Dal 27 giugno al 1° settembre al Gaiety Theatre di Dublino si svolgerà Riverdance, famosissimo spettacolo che celebra il ballo e la musica irlandese, l’occasione giusta per incontrare la cultura irlandese e la sua forte tradizione.
Attraverso la musica e la danza, Riverdance racconta la storia della partenza degli emigranti dall’Irlanda che si sono lanciati in un nuovo mondo oltremare pur mantenendo vive le loro tradizioni ed eredità irlandesi.
L’unicità dell’evento è che persone da tutto il mondo che da tempo associano questo spettacolo alla cultura irlandese potranno recarsi in Irlanda come ballerini, come famiglie, come semplici spettatori e sperimentare Riverdance nella sua patria, tra la cultura e la gente che l’ha ispirata. Il festival permette non solo di partecipare come spettatori ma offre anche una ricca varietà di occasioni per immergersi nelle spettacolari produzioni musicali.

Riverdance Trailer

The Moy Company – Dublin 2013 Cast
Ballerini principali
Stephen Brennan, Maria Buffini, Caterina Coyne, Brendan Dorris, James Greenan, Alana Mallon, Padraic Moyles, Jason O’Neill, Lauren Smyth, Callum Spencer.
Irish Dance Troupe
Niamh O’Connor (Dance Captain), Peta Anderson, Stephen Brennan, Ellen Bonner, Maria Buffini, Nina Burke, Orlagh Carty, Shona Cobbe, Caterina Coyne, Maeve Croke, Nicola Dempsey, Brendan Dorris, James Greenan, Shaun Kelly, Aoife Kennedy, John Lonergan, Ashlene McFadden, Yvonne McNeilis, Aisling McVeigh, Patrick O’Mahony , Jason O’Neill, Louise O’Sullivan, Niamh O’Sullivan, Sean Regan, Brian Shinners, Lauren Smyth, Fiona Stone, Kincaid Stringer, Emma Warren, Sarah Woods.
Soloist
Maeve Curry
Flamenco
Rocio Montoya
Freedom Soloist
Benjamin Mapp
Tappers
Kelly Isaac & Benjamin Mapp
Moscow Folk Ballet Company
Riverdance Band
Mark Alfred (Drums/Percussion/Bodhrán), Matt Bashford (Uilleann Pipes / Low Whistle / Tin Whistle), Pat Mangan (Fiddle), Ken Edge (Saxophone).
Production Team
Brendan McLoughlin (Production Manager & Stage Manager), Danny Erskine (Stage Manager), Sean McKeown (FOH Mixer), Cormac Veale (Relights and Board Operator), Barbara McCarthy (Head Wardrobe), Billy Byrne (Massage Therapist).

Il sito ufficiale del Gaiety Theatre di Dublino.

 

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Paul Murphy, eurodeputato irlandese, durante il suo intervento al Parlamento europeo a Strasburgo, strappa la cartella delle tasse durante un intervento sulla lotta all’evasione fiscale. Il politico irlandese sostiene nel suo discorso che i veri evasori non vengono mai condannati e si continua a chiedere soldi ai piccoli lavoratori.
Murphy infatti, punta il dito contro Facebook, Apple e Google, che a fronte di introiti enormi, pagano delle percentuali ridicole. In Irlanda, la tassa sugli utili per le imprese è del 12,5%, un ‘paradiso fiscale’ rispetto all’Italia o altri Paesi dell’Unione.
Paul Murphy non è nuovo a questi interventi e in molti condividono le sue battaglie. “Fate pagare le tasse ai ricchi”, con queste parole si conclude il discorso del politico irlandese.

