Intervista a Jim Sheridan

Con sede in Irlanda la B9 Shipping ha focalizzato i propri obiettivi, sulla progettazione di navi cargo, pensate come velieri da carico.
Invece di continuare ad inquinare con navi di grandi dimensioni alimentate a combustibile fossile, la B9 ha messo a punto un sistema denominato Dyna-rig di propulsione a vela in combinazione con un motore off-the-shelf Rolls-Royce alimentato a biometano liquido derivato da rifiuti urbani.
Insomma una nave del futuro e se il progetto riscuoterà successo, si aprirà una nuova era per il trasporto marittimo e forse anche il rilancio di un settore che in questi anni ha avvertito profondamente la crisi, con prezzi per il carburante, che secondo l’International Chamber of Shipping dal 2000 sono aumentati del 400%.

 

Navi Cargo

La tecnologia utilizzata dalla B9 per la nave da carico eolica, impiega le stesse vele montate su uno dei più grandi yacht di lusso nel mondo, il Maltese Falcon, di 88 metri.
Il disegno della vela rigida presente infatti sul Maltese Falcon con il sitema Dyna-rig, è una tecnologia che risale al 1960, grazie al lavoro dell’ingegnere idraulico tedesco Wilhelm Prolls, con vantaggi enormi per la navigabilità, perché il sistema di gestione elettronica non richiede linee di manovre o funzionamento a mano e risponde rapidamente alle mutevoli condizioni del vento. Il Maltese Falcon infatti ha attraversato l’Atlantico due volte e ha raggiunto una velocità massima di 24,9 nodi proprio grazie al sistema Dyna-rig.
Le vele che dovranno servire per la maggior parte del percorso, dovranno essere necessariamente supportate da biogas, ed è proprio su questo che il gruppo B9 Energy lancia la rivoluzione delle navi da cargo, sperimentando un alimentazione sostenuta da un flusso di rifiuti alimentari. In collaborazione al progetto anche l’Università di Wolfson Unit MTIA – University of Southampton che ha realizzato studi complessi ingegneristici, sulla fattibilità economica e sulle varie forme dello scafo. Ma la concorrenza anche in questo campo è tanta e sulla stessa rotta stanno già navigando l’azienda Eco Marine Power e l’Università di Tokyo.

La B9 si rivolge ad un settore di navi specifico, cargo sotto le 10.000 tonnellate e navi da crociera di dimensioni ridotte e che operano in aree dopo i venti soffiano.

 

Flagships of the Future

 

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