È stata una full immersion a 360 gradi quella che ha visto impegnati i candidati arbitri di gaelic football che si è svolto presso l’hotel Villa Regina Margherita di Rovigo nello scorso fine settimana.
Il Board Continentale della Gaelic Athletic Association aveva individuato in Rovigo una delle sedi europee (le altre erano in Spagna ed in Belgio) che quest’anno hanno sfornato i nuovi arbitri di gaelic football maschile e femminile (Ladies football).
Il corso, iniziato venerdì sera con la “benedizione” di Vincenzo Altieri e Paolo Rondina, rispettivamente presidente e consigliere del Panathlon Club International di Rovigo, è stato ben diretto da Tony Bass, segretario generale della Gaa Europe e da Michael Cryan, che ha contribuito alla traduzione in lingua italiana dei testi regolamentari, ha avuto un ottimo successo di partecipazione tanto da soddisfare tutte le aspettative dei due tutor irlandesi che hanno riscontrato grande entusiasmo ed interesse in tutti i candidati.

Arbitri italiani

Alla fine dell’intensa tre giorni hanno ricevuto il brevetto di arbitro di gaelic football maschile e quello di arbitro di Leadies Gaelic Football i rodigini Lorenzo Zago, Alessandro Raimondi, Simone Zonzi e Matteo Perazzolo; i patavini Andrea Furlan ed Alessandro Rasi; ed i due candidati provenienti dall’estero Ronan Carroll (Lussemburgo) e Ray Colleman (Germania). Hanno ottenuto il brevetto di arbitro di gaelic football (solo maschile) anche altri due rodigini: Alessandro Grego e Paolo Simonetta.
Grande soddisfazione per gli otto neo direttori di gara, i primi in Italia, che avranno l’opportunita di mettere in pratica quanto appreso già dal prossimo 18 maggio nella seconda tappa del Torneo Regionale italo-svizzero che vedrà affrontarsi a Roma le formazioni di Rovigo, Padova, Zurigo, San Gallo, Neuchatel, Ginevra oltre che ovviamente alla locale squadra del Rome Gaelic Football che ospiterà l’evento sportivo internazionale.
Per l’occasione verranno accompagnati, in questa loro prima esperienza, da direttori di gara più esperti inviati nella capitale dal designatore della Gaa Europe. Questo e’ solamente il primo step che porterà i nostri arbitri ad essere progressivamente completamente autonomi prima di poter venire designati in qualcuno dei numerosi tornei internazionali organizzati annualmente dalla Gaa Europe.
Così dopo aver visto nascere la prima squadra italiana di calcio gaelico, la “città delle rose” ha tenuto a battesimo anche i primi arbitri nazionali di questa disciplina, un altro primato che fa di Rovigo un faro per tutte le discipline sportive gaeliche!

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Il Footee è un nuovo sport che arriva dall’Irlanda, con l’idea di unire il calcio con il golf, utilizzando naturalmente il pallone da calcio, con buche più larghe e con l’abbigliamento tipico dei golfisti.
Definito come un ibrido, il footee sta facendo molto discutere, perché se alcuni lo ritengono soltanto un modo per rilanciare i campi da golf in tempi di crisi, altri potrebbero aver trovare lo sport della loro vita.
Il footee è un nuovo sport, che potrebbe ‘prendere piede’ nei prossimi anni. Sembra strano che nessuno ci abbia mai pensato prima, soprattutto nelle isole britanniche, patria di entrambe le discipline.

Il Footee

Sul sito che presenta il gioco è descritto, sinteticamente, come “Calcio giocato con le regole del golf, principalmente”. Niente mazze, si gioca con i piedi e i prezzi sembrano anche piuttosto abbordabili: si va dai 10 ai 15 euro con riduzioni per studenti e disoccupati. Il “gol” è naturalmente andare in buca, molto più larga e a misura di pallone.
Il primo campo di footee è stato realizzato a Dublino. Nel caso voleste provare un’esperienza del genere vi invitiamo a fare riferimento al marchio FootGolf. Potrete provare direttamente una delle migliori esperienze sportive ibride direttamente ai piedi delle montagne di Dublino, appena fuori dalla M50 vicino a Tallaght.
Ricordiamo che il footee è un gioco serio, che può piacere o non piacere. Ci sono delle regole che dovrete imparare, facilmente apprendibili da coloro che praticano golf. Per il resto dovrete avere buoni piedi e giocare a calcio. Ovviamente, l’invito a provare una partita di footee è aperto a tutti, a ogni persone di ogni età. Non ci sono limitazioni su questo. Bisogna soltanto allacciarsi gli stivali, farsi un po’ di coraggio, e il gioco è fatto.