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L’Irlanda torna a difendersi dopo lo scandalo che questa volta ha investito il colosso americano Apple, sotto accusa per aver pagato appena il 2% sui 74 miliardi di dollari di utile ottenuti all’estero.
Secondo il fisco Usa la Apple, avrebbe eluso le tasse, grazie ad un buco nella legislazione irlandese, ma da Dublino, il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan, torna a difendere la tassazione irlandese, che prevede una trattenuta del 12,5% degli utili prodotti sull’isola.
Ma il tema dell’elusione fiscale resta al centro dei dibattiti dei governi europei, da Amazon a Mediolanum, passando per Facebook e Google, i governi di mezzo mondo contestano la politica praticata dagli irlandesi a favore delle multinazionali, che in cambio di politiche favorevoli portano lavoro nel’Isola.
Ma anche la sorellastra Gran Bretagna non è da meno se si pensa che Amazon ha versato soltanto 3,7 milioni nel 2012 a fronte di vendite per 6,5 miliardi. E come emerge in questi giorni, big G avrebbe trasferito fondi sia nell’isola di Smeraldo che in Olanda, gestendo le controllate dallo stato delle Bermuda, mentre Yahoo avrebbe una sussidiaria nelle Isole Cayman.
L’articolo dell’Irish Time: “Ireland labelled a ‘tax haven’ as US Senate investigates Apple’s offshore strategies”.
 

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Brian O’Driscoll continuerà a giocare per un altro anno con la nazionale irlandese di rugby (Irfu), che ne ha diffuso anche la notizia.
O’Driscoll, 34 anni, ha preso la decisione dopo la tournèe in Australia che lo ha visto protagonista insieme ai Lions britannici.
Così Brian O’Driscoll sarà il nostro avversario durante la prossima Coppa del Mondo del 2015, che si terrà in Inghilterra.
 

Ancora un anno

O’Driscoll è uno dei migliori giocatori al mondo e vanta 46 mete in 125 match internazionali disputati dal 1999. Insieme alla nazionale irlandese, nel 2009 ha portato a casa il Sei Nazioni, mentre con il Leinster negli anni 2009, 2011 e 2012 ha vinto la Heineken Cup.

