Paola Romano

I Murales di Belfast nelle foto di Paola Romano in mostra per MAD LillaBOx al Jolly Bar di Latina realizzate durante gli anni del processo di pace del 1998.
Le peacelines sono delle barriere, alte sei metri, che dividono le aree protestanti da quelle cattoliche erette nel 1970.
Gli accordi del Venerdì santo hanno garantito e stanno ancora garantendo una pace duratura anche se l’obiettivo sarà quello di demolire questi muri ricoperti di graffiti.

 

Mad Lillabox

A cura di Fabio D’Achille l’esposizione è disponibile fino al 26 giugno.
 

Paola Romano

Paola Romano nasce a Monterotondo il 17 Settembre del 1950. Pittrice e scultrice si forma a Roma, dove vive e lavora. Dopo gli studi Al Rufa, Accademia di Belle Arti di Roma, negli anni ’90 segue una propria ricerca sulla figurazione gestuale. Conclusa da diversi anni la stagione di ricerca figurativa, l’artista attraversa un periodo strettamente aniconico per approdare, intorno al 2000, ad una pittura di matrice informale dominata dall’utilizzo della materia, che si lascia maneggiare fino a fondersi, offrendo sensazioni tattili quasi tridimensionali. La tela è quindi il campo in cui si consuma l’incontro-scontro tra la materia, il bianco e il nero, il rosso e l’oro.
E’ il teatro di un contrasto. Nelle opere della Romano ogni elemento nasce da una sorta di processo di sedimentazione del pigmento e degli altri materiali utilizzati. Paola Romano espone in numerose collettive con un grande consenso. A partire dal 2004, con una serie di mostre personali, si afferma in maniera prorompente nel panorama artistico italiano ed internazionale. Oggi le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private (alcune tra le sue opere sono esposte stabilmente presso la Fondazione Magna Carta e le Sale Urbaniane della Città del Vaticano) e sono sempre più richierste da istituzioni museali europee ed internazionali. Negli ultimi anni Paola Romano ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio internazionale Arcaista (Taequinia, 2007), Approdi d’autore (Ischia 2007), Premio Roma 2009.
In un unico giorno le 35 tele-sculture dell’artista sono state esposte presso la Pontificia Università Urbaniana. Tra le esposizioni ricordiamo il Museo degli Strumenti Musicali di Roma, la partecipazione alla 53esima Biennale d’Arte di Venezia, e la personale “Equilibri astrali” presso Complesso Monumentale Sant’Andrea al Quirinale di Roma nel 2012. Ad Hong Kong ha esposto le proprie opere presso il “Cultural Center” Teatro dell’Opera nell’ambito di una manifestazione organizzata per valorizzare il talento italiano. In tale occasione è stata rappresentata l’Aida di Giuseppe Verdi: una prova, quindi di come l’opera della Romano sia stata considerata rappresentativa dell’arte italiana contemporanea. Quattro tele sono state richieste da Pupi Avati per il film “La cena per farli conoscere”.
“La prima cosa che colpisce della tecnica di Paola Romano – sostiene Giuseppe Di Giacomo, docente di Estetica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma – è la commistione di colore e materia: si tratta infatti di una pittura materica che si serve di un’eterogeneità di materiali. L’artista predilige gli smalti mescolati con sabbia e metalli e i colori bianco, nero, giallo e rosso: insomma per la Romano dipingere significa entrare nella materia e nel colore esplorandone tutte le possibilità e dando vita al suo obiettivo dichiarato, il movimento”. Si tratta di un’arte informale che antepone all’esigenza di esternare un’immagine quella di comunicare la difficoltà del vivere umano, la mancanza di certezze, il desiderio di spiegazioni più profonde. Tutto ciò, unito ad un forte impatto visivo, rende le tele della Romano non solo suggestive ma anche concettuali.
 

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