Una elefantessa, di 2,5 tonnellate di peso, è scappata dal Courtney Brothers Circus, a Blackpool, un villaggio alle porte di Cork.

La città è andata completamente nel panico, ovviamente, visto che il pachiderma con il nome di Baby si è concessa un po’ di tutto. L’animale ha vagato per le strade cittadine.

C’è stato un po’ da fare, ma poi per fortuna i suoi addestratori sono riusciti a convincerla di rientrare nel circo. Dopo averla braccata, l’elefantessa ha ceduto ma non prima di farsi un giro in un parcheggio di un supermercato e poi sulla strada nei pressi di un’autorimessa.

 

 

L’elefantessa incorreggibile

Secondo la tv locale, che ne ha diffuso il video, l’elefantessa, di 40 anni non voleva fare la doccia, da qui la fuga. Si tratta di un piccolo elefante che, evadendo dal circo, ha generato panico e stupore fra gli abitanti di Cork, in Irlanda. Non è certo una quotidiana esperienza ritrovarsi un pachiderma in un parcheggio di un supermarket.

Fortunatamente, l’intera vicenda si è conclusa a lieto fine. Nessuno si è fatto male, racconta il cronista, e l’elefante è stato tratto in salvo e ricondotto al circo.  Una giovane donna, che ha assistito alla scena, ha dichiarato: “L’elefantessa non sembrava felice”.
 

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Combinare antibiotici comuni con altri composti, è questa la parola chiave di alcuni scienziati che hanno presentano il loro lavoro alla “The Society for General Microbiology’s Spring Conference di Dublino”. Una miscela che consentirebbe di rendere i batteri resistenti, sensibili agli antibiotici stessi.

Un problema che riguarda pazienti che come spesso può accadere in ospedale, hanno raccolto infezioni come la Pseudomonas, Klebsiella, Enterobacter e Staphylococcus.

I ricercatori della University College Dublin (UCD), si sono concentrati proprio su queste tipologie di batteri, isolandoli e testandoli per vedere la loro resistenza agli specifici antibiotici di riferimento.
 

Nuovi antibiotici

La cura a base di ciprofloxacina, è stata integrata con i differenti composti fino a far emergere un dato importante, ossia che i composti garantiscono un miglioramento sull’efficacia della ciprofloxacina stessa, rendendola così più potente. Una scoperta definita importante per la resistenza antimicrobica, un po’ perchè sul mercato ci sono pochi farmaci legati a questi problemi, ma soprattutto perchè in questo modo si potrebbe ridare una nuova collocazione a quelli già presenti in commercio e che non garantisco i risultati sperati.

Secondo il team di ricerca, questa scoperta potrebbe cambiare il modo in cui vengono utilizzati gli antibiotici.

 

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Ernesto Che Guevara, “padre della rivoluzione, figlio di Galway“, ebbene sì, per chi ancora non lo sapesse sembra proprio che i parenti materni del ‘Che’ fossero irlandesi e lo stesso rivoluzionario visitò l’area più di cinquant’anni fa.

Tra bandiere, manifesti di monolocali e appartamenti per studenti da Belfield a Bishopstown, Billy Cameron, consigliere del Partito laburista, ha proposto di erigere una statua del Che per omaggiarlo. Da qui, le reazioni sono le più disparate, c’è chi come Declan Ganley paragona addirittura Guevara a Pol Pot, Stalin e Idi Amin e chi invece si dice a favore.

Le polemiche per la statua di Che Guevara

Ma il progetto sembra continuare grazie all’appoggio della gente e dell’ambasciata. Ernesto Guevara discende da due tribù cittadine la Lynches e la Blakes e quindi il messaggio che vuole far passare Cameron è quello di “Onorare uno di noi da lontano”. Le polemiche arrivano anche dagli Usa.

L’immagine di Guevara, diventata leggenda, oltre al credo politico che professa, fa emergere anche un altro aspetto importante, quello di essere giovane e in quanto tale eterno.

