E’ stato un successo la recente esposizione a Dublino, dedicata agli U2, allestita al Little Museum Of Dublin che ha messo in mostra gli albori della band quando iniziarono nei pub, dal titolo ‘U2 1978-1981’, 32 scatti di Patrick Brocklebank.
E così il piccolo museo dublinese ha deciso di allestire un esposizione permanente dedicata proprio alla celebre band, chiedendo l’aiuto ai fan, dato che il museo è non-profit.
“Se avete cimeli della band accumulati in questi anni, magliette, poster o fotografie rare, avrete la possibilità di contribuire a questa mostra permanente con una donazione al museo”, si legge in un comunicato di invito alla partecipazione.
Gli interessati possono contattare direttamente Simon O’Connor, all’indirizzo email simon@littlemuseum.ie.
 

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Già nel 2010, si parlava di un incentivo di €5.000 per gli acquirenti di auto elettriche. La politica futura dell’Isola verde sembra oramai “segnata”, investire sull’energia pulita e rinnovabile, grazie agli accordi stabiliti con la più grande società di energia elettrica, ESB ed alcune case automobilistiche.
Proprio l’ESB dovrà garantire l’infrastruttura nazionale di ricarica, mentre la Renault-Nissan si occuperà di fornire le auto elettriche. Comunque alla scelta della Norvegia, di vietare l’immatricolazione di auto a petrolio entro il 2015 ha fatto seguito quella dell’Irlanda, scelta prevista nel 2020.
Il vantaggio di questi Stati è quello di essere piccoli e quindi l’introduzione di veicoli elettrici è più facile. Si partirà dalle grandi città come Dublino, Cork, Limerick, Galway e Waterford, per poi cerca di portare questa nuova tecnologia anche nei villaggi più piccoli.
E in Italia?
 

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Rinomato ristorante italiano, 60 posti, in Dublino, facente parte di un gruppo di aziende che operano per la promozione ella cultura eno-gastronomica all’estero, cerca: 1 cuoco capopartita con esperienza sia alle paste cottura espressa e ai secondi carne e pesce. Si offre contratto regolare dopo periodo di prova di una settimana.
Inviare curriculum con foto via e-mail a: info@fibiltd.com

Inviare contatto skype per eventuale colloquio preliminare.

Età compresa tra 24 e 32 anni.
Richieste referenze di lavoro.
Disponibilità immediata.
Responsabilita’ chiave posizione chef di partita: Organizzazione del reparto in tutti gli aspetti. Assicurarsi che il cibo sia prodotto nei tempi corretti e secondo gli standard di alta qualita’. Pulizia e igiene.
Applicazione norme e procedure HACCP. Abilita’ a lavorare in un team di persone.
 

Candidato ideale per posizione chef di partita

Diploma Scuola Alberghiera ramo cucina.
Certificato HACCP.
Conoscenza lingua inglese sia scritta che parlata.
Team player.
Capacità di lavorare anche sotto pressione, mantenendo gli stardard di qualità. Esperienze in alberghi e ristoranti di livello medio alti all’estero ed anche in Italia. Esperienza sia nella cottura paste espresse che nella cottura carni, pesci ed eventuale preparazione pasta fresca. Conoscenza e preparazione sughi, carni e pesci.
 

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«Non ritengono opportuno trascrivere i loro sacri precetti. Invece per gli altri affari sia pubblici sia privati fanno uso dell’alfabeto greco». Questo, secondo il noto resoconto di Cesare, il rapporto tra i Celti e la scrittura: praticamente inesistente.
I dati archeologici concordano con quanto detto dall’autore del De Bello Gallico: relativi alla civiltà celtica nella fase antica sono giunti fino a noi pochi documenti scritti, la maggior parte dei quali sono iscrizioni su pietra, metallo, ceramica e altro materiale d’uso quotidiano. Nessun trattato religioso. Nessuna raccolta giuridica, nessuna opera letteraria o poetica. Nemmeno un manuale pratico.
Perché? E’ quello che cercherà di chiarire la conferenza “Alfabeti celtici. Dal ‘nostro’ leponzio all’enigmatico Ogam”, che si terrà sabato 22 settembre a Busto Arsizio (Va) presso il Museo del Tessile (ore 13) nell’ambito di Bustofolk, la notissima manifestazione di musica e cultura celtica ormai giunta all’XI Edizione. Relatrice sarà la dott.ssa Elena Percivaldi, saggista, esperta di medioevo e di cultura protostorica.
E’ noto infatti che, presso i Celti, gli unici e soli depositari della sapienza erano i druidi, cioè i membri della casta sacerdotale, separati nella società dalla classe dei cavalieri, dediti alla guerra. Oltre ad espletare le ritualità religiose, i druidi conoscevano le erbe, gli astri e le forze della natura, e sapevano dominarle. Ricorda Cesare che essi «si interessano al culto, provvedono ai sacrifici pubblici e privati, interpretano le cose attinenti alla religione: presso di loro si raduna un gran numero di giovani ed essi sono tenuti in grande considerazione». Decidevano inoltre in quasi tutte le controversie pubbliche e private, stabilivano pene e risarcimenti ed erano responsabili dell’educazione dei giovani, a cui erano insegnate «molte questioni sugli astri e sui loro movimenti, sulla grandezza del mondo e della terra, sulla natura, sull’essenza e sul potere degli dei». A tutte queste capacità, dunque, i druidi univano – unici tra i Celti – la conoscenza dell’alfabeto e della scrittura.

