Uno studio della Confcommercio rivela che l’Italia è penultima in unione Europea in merito alla crescita e l’anno prossimo potrebbe essere superata dalla Grecia.
L’Irlanda, invece, sembra aver superato definitivamente la crisi finanziaria e si attesta al primo gradino del podio.
Il Pil della penisola in due anni – con dati aggiornati al quarto trimestre del 2016 – è salito di due punti, contro i 40 dell’Irlanda, prima della graduatoria.
 

Primato spetta all’isola

Le brutte notizie arrivano dalle stime al quarto trimestre dell’anno prossimo: l’Irlanda sarà prima per crescita a 150 punti sulla base 100 del 2014, Malta seconda a 126, la Romania terza a 121, il Lussemburgo quarto a quota 120. Bene anche Regno Unito (109) e Germania (107,7), mentre l’Italia dovrebbe trovarsi ventisettesima a quota 104,1 con la Grecia che, se seguirà le proiezioni del Fondo monetario, a quota 104,9. “Le prospettive appaiono preoccupanti anche per la caduta quasi verticale degli investimenti a partire dal primo trimestre del 2007: l’Italia si colloca al ventesimo posto e in questa posizione rimarrebbe sino alla fine del 2018”, afferma la Confcommercio.
 

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Fortunatamente non è andata come state pensando. Queste lattine contaminate provenienti dalla Germania non sono mai entrate in commercio. Tutto è cominciato quando nello stabilimento di Lisburn, in Irlanda del Nord, sono state trovate tracce di escrementi umani nelle latte. Con un intervento tempestivo, la fabbrica è stata costretta a sospendere la produzione per 15 ore.
La polizia nordirlandese sta indagando, mentre avanzano una serie di ipotesi. Tra queste, la presenza di migranti sul tir che abbiano usato le lattine come toilette. I contenitori provenivano da un fornitore tedesco, “inusuale – ha riferito una fonte al Belfast Telegraph – perché normalmente le lattine provengono da qualche parte della Gran Bretagna, ma questa volta sembra che provenissero dalla Germania”.

Il comunicato dell’azienda

“Incidente isolato, nessun effetto sui prodotti in commercio”. Si è trattato di “un incidente isolato che non ha conseguenze su nessun prodotto in commercio”, ha sottolineato il colosso americano, confermando che “ha coinvolto lattine vuote nella fabbrica a Knockmore Hill a Lisburn”. “Stiamo affrontando questa vicenda con estrema serietà e conducendo un’indagine ampia in cooperazione con la polizia nordirlandese”, ha aggiunto la Coca-Cola, ricordando che l’intoppo “è stato immediatamente individuato grazie alle robuste procedure di qualità e tutti i prodotti provenienti dalla produzione coinvolta sono stati immediatamente ritirati e non saranno venduti”.

Brutto infortunio per Séamus Coleman, calciatore irlandese, difensore dell’Everton e della nazionale. L’entrata con i piedi a martello di Neil Taylor, atleta del Galles, mostrano la scorrettezza dell’intervento che ha portato alla rottura della gamba dell’avversario.
Praticamente, l’arto si è spezzato in due. L’urlo di dolore annuncia i drammatici momenti successivi al fallo.
L’incidente è avvenuto al 69′ della sfida tra Irlanda e Galles, poi conclusa senza reti. Coleman, sostituito da Christie, è stato costretto a lasciare il terreno di gioco in barella e con la mascherina dell’ossigeno.
 

La gamba di Coleman si spezza

Le immagini sono molto forti, sconsigliate a persone sensibili.


 

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Perché sfidare il barista? Non bastava bere una birra con lui invece di rovinarsi la festa di San Patrizio? Ecco che fine ha fatto un cliente del The Swiss Cottage Pub il giorno del 17 marzo: braccio rotto e festa rovinata.
Il video, pubblicato su YouTube, ha avuto grande rilievo sul web. Le immagini mostrano i due mentre si sfidano a braccio di ferro.
Il barista è calmo e con disinvoltura riesce a controllare lo sfidante. Tentativi ripetuti fanno credere al giovane di avere la meglio. Poi, il colpo fatale, proprio quando il cliente tenta l’ultima spinta.
 

Braccio di ferro

Il braccio compie un movimento innaturale e le conseguenze sono inevitabili.

 

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I funerali di Martin McGuinness si sono tenuti a Derry in Irlanda del Nord. Anche il leader del Sinn Féin Gerry Adams ha reso omaggio al suo amico, leggendario comandante dell’Ira, che si è sempre battuto per l’indipendenza dell’isola dalla Gran Bretagna.
McGuinness è deceduto dopo una lunga malattia. Da qualche mese aveva lasciato la politica e da poco si era anche dimesso da vice primo ministro nel governo di Stormont per via di ripetuti contrasti con il primo ministro del Dup Arlene Foster.

