Imitato in Irlanda e nel mondo, Conor McGregor, lottatore di arti marziali miste irlandese, conosciuto con il nome di The Notorious, ha sorpreso due amici praticare street fighter per le strade di Dublino.

Un incontro che ha divertito molto i giovani appassionati, scandito da una reazione spontanea. Una sorpresa di Natale inaspettata, come spesso accade nella capitale irlandese.

Venerdì scorso a Dublino, due ragazzi stavano facendo i buffoni per strada cercando di impersonare Conor McGregor. Il siparietto è avvenuto nei pressi di Camden Street e mentre i due lodavano le gesta del loro beniamino The Notorious, ecco che un SUV scuro si affianca ad assistere allo scambio di colpi.

 

Conor McGregor sorprende i fan

A bordo del mezzo c’è il campione dei pesi leggeri UFC (Ultimate Fighting Championship), i due amici lo riconoscono: “È Conor McGregor!”. Partono i saluti pugno contro pugno e parole di incoraggiamento.

 

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Sta facendo il giro del mondo il video registrato alla Killard House School Choir che mostra il talento di Kaylee Rodgers, una bambina autistica di 10 anni, mentre canta la celebre ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen.

Un omaggio al poeta canadese scomparso lo scorso novembre. Ci troviamo in Irlanda del Nord, nel salone della scuola, dove un’intera classe si esibisce in occasione del Natale.

Kaylee viene da Donaghadee, nella Contea di Down, è autistica e ha un deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Il canto la aiuta a trovare fiducia in se stessa.
 

L’Hallelujah di Coen

La National Autistic Society spiega che l’autismo da cui è affetta Kaylee le rende difficile qualunque tipo di interazione sociale, di comunicazione o anche solo di immaginazione. Il deficit di attenzione invece le provoca “comportamenti dirompenti, non appropriati all’età”. I bambini come lei non riescono a focalizzarsi su compiti specifici, mentre l’iperattività e l’impulsività provocano loro “sbalzi di umore e impaccio sociale”.

 

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Agli irlandesi piace Torino. E così perché non dimenticare Roma e Milano per una gustosa e meno affollata pausa italiana?

Lo racconta un articolo dell’Irish Independent, uno dei quotidiani nazionali, firmato da Isabel Conway, che di viaggi si occupa. Qualche mese fa, la giornalista ha trascorso un fine settimana nella capitale piemontese e ne è rimasta affascinata.

Frasi di apprezzamento per la Sindone, il Caffè al Bicerin, dove una tappa è obbligatoria, e il cibo nostrano.

 

Torino e gli irlandesi

Promossa la città e i torinesi, che Conway definisce a modo suo “good looks” e “gorgeous male”. E dopo un tuffo nella tradizione con il bicerin, nel locale dove è stato inventato, a pranzo la reporter consiglia il brasato al barolo alla Taberna libraria. Un ricco pasto permetterà di arrivare sazi fino all’Apericena, un cult di Torino. Si tratta dell’offerta di numerosi antipasti trasformati in cena.

 

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In occasione del centenario dell’«Easter Rising», l’insurrezione irlandese del 1916, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ospita la mostra Irish in Italy. Letteratura e politica irlandesi nella prima metà del Novecento, in programma fino all’8 gennaio 2017, da lunedì al venerdì 10-19, sabato dalle ore 10 alle 13.30.

Ideata dallo studioso Antonio Bibbò dell’Università di Manchester e allestita da Elio Micco (Genova), con il generoso sostegno dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia e della Marie Sklodowska-Curie – European Commission.

Dove? Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale del Castro Pretorio, 105 – 00185 Roma. Ingresso gratuito. Il percorso espositivo di Irish in Italy segue due linee principali: da una parte la storia dell’indipendenza irlandese e delle versioni che di questa sono state presentate in Italia nei primi decenni del Novecento; dall’altra la storia della produzione letteraria del Rinascimento celtico e della sua diffusione, prima nell’Italia liberale e poi in quella fascista.

