L’Irlanda è famosa per essere un Paese anti abortista e così non si sono fatte attendere le proteste contro la prima clinica abortista in Irlanda del Nord, unica zona del Regno Unito dove non si applica la legge sull’aborto (Abortion Act) del 1967, a causa dell’opposizione della Chiesa e di praticamente tutti i partiti presenti nel Parlamento di Stormont, mentre l’interruzione di gravidanza è legale solo in alcuni rari casi.
Il procuratore generale John Larkin, principale consulente legale per l’esecutivo del governo, ha scritto al Comitato di Giustizia invitando la Commissione a studiare ‘il caso’ della clinica abortista a Belfast. In veste ufficiale Larkin, non può intervenire in quanto custode dello Stato di diritto.
La clinica Marie Stopes, effettuerà soltanto procedure mediche, e non chirurgiche e quindi sarà possibile abortire per via farmacologica al costo di 450 sterline (circa 557 euro). I servizi saranno disponibili anche per le donne della Repubblica d’Irlanda, se soddisfano i severi criteri applicati.

 

Marie Stopes

In questo fazzoletto di terra infatti, le norme in materia di aborto sono molto rigide. I limiti per praticare l’interruzione di gravidanza è di 24 mesi in Inghilterra, Galles e Scozia e gli aborti sono ammessi solo a determinate condizioni, tra cui quella che continuare con la gravidanza comporterebbe un rischio maggiore per la salute fisica o psichica della donna.
Inoltre c’è bisogno dell’autorizzazione di due medici, anche in caso di emergenza e gli aborti oltre le 24 settimane, sono possibili in Gran Bretagna, ma solo in circostanze estreme, quando la donna è in pericolo di morte o grave anomalia fetale.
 

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