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Intervistiamo la scrittrice romana Diletta Nicastro sull’affascinante e poliedrico tema dell’Irlanda, isola impreziosita da bellezze naturali “mozzafiato” (termine di cui il Mondo di M&L è custode, rispondendo all’appello lanciato dalla Società Dante Alighieri di Firenze1), chiedendole di disegnarci una ideale finestra sul suo libro “Dio salvi il gigante”.
Laureata in Sociologia (cattedra di Storia delle Comunicazioni di Massa), con la sua tesi ‘Gianluca Vialli, un eroe moderno veicolato dai mass media’, ha vinto nel 2000 il Premio di Laura Stefano Benetton come miglior tesi sportiva dell’anno. Dal 2003 è Giornalista Pubblicista e nel 2007, durante un viaggio in Lussemburgo con l’allora fidanzato (ed ora marito) ha l’ispirazione che darà vita alla saga de “Il Mondo di Mauro & Lisi”.
Da sempre attenta al sociale, Diletta Nicastro ha sostenuto tramite M&L la Croce Rossa Italiana subito dopo il terremoto in Abruzzo (2009) e ad Haiti (2010). Attualmente appoggia il progetto ‘M&L per l’Aula Manfredi’ per la costruzione di una scuola in Africa tramite l’Onlus Se.A.Mi. Nel 2011 ha vinto il Premio Bastet per la diffusione della cultura del gatto nella letteratura grazie a ‘I segreti di Tallinn – Il quinto incarico’. Nel 2012 ha vinto il Booktrailer Online Award per ‘Dio salvi il Gigante – Il sesto incarico’.
La saga de “il Mondo di Mauro & Lisi” è incentrata intorno alla storia di due fratelli: Mauro Cavalieri, il maggiore, ispettore dell’Unesco ai suoi primi incarichi, ed Elisabetta (detta Lisi), che con la sua spontaneità, profondo intuito e tenacia, diverrà di incarico in incarico l’insostituibile compagna d’avventure. La coppia di investigatori in missione per preservare i siti protetti del patrimonio dell’Unesco – dalla fortezza medievale del Gran Ducato di Lussemburgo al centro storico di Roma nel Settimo Incarico uscito a febbraio 2013 – diventa un trio quando all’improvviso le loro vite si incrociano con quella dell’irlandese Kieran Moynihan, alla ricerca della sua storica armatura di famiglia, in un incalzare di eventi e trame che a tratti e nello stile ricorda le atmosfere dei romanzi di Agata Christie. Uno degli aspetti che affascina il lettore che si accosta al Sesto incarico della saga – “Dio salvi il gigante” – è il profondo amore degli irlandesi per la propria terra e per l’antica lingua gaelica dei loro padri, che ispira al fuggitivo Cuchullin (personaggio il cui nome trae origine dalla leggenda dell’omonimo eroe celtico difensore dei confini dagli invasori del Nord che volevano deporre il re bambino Cormac per conquistare il trono irlandese) questo bellissimo elogio dei suoi abitanti: “Qualunque sia lo scontro politico che ci separa, l’Irlanda è la nostra terra. Nessuno di noi, nessuno, la ferirebbe..”. E’ questo uno dei motivi per cui Mauro e Lisi riceveranno concitate telefonate dalla contea irlandese del Donegal, in cui sarà loro richiesto di agire da intermediari tra i repubblicani irlandesi del gruppo di Patrick O’Hara (a cui appartengono Kieran e i suoi amici Charlie, Greer, Una, Penny e Lawrence) e i servizi segreti inglesi dell’MI6. La missione, spinta inizialmente dal profondo desiderio di liberare un loro caro amico (di cui non rivelo qui il nome per lasciare la suspense ai lettori) colto da un’imboscata di un misterioso gruppo di terroristi in uno shed locale, li porterà a trovarsi a vivere al centro un gioco molto più grande di loro, che vedrà coinvolto anche il sito naturalistico Unesco del Selciato del Gigante, confinante con il castello di Dunsverick (che, secondo una tradizione locale, fu visitato anche da san Patrizio).
Diletta, ci puoi aiutare ad entrare maggiormente nelle corde che muovono il cuore dei protagonisti, parlandoci più’ a fondo della passione per la verde Irlanda che muove le scelte del gruppo di Patrick a Letterkenny..motivazione che va al di là di un semplice credo politico per affondare le proprie radici nella fierezza dei propri antenati che con dignità protessero i valori della loro terra natia?
“Patrick O’Hara fa politica da quando è giovanissimo. La sua storia viene narrata ed approfondita nel racconto ‘La vendetta di Sam Campbell’, inserito nella raccolta ‘Verso Roma’. E’ un uomo dal carisma naturale, che raccoglie attorno a sé giovani irlandesi che si rispecchiano nelle sue idee. E’ da poco stato eletto nel consiglio comunale di Letterkenny (città del Donegal dove è nato e cresciuto Kieran Moynihan). Non ha mai nascosto di sognare un’Irlanda libera e del suo passato si sa che è stato arrestato in Irlanda del Nord con la scusa di guida in stato di ebbrezza. Dopo tre giorni in prigione, che Patrick mai ha voluto raccontare a nessuno, è stato rilasciato. Dal carattere forte e pacato, potrebbe maturare un sentimento di naturale avversione nei confronti dell’MI6. Tuttavia, al momento della scoperta di reali minacce al sito del Selciato del Gigante, è lui ad accettare il dialogo con l’MI6 per salvare la sua terra, spingendo tutti i suoi uomini, che si fidano di lui, a fare lo stesso. Una scelta che probabilmente gli cambierà la vita, ma che è stata dettata anche da quell’amore profondo della sua terra che deve essere protetta, sempre e comunque.