 

Irish in Italy

In questo modo è possibile osservare come lo Stato Libero d’Irlanda si sia progressivamente imposto tra noi quale entità autonoma tanto da un punto di vista culturale quanto politico. Lungo la Galleria della biblioteca saranno esposti, tra gli altri, un inedito ritratto di James Joyce firmato da Silvano Scheiwiller, la lettera con la quale Yeats accetta di partecipare al Convegno Volta di Roma del 1934, le lettere in cui Anton Giulio Bragaglia escogita il contrabbando degli autori “oriundi” irlandesi in Italia durante la seconda guerra mondiale, il primo Dracula italiano, la lettera del ’47 in cui Montale ribatte all’editore Cederna che “neanche il Padreterno” potrebbe tradurre le poesie di Joyce e quella del ‘48 in cui Pavese confessa allo stesso editore che “tutto Joyce gli fa rabbia”.

 

I numerosi documenti d’epoca provengono dalle collezioni della Biblioteca Nazionale di Roma, in particolare il Fondo Falqui, del centro APICE di Milano, del Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, della Biblioteca comunale di Como, della Biblioteca Estense di Modena e della Biblioteca comunale Francesco Antolisei di San Severino Marche. Il percorso si conclude con la ricostruzione di un salottino italiano degli anni ’40, gentilmente fornito dal Museo Passatempo di Rossiglione (Genova), dove i visitatori potranno sedersi, leggere riproduzioni di una scelta dei documenti esposti e ascoltare letture di traduzioni d’epoca interpretate dall’attore Luca Iervolino.

Alla mostra Irish in Italy si legano idealmente due incontri: il 17 novembre sull’antologia edita da Guanda Tra una vita e l’altra (ed. inglese Lost Between) con le scrittrici Catherine Dunne, Federica Sgaggio, Gaja Cenciarelli e Francesca Melandri; il 22 novembre sulla letteratura irlandese in Italia con studiosi italiani e irlandesi presso l’Università Notre Dame di Rome.

 

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La Bloody Sunday chiama giustizia. Tra insabbiamenti e inchieste più o meno coraggiose, il Ministero della Difesa britannico ha inviato a 400 soldati inglesi – ormai in pensione – una lettera di esortazione per chiedere loro di raccontare a cosa assistettero quel 30 gennaio del 1972 e in altri episodi di violenza. La domenica di sangue è una delle pagine buie dell’Irlanda del Nord: 14 civili persero la vita, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti. 

Due soldati in pensione sono i primi membri delle forze armate ad essere perseguiti per omicidio in relazione alle uccisioni dell’esercito britannico. A loro carico pende la morte del comandante dell’Official IRA Joe McCann, ucciso nell’aprile 1972 nel centro di Belfast. Il leader repubblicano era una leggenda già prima di morire, per aver organizzato la battaglia nel quartiere del mercato di Belfast, il 9 agosto 1971. Nove mesi dopo, McCann viene ucciso dalle truppe nella stessa zona. Secondo fonti di polizia, un attento esame delle prove disponibili hanno confermato la decisione di perseguire i due uomini per il reato di omicidio. 

La scorsa settimana è emerso che la polizia nordirlandese ha riaperto 302 casi di morte nell’Ulster, come parte di una campagna finanziata dai contribuenti. Il ministero della Difesa ha confermato di aver inviato circa 400 lettere a potenziali testimoni. “Ovviamente ogni testimonianza potrebbe essere cruciale”, ha detto un portavoce del ministero. Anche i paracadutisti che parteciparono alla strage sono fra quelli che hanno ricevuto le missive: ai membri del Primo Battaglione, reggimento dei paracadutisti, è stato chiesto di testimoniare sulla morte di dieci civili a Belfast nel 1971. Nigel Kensall, presidente dell’associazioni veterani inglesi, ha riferito: “Queste lettere, in tutti noi, hanno sollevato molta preoccupazione”.
 

