Vivere Dublino da disabile

Arriva dall’Irlanda, più precisamente da Dublino un piccolo esperimento di tre giovanissimi ragazzi che hanno voluto vivere per un giorno, la propria città da ‘disabili’, con lo scopo di far emergere le ‘barriere architettoniche’ che ogni giorno sono costretti ad affrontare i 600 mila disabili presenti nell’isola (Fonte Census 2011).

Christine, ha scelto di bendarsi, Mick ha utilizzato invece delle cuffie industriali e Eoghan Donoghue, ha deciso invece di vivere Dublino in carrozzina.

Per Christine McGuinness la prima difficoltà è stata quella di pagare una tariffa con la Luas utilizzando un touch-screen presente all’interno della stazione. Bene invece gli attraversamenti pedonali, grazie ai suoni emessi dagli apparecchi presenti negli incroci e le bolle sul terreno che indicano il pericolo, che come dice la ragazza andrebbero messi anche in presenza di scale.

 

Vivere da disabile

Eoghan Donoghue che studia medicina invece, ha affrontato la città insieme al suo amico Jonathan Clarke. Ha definito la sua passeggiata in Temple Bar come “un incubo”, impossibile da visitare da solo. Ciottoli e sacchetti presenti sui marciapiedi sono davvero un ostacolo da superare, ma il selciato che si trova nel quartiere della movida non è affatto di aiuto per una persona in carrozzina. “Nota positiva è stata la gentilezza delle persone” ha dichiarato Donoghue.

Mick Power invece, di 32 anni, è un musicista, che utilizzando delle cuffie industriali, in compagnia della sua ragazza ha avvertito un forte imbarazzo soprattutto quando entrava in contatto con le persone. “Un disagio” come lo ha definito lui, perché non sapendo cosa stesse accadendo, nessuno era in grado di comunicare con lui.

Alla fine della giornata, tutti e tre i ragazzi si sono detti esausti, di aver vissuto per un solo giorno nella capitale irlandese da disabile.

 

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