E’ l’ultima proposta del numero due del Sinn Fein, Martin McGuinness, un referendum per unire l’Eire all’Irlanda del Nord nel 2016. Il partito repubblicano da anni lotta per l’unione della provincia del Regno Unito alla Repubblica irlandese.

Ma a decidere un eventuale referendum dovrà essere il governo di Londra in difficoltà anche per la richiesta di indipendenza avanzata dalla Scozia. McGuinness ha sostenuto che la consultazione irlandese potrebbe avvenire dopo le prossime elezioni dell’assemblea dell’Irlanda del Nord, previste per il 2015/2016.

La proposta arriva durante un’intervista di McGuinness al The Irish Examiner, questi tempi mi sembrano ragionevoli ha aggiunto e sulla questione “Sarebbe giusto vedere cosa pensa la gente che vive nelle Sei Contee, se restare legata al Regno Unito oppure far parte di un’Irlanda unita. Una scelta che potrebbe avenire in qualsiasi momento tra il 2016 e 2020-21” ha ribadito McGuinness.

 

Referendum sulle Irlande

La gente prenderà una decisione sul potenziale che potrebbe portare la riunificazione dell’Irlanda in termini di stabilità politica e in termini di leve economiche” un tema caldo in questo momento di crisi. E poi, una maggioranza cattolica è prevista entro la prossima generazione nelle Sei Contee.

 

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Anche questa è arte, si tratta di Frank Buckley che a Dublino ha voluto realizzare una casa impastando i resti triturati di 1,4 miliardi di euro (1.820 milioni dollari). Un momento di follia che vuole dimostrare come l’investimento sugli immobili è stato ‘azzerato’ o quasi dalla crisi immobiliare.

Frank Buckley ha costruito l’appartamento nella hall di un edificio di Dublino ancora da completare, simbolo del culmine di un boom edilizio, che ha trovato fine, grazie alla crisi delle banche. Una realizzazione fatta di mattoni di banconote in euro triturati presi in prestito dalla zecca nazionale irlandese. Buckley la chiama “Billion-euro home“, perchè in Irlanda in tanti hanno investito miliardi per edifici o appartamenti che oramai hanno dimezzato il proprio valore di mercato.

Nel 2000 la Tigre Celtica volava sull’economia mondiale ma la bolla immobiliare è scoppiata sette anni dopo innescando la più grave recessione del mondo industrializzato, fino a costringere il Paese a chiedere un umiliante salvataggio da parte dell’UE e del FMI.

 

Irishtimes: €1.4bn house is a work of art

Buckley aveva ricevuto un mutuo al 100% per una casa che aveva un valore di 365.000 euro, nonostante non avesse un reddito stabile e dopo la separazione con la moglie ha dovuto lasciare l’immobile che ora ha perso un terzo del suo valore. Ma l’uomo non si è perso d’animo ed ora potrà vivere nella sua “Billion-euro home“, talmente calda che addirittura dorme senza coperte. L’unica cosa chiara infatti, sembra essere che l’euro, sia un ottimo isolante.

 

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Fa di nuovo parlare di sé, la cantante Rihanna ha definito il miglior sesso quello fatto in macchina. E nel video “We found love”, che ha già sforato i 117 milioni di visualizzazioni, la sua affermazione diventa conferma, con tanto di scene esplicite.

Durante le riprese girate in un campo di grano in Irlanda, Rihanna insieme alla sua troupe fu infatti fermata dal contadino proprietario del campo, perché infastidito da un topless (foto) della cantante delle Barbados che l’uomo 61enne non aveva messo a conto.

Rihanna si è dovuta anche scusare con i fan nordirlandesi per aver turbato il contadino, e lo fece dalla pagina personale di Twitter. Insomma bella è impossibile Rihanna riesce sempre ad attirare l’attenzione!