Ma non ne facevano uso, se non in casi eccezionali. Per quali ragioni?

I motivi di questa “idiosincrasia” sono chiariti dallo stesso Cesare: «primo, non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione vengano a conoscenza del volgo; secondo, perché i loro discepoli, facendo conto sugli scritti, non le studino con minore diligenza. Succede spesso infatti che, confidando nell’aiuto della scrittura, non si tenga adeguatamente in esercizio la memoria».
Mettere per iscritto un precetto religioso, una regola giuridica, una nozione qualsiasi era dunque per loro, al contrario di altri popoli come i Latini, i Greci, gli Etruschi, assolutamente sconsigliabile. Il rischio era che formule magiche, rituali o altre nozioni considerate segrete cadessero nelle mani sbagliate, con esiti forse funesti.
Tuttavia, come si è accennato, testimonianze scritta prodotta dalla cultura celtica esistono. Una delle più antica di esse è un graffito su un vaso di ceramica databile al VI secolo a.C. e proveniente da una tomba di Castelletto Ticino (Varese): si tratta di un nome – XOSIOIO (“di Kosios”), con ogni probabilità l’indicazione di appartenenza del manufatto. L’alfabeto usato era, come noto, derivato da quello etrusco di Lugano. Nel passo già citato, Cesare parla dello sporadico utilizzo, da parte dei druidi, dell’alfabeto greco, dato confermato dai ritrovamenti archeologici (monete, iscrizioni). Altri ritrovamenti, infine, dimostrano che in Gallia, almeno dal I secolo d.C., era largamente usata anche la scrittura latina, come risulta eclatante nel caso del grandioso Calendario di Coligny che, scoperto nel 1897, è un documento di eccezionale importanza, oltre che sul piano linguistico e storico, anche per la conoscenza di come i Celti computavano il tempo. E proprio il Calendario di Coligny, indirettamente, dimostra che i Celti, per quanto concerne questioni rituali o religiose, ricorrevano alla scrittura soltanto quando si sentivano minacciati nella loro identità e temevano che le nozioni da loro custodite con tanta cura potessero perdersi per sempre. Il Calendario fu messo per iscritto nel II secolo d.C., quando cioè la romanizzazione completa delle Gallie era ormai solo questione di tempo.

Aspetti commerciali

Diversa la questione per quanto concerne gli aspetti commerciali: in questi casi – si tratta di legende monetarie – l’uso della scrittura è invece espressione di una società urbanizzata o in via di urbanizzazione. Etrusco, greco, latino: i Celti del continente non inventarono, per traslitterare le loro lingue, sistemi di scrittura autonomi, ma si limitarono ad adottare, con qualche variante per venire incontro a diverse esigenze fonetiche, quelli in uso presso altre culture, come avevano già fatto a suo tempo i romani e gli stessi greci.
Non così invece i Celti delle isole britanniche: qui le svariate competenze dei druidi – naturalistiche, astronomiche, religiose, esoteriche, culturali, persino filosofiche – fornirono lo sfondo per la creazione e la diffusione di un alfabeto che, sebbene sia accostabile ad altri sistemi di scrittura in vigore presso altre civiltà europee, può essere considerato un’invenzione originale: l’alfabeto ogamico. Un alfabeto composto da 20 lettere divise in 4 gruppi di 5 segni ciascuno, incisi su una superficie rigida, legno, osso e pietra. La particolarità dell’ogam rispetto ad altri alfabeti è che le lettere non hanno un aspetto, per così dire, “alfabetico”, ma sono costituite da tacche incise orizzontalmente, verticalmente e obliquamente rispetto allo spigolo, oppure sotto forma di punto. Un sistema utilizzato dal III-IV secolo d.C. fino alle soglie dell’età moderna in Irlanda, in Galles, in Cornovaglia, in Scozia e sull’Isola di Man solo per scrivere epitaffi su pietre tombali o segnalazioni di proprietà su cippi di confine.
Ma chi inventò questo sistema di scrittura così poco pratico? Quando fu ideato? Perché? E con quali scopi? Lo sentirete alla conferenza, dove sarà possibile acquistare anche copie del volume Ogam. Antico alfabeto dei Celti, pubblicato da Elena Percivaldi per i tipi della Keltia Editrice di Aosta: primo tentativo di sintesi originale sull’ogam in lingua italiana, pensato per essere accessibile non solo agli “addetti ai lavori” (che comunque troveranno nel vasto corpus di note e nella bibliografia i riferimenti per verificare le informazioni e i raffronti e per risalire alle fonti), ma anche ad un pubblico più vasto.
 