“Kieran arriva a Patrick O’Hara quando è ancora al liceo. Cresciuto nel culto della storia irlandese, si rispecchia nelle sue idee ed è pronto a sostenerlo in qualsiasi modo. Nel corso del romanzo sarà sempre più evidente il legame che Kieran prova per la sua terra. E narrerà molte storie che affondano le radici in tempi perduti. Da Cuchullin, alle guerre per proteggere il Re bambino Cormac, fino alle lotte del Cinquecento degli O’Donnell (di cui i Moynihan erano alleati) contro la regina Elisabetta”.
“Sotto di noi uno spettacolo che non potrò mai raccontare. Un colpo al cuore per la bellezza, la forza e la maestosità. Non avevo mai visto nulla che potesse anche lontanamente somigliargli. E si trattava solo di ombre, di spuma bianca che si stagliava senza sosta su un tappeto di colonnine basaltiche che si protendevano geometriche e ribelli verso l’Oceano..”: queste sono solo alcune pennellate con cui descrivi la maestria con la quale la natura nei millenni ha modellato il sito naturalistico del Selciato del Gigante – antichissimo affioramento roccioso situato sulla costa nord est irlandese a pochi chilometri a nord della cittadina di Bushmills – entrato nella World Heritage List Unesco nel 1986.
Ci puoi raccontare che emozioni ti ha ispirato questo gioiello naturalistico irlandese nello stesura di “Dio salvi il gigante” e come è nata l’ispirazione del sesto incarico, in cui inserisci anche un interessante omaggio al libro “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen ?
“Il Selciato del Gigante è di una bellezza straordinaria. Impossibile descrivere la potenza del suo impatto emotivo mentre si osservano le colonnine di basalto che si gettano in mare o svettano verso l’alto creando formazioni mozzafiato tra cui l’Organo (presente nel romanzo). Ho avuto la fortuna di visitarlo in una grigia giornata di novembre (periodo in cui si svolge il romanzo, tra l’altro), quando batteva un vento freddo e si alzava la spuma dell’Oceano. Nessun altro era presente lungo il sentiero ed ho potuto sentire il pulsare del sito, che mi ha mostrato le azioni dei miei protagonisti, azioni che cambieranno le loro vite.
“Come ogni sito Unesco descritto nei miei libri, il Selciato del Gigante diventa protagonista. E’ descritto nei minimi particolari, e vi è nel libro una mappa per seguire l’azione sia mentre si legge, sia qualora qualcuno volesse vederlo dal vero e ripercorrere gli avvenimenti sul luogo reale.
“Ma l’Irlanda tutta è stata di ispirazione per ‘Dio salvi il Gigante’. Una storia d’amore e passione, per il mondo, per la propria Terra, per la propria storia e per le persone che sono attorno. L’Irlanda vive e respira tra le pagine del libro.
“L’idea di ambientare nell’isola verde un’avventura era nata da tempo. Da quando è comparso, ne ‘Il mistero di Lussemburgo’ (il primo romanzo della saga), il personaggio di Kieran Moynihan, che ha assunto un ruolo sempre più importante nella storia (e nel cuore di Lisi Cavalieri). Da tempo i lettori attendevano di sapere chi fosse realmente questo misterioso irlandese. Chi i suoi amici. Quali i suoi ideali, tramandati dal nonno e insegnatagli dal padre. Già ne ‘I segreti di Tallinn’ vi sono le prime avvisaglie del suo legame con Patrick O’Hara e la profondità e l’intensità del suo interesse per la questione irlandese.
La questione irlandese viene trattata qui in maniera non macro-sociale, ma come storia di individui. Individui costretti ad affrontare qualcosa che va al di là dei credo e dalle storie personali (la possibilità di un attentato terroristico sul suolo irlandese) e porterà alcuni uomini a trovare un’alleanza dove, viceversa, solitamente regna solo la tensione e il sospetto.
In questo contesto è stato inserito anche il mio personale omaggio a Jane Austen, altro tema importante del libro. Di primo acchito l’omaggio a Miss Austen, autrice così inglese, può sembrare in dissonanza con un libro così profondamente radicato nel mondo irlandese. Ma Jane Austen è autrice attualissima sebbene siano passati 200 anni esatti dalla pubblicazione del suo ‘Orgoglio e Pregiudizio’. E se allora nel suo romanzo più celebre era narrato con arguzia e penna delicata lo scontro sociale tra l’altero Fitzwilliam Darcy e la vivace Elizabeth Bennet, separati per status sociale, in ‘Dio salvi il Gigante’ la separazione tra i protagonisti è dettata dalla contrapposizione politica-sociale. Ritroviamo così il freddo Jonathan ‘Fitz’ Darcy, agente segreto dell’MI6, alle prese con i pregiudizi e la passionalità di Penelope Hughes, braccio destro di Patrick O’Hara. Lo scontro tra i due cerca di rispecchiare la difficoltà di dialogo, ma rappresenta anche la possibilità di una mano tesa tra le parti”.
Intervista a cura di Donatella Cerboni