Ecco i funerali di Martin McGuinness


Martin McGuinness, nato nel 1950 in una casa a schiera in un complesso residenziale a Bogside a Derry, frequentò la scuola locale dei Christian Brothers. A differenza di Gerry Adams, che proveniva da una famiglia tradizionale repubblicana, McGuinness mostrava uno scarso interesse per la politica prima dell’inizio dei Troubles, dei disordini in Irlanda del Nord.
Aveva 20 anni quando entrò a far parte della Provisional IRA durante gli anni ’70, fino ad arrivare alla carica di vice comandante della Brigata Derry. La sua prima condanna, McGuinness, la riceve nel 1973: 6 mesi di reclusione da una corte irlandese per possesso di esplosivo e munizioni. Una affermazione del numero due del Sinn Féin testimonierebbe la sua appartenenza al gruppo: «Abbiamo combattuto contro l’uccisione del nostro popolo, sono un membro dell’IRA e ne sono molto, molto orgoglioso».
Il carcere lo consacrò a leader politico dell’IRA, operando con il partito repubblicano: Sinn Féin. Nel 1982 fu eletto per la prima volta nell’assemblea legislativa nordirlandese che durò ben poco. Poi di nuovo nel 1997 quando invece approdò a Westminster (Inghilterra), ma non occuperà mai il suo seggio – i repubblicani eletti non occupavano i seggi nel parlamento inglese -. Ma la vera forza di Martin McGuinness e del gruppo dirigente del partito repubblicano arriva con l’Accordo del 1998, uno sforzo tra tutte le parti in causa. Ha sposato nel 1974 Bernadette Canning, da cui ha avuto 4 figli. Tra l’altro, il politico nordirlandese era un tifoso del Derry City.

Cerca di vincere un orsacchiotto, non ci riesce e resta vittima del distributore automatico di peluche. Accade in Irlanda, nella Contea di Tipperary, protagonista un ragazzino di tre anni finito intrappolato per circa dieci minuti dentro la macchina dei giocattoli.
Deluso di non aver vinto nulla, il piccolo irlandese si è fatto strada tra i vari pertugi del distributore. Il genitore, che lo aveva perso di vista per pochi secondi, è rimasto incredulo quando lo ha trovato dietro al vetro.
In una recente intervista all’Independent, il papà Damien ha dichiarato: “Eravamo al centro commerciale a Nenagh e ho perso di vista mio figlio per pochi secondi. Ad un certo punto ho sentito un lamento, mi sono girato e l’ho trovato dentro il distributore. Ho cercato di tirarlo fuori – ha continuato il papà -, ma sembrava non ci fosse abbastanza spazio, così gli ho detto di restare calmo e di attendere l’arrivo del personale”.

 

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Capo di stato maggiore dell’Ira dal 1979 al 1982, aveva 66 anni. Con Gerry Adams, esponente del Sinn Féin, ha contribuito al cessate-il-fuoco del gruppo armato dell’Ira e all’«Accordo del Venerdì Santo».
Martin McGuinness, leader del movimento indipendentista irlandese, è deceduto dopo una lunga malattia. Da qualche mese aveva lasciato la politica e da poco si era anche dimesso da vice primo ministro nel governo di Stormont. Dopo i ripetuti contrasti con il primo ministro del Dup Arlene Foster.
L’ex vice premier nordirlandese ed ex capo di stato maggiore dell’Irish Republican Army (IRA, Esercito Repubblicano Irlandese), negli ultimi anni si era reso protagonista di alcuni memorabili incontri con la Regina Elisabetta a simboleggiare una riconciliazione con la famiglia reale, precedentemente nel mirino del gruppo paramilitare repubblicano.
 

Ex vice premier nordirlandese

“È con profondo rammarico e tristezza che abbiamo appreso la morte del nostro amico e compagno Martin McGuinness, scomparso a Derry durante la notte. Egli mancherà molto a tutti coloro che lo conoscevano”, ha dichiarato Gerry Adams. “Per tutta la vita Martin ha mostrato grande determinazione, dignità e umiltà. Lo ha fatto anche durante la sua breve malattia”, si legge in un comunicato del Presidente.
“Era un repubblicano appassionato che ha lavorato instancabilmente per la pace e la riconciliazione e per la riunificazione del suo paese. Ma soprattutto amava la sua famiglia e la gente di Derry ed era immensamente orgoglioso di entrambi” – continua la nota – “A nome dei repubblicani in tutto il mondo estendiamo le nostre condoglianze a Bernie, Fiachra, Emmet, Fionnuala e Grainne, nipoti e famiglia estesa McGuinness”.

“I measc laochra na nGael go raibh a anam dílis”.

