Brexit, il giorno dopo il ‘leave’

L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa apre nuovi scenari nel nord dove il ‘remain’ ha vinto con il 55,78% dei voti (440.707 preferenze), contro il 44,22% a favore della Brexit (349.442 aventi diritto al voto). Un risultato diverso dal resto del Regno Unito, che ora fa sognare il partito Sinn Féin.

Il primo a parlare, il giorno dopo la Brexit, è il presidente onorifico del partito repubblicano nordirlandese Declan Kearney: “Il governo britannico ha perso ogni mandato che doveva rappresentare gli interessi economici o politici del nord”. Da qui l’annuncio del leader della formazione politica repubblicana, considerata un tempo l’ex braccio politico dell’esercito repubblicano irlandese (IRA), di indire un nuovo referendum per unire l’Irlanda del Nord alla Repubblica d’Irlanda (Eire).

L’urlo lanciato da Belfast è solo la prima ‘tegola’ per il dimissionario Cameron, che si aggiunge alle minacce di Edimburgo. L’ex primo ministro scozzese Salmond ha dichiarato: “Ora un altro referendum per uscire dal Regno Unito”. Un annuncio che si rafforza con le dichiarazioni del suo successore Sturgeon: “Noi siamo europei. E vogliamo rimanere nell’Unione”.
 

I risultati sulla mappa

Risultato finale 51.9% a favore del “Leave”.

Letture. Per saperne di più sul conflitto nordirlandese.

 

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