La causa possibile

Sui tragici fatti, il Governo Britannico condusse due inchieste: Il “Widgery Tribunal”, tenutosi in seguito al verificarsi dei fatti, che prosciolse largamente l’autorità ed i soldati britannici da ogni colpa, ma fu da più parti criticato, compreso l’ex capo di gabinetto di Tony Blair, Jonathan Powell. La “Saville Inquiry”, stabilita nel 1998 per gettare nuova luce sui fatti. Il documento – composto da migliaia di pagine – fu fornito al governo inglese a giugno 2010, dopo molti ritardi. Il 15 giugno 2010, fu David Cameron, allora primo ministro, a presentare le conclusioni del rapporto a firma di Lord Saville. Una condanna senza alcuna giustificazione sulla condotta dell’esercito inglese. Il primo ministro del Regno Unito concluse così la sua esposizione: «Sono patriottico e non voglio mai credere a niente di cattivo sul nostro Paese, ma le conclusioni di questo rapporto sono prive di equivoci: ciò che è successo quel fatidico giorno è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato».

 

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La società leader nel pagamento digitale su internet – 188 milioni di clienti attivi in ​​tutto il mondo – è in cerca di un Compliance Analyst, italiano, da impiegare nella sede di Dundalk, in Irlanda. Stando a quanto dichiarato dal sito ufficiale PayPal, il candidato sarà impiegato all’interno della diligence o attività sospette di reporting.

L’obiettivo è quello di garantire che l’attività all’interno del sistema PayPal sia conforme alle normative e alle linee guida contro il riciclaggio di denaro, verificando che le attività dei clienti rientrino nell’ambito dei parametri stabiliti da organi di governo, ma non limitatamente a, la Commission de Surveillance du Secteur (CSSF), l’Ufficio di controllo di asset esteri (OFAC) e l’intelligenza finanziaria unità (Lussemburgo) (FIU).

Come analista, il candidato dovrà dimostrare le sue capacità nel comprendere i vari punti di vista su questioni molto complesse. Dovrà essere capace di interagire con i crimini commessi da professionisti che operano nel ramo finanziario. Per questo sarà fondamentale rimanere aggiornati con la politica dell’UE e cambiamenti normativi.

 

PayPal

Le responsabilità includono di operare revisioni meticolose delle attività; l’applicazione di tecniche di analisi per quanto riguarda il rilevamento e la segnalazione di attività sospette, compresi i reati presupposto del riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Si tratta di operare su norme di antiriciclaggio e/o attività finanziarie sospette attraverso molteplici giurisdizioni di diversi paesi, valutazione dei profili dei clienti e gestione di grandi quantità di dati.
 

Requisiti professionali

Si preferisce laurea in giurisprudenza o settore analogo; Esperienza nel condurre ricerche e indagini – che possono durare anni – ‘relative a frodi’ e riciclaggio di denaro; Comprovata capacità di analizzare grandi quantità di dati al fine di segnalare le informazioni critiche; Capacità di comunicazione verbale, scritta e interpersonali; Spiccate attitudini nel comunicare informazioni complesse in modo accurato, chiaro e rapido a tutti i livelli; Conoscenza della lingua inglese e italiana.

 

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Un turista irlandese ha pagato il suo debito con l’azienda dei trasporti di Bergamo (Atb), inviando un assegno di 8 euro per un parcheggio che si è protratto nella notte.

Una storia di onestà che ha suscitato molta curiosità in città, tanto che i giornali locali hanno ampiamente dato risalto alla notizia. Durante una visita nel comune lombardo, l’uomo aveva lasciato l’auto in un parcheggio a pagamento.

Quando è tornato a riprendere il mezzo ha trovato un tagliando con l’importo di 8 euro. Si trattava di una “differenza di pagamento” dovuta in seguito alla sosta dopo le 23. Non avendo dimestichezza con la lingua italiana, il turista non ha ben capito di cosa si trattasse. Poi, di lì a poco, sarebbe ripartito alla volta dell’Irlanda. Così, senza mai dimenticare il debito, l’onesto turista – probabilmente di Killarney – ha deciso di inviare un assegno all’Atb.

 

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