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Azienda a conduzione familiare, cerca uno chef stagionale da impiegare all’interno del ristorante situato sulla spiaggia a Wexford.
La disponibilità per entrare in servizio è immediata, per una durata prevista del contratto 5-6 mesi.
Il piccolo ristorante, segnalato da tutte le guide turistiche cerca una persona che riesca sia a preparare del cibo à la carte, ossia quello presente sul menù e sia di preparare del cibo veloce da vendere al Roches Bar.
 

Ristorante sulla spiaggia

La compagnia ha la possibilità di offrire al candidato anche l’alloggio. Richiesto certificato HACCP, e un’ottima conoscenza dell’inglese.
Lavoro stagionale, contratto part time, con 40 ore di lavoro settimanali. Per inviare il CV utilizzare il seguente indirizzo email info@sqiglrestaurant.com.

La sede di lavoro sarà Wexford, il nome del ristorante è Roches Bar & Sqigl Restaurant.

Numero dei posti: 1
Retribuzione: da concordare (40 ore settimanali)

Datore di lavoro/Riferimento agenzia

Roches Bar & Sqigl Restaurant
Quay Road, Duncannon, New Ross, IE.
Tel: 051-389188. Fax No: 051-389832 (Info prefisso Irlanda)
Contact: Roches Bar & Sqigl Restaurant, Quay Road, Duncannon, New Ross, Co. Wexford
Email info@sqiglrestaurant.com
Riferimento Nazionale (Fas): 749152
Codice ISCO: 5122

Scadenza dell’offerta 19/05/2013

 

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Con l’arrivo nello splendido Marlay Park alle porte di Dublino si è conclusa la Via di Wicklow by Soul Running: 97 km e quasi 3700 mt D+ percorsi in tre giorni.
Il meteo irlandese questa volta ha risparmiato i due runner che in tre giorni di viaggio su e giù lungo le montagne della contea di Wicklow hanno effettuato un vero e proprio viaggio nel tempo, lungo una via storica dei discepoli di San Patrizio.
Da Tinahely passando per le storiche rovine di Glendalough, datate sesto secolo, fino a ritornare ai giorni nostri tra i campi da golf che circondano la capitale.

 

DIARIO DI VIAGGIO

THE WICKLOW WAY BY SOUL RUNNING – STAGE #1

Wicklow by Soul RunningConclusa la prima tappa della Via di Wicklow by Soul Running 2013.
Partenza dal piccolo centro di Tinahely, possiamo dire in “The middle of nowhere”, arrivo a Glendalough dopo 46 km con 1650 mt D+ in circa 6h 30′ immersi in una natura davvero incredibile. Radure ricoperte di erica e boschi di conifere, su e giù tra i tanti “Glen”, le valli che tagliano continuamente i Monti Wicklow. Per tanti chilometri solo la compagnia di tante, tante pecore. E’ una terra vera, sincera!
Domattina ore 8.30 am ora locale saremo in corsa tra Glendalough ed Enniskerry.
Andrea Pizzi
Prima volta in Irlanda, sapevo fosse verde ma non così. Prati perfetti, boschi così fitti da chiedersi come il muschio faccia a ricevere la poca luce necessaria alla vita. 46 km passati con relativa facilità, affrontati gestendo le forse visto che la tappa di domani, seppure con minor dislivello, sarà comunque impegnativa. Dopo più di 6 ore in quasi totale solitudine l’arrivo sul lago di Glendalough è stato un ritorno alla civilità forse un po’ brusco, in mezzo al nulla si stava davvero bene.
Davide Orlandi
Nella WiFi Zone di un affollatissmo Irish Pub con musica rigorosamente dal vivo e sempre più calato nella cultura irlandese (Be part of it!!!) mi trovo a rivivere le colline di erica, le inaspettate foreste, i loro cervi. I fiumi stranamente rosso vivo. I sentieri, Le starde bianche. Ma, come dice Giovanni veterinario di Tinahely (Tainaili) ovviamente di Telese, il vero tesoro dell’Irlanda sono gli irlandesi!!! A domani!

