Si chiama Phil Heal e in Irlanda è già diventata una eroina nazionale. Dopo una gara di basso profilo, l’atleta è riuscita a recuperare e a tagliare il traguardo per prima.
Questo video mostra l’incredibile rimonta di una velocista irlandese, 21 anni, che si chiama Phil Healy.
Durante una staffetta 4×400 femminile ai campionati di atletica della Irish Universities Athletic Association, al Morton Stadium di Dublino, la giovane ha sorpreso tutti con una strabiliante rimonta.
 

La gara di Phil Heal

Dopo aver tagliato il traguardo, davanti alle sue compagne, la giovane è caduta a terra completamente esausta.

 

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Dieci disegni originali di Leonardo da Vinci saranno in mostra, dal mese di maggio, presso la National Gallery of Ireland di Dublino.
Una piccola parte delle opere di Leonardo da Vinci, appartenenti alla Royal Collection della Regina Elisabetta II, saranno esposte per la prima volta fuori dal Regno Unito. L’appuntamento con il pittore fiorentino è alla National Gallery di Dublino, dal 4 maggio al 17 luglio.
L’esposizione curata dalla Royal Collection Trust mostrerà il grande talento dell’artista, dalla pittura e scultura alla progettazione, la zoologia e la botanica, così come il suo uso di penna e inchiostro, di gessetti rossi e neri, e acquarello. Si tratta della quinta mostra itinerante – iniziata nel 2002 – di disegni di Leonardo appartenenti alla Royal Collection, che vanta quasi 600 disegni dell’ingegnere.
 

I disegni del maestro

Attraverso il disegno, il pittore ha cercato di registrare e comprendere il mondo che lo circondava. Egli sosteneva che l’immagine trasmessa rivelasse conoscenza in modo più accurato e conciso di qualsiasi parola. Ciò nonostante, molti dei suoi disegni sono ampiamente annotati, tra cui il foglio di Studi per la fusione del monumento equestre a Francesco Sforza e la pagina su entrambi i lati da un notebook di studi anatomici. Leonardo era mancino, ma in tutta la sua vita riuscì a scrivere perfettamente in maniera speculare.
Le opere in mostra: Studi di arti di un bambino (1490), Studi per la fusione del monumento equestre a Francesco Sforza (1492-4), Una mappa di una diga sull’Arno est di Firenze (1504), Un nudo maschile (1504-5), Le espressioni di rabbia nei cavalli, leoni e di un uomo (1504-5), Un ramo di mora (1505-10), Recto: Il cuore rispetto ad un seme; Verso: I vasi del fegato, milza e reni (1508), Uno studio per la testa di Sant’Anna (1510-15), Studi di gatti, leoni e un drago (1513-18), Un diluvio (1517-18).
 

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“Un Italiano a Dublino” è un viaggio musicale dove il Grace O’Malley Quartet racconta, attraverso cinque lunghe tracce, l’ambiente incontrato da Francesco Saverio Geminiani in Inghilterra e Irlanda.
L’apertura è affidata a una delle melodie più ispirate di O’Carolan, dedicata all’eroe nazionale irlandese Owen Roe O’Neill.
Proseguendo lungo il percorso, incontriamo melodie spirituali, brani gaelici e danze tradizionali, insieme alle Scottish Songs, queste ultime sempre introdotte dal frammento musicale “Auld Bob Morrice”, un motivo molto popolare dell’epoca studiato da Geminiani, che idealmente personifica il compositore come guida.
 

Violinista

Siamo all’inizio del secolo dei lumi quando un violinista toscano, tra i più acclamati dell’epoca, intraprende il primo di una serie di lunghi viaggi, dalla terra del sole verso le brughiere delle isole d’oltremanica: la corte britannica lo attende, la sua fama è ormai diffusa in tutta Europa Francesco Saverio Geminiani, virtuoso concertista e prolifico didatta, nasce a Lucca il 5 dicembre 1687. Allievo di Arcangelo Corelli, da cui apprende tecniche compositive proprie del barocco italiano, ama l’arte in tutte le sue forme incarnando la sintesi dell’uomo illuminista, fervido collezionista di opere pittoriche e primo italiano affiliato alla massoneria inglese. L’Irlanda del Settecento è la terra di Turlough O’ Carolan (1670 – 1738), arpista e ispirato compositore con una nutrita produzione di air e planxty, dove troviamo in egual misura convivere elementi popolari e colti. I due artisti s’incontrano, una testimonianza certa li vede insieme a Dublino almeno in un’occasione.
I confini tra traditional e art music sono fluidi e permeabili, è un’ osmosi naturale: le arcaiche melodie del popolo cantate in gaelico salgono gli scaloni dorati grazie alla loro freschezza e forza evocativa, mentre il musicista di strada assorbe nuovi metodi esecutivi. Ne sono un esempio le quattro Scottish Song tratte da “A Treatise of Good Taste in the Art of Musick” del 1749, antiche arie scozzesi trasformate da Geminiani in esecuzioni dal corretto uso di forma, armonizzazione e ornamento, dedicate al Principe di Galles.
La rilettura della parte barocca non si allontana dalle origini folk del progetto, al punto di assegnare la parte cembalistica alla chitarra acustica, con voluta noncuranza dell’esasperazione stilistica legata alla filologia musicale, mentre i traditional sono proposti con ampia libertà di improvvisazione con riferimento ai pochi e scarni manoscritti giunti sino a noi e alla prolifica trasmissione orale. Francesco Saverio Geminiani moriva a Dublino il 17 settembre del 1762: pioveva e l’erba d’Irlanda era più verde del solito. Danny Boy al suo fianco, ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio.