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Due persone sono state arrestate, con l’accusa di aver danneggiato a Dublino, la statua di Phil Lynott, vicino alla famosissima Grafton Street, ma poi sono stati rilasciati.
Ora la statua di bronzo è stata portata via per essere riparata e lo scultore che l’ha realizzata Paul Daly, da Clondalkin, ha dichiarato di essere sconcertato e di non aver mai incontrato nessuno che non gli piacesse la statua di Phil.
Eretta nel 2005, commissionata dal Roisin Dubh Trust, questa opera di ‘strada’ celebra la vita di Lynott che morì a causa di un overdose a soli 36 anni, nel 1986.

 

Phil Lynott – Old Town Video

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Le comunità cattoliche e protestanti, dovranno superare il razzismo e promuovere la coesione, questo è l’augurio del governo nordirlandese che ha annunciato l’abbattimento del muro divisorio presente a Belfast.
Sono trascorsi quindici anni dall’Accordo del Venerdì Santo e le Peace lines sono ancora lì a separare le comunità cattoliche da quelle protestanti.
Il processo di abbattimento, durerà circa dieci anni e poi i peace walls, muri alti almeno cinque metri e valicabili attraverso dei cancelli, verranno finalmente demoliti.

Peace Lines

Anche se oggi costituiscono un’attrazione per i turisti, questi divisori ancora chiusi durante la notte, sono barriere realizzate durante i Troubles quando il conflitto in Irlanda del Nord infiammava le strade di Belfast e le altre città del Nord come Derry. Trent’anni di lotta armata, oltre tremila morti e ora il governo vuole fare un passo in avanti, dopo lo storico disarmo delle organizzazioni paramilitari.
Peter Robinson ci crede davvero, il completamento della demolizione, è stato fissato al 2023.

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Buone notizie da Dublino dove la Troika, formata da Ue, Fmi e Bce, ha promosso le manovre irlandesi, elogiando i progressi e gli sforzi di questo Paese che sta cercando in tutti i modi di rimettersi in riga.
Dunque l’Irlanda, ha superato al meglio, la decima revisione del programma economico, che gli consente di accedere ad una tranche da 2,4 miliardi di euro.
Secondo le stime, già nel 2013, l’Isola Verde, dovrebbe far registrare una crescita del Pil dell’1 per cento e sopra il 2 per cento nel 2014.
 

Troika benevola

La troika, ha inoltre ricordato come l’asta dei titoli con scadenza decennale collocati con un rendimento intorno al 3,50% siano andati benissimo e le misure di austerity devono continuare se si vuole ottemperare agli impegni presi. Questo nuovo prestito prevede 1 miliardo da parte del Fondo Monetario Internazionale, 400 milioni dal Fondo Europeo Salva-Stati e 400 milioni dai prestiti bilaterali dei Paesi dell’Unione Europea.
Il programma di aiuti prevede per salvare l’Isola un piano di aiuti da 67,5 miliardi di euro, di cui 45 miliardi finanziati dalla Ue e 22,5 dal Fondo Monetario Internazionale.
 