THE WICKLOW WAY BY SOUL RUNNING – STAGE #2

Wicklow by Soul RunningGlendalough-Enniskerry, questo il percorso della seconda tappa della Wicklow Way by Soul Running. Dopo un risveglio non proprio sotto i migliori auspici a causa della fitta pioggia per fortuna dopo i pirmi 2 km, dei 29 totali percorsi oggi, il vento da nord ha spazzato via le minacciose nuvole permettendo ai runner una corsa asciutta. Forse all’Irlanda piace il nostro modo di esporarla e raccontarla, ci ha tenuti all’asciutto fino a pochissimi metri dalla fine della tappa quando ha accompagnato il nostro finale con un deciso acquazzone. Anche oggi i paesaggi sono stati unici e incredibili come la vista sul lago Loughtay che ricorda, per il suo colore e la spiaggia di fine sabbia bianca ricorda una pinta di Guinness.

Davide Orlandi

Dall’ennesimo pub alla disperata ricerca della linea, provo, a caldo, a riordinare le idee.
Giornata molto Irish per quanto riguarda il meteo: Pioggia, vento, sole, pioggia, pioggia, sole, vento (stile bora) e via così….mi sarò cambiato 15 volte in 30 km. Sembra folle ma anche così appare molto affascinante questa terra, forse ancora di più.
Sono certo di essere stato sveglio oggi quando ho visto sogni, musiche e poesie sotto forma di laghi, sottobosco, oceano, vento e nubi. I colori di oggi esistono solo qua. Questa notte li sognerò!

Andrea Pizzi

L’inizio della tappa di oggi non prometteva una grande giornata: la pioggia, un po’ di infiammazione dal giorno prima e soprattutto un partenza subito in salita sono stati uno scoglio non da poco all’inizio. Con i metri ci si scalda, smette di piovere e finalmente torna il sole, si riprende a correre come si deve anche se i chilometri, 46, di ieri si sentono. Giornata caratterizzata dal vento, fortunatamente l’equipaggiamento ci ha sempre ben protetto. Difficili per me gli ultimi 5-6 km per un fastidioso dolore ai piedi, un po’ di infiammazione con cui si deve inevitabilmente fare i conti man mano che passano i chilometri. Serata a base di stretching, antinfiammatorio e domani si riparte verso Dublino.

THE WICKLOW WAY BY SOUL RUNNING – STAGE #3

Wicklow by Soul RunningCon l’arrivo nello splendido Marlay Park alle porte di Dublino si è conclusa la Via di Wicklow by Soul Running: 97 km e quasi 3700 mt D+ percorsi in tre giorni. Il meteo irlandese ha avuto un occhio di riguardo per noi in questi tre giorni di viaggio su e giù lungo le montagne della contea di Wicklow: anche oggi ha piovuto solo nelle prime ore del mattino, poi si è alzato un forte vento che ci ha accompagnati per tutto il giorno. Emozionante lo scollinamento sull’ultimo colle, il terzo della giornata, quando finalmente abbiamo visto sotto di noi Dublino. Incredibile, dopo tre giorni trascorsi nel silenzio dei boschi, tornare a sentire il rumore di un aereo: un suono al quale siamo più che abituati ma che avevamo completamente dimenticato, completamente assorbiti dalla wilderness irlandese. Un viaggio nel tempo il nostro, lungo una via storica dei discepoli di San Patrizio, da Tinahely passando per le storiche rovine di Glendalough, datate sesto secolo, fino a ritornare ai giorni nostri tra i campi da golf che circondano la capitale.
Davide Orlandi
Bell’impresa. Bell’avventura. Oggi, terzo giorno, o si potrebbe intitolare “back to the civilization”. Ho scoperto che 100 km in Irlanda sono molti di più che a Milano. Le distanze possono essere soggettive, già! Perchè a 100 km a sud ovest di Dublino sembra di essere a 2000 km dalla civiltà o anche nel 1950. Forse abbiamo viaggiato nel tempo. Forse questo vento è talmente forte, intenso, che ti fa viaggiare ancora più veloce, ti allontana da tutto. Irlanda da sogno!
Andrea Pizzi
Finalmente! Dopo due Soul Experience interrotte da infortuni questa l’ho “portata a casa”. Come sempre fissarsi un obiettivo e conquistarlo è un’emozione, se poi per farlo ci devi mettere quasi 100 km di corsa, far finta di non sentire gli innumerevoli segnali provenienti dal tuo corpo, che vorrebbe farti sedere in un prato, l’emozione è ancora più forte. Questi tre giorni sono serviti anche per fare un po’ di pulizia nella testa, quasi come mettere “ordine nei cassetti”. Che sorpresa è stata questa Irlanda!

