L’Irlanda torna a difendersi dopo lo scandalo che questa volta ha investito il colosso americano Apple, sotto accusa per aver pagato appena il 2% sui 74 miliardi di dollari di utile ottenuti all’estero.
Secondo il fisco Usa la Apple, avrebbe eluso le tasse, grazie ad un buco nella legislazione irlandese, ma da Dublino, il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan, torna a difendere la tassazione irlandese, che prevede una trattenuta del 12,5% degli utili prodotti sull’isola.
Ma il tema dell’elusione fiscale resta al centro dei dibattiti dei governi europei, da Amazon a Mediolanum, passando per Facebook e Google, i governi di mezzo mondo contestano la politica praticata dagli irlandesi a favore delle multinazionali, che in cambio di politiche favorevoli portano lavoro nel’Isola.
Ma anche la sorellastra Gran Bretagna non è da meno se si pensa che Amazon ha versato soltanto 3,7 milioni nel 2012 a fronte di vendite per 6,5 miliardi. E come emerge in questi giorni, big G avrebbe trasferito fondi sia nell’isola di Smeraldo che in Olanda, gestendo le controllate dallo stato delle Bermuda, mentre Yahoo avrebbe una sussidiaria nelle Isole Cayman.
L’articolo dell’Irish Time: “Ireland labelled a ‘tax haven’ as US Senate investigates Apple’s offshore strategies”.
 

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