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Il Parlamento irlandese ha deciso per l’amnistia nei confronti dei soldati irlandesi coinvolti nelle battaglie della Seconda Guerra Mondiale a fianco della coalizione antinazista.
L’Irlanda, che ha raggiunto la sua indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1922, rimase neutrale durante la seconda guerra mondiale e non ha combattuto contro la Germania nazista e il Giappone.
In totale si stima che 60 mila persone irlandesi hanno lasciato il paese per unirsi alle forze alleate ed ora il governo vuole riconoscere a quelli che prima erano considerati ‘disertori’, il valore per aver contribuito alla vittoria degli Alleati.

Amnistia per i reduci irlandesi

Un passo in avanti visto che circa 5.000 soldati erano stati giudicati colpevoli da un tribunale militare, per essersi allontanati senza permesso dalle Forze di difesa irlandesi.
La concessione di amnistia arriva dopo le scuse del governo irlandese ai veterani, scuse che secondo alcuni di loro risulterebbero tardive dato che la maggior parte dei soldati sono morti e quelli ancora vivi sono molto anziani. La visita della Regina Elisabetta II in Irlanda nel 2011, avrebbe rappresentato un momento di svolta, per gli ex soldati irlandesi che da anni chiedevano di porre fine a questa persecuzione.

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Incredibile il successo ottenuto dal primo torneo di Poc Fada giocato in Italia lo scorso 1° maggio, torneo sponsorizzato dal Pub Degheio Irlandese di Badia Polesine ed organizzato dall’Ascaro Rovigo Gaelic Football in collaborazione con la società Baseball Softball Club Rovigo.
In una discreta giornata, finalmente calda e soleggiata, 25 concorrenti divisi nelle categorie assolute maschili e femminili si sono sfidati per tutta la giornata in questa particolare ed affascinante disciplina sportiva.
Il Poc Fada, in Irlanda, raccoglie moltissimi appassionati che si sfidano con una mazza (hurley) ed una palla (silotar), attrezzi usati nell’hurling, altro sport di squadra come il calcio gaelico gestito dalla Gaelic Athletic Association (GAA), su un tracciato di una distanza predeterminata che potrebbe essere anche una semplice strada cittadina.
Le finali All Ireland si svolgono invece dal 1960, su un percorso della lunghezza di 5 chilometri dislocato sulle pendici del monte Annaverna nella penisola di Cooley. Come nel golf, vince chi copre il tracciato con meno colpi possibili colpendo al volo la palla con la mazza.

 

Poc Fada

Nel suo piccolo, molto suggestiva anche la location del percorso rodigino preparato dagli organizzatori seguendo il perimetro esterno del nuovo capo di baseball nel quartiere Tassina, un tracciato molto impegnativo della lunghezza di circa un chilometro. Per la cronaca, ad imporsi nella categoria assoluta maschile, è stato Carlos Guevara, l’autore dell’home run che nel 2009 a Parma spianò la strada della promozione in serie A2 dell’ILCEA BSC Rovigo, in grado di coprire la distanza in soli 15 colpi. Sul primo gradino del podio della categoria “amatori”, con 22 colpi, è salito Davide Villan, addetto stampa del BSC Rovigo e difensore dell’Ascaro Rovigo Gaelic Football.
Nella classifica assoluta femminile si è piazzata al primo posto la neo mamma Silvia Bovolenta, ex giocatrice del New Softball Rovigo ed attuale tecnico del Minibaseball, che ha chiuso il giro in 18 colpi, mentre Carlotta Betto, nella categoria “amatori” ha coperto il tracciato di gara con i 35 che le hanno permesso di conquistare la prima posizione.

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