Carbon Tax in Irlanda

Era maggio 2010 quando annunciammo l’introduzione della Carbon Tax in Irlanda, in tema di riscaldamento domestico, le previsioni garantivano un netto aumento delle bollette ai danni delle famiglie irlandesi sul consumi di gasolio e metano.

A quei tempi si parlava di una tassa che avrebbe orientato i consumatori a scegliere le fonti rinnovabili ad oggi invece dopo la scoperta del giacimento di petrolio a Cork, la confusione cresce anche se l’Irlanda resta una Nazione green.

La Carbon tax, introdotta nel 2010, è stata applicata a cherosene, gasolio, gas liquefatto (GPL), olio combustibile e gas naturale e non ai combustibili solidi. Mentre nel bilancio del 2012 la Carbon tax è stata portata a €20 per tonnellata di CO2 emessa dai combustibili fossili.
 

 

Nel bilancio 2013, invece, il governo ha annunciato che la Carbon tax in Irlanda sarà estesa a combustibili solidi.

Dal 1° maggio 2013, sarà introdotta una tassa di €10 per tonnellata e una tassa di 20€ per tonnellata a partire dal 1 maggio 2014.

Ma da qualche parte occorre prendere i soldi e l’introduzione di questa tassa, ha portato nel solo 2012, almeno 400 milioni di euro, una boccata d’ossigeno che viene supportata anche dal Fondo Monetario Internazionale, interessato al risanamento economico dell’Isola di Smeraldo.

 

Carbon Tax. Stangata agli automobilisti

Più inquini e più paghi, con questa logica ‘funzionano’ le norme di tassazione degli autoveicoli in circolazione nell’Isola. Ne hanno fatto le spese i mezzi immatricolati prima di luglio 2008, con imposte proporzionate alle dimensioni del motore del veicolo. Le nuove immatricolazioni prevedono sette fasce di pagamento in base all’emissione di CO2, con tariffe ridotte a fronte di emissioni ridotte. Inoltre, il pagamento delle tasse automobiliste legate all’emissione sono obbligatorie e devono essere esposte sul parabrezza del veicolo, previa multa.

 

Altre risorse interessanti