Sono quattro musicisti e arrivano da Dublino, sono un quartetto di Jazz che dall’Irlanda, dopo un mini tour italiano (luglio 2012), hanno prodotto il loro debut album, Note to Self registrato nel Ventry Recording Studios con l’ingegnere David McCune. La band sta raccogliendo ampi consensi e Julien Colarossi e la sua band hanno un forte interesse nell’identificare la natura spirituale della musica e nel raggiungere e coinvolgere quante più persone possibili, con differenti gusti musicali, dai giovani agli anziani.
Fondata nel 2008 nel college musicale Newpark Music Centre, dai laureati Julien Colarossi, Barry Donohue e Tom my Gray, la band ha esplorato molte sonorità e percorsi musicali e con la recente aggiunta del sassofonista Chris Engel, il gruppo ha trovato la sua vera identità. Dotati di energia, arrangiamenti intricati e improvvisazione collettiva il quartetto, riesce a trascinare il pubblico e renderlo partecipe nell’esecuzione.
Nel luglio 2012, il Julien Colarossi & Co si è esibito sul palco principale di uno dei più prestigiosi festival jazz in Italia, Atina Jazz 2012. Nel mese di agosto 2011, la band ha pubblicato il suo primo LP ‘Journey to Zero’: una registrazione live di un concerto tenutosi nel maggio 2011 presso il National Concert Hall di Dublino. Il quartetto si esibisce regolarmente.

Julien Colarossi, Quartet Atina Jazz 2012

La varietà è una delle caratteristiche principali del disco. Al forte approccio lirico e melodico di brani come “Ricordandoti”, “Effimera”, “Journey to Zero” e “Il Postino”, si contrappone il più energico e avvolgente approccio di “Uncle Francle”, “Ruhi e Calle”, “David&Goliath” e “Dichotomy”; l’ambiguità e l’oscurità di brani come “Sincerity” e “Gold” mostrano l’ampia gamma di influenze da cui la band attinge.
7 dei brani dell’album, sono scritti ed arrangiati dal chitarrista Italiano Julien Colarossi. “Gold” è una composizione dal batterista irlandese Tommy Gray e “David&Goliath” è una composizione dal sassofonista sudafricano Chris Engel. La traccia numero 6, “Il Postino“, è un arrangiamento realizzato da Julien ispirato alle musiche dell’omonimo film la cui colonna sonora è stata scritta dal compositore argentino, Luis Bacalov.
Per l’estate del 2013 il JCQ sta organizzando un tour nazionale irlandese, nella speranza di raggiungere il maggior numero possibile di persone nella speranza di arrivare al grande pubblico. In bocca a lupo!

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Clara McLoughlinL’incredibile storia di Clara McLoughlin, una bimba irlandese nata da un parto gemellare, con un peso di 1,14 Kg e con problemi agli occhi affetta da leucemia e trisomia 21 (sindrome di Down).
Lei e il fratellino sono venuti al mondo lo scorso 7 agosto a Dublino, troppo prematuri (28 settimane), tanto che il piccolo non ce l’ha fatta, mentre Clara è riuscita a recuperare peso ed a sostenere le numerose operazioni, agli occhi e al cuore, riuscendo anche a reggere la somministrazione delle terapie antitumorali.
Dopo aver trascorso 91 giorni in terapia intensiva, Clara McLoughlin ora sta bene e secondo l’ultimo bollettino medico, la leucemia e la sindrome di down sarebbero scomparse tra l’incredulità degli stessi dottori, un grande miracolo difficile da spiegare.

Il miracolo della bimba

Al Rotunda Hospital dove Clara è nata, sarà ricordata come Miracle Baby, il nome che gli scienziati hanno scelto per lei.

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E’ in uscita il disco jazz di Fabrizio Sotti dove compare anche il brano Someone else’s tears, canzone nata dalla collaborazione tra Zucchero e Bono Vox.
L’album che si intitola Right now, uscirà a maggio e sarà presentato al Blue Note di New York insieme ad altri artisti di fama internazionale come Shaggy e Ice-T.
Ascolta Someone else’s tears.

