Istruzione e pub, questo è il motto di Luca Longo. Docente al Dublin Institute of Technology, il trentacinquenne di Varese ama confrontarsi con gli studenti. Le sue lezioni varcano i confini dell’aula e terminano al pub.

Per le sue qualità di insegnamento, Longo ha ricevuto il premio del National Teaching Hero 2016. Lo hanno deciso gli studenti, che arrivano in massa durante le sue lezioni di informatica. Le ore trascorse con gli alunni sembrano essere coinvolgenti, fatte di domande, video e battute. Rottamata l’immagini del professore in cattedra o che fa avanti indietro proiettando noiose slide.

Unico italiano a salire sul palco, insieme a 36 colleghi irlandesi e inglesi, selezionati tra oltre ottocento candidati: Longo al Corriere della Sera ha dichiarato: «Sono felice di questo premio, ma le mie ambizioni sono altre. Punto ad aumentare il tempo che dedico alla ricerca e a vincere uno dei progetti milionari dell’Unione Europea».

Il miglior professore

 

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The Irish Time, con un articolo a firma della giornalista Frances O’Rourke, omaggia Flavour of Italy Group: una realtà imprenditoriale che promuove l’enogastronomia italiana in Irlanda.

Sono passati quasi dieci anni da quando Maurizio Mastrangelo e Marco Giannantonio, di origini molisane, si sono trasferiti nell’isola con l’obiettivo di promuove la cucina italiana. Hanno scelto l’Irlanda e i risultati sono visibili e riconosciuti: una scuola di cucina dove si fanno corsi di pasta fresca, l’Italian School of Cooking, il ristorante Pinocchio nell’esclusivo quartiere di Ranelagh, l’agenzia di viaggio “Flavour of Italy Travel” e una società che organizza catering per grandi eventi.

Marco Giannantonio, originario di Ripalimosani, è una co-fondatore di Sapore d’Italia insieme a Maurizio. I due si sono conosciuti a Campobasso. Come per tanti italiani sparsi nel mondo, il loro sogno – almeno di uno dei due – è maturato dopo un soggiorno sull’Isola con lo scopo di studiare inglese a Dublino. Si tratta di una storia di successo, fatta di determinazione e tanta voglia di mettersi in gioco.

È inziato tutto così

Dopo una fase iniziale in cui i due soci miravano alla vendita di prodotti italiani in Irlanda, la svolta è arrivata con l’apertura di una scuola di cucina italiana. Correva l’anno 2005. La richiesta di partecipazione è stata da subito alta, tanto che l’anno successivo i due molisani hanno dovuto cercare una sede più grande. Nel 2006, gli investimenti si sono diversificati: prima con una società di catering e nel 2007 con un tour operator, considerando che i partecipanti alle attività scolastiche richiedevano di poter visitare l’Italia. Eccoli accontentati, con tour nei vigneti a raccogliere l’uva e a fare il vino. Nel 2008, è arrivata la ciliegina sulla torta: l’apertura di un ristorante a Ranelagh.

Diversi tra loro, ma con un elemento che li accomuna: la fiducia. Lo dichiara Giannantonio al quotidiano irlandese: “Il rapporto di amicizia genuino che c’è tra me e Maurizio è il fattore chiave del nostro modo di fare business – sottolinea nell’intervista a The Irish Time – Quando vivi all’estero senti il bisogno di crearti una seconda famiglia. Se sei da solo non puoi andare lontano, se invece hai fiducia nelle persone con cui lavori e condividi con loro ambizioni e sentimenti, i sogni possono diventare realtà”.

«L’Europa non ha mai lavorato per unirsi e far fronte allo strapotere culturale americano; oggi, poi, con la Brexit, lo è meno che mai. Tutti hanno sempre pensato che fosse l’Irlanda a voler rivendicare la sua indipendenza, ma è l’Inghilterra che vuole essere indipendente da tutto e da tutti», ha dichiarato Jim Sheridan al Festival del cinema dove presenta Secret Scripture.

«La cosa assurda è che per noi irlandesi è più facile fare i conti con la Chiesa Cattolica che non con l’imperialismo dei vicini inglesi, che ha causato e causa così tanti problemi».

Il regista irlandese è arrivato a Roma per presentazione il suo nuovo film ‘Secret Scripture‘ in uscita il 5 gennaio prossimo per Lucky Red di Andrea Occhipinti. Irlandese di Wicklow, Sheridan dopo “Il mio piede sinistro”,”Nel nome del padre“, “The Boxer” e “Brothers”, torna alla denuncia sociale.

 

Secret Scripture, il film

Secret Scripture racconta l’ingiustizia subita da Rose, interpretata da Rooney Mara, una donna bella ed emancipata che vive in una comunità chiusa e profondamente religiosa. Il film si snoda in due epoche storiche, la storia di Rose da giovane (1942): l’innamoramento per Michael – Jack Reynor nei panni del pilota – e l’ambiguo rapporto con il prete, interpretato da Theo James. Rinchiusa in un ospedale psichiatrico, la donna viene ‘salvata’ da un medico, Eric Bana, che grazie al diario della donna ristabilisce la verità. Un finale nuovo, si potrebbe dire: “giustizia è fatta”, che Sheridan spiega in questo modo al microfono di Laura Squillaci, che lo ha intervistato per Rainews24. «Mia madre aveva un B&B in Irlanda, nel quale accoglieva i bambini provenienti dagli orfanotrofi, persone abusate e preti che avevano rinunciato alla tonaca. Ho ripensato a quelle donne, che come Rose non erano tutelate. Ecco vorrei che non fosse stato così».