Grace O’Malley Quartet

Il Grace O’Malley Quartet, ensemble italiano, ha appena completato il master pre-stampa del nuovo album “Un Italiano a Dublino”, un progetto dedicato al grande violinista lucchese dove i viaggi dell’artista nelle terre d’Albione vengono narrati musicalmente attraverso la fusione tra la classicità del barocco portata dal continente e la tradizione folk incontrata nelle isole britanniche. Per la definitiva pubblicazione del master e la stampa fisica dei CD, il gruppo ha deciso di affidarsi a una campagna di raccolta fondi attraverso la piattaforma web MusicRaiser che si è conclusa lo scorso 26 febbraio con 3578 euro raccolti su 3000 richiesti. Un lavoro che ha ricevuto il beneplacito dell’ambasciatore d’Irlanda in sede a Roma – S.E. Bobby Mac Donagh – il quale ha voluto precisare quanto valore culturale sia insito in questo progetto.

Formazione

  • Flauto traverso – Edoardo Caffi
  • Violino – Alessandro Cavalleri
  • Voce e percussioni – Giusi Pesenti
  • Chitarra – Manuela Bonfanti

Storia

Grace O’Malley Quartet nasce nel 2006 con l’intento di divulgare un repertorio raro legato al mondo popolare e tradizionale delle terre d’oltre Manica, un repertorio ricchissimo di melodie ispirate, ritmi e strutture uniche che ancora oggi caratterizzano una cultura e una civiltà antiche e di crocevia. Musica che spesso viene trasmessa solo per tradizione orale. Il Grace O’Malley attiva una curata ricerca nel repertorio tradizionale e classico di un periodo che spazia tra il XVI e il XVIII secolo, ed è soprattutto agli inizi del ‘700 che avvengono le più interessanti contaminazioni tra musica colta e melodie popolari.
Nel 2013 produce il primo lavoro discografico – The Sheep’s Dream – dove all’ascolto è chiara la libertà esecutiva che caratterizza l’ensemble, una sonorità classica che incontra la freschezza del sound folk e tradizionale, e una scelta dei brani che predilige l’alternarsi di danze ad antiche arie di origine sia sacra che profana.
 

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C’è il Connemara e la storia d’Irlanda al centro del romanzo “La fragilità della farfalla”, un libro scritto a quattro mani da Maura Maffei e dal linguista irlandese Rónán Ú. Ó Lorcáin.

Primo capitolo della trilogia “Dietro la tenda”, interamente ambientata in Irlanda nel XVIII secolo, “La fragilità della farfalla” nasce da un intenso studio sulla cultura e le origini linguistiche irlandesi, durato cinque anni, che ha permesso di arricchire il testo con parole ed espressioni in gaelico, soprattutto nei dialoghi.
Sullo sfondo maestoso del Connemara, due famiglie di antica nobiltà, legate da relazioni di amicizia e parentela prima e di odio e forte rancore poi, intrecciano ancora una volta i loro destini con il ritorno in patria di un gruppo di esuli, rimasti a lungo in Austria e tornati in Irlanda con una missione ambiziosa: combattere le Leggi Penali che permettono agli inglesi di mantenere sotto il loro giogo dominatore gli irlandesi, impedendo loro di professare la fede cattolica e perfino di guadagnare dal proprio lavoro.
 
Ma il progetto pericoloso viene ostacolato dalla nascita di un sentimento d’amore tra il coraggioso capitano Bran e la bella Labhaoise, figlia del suo più acerrimo nemico.

