Bloody Sunday

Derry 30 gennaio 1972, una pacifica marcia di protesta per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito si conclude nel sangue, quando l’esercito britannico apre il fuoco sui manifestanti.

Scritto e diretto dal britannico Paul Greengrass, futuro continuatore della trilogia di Jason Bourne (2002) nasce come film per la televisione, ma rimbalza – nello spazio di poche settimane – dal piccolo schermo del network ITV al grande schermo del Sundance Film Festival e della Berlinale, dove raccoglie, rispettivamente, il Premio del pubblico e l’Orso d’oro. Dopo la distribuzione in alcune sale britanniche, seguiranno anche due British Independent Film Award, al regista e al protagonista James Nesbitt.

La ‘domenica di sangue’ – nome ripreso dagli scontri di Dublino del 1920 e noto a tutti grazie a un celeberrima canzone degli U2, qui riproposta sui titoli di coda – segnò la definitiva militarizzazione del conflitto tra governo di Londra e indipendentisti dell’IRA: Greengrass ne ricostruisce con scrupolo i fatti, seguendo la traccia del libro di Don Mullan Eyewitness e secondo uno schema corale ispirato a un classico del cinema civile come La battaglia di Algeri (1966). Il ritmo serrato e l’estetica in presa diretta rivelarono, d’altra parte, le qualità del regista alla major Universal, preparandone il grande salto verso i blockbuster di Hollywood.

Bloody Sunday

Film drama

Titolo originale: Bloody Sunday
Produzione: Gb
Anno: 2002
Regia: Paul Greengrass
Cast: James Nesbitt, Tim Pigott-Smith, Nicholas Farrell

 

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