Jim Sheridan presenta ‘Secret Scripture’

«L’Europa non ha mai lavorato per unirsi e far fronte allo strapotere culturale americano; oggi, poi, con la Brexit, lo è meno che mai. Tutti hanno sempre pensato che fosse l’Irlanda a voler rivendicare la sua indipendenza, ma è l’Inghilterra che vuole essere indipendente da tutto e da tutti», ha dichiarato Jim Sheridan al Festival del cinema dove presenta Secret Scripture.

«La cosa assurda è che per noi irlandesi è più facile fare i conti con la Chiesa Cattolica che non con l’imperialismo dei vicini inglesi, che ha causato e causa così tanti problemi».

Il regista irlandese è arrivato a Roma per presentazione il suo nuovo film ‘Secret Scripture‘ in uscita il 5 gennaio prossimo per Lucky Red di Andrea Occhipinti. Irlandese di Wicklow, Sheridan dopo “Il mio piede sinistro”,”Nel nome del padre“, “The Boxer” e “Brothers”, torna alla denuncia sociale.

 

Secret Scripture, il film

Secret Scripture racconta l’ingiustizia subita da Rose, interpretata da Rooney Mara, una donna bella ed emancipata che vive in una comunità chiusa e profondamente religiosa. Il film si snoda in due epoche storiche, la storia di Rose da giovane (1942): l’innamoramento per Michael – Jack Reynor nei panni del pilota – e l’ambiguo rapporto con il prete, interpretato da Theo James. Rinchiusa in un ospedale psichiatrico, la donna viene ‘salvata’ da un medico, Eric Bana, che grazie al diario della donna ristabilisce la verità. Un finale nuovo, si potrebbe dire: “giustizia è fatta”, che Sheridan spiega in questo modo al microfono di Laura Squillaci, che lo ha intervistato per Rainews24. «Mia madre aveva un B&B in Irlanda, nel quale accoglieva i bambini provenienti dagli orfanotrofi, persone abusate e preti che avevano rinunciato alla tonaca. Ho ripensato a quelle donne, che come Rose non erano tutelate. Ecco vorrei che non fosse stato così».

«Viviamo in un mondo in cui era possibile vedere la verità e tutti la negavano, la Chiesa era oppressiva ma si era scelto di non vedere. La verità dipende dalla nostra distanza, se la verità può mettere a repentaglio la nostra sopravvivenza. Se si accetta una menzogna funziona meglio il controllo sulle persone», ha dichiarato Sheridan.

«Sulla questione legata al fatto che Rose sembri dover scontare l’essere una donna desiderabile – aggiunge il regista – non credo siano cambiate poi molto le cose. Anzi, in realtà solo il fatto di essere donne sembra ancora oggi essere una colpa. E molto dipende da come, per semplificare tutto, tendiamo ancora a suddividere le cose secondo logiche binarie: 1 o 0, uomo o donna. E sempre per semplificare, finiamo per trovare il capro espiatorio. La cui innocenza, invece, sarebbe il miglior meccanismo per garantirci la sopravvivenza», conclude Sheridan.

 

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