Nel dibattito acceso della stampa irlandese, è intervenuto anche Jim FitzPatrick, l’artista irlandese che nel 1968 prese una foto di Che Guevara facendola diventare (sfondo rosso, volto e lineamenti in bianco e nero) uno dei poster-litografia più venduti al mondo.

Da leggere:

Due attiviste si sono spogliate su O’Connell Street a Dublino. La singolare manifestazione di protesta ha attratto numerosi giornalisti e curiosi. Tra questi tanti turisti in vacanza in Irlanda. Le due donna, che non potevano di certo passare inosservate, hanno voluto dare il proprio consenso alla causa contro l’uccisione degli animali.

Le attiviste di Peta Marika Rea e Heline Murrin, quasi completamente nude, si sono immerse in una vasca da bagno mostrando cartelli con su scritto “1 steak = 50 baths”.

L’associazione è stata resa celebre, proprio perchè personaggi famosi si sono prestati a promuovere iniziative contro l’uccisione degli animali.

Il sito ufficiale Peta

Attiviste nude

La PETA crede che agli animali vadano garantiti alcuni diritti fondamentali, e il rispetto dei loro interessi a prescindere da considerazioni di utilità per gli esseri umani. Come voi, gli animali sono capaci di soffrire e hanno scopi nella loro vita; di conseguenza, non sono a nostra disposizione per l’uso come cibo, abbigliamento, divertimento, sperimentazione o per qualsiasi altro scopo.

Che cos’è Peta?

People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) è un’organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali. Fu fondata nel 1980 da Ingrid Newkirk e Alex Pacheco, ispirati dal libro di Peter Singer Liberazione animale.

La Newkirk è ancora oggi alla guida dell’organizzazione che ha la sua sede centrale a Norfolk in Virginia. In tutto il mondo, secondo i dati forniti dall’organizzazione stessa, la PETA conta 800000 membri e oltre 100 impiegati. Oltre che negli Stati Uniti, la PETA ha uffici nel Regno Unito, in India, in Germania, nei Paesi Bassi e in Asia.

La PETA concentra i propri sforzi nella lotta a quattro pratiche: l’allevamento intensivo, la vivisezione (o la sperimentazione sugli animali), l’allevamento di animali da pelliccia e l’uso di animali nell’industria del divertimento. Altri sforzi minori sono volti a combattere la pesca, la pratica della disinfestazione (per esempio nei confronti dei ratti), il combattimento di galli e così via.

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Il colosso americano chiede scusa agli irlandesi, per un modello di scarpe chiamato ufficialmente SB Dunk Low, ma soprannominato “Black and Tan“.

Peccato che questo nome appartenga ad un ex battaglione di forze speciali paramilitari britanniche che durante un incontro di footbal gaelico, entrarono al Croke Park di Dublino facendo un massacro.

Ci troviamo negli anni 1919-1921 e questa scena è ben rappresentata nel film Michael Collins, mentre si disputava la partita Dublino-Tipperary datata 21 novembre 1920. Fu il capitano Micheal Hogan, a sfidare questo gruppo armato che fece irruzione nel campo e il risultato fu un massacro.
 

Scene from movie “Michael Collins

 
La Nike si scusa per le sneaker Black and TanLa Nike però si è scusata giustificando che il colore della scarpa, richiama proprio quello del Black and Tan inteso come bevanda popolare negli Stati Uniti, ottenuta mescolando Guinness Draught e Harp Lager. Ma gli irlandesi, poco ci credono, visto che questo tipo di cocktail non è così diffuso come vogliono far sembrare e poi “nessun irlandese mischierebbe una Guinness”, riporta qualche giornale. Inoltre il lancio delle sneaker era previsto proprio il giorno di San Patrizio.

Consigliamo di leggere questo articolo. Ne riportiamo una frase.

It’s how the Americans view Saint Patrick’s Day and view Irish culture and history. And it’s the very fact that some people are saying that these are beer-themed sneakers, that the only way to celebrate a national holiday of a country with a very rich culture and a very rich history and literature, et cetera, is to pour massive amounts of alcohol down your body.

