The Edge cade dal palco a Vancouver

È stato il governo a rompere il silenzio, durante lo spoglio nelle 43 circoscrizioni, annunciando la vittoria dei «sì». Da subito è emerso un voto schiacciante a favore delle nozze gay.

  • Affluenza record 60,5 per cento
  • I voti favorevoli sono stati a livello nazionale il 62,1%, mentre i ‘no’ si sono fermati al 37,9%
  • A Dublino i «sì» hanno superato il 70 per cento
  • Chiamati alle urne 3,2 milioni di irlandesi

La consultazione popolare ha approvato un emendamento all’articolo 41 della Costituzione del 1937 con la nuova formula secondo cui “il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso“.
In Irlanda i tempi sono maturi, il popolo ha votato «sì» al referendum sulle nozze omosessuali. Dunque il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legge dello Stato. Il governo ha rotto il silenzio e annunciato la vittoria quando lo spoglio era ancora in corso. Il ministro della Salute, Leo Varadkar, ha parlato di “giornata storica”.
Sempre in prima linea, durante la campagna elettorale, il politico irlandese rivelò pubblicamente, quattro mesi prima del referendum, di essere omosessuale. Apprezzamenti sulla scelta del popolo irlandese sono arrivati anche dal premier Enda Kenny che ha commentato: “Abbiamo mandato al mondo un messaggio pionieristico”. L’Irlanda infatti è stato il primo paese a permettere ai suoi cittadini di scegliere, tramite referendum, di cambiare la Costituzione in materia di matrimonio. Un risultato straordinario, considerando che fino al 1993 nel Paese esisteva il reato di sesso omosessuale. Inoltre nella Repubblica, l’aborto è permesso soltanto se la vita della madre è in pericolo.
 

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