Rihanna e il sesso fatto in macchina

Se ne esce così Rihanna, la strepitosa star delle Barbados, il cui nome vero è Robyn Rihanna Fenty. Cantante, attrice, modella e imprenditrice, la diplomatica, vanta persino questo titolo, è riuscita a mettere a video la sua dichiarazione. Quel sesso fatto in macchina, a suo dire il migliore, lo propone nell’ultima videoclip. Scene più o meno esplicite che in qualche modo hanno attratto milioni di fan. Inutile ribadire le regole che portano al successo: sangue, soldi e sesso. Quando non ci sono le prime due, basta l’ultima che vi abbiamo appena citato. Rihanna è riuscita nella sua impresa di attrarre l’attenzione per il suo ultimo capolavoro?

 

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La celebre azienda Guinness ha annunciato nuovi investimenti per la produzione di birra nella capitale, e la chiusura di invece di quelli a Kilkenny e Dunwalk. Una decisione già annunciata nel 2008 che ora, dopo i dovuti permessi di costruzione, diventerà realtà.

La Diageo, azienda che detiene il marchio Guinness investirà 153 milioni di euro per un centro di eccellenza al vecchio e famoso indirizzo della celebre stout, St. James a Dublino. Uno stabile che garantirà 300 posti di lavoro, la cui costruzione comincerà a partire dalla metà di quest’anno.

Un piano strategico secondo David Gosnell, presidente, della Global Supply Diageo che ha voluto spiegare come la scelta di consolidare la produzione a St. James è fondamentale per offrire la necessaria competitività e sostenibilità a lungo termine della produzione di birra in Irlanda. Dello stesso parere anche il Ministro del lavoro, impresa e innovazione, Richard Bruton che sembra essere soddisfatto della scelta di questa azienda, leader mondiale per la vendita e fabbricazione di alcolici soprattutto perchè la produzione resta in Irlanda.

 

Il progetto

Ogni pinta di Guinness venduta in Europa e negli Stati Uniti è attualmente prodotta a Dublino.

La portata del progetto proposto comprende (soggetto a permesso di costruire):

  • Una nuova “sala di cottura” a Northlands, St James’s Gate (Victoria Quay)
  • Il volume della nuova sala avrà una capacità di circa 7 milioni di ettolitri.
  • Un nuovo edificio per cereali e silos associati
  • Un’estensione degli impianti di fermentazione esistenti a sud-ovest dalla nuova fabbrica

Questa nuova unità produttiva porterà alla chiusura di due stabilimenti, quello di Kilkenny e Dundalk. I tempi saranno vincolati dalla pianificazione e costruzione delle nuove unità a Dublino.

 

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A Ballyhea sono davvero indignati per il piano di austerità imposto dal governo, e così ogni domenica, gli abitanti del posto marciano lungo le strade per mostrare la propria contrarietà. Stiamo parlando di un piccolissimo villaggio dove di solito non accade mai nulla e che invece si è ‘risvegliato’ e unito, per manifestare contro i tagli imposti dall’alto.

Quello che accomuna queste persone, oltre alle poche aziende agricole e un piccolo complesso residenziale, composto da una chiesa, una pompa benzina e la scuola è proprio l’indignazione. E così, sono 43 settimane che tutte le domeniche gli abitanti percorrono la strada principale che collega Cork a Limerick, con uno striscione in testa con scritto “Ballyhea says NO!”.

L’organizzatore della Marcia, Diarmuid O’Flynn, durante un’intervista ha esplicitamente dichiarato di essersi ispirato alla primavera araba ed ha aggiunto “Non stiamo cercando di salvare il mondo, e non si tratta di destra e sinistra. Si tratta di giusto e sbagliato”.

 

Ballyhea

A Ballyhea però, sembrano essere tutti d’accordo con questa Marcia, è giusta secondo i cittadini di questo villaggio, perchè il debito non lo hanno creato loro e nemmeno il resto degli irlandesi, il debito lo hanno creato le banche e le borse, sono loro a dover pagare. Insomma, a Ballyhea vecchi e giovani marciano insieme contro il piano di austerity.