 

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Per la prima volta quest’anno a Grazzano Visconti si ricorderà il St Patrick’s Day, festeggiato con parate e spettacoli in tutto il mondo. Tutta la giornata di sabato 17 marzo sarà quindi costellata di eventi, laboratori creativi ed esibizioni a sfondo celtico e irlandese, sia per i grandi che per i bambini.

Musica folk tradizionale, cornamuse e celtic whistle, costumi gaelici e guerrieri in armatura, e non mancherà il Leprechaun, spiritello in abiti verdi e barba rossa che custodisce gelosamente una pignatta piena di monete d’oro.

Per quanto riguarda la musica è previsto il concerto dei Kalevala alle 20 al Ristorante Biscione. Domenica 18 marzo invece è in programma la presentazione degli appuntamenti della stagione 2012 del Consilium Medievale di Grazzano Visconti con l’esibizione degli armati, gara di arceria medievale e giochi per tutti.
 

Programma:

Dalle 11.00 laboratorio orafo estemporaneo presso la bottega dell’orafo.

Dalle ore 15.00 in tutto il borgo musicanti gaelici in costume, cornamuse e celtic whistle, folletti e pignatta con monete d’oro, guerrieri in armatura e trucca bimbi.

Alle 16.00 laboratori creativi celtici per bimbi presso la Libreria Semola

Inoltre menù celtici e irlandesi birre irlandesi e birre verdi presso i bar e ristoranti del borgo.

Visite guidate nel parco del Castello ritrovo presso la bottega di Mastro Gufo

Dalle ore 20.00 Kalevala in concerto (musica folk irlandese presso il Ristorante Il Biscione.

 

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La notte prima delle sue nozze una giovane donna capisce di non aver mai amato l’uomo che sta per sposare. Così ‘La sposa irlandese‘ stuzzica la curiosità del lettore.

Un’anziana donna di servizio che ha dedicato la propria vita al lavoro osserva con astio la frivolezza delle signore dell’alta società, nei bagni di un grande hotel dublinese. Sono solo alcune delle storie magistralmente narrate nei sette racconti inediti di questo volume.

In una Dublino che ricorda James Joyce, i personaggi di Maeve Brennan vivono esistenze silenziose, apparentemente banali, sotto la cui superficie si agitano però sentimenti e aspirazioni in lotta con i limiti e le costrizioni di ambienti piccolo borghesi. Ed è questa costante tensione tra vita sognata e vita reale a segnare l’esperienza, a volte tragica, delle memorabili figure che animano questi racconti.

 

La sposa irlandese nei dettagli

Formato: Tascabile
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Anno di pubblicazione 2011
Collana: Scrittori contemporanei
Lingua: Italiano
Pagine: 153
Traduttore: C. Gabutti
Codice EAN: 9788817053655
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi stranieri contemporanei Romanzi e Letterature, Racconti stranieri
 

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“Non bisogna mai aver paura di nulla, nemmeno della morte”. Con questa idea in testa la giovanissima irlandese Maud Gonne ha trovato il coraggio di intraprendere la sua battaglia politica contro la tirannia dell’Impero Britannico e secondo questa filosofia ha condotto tutta la sua vita, come lei stessa ha voluto testimoniare con la sua autobiografia: Al servizio della regina.

Dall’infanzia fino al primo matrimonio celebrato nel 1903, gli anni che Maud Gonne racconta sono quelli di una Irlanda povera e soggiogata che cerca di affermare la sua indipendenza attraverso la lotta organizzata e la ribellione.

Ed è sempre lei, viaggiatrice infaticabile, a raccontare in queste pagine l’Europa di fin de siècle, i bassifondi dublinesi, l’orrore delle carceri inglesi, le campagne irlandesi in lotta contro i padroni del grande latifondo. In prima linea a difesa dei più poveri, al fianco dei contadini, sostenitrice della lotta armata, la sua autobiografia restituisce l’immagine di una donna che è stata faro di indipendenza ed emancipazione, fondando la prima organizzazione politica femminile del suo paese e contribuendo ad aprire la strada alla partecipazione delle donne alla politica del Novecento. Traduzione e postfazione di Antonella De Nicola.

