Magdalene Laundries

Il premier irlandese Enda Kenny, ha chiesto scusa per le Magdalene Laundries, le lavanderie dove le ragazze madri di tutta l’Irlanda, venivano rinchiuse (anche se bambine), perché ritenute immorali agli occhi dell’opinione pubblica.

Parliamo di oltre 10mila donne ha dichiarato Enda Kenny, che venivano reclutate dalle lavanderie presenti in tutto il Paese. Diane Croghan, una delle vittime racconta di essere stata rinchiusa quando aveva soltanto 13 anni per uscire tre anni dopo. “Ho lavorato tutti i giorni fino ad avere le dita ustionate e non mi hanno mai pagato” ha dichiarato la donna. Marina Gumbold, oramai 77enne chiede giustizia per tutto quello che hanno dovuto subire nelle Magdalene Laundries.

Una sorta di schiavismo giustificato dalle famiglie coinvolte per salvare l’onore e la faccia, senza pensare ai traumi di queste donne molto spesso bambine. L’ultima Magdalene Laundry è stata chiusa nel 1996. L’esecutivo irlandese in veste del Premier Enda Kenny, ha chiesto scusa pubblicamente dopo che è stato diffuso il rapporto ufficiale sulla vicenda, che ha coinvolto direttamente anche lo Stato.

The Magdalene Laundries

Dal 1922, queste strutture gestite dalle suore appartenenti alla Chiesa cattolica, hanno accolto orfane o ‘illegittime’, ragazze-madri, vittime di incesti, minorenni stuprate, donne di malaffare pentite e giovani donne nate fuori da un rapporto matrimoniale. E’ emerso dal rapporto che una su quattro veniva inviata dallo Stato, ‘schiavizzate’ e segregate nelle “Magdalene Laundries” della cattolicissima BaltimoreIrlanda, dove soltanto la preghiera aiutava ad andare avanti.

La relazione è stata elaborata sotto la direzione del senatore Martin McAleese, marito dell’ex presidente irlandese Mary McAleese, che era a capo delle indagini nel luglio 2011.

 

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