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La AppleMania potrebbe diventare pericolosa? Tanto da indurre un pilota di aerei ad usare l’iPhone5 con IOS6, al posto dei sofisticatissimi sistemi utilizzati dall’aviazione civile? Questa è la domanda che si è posto il ministro della Giustizia irlandese Alan Shatter del Fine Gael, quando ha constatato che al posto di una fattoria con 35 acri di terreno, compariva sulle mappe del nuovissimo sistema iOS6 un aeroporto.
Se ci fosse stata un’emergenza, davvero un pilota avrebbe creduto di più al suo iPhone5 che alla navigazione di bordo? Siamo davvero arrivati fino a questo punto? Forse è solamente ansia, però il Ministro ha voluto personalmente contattare la Apple per notificare l’errore.
Shatter, smanettando con le nuove mappe presenti anche sull’iPhone5 con iOS6, ha trovato il simbolo standard che identifica un aeroporto, al posto di un’area dove ha sede una fattoria irlandese, con annessi giardini e caffè. Ma in rete c’è già una gara per scovare altre bizzarre anomalie, non ultima quella dello Zoo di Dublino, che si trova all’interno di Phoenix Park e che invece sulla mappa (in copertina) appare all’interno del quartiere Temple Bar, zona della movida notturna della capitale, patria dell’Irlanda da bere.
 

 
Le imperfezioni, sarebbero ‘diverse’, a Londra per esempio la stazione di Paddington si troverebbe sull’omonima Paddington Street, ma in realtà non è così, mentre due cittadine come Stratford-upon-Avon e Solihull, sarebbero state addirittura completamente cancellate!
 

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Cercasi un Sous Chef da impiegare in un Hotel da 4/5 stelle a Cork. E’ richiesta una qualifica da Chef da almeno 2 anni e maturato esperienza come Sous Chef/Senior Chef de Partie, abituato a lavorare in posti molto affollati.
Il Sous Chef è uno Chef di seconda, ossia al secondo posto nella gerarchia della cucina, ma supporta il primo Chef e ne prende le veci quando ce n’è bisogno.
La risorsa dovrà supportare lo Chef nello svolgimento delle sue mansioni relative alla ristorazione, in funzione degli standard dei prodotti aziendali. Per inviare il CV utilizzare il seguente indirizzo email info@futurefocus.ie.
 

Sous Chef

La sede di lavoro sarà Cork con un contratto PF – Full-Time. 40 ore a settimana con una paga di 35mila euro l’anno.
Numero dei posti: 1
Retribuzione: 35,000pa (40 ore settimanali)

Datore di lavoro/Riferimento agenzia

Future Focus Limited
Indirizzo: 1 Dun Laoi, Union Quay, Cork, IE
Telefono: 021 4311872 (Info prefisso Irlanda)
Fax: 021 4311874
Email: info@futurefocus.ie
Riferimento Nazionale (Fas): 697757
Codice ISCO: 512

Scadenza dell’offerta 17/10/2012

 

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Un toro razza Dexter da Guinness dei primati, si chiama Archie, ed ha 29 mesi.
L’animale è di proprietà di un agricoltore che ha una fattoria nella Contea di Armagh in Irlanda del Nord ed è veramente un qualcosa di unico e raro.
Della sua razza è senza ombra di dubbio, il più piccolo esemplare al mondo con una misura di 76,2 centimetri, dallo da zoccolo al garrese (la parte più alta del dorso, nei quadrupedi). Incredibilmente

Ecco Archie, il piccolo toro

Il toro più piccolo al mondo è irlandese

Toro, questo sconosciuto

Il toro altro non è che un bovino domestico. La femmina del toro domestico, la vacca o mucca, viene allevata per trarne il latte, liquido secreto dalla ghiandola mammaria per l’alimentazione del vitello, molto usato nell’alimentazione umana, sia come bevanda, sia come materia prima da cui ricavare formaggio, panna, burro, ricotta e altri derivati del latte, sia come semplice ingrediente per alimenti più complessi.
 