 

Libro, Al servizio della regina

Formato: Brossura
Editore: Iacobelli
Anno di pubblicazione: 2012
Collana: Frammenti di memoria
Titolo originale: A Servant of the Queen
Lingua originale: Inglese
Pagine: 298
Traduttore: A. De Nicola
Codice EAN: 9788862521222

 

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Il parlmento irlandese ha approvato la controversa legislazione anti-pirateria e per la difesa del diritto d’autore. La famosa ‘Sopa‘, dal primo di marzo è legge e mira ad impedire la diffusione incontrollata su internet di contenuti protetti da copyright.

Numerosi i comitati che si sono battuti contro questa legge, che potrebbe aprire nuovi scenari, anche nel resto d’Europa. Secondo il Premier Enda Kenny invece, la norma garantirà maggiori poteri ai tribunali, in maniera tale da perseguire i responsabili di diffusione, per mezzo di internet, di materiali protetti da diritto d’autore.

I ‘No Sopa’, credono fermamente che questa legge, sia un attacco alla libertà della Rete e rischia di colpire non solo i singoli utenti, ma anche autentici giganti come Google, Facebook e Youtube. Anche in America il dibattito è aperto e lo scontro è duro.

 

Sopa è legge

Vedremo l’evoluzione della Sopa in Irlanda (Stop piracy online act) e ricordiamo che l’esecutivo si è espresso a favore di questa norma, perchè costretto anche dalla causa legale avviata dalla casa discografica EMI, che nel 2011 ha fatto registrare la metà delle vendite rispetto agli anni precedenti.

 

La EMI fa causa al governo irlandese

Il colosso della musica EMI, ha lanciato una causa legale contro il governo irlandese sulla gestione delle leggi anti-pirateria. Secondo l’etichetta discografica che include artisti del calibro di Coldplay, 30 Seconds To Mars e Tinie Tempah l’azione legale è dovuta alla mancanza di nuove leggi, adatte a contrastare la condivisione illegale di file.

La Emi, non ha creduto alle promesse del governo irlandese, sull’introduzione di nuove norme che permetterebbero alle etichette discografiche di agire direttamente sui fornitori di servizi Internet, chiedendo di bloccare l’accesso a siti web che diffondono in rete materiali protetti da copyright.
L’Irish Time, infatti riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato EMI in Irlanda, Willie Kavanagh, “Le case discografiche dovrebbero avere il diritto di chiedere ai fornitori di servizi Internet di indagare sui siti web che noi crediamo coinvolti nella pirateria, mettendo anche in dubbio la volontà dell’esecutivo sulla riduzione dell’illegalità.

EMI Irlanda ha dimezzato i suoi profitti nel 2011.

 

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Il nuovo rapporto “NI Peace Monitoring report” pubblicato nei giorni scorsi, ha fatto emergere che, nel Nord del paese, continua ad esserci “una società profondamente divisa” dopo quattordici anni dagli accordi del Venerdì Santo.

I cosiddetti ‘Peace Walls’, che noi possiamo tradurre in ‘Muri della Pace’, sono passati da 22 da quando l’accordo è stato firmato, a 48. Restano tuttavia una minaccia le organizzazioni paramilitari, a causa di alcune cellule ancora attive nel Paese.

Nel rapporto si legge “A volte, l’Irlanda del Nord sembra muoversi in avanti, altre volte sembra invece di ripiombare nel passato”, un problema che secondo il Dr Paul Nolan, autore del rapporto, “continua a confondere la comunità tanto da pensare che i problemi siano ancora ‘vivi’ in l’Irlanda di sopra”. “La cooperazione politica invece è aumentata di molto, anche se continuano ad esservi numerose barriere interloquiali”.

 

rapporto Peace Monitoring

Le iscrizioni a scuola sembrano ancora essere percepite come divise per comunità dal 90% delle persone nonostante i diversi progetti applicati per una formazione condivisa. E la domanda che il Dr Nolan si è posto è se “questa pace può essere attribuita soltanto ad una tregua generazionale”.

 

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