso della storia e tra lo stupore del presidente Mary McAleese si rivolge proprio a lei e agli amici con “A hUachtarain agus a chairde”.

Nel secondo giorno della sua visita, Elisabetta ha reso omaggio alle vittime dei Troubles e nel suo discorso tanto atteso, ha dichiarato “A tutti coloro che hanno sofferto come conseguenza del nostro passato travagliato estendo il mio profondo cordoglio”.
La sovrana ha poi voluto elogiare i due governi e il lavoro straordinario che hanno attutato per la condivisione del potere e ha voluto ricordare l’importanza degli Accordi del Venerdì Santo.

Anche il Presidente McAleese si è detta orgogliosa dei “costruttori di pace” che hanno contribuito a realizzare la condivisione del potere e si è detta fiduciosa per il futuro del Paese. Il presidente ha inoltre riconosciuto il sostegno della Regina per il processo di pace.

 

La visita della regina

Al banchetto era presente il primo ministro David Cameron e il Taoiseach Enda Kenny, oltre ai 172 invitati tra i quali anche il primo ministro Peter Robinson e sua moglie Iris. Tra gli ospiti il capitano della nazionale irlandese di rugby, Brian O’Driscoll e sua moglie e l’attrice Amy Huberman.

Cinque persone sono state arrestate durante la protesta davanti al Castello.

Gerry Adams, presidente del Sinn Fein ha dichiarato che il discorso della Regina dovrà essere “giudicato dalle azioni del suo governo nel tempo a venire”. “Credo che il cordoglio per coloro che hanno sofferto espresso dalla Regina sia autentico, ma il perdono arriverà soltanto se la politica futura del suo governo sarà basato sulla vera uguaglianza e rispetto reciproco”, ha aggiunto Adams.

 

Strade chiuse

Alla vigilia della visita di stato della regina Elisabetta, a Dublino è scattato il piano sicurezza. Su cinquanta strade del centro, non sarà possibile parcheggiare e prima dell’arrivo della sovrana, saranno chiuse definitivamente al traffico cittadino. Un dispiegamento di agenti impressionante, con oltre 8mila poliziotti e 2mila militari coinvolti per garantire la sicurezza della regina Elisabetta e di suo marito Filippo. Un piano doveroso, secondo la polizia britannica, dopo le minacce indirizzate alla regina, definita “criminale di guerra” da parte di alcune organizzazioni terroristiche. Intanto la polizia ha fatto sapere di aver arrestato due persone un 25enne e un 26enne.

 

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