 

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La Norvegia è il paese più felice sulla Terra, mentre gli americani sono tra i più tristi. Lo racconta il nuovo rapporto sui Paesi più Felici del Mondo con tanto di classifica.
E così ecco la Top 20 che vede l’Irlanda al 15° posto seguita dal Regno Unito al diciannovesimo, dopo il Lussemburgo e un gradino prima del Cile ventesimo.
Ai primi posti, seguono la Norvegia: Danimarca, Islanda, Svizzera e Finlandia. Poi al sesto ci sono i Paesi Bassi, al settimo il Canada che fa ombra alla Nuova Zelanda, Australia e nona e Svezia decima. All’undicesimo posto c’è Israele, poi Costa Rica e Austria.
 

La Top 20 dei paesi felici

Al quattordicesimo posto spuntano gli Usa, davanti agli irlandesi. La Germania è sedicesima, davanti al Belgio diciassettesima. Purtroppo, nella top 20 non c’è l’Italia che si piazza al quarantottesimo posto (48) e la Francia al 31°. Chiude al 155 posto la Repubblica Centrafricana.
 


 

Il rapporto ONU

Il rapporto sulla Felicità dei Paesi 2017 è stato rilasciato dalle Nazioni Unite (Onu). L’analisi ha misurato il livello di contentezza in base a sei indicatori. La felicità è più uno stato d’animo, ma se si guarda ad una nazione occorre necessariamente guardare gli indici: Prodotto interno lordo (PIL); aspettative di vita; libertà; generosità; sostegno sociale e assenza di corruzione. Temi cruciali per le politiche dei governi mondiali.
“La felicità è un tema che attira l’attenzione dell’opinione pubblica globale, sulla necessità di creare una politica sana per ciò che più conta per le persone – il loro benessere”, ha dichiarato Jeffrey Sachs, economista e saggista statunitense e direttore dell’Earth Institute alla Columbia University. “Come dimostrato dal rapporto, abbiamo ottenuto che la prova della felicità è il risultato di basi sociali solide, fiducia sociale e vita sana, senza pistole o muri”.

La società di tecnologia eShopWorld ha annunciato 350 nuove assunzioni nel corso dei prossimi tre anni. 100 nuovi posti di lavoro presso lo stabilimento di Cork, gli altri riguarderebbero la sede centrale a Swords, a circa sedici chilometri da Dublino. Inoltre, ci sono anche 80 posizioni stagionali disponibili a Cork e Dublino per la prossima estate, che potrebbero interessare agli italiani che intendono lavorare nel paese.
Partita da Dublino nel 2010 con sei dipendenti, l’espansione dell’azienda porterà una occupazione totale di quasi 400 unità entro il 2019. Le assunzioni saranno possibili grazie ad un ulteriore investimento di circa 2 milioni di euro destinate ad un nuovo impianto a Little Island, che si va ad aggiungere all’investimento del giugno 2016 di 12 milioni di euro.
Una decisione maturata dopo il successo dell’anno scorso: “Il 2016 è stato un anno ottimo, abbiamo visto un aumento del fatturato del 18% e ci aspettiamo un ulteriore incremento”, ha dichiarato il direttore vendite Alan Murphy.

Fare carriera in eShopWorld

Di cosa si occupa eShopWorld? Si tratta di una società che principalmente fornisce servizi di biancheria e lavanderia nel settore dell’ospitalità. I candidati dovranno sapere che la società ha già iniziato a reclutare personale con possibilità di contratti a tempo pieno, per ruoli altamente qualificati mirati in maniera particolare allo sviluppo tecnico e all’attività di ricerca.
Il ministro irlandese della pubblica istruzione e delle competenze, Richard Bruton si è detto entusiasta: “Stimo parlando di una società fondata 6 anni fa, che oggi impiega 150 persone e ha un fatturato di oltre €200 milioni di euro. L’annuncio di nuovi posti di lavoro da parte di eShopWorld darà una grande spinta all’economia”.
 

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L’Irlanda ci prova a rovinare la festa inglese, già annunciata nella penultima giornata del torneo. A Dublino, i verdi vincono 13 a 9 e frantumano il sogno dei giocatori in maglia bianca di aggiudicarsi il Grande Slam.
La premiazione avviene all’Aviva Stadium. Un momento unico, fatto di coriandoli e fuoco a contorno della gioia dei giocatori inglesi.
La meritata coppa del Sei Nazioni 2017 va all’Inghilterra che ha chiuso la classifica finale sul gradino più alto del podio a 19 punti, seguono Irlanda, Francia e Scozia con 14 punti, Galles 10 e Italia 0.

La premiazione

La formazione dell’Inghilterra è allenata da Eddie Jones. Nell’ultima giornata sono scesi in campo: 15 Mike Brown; 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly; 10 George Ford, 9 Ben Youngs; 8 Billy Vunipola, 7 James Haskell, 6 Maro Itoje; 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury; 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Joe Marler.
 

La festa continua negli spogliatoi

 

Eddie Jones’ message to the players 🌹 #rugby #rugbygram #RBS6Nations #CarryThemHome #IREvENG

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