 

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Edward Enfield pedala lungo la costa irlandese, incantato da costruzioni preistoriche, regioni selvagge, coste a strapiombo sul mare. E cercando di scappare da padrone di casa che insistono a volergli lavare i vestiti.

Ci accompagna una suggestiva passeggiata in bicicletta, abbuffandosi con enormi colazioni e fermandosi a chiacchierare con tagliatori di torba e pescatori, eccentrici turisti e celebri organizzatori di matrimoni.

Con il suo particolare umorismo, capacità di osservazione e senso dell’assurdo, viaggia lungo le più belle zone dell’Isola, dai laghi di Killarney fino agli idilliaci paesaggi di Joyce, dai dolmen di Clare fino ai deserti e alle rovine neolitiche di Mayo. E, come dice lui stesso, non c’è posto migliore del sellino di una bici per visitare un paese.

Brossura Editore: Ediciclo
Anno di pubblicazione: 2010
Collana: Altre terre
Lingua: Italiano
Pagine: 203
Traduttore: C. Menichella
Codice EAN: 9788888829920
Generi: Romanzi e Letterature, Letteratura di viaggio Viaggi e Turismo, Racconti di viaggio
 

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Dal 1 gennaio 2012, sono scaduti i diritti delle opere di Joyce e Newton Compton già propone una nuova traduzione per l’Ulisse della collana i Mammut. Questa nuova edizione a cura di Enrico Terrinoni è stata tradotta da Terrinoni insieme a Carlo Bigazzi.

Ulisse di James Joyce, sin dal giorno della sua pubblicazione – il 2 febbraio del 1922, quarantesimo compleanno dell’autore – era destinato a mutare radicalmente le sorti della letteratura contemporanea. Il romanzo è la cronaca di una giornata reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un’umanità rinnovata.

L’intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del 16 giugno 1904 – data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà «diventare uomo»… – fino alle prime ore della notte del giorno seguente.

 

Scaduti i diritti delle opere di Joyce

Il protagonista principale, l’ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo di larghe vedute e grande umanità, sempre attento verso il più debole e il diverso, e capace di cortesia anche nei confronti di chi queste doti non userà con lui. Gli altri protagonisti sono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato Stephen Dedalus – già personaggio principale del libro precedente di Joyce, Dedalus.


Un ritratto dell’artista da giovane
– e Molly Bloom, la moglie dell’ebreo, vera e propria regina del romanzo. Alla fine, stesa sul vecchio letto scricchiolante, Molly sarà intenta a riflettere – in un monologo di più di ventimila parole non scandite da punteggiatura – sulla giornata appena trascorsa, sul suo tradimento del marito, su ogni ricordo del passato, e sui potenziali futuri immaginati. Figura dalla solida corporeità, Molly è una donna gloriosamente istintiva,ma anche resistente a una qualunque forma di caratterizzazione categorica. Ulisse è un romanzo della mente: i monologhi interiori e il flusso di coscienza sono una versione moderna dei soliloqui amletici.

Si insinuano gradualmente nelle trame dell’opera, fino a dissolvere ogni limite tra narrazione realistico-naturalista e impressione grafica del pensiero vagante. «Chiunque legga Ulisse può dichiararsi un esperto», spiega Declan Kiberd. È un testo che detta le condizioni della propria lettura.

Enrico Terrinoni, breve biografia

Enrico Terrinoni è professore associato di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Autore di numerosi scritti su Joyce e la letteratura irlandese, ha ottenuto varie fellowship internazionali presso University College Dublin, Indiana University, e Trinity College Dublin. Co-dirige la «Internationalist Review of Irish Culture». Ha tradotto Muriel Spark, Brendan Behan, G.M. Flynn, B.S. Johnson, John Burnside e Miguel Siyuco. Collabora con «Il Manifesto».

 

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