Il 2 marzo l’Irlanda del Nord andrà al voto.
Le elezioni si sono rese necessarie dopo il rifiuto dello Sinn Féin di indicare un sostituto che rimpiazzasse il dimissionario vice primo ministro Martin McGuinnes, che ha lasciato il governo di coalizione col Partito unionista democratico (Dup), a causa di contrasti sulla gestione di uno scandalo in materia di spesa pubblica.
Decisione presa, nuovo leader donna eletto. Sono serviti a poco gli annunci e le critiche del primo ministro Arlene Foster.
 

Elezioni anticipate

Complice la Brexit, la partita nel nord del paese è tutta in divenire. La paventata stabilità viene rivendicata da tutte le forze politiche del paese. Gli esponenti repubblicani accusano gli ex alleati di governo di violare gli equilibri nella gestione del potere, alla base della rottura ci sarebbero sospetti di corruzione. Nulla che potrebbe minacciare gli Accordi del Venerdì Santo, almeno stando alle dichiarazioni dei parlamentari repubblicani.
Ad ogni modo, le elezioni anticipate si terranno il 2 marzo. Proprio nel rispetto degli accordi del Venerdì Santo, che nel nel 1998 misero fine ai Troubles. Ancora una volta, si spera, verrà rispettato il principio della condivisione del potere fra Unionisti e Nazionalisti.
 

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Il partito cattolico indipendentista del nord Irlanda ha una nuova leader: Michelle O’Neill, nordirlandese, madre di due figli, in politica da due decenni, con un lungo curriculum alle spalle.
La quarantenne è stata sindaco, deputato e infine ministro dell’Agricoltura e della Sanità nel governo autonomo dell’Irlanda del Nord. In un momento così delicato per questo territorio, sullo sfondo della Brexit, definita da Adams “un atto ostile”, il Sinn Féin ha nominato il primo leader di una nuova generazione, che non ha vissuto in prima persona il conflitto nordirlandese.
Un cambiamento storico per il partito che da sempre insegue un unico scopo: la riunificazione del nord del paese con la repubblica d’Irlanda.
 

Eletta leader donna

O’Neill prende il posto di Martin McGuinness, l’ex-comandante dell’Ira, che è stato uno degli artefici del processo di pace e degli accordi del 1998 che hanno messo fine al conflitto nel Nord.
 

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Sul sito TicketOne è possibile acquistare in prevendita biglietti per la seconda tappa a Roma del concerto degli U2. L’appuntamento è per il 16 luglio 2017. La caccia al ticket per il The Joshua Tour 2017 degli U2, dopo il sold out dei giorni scorsi, è di nuovo aperta.
La maggior parte dei biglietti, quelli meno costosi, sono già stati venduti. Ne restano pochi a 119 euro, seguono posti liberi nel primo settore Tribuna Monte Mario e settore Tribuna Tevere a 207 euro.
Nei giorni scorsi, i fan degli U2 hanno prenotato un milione di biglietti in 24 ore per assistere al “The Joshua Tree tour 2017”. Una vendita massiccia che ha suggerito al management l’apertura di nuove date alla tournée. E così l’appuntamento all’Olimpico di Roma è stato raddoppiato, con replica il giorno dopo del concerto già previsto per il 15 luglio.
 

Le polemiche dei giorni scorsi dopo il sold out in 24 ore

Stando ai calcoli di Live Nation, il “The Joshua Tree tour 2017”, il cui calendario comprende, al momento, 31 spettacoli potrebbe raggiungere gli oltre 100 milioni di dollari. Le stime parlano di 3,3 milioni di dollari a data. Con questo nuovo tour, che partirà a metà maggio dal Nord America con esibizioni in alcune città degli Stati Uniti e del Canada, la band irlandese celebrerà i trent’anni dalla pubblicazione di “The Joshua Tree”, uno dei suoi album più importanti.

Martin McGuinness presenta le dimissioni da vicepremier dell’Irlanda del Nord in segno di protesta a un provvedimento promosso dal partito di maggioranza, il Dup, sulle energie rinnovabili.
Il politico in quota Sinn Féin annuncia di lasciare la carica di deputy first minister, mettendo a rischio il sistema politico attualmente rappresentato da una larga condivisione.
L’accordo tra il Dup e i repubblicani risulta essere fondamentale per la stabilità territoriale del nord del paese. Una crisi politica potrebbe portare a elezioni anticipate, considerati gli sforzi fatti da entrambi gli schieramenti sul raggiungimento degli storici accordi del Venerdì Santo.
 

Dimissioni

Alla base, la polemica con la premier Arlene Foster, esponente unionista del Dup, travolta da sospetti di malversazione.
Stando alle dichiarazioni del politico repubblicano, la posizione della donna sarebbe compromessa e in aperto conflitto con le indagini che la coinvolgono. La donna è sospettata di aver innescato un meccanismo di distribuzione di finanziamenti pubblici gonfiati a diverse aziende locali nell’ambito dell’uso di fonti energetiche rinnovabili quando rivestiva l’incarico di ministro delle Finanze dell’Ulster.


 

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