Alban Fùam

Siamo lieti di presentare, in anteprima mondiale, sul portale Irlandaonline, l’album Whiskey ‘n Beer degli Alban Fuam, dodici cover rivisitate di canzoni e ballate della musica tradizionale irlandese, del calibro di “The Irish Rover”, “Whiskey in the Jar”, “The Wild Rover” e “Molly Malone”.
Ecco cosa ci hanno detto:
Scaldiamoci la voce: meglio birra, poitín o whiskey?
«Questa domanda non ci era mai stata fatta! Beh, io direi birra. Alcuni di noi preferiscono le scure, come la Guinness, altri le bionde come la Harp. Whiskey? Sì, ma non troppo pesanti. Provate l’Irish Mist!»
Raccontate l’Irlanda ma siete una band veronese. Come nasce questa vocazione per l’Isola Verde?
«Tutto nasce dai numerosi viaggi in Irlanda fatti, sin da bambino, dal nostro Davide, chitarrista e leader fondatore. La musica, i colori, le sensazioni provate in quelle terre si sono innestate nella sua mente e si sono poi trasformate nel progetto musicale Alban Fuam, che dal gaelico significa “festa di luce e di suono”. Nel 2009 scopre che Cecilia, un’amica violinista, condivide la stessa passione. Di lì a poco, decidono di coinvolgere anche gli altri musicisti che tuttora formano il gruppo, capendo che quella era la strada che volevano percorrere».
Da chi è formato il gruppo, chi suona cosa?
«Siamo un quintetto, e i membri sono: Davide Florio (chitarra e Bouzouki), Cecilia Zanchetta (Fiddle e flauto), Manuel Sanavio (Fiddle a Viola), Alessandro Romagnoli (Bodhran e rullante) e Piero Facci (voce e armonica). Il nostro genere di riferimento ovviamente è l’irish music, ma l’abbiamo arricchito inserendo ritmi swing, riff funky, e sonorità bluegrass creando un tessuto musicale non privo di sfumature».
Ascolta il brano The Irish Rover interpretato dalla band

Il vostro ultimo lavoro è l’ennesimo omaggio che fate all’Irlanda?
«Esatto. È il nostro quarto album ed è il primo con un’etichetta discografica (MaxySound)».
Nell’album ci sono ballate e canzoni irlandesi davvero celebri. Non è un po’ come vincere facile?
«È una scelta che abbiamo fatto con il produttore Max Titi. Siamo una band relativamente giovane e non volevamo debuttare sugli store digitali con materiale troppo ricercato o sofisticato. Stiamo iniziando a farci conoscere all’estero, dobbiamo farlo con brani conosciuti, probabilmente nessuno ascolterebbe un nostro inedito adesso come adesso. Portiamo comunque qualcosa di nuovo e fresco, cioè nuove versioni di brani che tanti altri hanno interpretato. Essere artisti non basta, bisogna sapersi vendere, ed è qui che subentrano le strategie di web marketing».
La celebre Whiskey in the Jar

Ci svelate qualche curiosità sugli arrangiamenti?
«Nell’album Whiskey n’ Beer troverete arrangiamenti più completi rispetto ad una nostra performance live perché Max (il sesto Alban!) ha impreziosito i nostri brani con la sua creatività musicale. È stato aggiunto il banjo, il basso e qualcosa con la fisarmonica, e nonostante siano stati usati tutti strumenti folk abbiamo voluto dare, su alcune canzoni, un taglio leggermente pop».
Come nasce il vostro rapporto con il produttore Max Titi e le collaborazioni con altri artisti presenti in alcune canzoni del disco?
«Non capita tutti i giorni di imbattersi in personaggi come Max Titi. Autore, compositore, arrangiatore, fonico, un secondo posto a Sanremo; un giorno ci telefona dicendoci che vuole produrci un disco. Era la svolta che stavamo aspettando da tempo! Abbiamo instaurato con lui un rapporto professionale e di amicizia, abbiamo lavorato sodo in questi sei mesi sulla qualità del suono, restando affascinati dalla sua passione e dal suo enorme bagaglio di esperienza. Abbiamo creato, a nostro parere, un prodotto competitivo, ma non si smette mai di crescere e di imparare a fare meglio. Alessandro e Giulia, gli special guest, sono nostri grandi amici e colleghi musicisti. Ci tenevamo a far cantare loro qualcosa nel disco e ne sono usciti dei duetti fantastici!»
Ascolta il brano Molly Malone estratto dal disco Whiskey n’ Beer