Maura Maffei è erborista e soprano lirico, profonda conoscitrice ed estimatrice della lingua e della cultura irlandesi. Rónán Ú. Ó Lorcáin è invece tecnologo, musicista e traduttore. Dopo molti anni vissuti in Italia, è tornato in Irlanda dove si dedica anche all’attività di linguista.
Genere: letteratura italiana
Listino:€ 12,00
Editore: Parallelo45 Edizioni
Collana:Secondo millennio
Data uscita: 05/12/2015
Pagine: 234
Formato: brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788898440962

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“Athlone, Doolin, Galway, Coral Beach, Kildare, Newgrange, Hill of Tara … sono i luoghi che Sara visiterà (alcuni in compagnia del bizzarro Liam) durante il suo viaggio in Irlanda ‘Seguendo il suono aritmico del cuore‘: il libro di Monica Gazzetta.
Sara è partita dopo aver scoperto di essere affetta da una malattia genetica: la Cardiomiopatia Aritmogena del Ventricolo Destro, la stessa che probabilmente ha ucciso sua madre. Il suo DNA è per metà irlandese e decide di partire alla volta dell’Irlanda per incontrare i suoi parenti e per avvisarli.
Scopre le sue origini e viene a conoscenza di piccoli frammenti della vita della madre, morta quando lei era una bambina. Luoghi sacri, leggende di popoli antichi e verdi paesaggi fanno da sfondo a quello che risulterà essere un viaggio alla scoperta di sé attraverso gli altri e attraverso la storia”.
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
ISBN Libro:9788892308732
Pubblicazione: 2016
Formato: 15×23
Foliazione: 116
Copertina: morbida
Interno: bn

Alcune recensioni

È un romanzo particolare, in cui vengono fuori, prepotentemente, due cose: la descrizione di una malattia rara, con il cuore che gestisce la vita della persona (delle persone) soggetta a questa malattia ereditaria. La seconda, la grande passione per l’Irlanda, questa bellissima terra, di una natura quasi incontaminata e con i suoi castelli ed i monumenti, vecchi anche di millenni. Sembra quasi una guida ed un invito a visitarla. In questo contesto si sviluppa la storia della ragazza, protagonista di un affascinante viaggio alla ricerca del suo passato e della sua famiglia di origine irlandese, con un pizzico di suspance dovuti ai momenti in cui la malattia della protagonista mette a rischio la vita della stessa. Il romanzo è ben scritto (vi sono un paio di refusi) e la trama si incastra nelle descrizioni storiche dell’Irlanda, anche se, a volte, quasi ne prendono il sopravvento.
Maurizio Rafanelli

Sara, la protagonista, scopre di essere affetta da una malattia genetica al cuore. L’ha ereditata dalla madre, sicuramente morta per lo stesso problema. La ragazza decide di intraprendere un viaggio in Irlanda, terra natia della madre, per cercare di capire le sue origini e in un certo senso mappare i suoi familiari e vedere chi altri, oltre a lei, può essere affetto dalla stessa malattia genetica. Durante il viaggio tuttavia non scopre solo persone che possono condividere il suo stesso dramma, Sara scopre le sue origini. Ritrova il rapporto con la nonna, conosce cugini, parenti, donne, uomini e bambini che fanno parte della sua vita anche se non li aveva mai conosciuti. Il tutto è contornato da paesaggi incontaminati, luoghi sacri e leggende di popoli antichi. E poi c’è il dono. Sua madre lo possedeva e forse anche lei. È semplicemente l’essere in contatto attraverso la natura, con il popolo dell’altro mondo, fatto di folletti, gnomi e fate. Al termine del viaggio Sara non sarà più la stessa persona che era prima, è maturata, è cresciuta, ha preso consapevolezza di sé, del suo essere e del suo stare nel mondo.
Un libro intenso nella trama e nell’atmosfera che si respira pagina dopo pagina, un libro delicato, un libro da leggere assolutamente!!!
Chiara Cipolla

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L’unica bruna della quale nessuna donna irlandese può immaginarsi gelosa è una birra, una birra sublime, per citare James Joyce: la Guinness.
E così, il primo d’Aprile 2016, il celebre marchio di Dublino inventò “Reverse”, ovvero la trasformazione della celebre stout in una milk stout.
Con un post pubblicato sul profilo social dell’azienda, il noto marchio, passato sotto il controllo di Diageo, impresa mondiale sul mercato degli alcolici, ha voluto regalare un momento di allegria. Cosa ne pensate? Non sarebbe meravigliosamente originale produrre una birra del genere?

La reverse

Felice pesce d’aprile: così il celebre marchio della stout irlandese ha voluto scherzare annunciando la nuova bevanda: “Reverse”. Ovviamente un gioco, uno scherzo. La stout reverse altro non è che un pesce d’Aprile. Ad ogni modo, ora che abbiamo svelato l’arcano possiamo sostenere che questo scherzo ha fatto il giro del mondo riscuotendo un grande successo. Forse, in un futuro prossimo una birra bianca pastosa potrebbe accordarsi bene tra le bevande del 3000.
 

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