«Viviamo in un mondo in cui era possibile vedere la verità e tutti la negavano, la Chiesa era oppressiva ma si era scelto di non vedere. La verità dipende dalla nostra distanza, se la verità può mettere a repentaglio la nostra sopravvivenza. Se si accetta una menzogna funziona meglio il controllo sulle persone», ha dichiarato Sheridan.

«Sulla questione legata al fatto che Rose sembri dover scontare l’essere una donna desiderabile – aggiunge il regista – non credo siano cambiate poi molto le cose. Anzi, in realtà solo il fatto di essere donne sembra ancora oggi essere una colpa. E molto dipende da come, per semplificare tutto, tendiamo ancora a suddividere le cose secondo logiche binarie: 1 o 0, uomo o donna. E sempre per semplificare, finiamo per trovare il capro espiatorio. La cui innocenza, invece, sarebbe il miglior meccanismo per garantirci la sopravvivenza», conclude Sheridan.

 

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Informatici fatevi avanti. L’Irlanda scende in campo con un sito specializzato al reclutamento di esperti delle nuove tecnologie. Tra i paesi europei dove cercare talenti, c’è anche l’Italia. Sono i dati a raccontare una tendenza nella Penisola di un costante flusso di giovani verso l’estero: sopratutto nella fascia d’età compresa fra i 18 e i 34 anni.

E dei 107 mila italiani che hanno lasciato il paese nel 2015, secondo l’ultimo rapporto della fondazione Migrantes, poco meno di 40 mila fanno parte della stessa fascia demografica: lo racconta un interessante articolo di Simone Cosimi per Wired.it.

Il progetto Techlifeireland.com si occuperà di promuovere nuovi posti di lavoro e raccontare le esperienze di vita di coloro che ci hanno creduto.

 

“Le industrie di settore e il Governo riconoscono la necessità di attrarre i migliori professionisti del settore tech a lavorare e vivere in Irlanda” ha spiegato Karl Flannery, Ceo di Storm Technology e capo del progetto di Tech/Life Ireland delivery.

Al momento occorrono esperti da tutta Europa, programmatori specializzati in Java, in Python, in C++ e altri profili hi-tech.

Il portale è stato finanziato con quasi 2 milioni di euro su base triennale: “In prima battuta la campagna si concentrerà sui Paesi del Sud e del Centro Europa” ha spiegato un portavoce del governo di Dublino. Mary Mitchell O’Connor, ministro irlandese del Lavoro dell’Industria e dell’Innovazione, in quota Fine Gael, ha spiegato che “se continuiamo ad aggiudicarci investimenti in Ict dall’estero dobbiamo assicurarci di avere un’offerta sufficiente di talenti per incontrare le esigenze delle aziende. Tech/Life non toccherà le opportunità per i laureati irlandesi ma aggiungerà diversità, conoscenza ed esperienza alla forza lavoro Ict”.

 

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Le immagini e le scritte shock finite per legge sui pacchetti di sigarette potrebbero comparire anche sulle etichette dei superalcolici. La proposta arriva dall’Irlanda, già paese promotore della campagna contro il tabacco. L’esecutivo sta cercando di frenare il consumo di alcolici, sopratutto da parte dei più giovani.

E la scritta “Nuoce gravemente alla salute” potrebbe rivelarsi un dissuasivo. La proposta sembra piacere alla Commissione europea, che ha voluto iscrivere l’iniziativa nell’agenda dei futuri provvedimenti della commissione.

Ma la campagna contro l’abuso di bevande alcoliche è ben più ampia. Il governo di Dublino non gradisce venga fatta pubblicità nei pressi degli istituti scolastici e che vengano coinvolti minori negli spot di bevande a forte gradazione.

Nella fascia tra i 15 e 16 anni viene confermato un minor consumo di sigarette e alcolici. Un’indagine che ha coinvolto studenti tra i 15 e i 16 anni di età di 35 paesi ha rilevato che in Irlanda è in crescita l’uso di ecstasy, cocaina, nuove droghe psicoattive, e inalanti. Preoccupazioni anche per l’aumento del gioco d’azzardo, mentre sono in calo i consumi di alcol e sigarette.

 

L’analisi condotta da ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), nel corso degli ultimi 20 anni, dimostra che il fumo – tra i ragazzi di 15 e 16 anni – si è dimezzato, con cali che riguardano anche alcol e cannabis. I fumatori di sigarette sono scesi dal 74% – dato del 1995 – al 32% nel 2015; il consumo di alcol è passato dai massimi del 92% tra il 1995 e il 2003 al 74% nel 2015; il consumo di cannabis è sceso dal 39% dal 2003 al 20% nel 2007, al 18% nel 2011, in leggero aumento al 19% nel 2015; In salita l’ecstasy, passata da un massimo del 9% nel 1995 a un minimo del 2% nel 2011, poi di nuovo su nel 2015 facendo registrare il 4%. La cocaina è passata dal 2% nel 1995 al 4% nel 2007, scendendo leggermente al 3% nel 2011 e 2015; uso di inalanti è sceso da un massimo del 22% nel 1999 a un minimo del 9% nel 2011, per poi risalire dell’11% nel 2015.

 

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