Testo di Someone else’s tears

You feel familiar
But I’m not sure I know your name
I don’t know why I’m telling you this story today
A whisper on the breeze
I heard a rustle in the trees
I need to know and maybe you’ll explain
Why I can’t stop crying
And nothing is as it appears
I can’t stop crying
But I’m crying someone else’s tears
Someone else’s tears
The grapes are gathered
The wine is pressed
And despite the rain it’s been a good year
To walk these fields again
In the chapel of our youth we bowed down to beauty and truth
I see no reason but maybe you’ll explain
Why I can’t stop crying
But I’m crying someone else’s tears
Someone else’s tears
The red house that we built…
It’s still standing… proud
The glasses that we filled…
Let’s raise them now
It might be raining
But the sun is gonna burst through the clouds
The storm it can be stilled…
Let’s go out…
But I can’t stop crying
As I’m crashing through the gears
I can’t stop crying
But I’m crying someone else’s tears
Someone else’s tears
I can’t stop lying
Have I been lying all these years?
I can’t stop trying
To chase away her fears
I can’t stop crying, crying,
Someone else’s tears

Sarà costruito un Centro per la pace, sul vecchio sito del carcere di Maze, vicino Belfast. Proprio in questa prigione perse la vita Sands, durante lo sciopero della fame messo in atto nel 1981 dai militanti dell’IRA, rinchiusi tra queste mura.
E’ stato Alex Attwood, ministro della pianificazione ad autorizzare la costruzione del “Centro per la pace e per la risoluzione dei conflitti”. Forse un punto di arrivo in Irlanda del Nord, che potrebbe costituire un punto di partenza per le altre Nazioni, che si trovano ad affrontare situazioni simili, come in Spagna e così anche in Palestina.
Il progetto sarà finanziato con 18 milioni di sterline (21 milioni di Euro) dall’Unione europea e la sua realizzazione porta la firma dell’architetto americano Daniel Libeskind, autore tra l’altro del Museo Ebraico di Berlino.

Gli ultimi prigionieri lasciarono Maze nel 2000 in vista degli accordi del venerdì Santo del 1998, dopo trent’anni di guerriglia e 3500 morti. Se per molti questo Centro, potrebbe diventare il tempio del terrorismo, visti i tempi maturi, a noi piace pensarlo come un’allodola che vola!

Hunger strikers

I partecipanti all’Hunger Strike: Bobby Sands, Francis Hughes, che morì dopo 59 giorni di digiuno; Patsy O’Hara, 61 giorni; Raymond McCreesh, 61 giorni; Joe McDonnell, 61 giorni; Martin Hurson, 46 gorni; Kevin Lynch, 71 giorni; Kieran Doherty, dopo 73 giorni; Tom McElwee, 62 giorni e Mickey Devine, 60 giorni.

Paul McCartney, per venticinque anni consecutivi, si attesta ancora come musicista più ricco del Regno Unito e Irlanda.
Inseguono il compositore britannico Lloyd Webber, al secondo posto, e i mitici U2 sul terzo gradino del podio.
L’ex membro dei Beatles, ha portato a casa 680 milioni di sterline (circa 800 milioni di euro), ma questa cifra comprende anche i soldi della moglie Nancy Shevell.

Paul McCartney è il musicista più ricco

McCartney detiene il primato dal 1989, quando guidava la classifica con soli 80 milioni di sterline, una cifra che confrontata con quella attuale fa ridere. Andrew Lloyd Webber si fa davvero rispettare con i suoi 620 milioni di sterline e al terzo gradino del podio la band irlandese U2 con 520 milioni di sterline.

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La Banca Centrale irlandese ha emesso una moneta commemorativa per celebrare l’Ulisse di James Joyce.
Realizzata in argento €10, si presenta con un ritratto del volto dell’autore nella parte frontale e con una breve citazione tratta dal terzo capitolo del libro, mentre il retro riporta una classica arpa celtica.
Presentata in occasione di un evento privato che si è svolto alla Newman House, a St Stephens Green in ricordo appunto dello scrittore quando era soltanto uno studente presso l’University College di Dublino.

Il disegno unisce il ritratto con la posizione di Joyce come una delle figure di spicco del movimento modernista, peccato però che la citazione risulta essere errata perché è stato aggiunto qualcosa di troppo.
Riferendosi ad una scena in cui uno dei due personaggi principali, Stephen Dedalus, sta camminando lungo la spiaggia di Sandymount, Joyce ha scritto: «Ineluctable modality of the visible: at least that if no more, thought through my eyes. Signatures of all things I am here to read» che tradotto sarebebe «Ineluttabile modalità del visibile: almeno questo se non altro, il pensiero attraverso i miei occhi. Sono qui per leggere le segnature di tutte le cose».
Nella seconda frase è stato inserito un that di troppo che ha fatto letteralmente infuriare i fan dello scrittore. Il conio è limitato a 10mila unità ed è in vendita presso la sede della banca nel centro di Dublino, a €46 euro.

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