La presentazione di Whiskey n’ Beer in Irlanda?
«Ufficialmente no, ma chiunque potrà ascoltare la nostra musica sugli store digitali in tutto il mondo. È un po’ come se un giapponese presentasse in Italia un disco di musica lirica cantata in italiano. Personalmente sarei un po’ titubante».
Qual è la città irlandese o il luogo che più amate?
«Amiamo Galway, una città a misura d’uomo, piena di giovani e di musica. Ma siamo molto più affezionati alla piccola Drumshanbo dove nel 2012 e 2013 abbiamo conosciuto molti musicisti da tutto il mondo studiando musica al Joe Mooney festival».
Ascolta la canzone Dirty Old Town

Di gaelico avete il nome del gruppo, ma sapreste contare fino a dieci in quella lingua?
«Khrah, Ojss.. Dryn…. scherzavamo, il gaelico non lo conosciamo, dovremmo prendere ripetizioni! Un abbraccio a tutti, ascoltate il nuovo disco Whiskey n’ Beer su Spotify e seguiteci su FaceBook. Slàinte!»

Ascolta le altre tracce su Spotify

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Biografia

Gli Alban Fuam sono un gruppo di musicisti che racconta l’Irlanda attraverso coinvolgenti musiche irlandesi e celtiche, da loro sapientemente riarrangiate in una chiave più contemporanea che tradizionale. Influenze folk, country e swing si mescolano a quelle irish e danno vita ad un tessuto musicale ricco di sfumature. Il gruppo è all’attivo dal Giugno 2009.
Dopo molti concerti ed ore spese in sala prove, il gruppo registra “Festa di luce e di suono” (2010) e “The Rusty Mackerel” (2011), quest’ultimo con la presenza di Frankie Gavin, leader dello storico gruppo irlandese De Dannan dal 1974. Un sogno che diventa realtà, perorato dalla vittoria del concorso “Bande Sonore” 2011 e dalla finale del “Verona Talent Show”. Il live del novembre 2011 al teatro Astra di S. Giovanni Lupatoto (VR) con Frankie Gavin e la cantante Michelle Lally è un successo che spinge alla ristampa di “The Rusty Mackerel”, con tre canzoni registrate live durante il concerto.
Il Music Village a Lecce (agosto 2012) è un’altra tappa prima del successo del 16 settembre: i ragazzi accompagnano Frankie Gavin & De Dannan sul prestigioso palco del teatro Romano, suonando davanti ad una platea numerosa. L’amore per la musica irlandese è talmente forte che li spinge a perfezionare ritmi e melodie con un intenso periodo di studio nella “Joe Mooney Summer School” di Drumshanbo, nel Nord dell’Irlanda.
Il 2012 è foriero del nuovo cantante Piero Facci, messo subito alla prova con l’EP “The Wild Rover”. La voce calda di Facci permette agli Albam Fuàm di proporre anche chicche della tradizione folk “da pub” e di esibirsi nel concerto di capodanno 2014 in piazza Bra a Verona davanti a più di 40.000 persone. Dopo tante soddisfazioni arriva l’ennesima: il 2015 è l’anno di “Whiskey ‘n Beer” prodotto da Max Titi e pubblicato dall’etichetta Maxy Sound. Prossima fermata: il mondo.
 

Alban Fuam e altre risorse