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‘Old whiskey’, nuova packaging per il whiskey del Connemara con bottiglie che torneranno ad essere verdi in tre versioni Connemara Classic (40% vol), Connemara 12 anni (40% vol) e Connemara Cask Strength (57,9% vol).
Le nuove etichette mettono in risalto il paesaggio dell’Irlanda ed inoltre sono stati completamente rinnovati gli astucci cilindrici che contengono la bottiglia.
Il whiskey del Connemara è prodotto dalla Distilleria Cooley, è l’unico tra i whiskey irlandesi, ad utilizzare la torba durante il processo produttivo.

Nuova etichetta

Questo prodotto vanta prestigiosi premi, come quello nel 2010, assegnato a Cooley, unica distilleria ancora indipendente in Irlanda, nel corso della cerimonia di gala della 2010 International Wine and Spirit Competition.
Connemara è distribuito in esclusiva per l’Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna (tel. 051 4217811).
 

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Il ristorante italiano La Vissuta The Snug Bar a Galway sta cercando uno Chef da inquadrare con un contratto PF – Full-Time. Il candidato si dovrà occupare della preparazione dei cibi (cucina italiana) e della della cottura degli stessi. E’ richiesto un minimo di 3 anni di esperienza.
Il lavoro è PF – Full-Time, 36 ore settimanali.
Se interessati, potete inviare il vostro curricula direttamente al ristorante, La Vissuta, The Snug, High St, Tuam, oppure via email all’indirizzo lavissuta@hotmail.com oppure telefonando al numero 0879933893.
 

Ristorante Italiano: La Vissuta The Snug Bar

Indirizzo, 22 High St, Townparks (4th Division), Tuam
Phone: 093 42686 | 087 9933893
Data di scadenza 7 settembre 2012 (07/09/2012)
Fonte: FAS, Public Employment Services, Ireland | ISCO code: 5122 | National reference: 701527
 

Chi sono i gestori?

Quattro amici che cercano di condividere la loro passione per il cibo grande, le bevande forti e la migliore birra California deve offrire. tutto servito in un ambiente confortevole.
 

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E’ l’ultima “piccante” rivelazione che arriva dall’Irlanda, si chiama Nadia Forde (23 anni), ed è una modella irlandese.
Portata alle cronache per un servizio fotografico in tenuta miliare, pubblicato dal tabloid The Sun, che la definisce un soldato sexy. La sua fama è già al top, anche se la ragazza ‘vuole restare con i piedi per terra’, definendosi ancora una cadetta.
Le sue forme “killer” come le definisce il giornale svaniscono quando Nadia Forde si guarda allo specchio e confessa di vedere soltanto cose negative, il suo giudizio è davvero critico!


E tra un set fotografico e la palestra, la sexy Nadia Forde stringe nuovi contratti come quello che la vedrà protagonista nella serie di Salon Celebrity TV3. Per le foto in tenuta militare vi invitiamo a consultare l’articolo Nadia Forde goes commando in latest raunchy shoot.

Intervista a Nadia Forde

Nel 2014 Nadia Forde ha recitato nel suo show TV3 Nadia Goes to Hollywood documentando il suo tempo registrando il suo primo singolo e catturando il suo primo ruolo da attore negli Stati Uniti. L’anno precedente è apparsa su The Late Late Show. È apparsa anche nelle emittenti radiofoniche nazionali, ha fatto apparizioni teatrali al Tivoli Theatre di Dublino, è stata ospite regolare della Repubblica di Telly di RTE e partecipante al Celebrity Salon di TV3 nel 2012.
Ha anche cantato l’inno nazionale prima della partita di calcio internazionale dell’Irlanda contro la Svezia nel settembre 2013. Nadia Forde è stata votata dai lettori di FHM come una delle 100 donne più sexy del mondo. Verso la fine del 2013, ha pubblicato il suo calendario di debutto per il 2014 prima di intraprendere un tour e ha promosso il suo primo singolo “BPM” nel Regno Unito, a Ibiza e Miami, che ha raggiunto il numero 8 nella classifica Urban Club nel Regno Unito.

 

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