Nel 2010 avevamo pubblicato un articolo dal titolo ‘Gli irlandesi tornano ad emigrare’ e due anni dopo questo fenomeno non si è ancora placato, in controtendenza invece l’immigrazione.
Soprattutto i giovani tra i 15 e i 30 anni infatti, tornano a guardare all’estero, l’Irlanda è un isola e se non trovi quello che cerchi, non ti resta che imbarcarti e fuggire via. Lo rivela l’ultimo sondaggio dell’European Student Barometer che vede giovanissimi e non, lasciare il Paese subito dopo aver conseguito la laurea.
L’emigrazione dei cittadini irlandesi ha fatto registrare un aumento rispetto all’anno passato. Infatti quest’anno sarebbero 87.100 le persone che fino ad aprile 2012 hanno lasciato l’Irlanda, contro gli 80.600 dell’anno scorso. Ma così come sta accadendo in Spagna, tra i cittadini irlandesi, ci sono anche quelli stranieri che vanno via, passati da 5.000 agli 8.400, dato cresciuto del 68%.
 

Multinazionali agevolate

L’European Student Barometer ha dichiarato che su 6.000 studenti intervistati ad aprile, il 27% sarebbe disposto a lasciare l’Isola dopo gli studi. Tra questi il 17% prevede di andare all’estero per lavori di contabilità, mentre il 37% aspira ad un lavoro nelle costruzioni, infatti le offerte di lavoro in Irlanda, riguardano il mondo delle telecomunicazioni, visto che tutte le multinazionali americane, da Facebook a Google, si sono radicate qui, proprio per cercare di pagare meno tasse.
In questi giorni infatti, Google è stata presa di mira, perchè grazie alla politica irlandese sugli sgravi fiscali, la sede di Dublino, avrebbe fatturato 9 miliardi di euro, pagando soltanto 8 milioni di euro di tasse. Gli accordi previsti dai trattati internazionali dell’Irlanda consentono infatti di ridurre in maniera significativa l’aliquota fiscale fino ai valori minimi.
Non ultima, anche l’azienda di Mark Zuckerberg è stata fortemente criticata, dopo un’inchiesta pubblicata dal quotidiano britannico Indipendent, dalla quale emerge che Facebook aggira la tassazione inglese fatturando i propri servizi in Irlanda.
Dalle pagine del quotidiano Independent, Facebook viene accusata con ‘toni forti’ di evasione, “falso e immorale”, con ricavi che supererebbero nel Regno Unito i 175 milioni di sterline per poi versare alle casse del fisco inglese, una somma pari a £238.000 sterline.
 

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