Difficile immaginarlo come un lavoro? Secondo la Just Cats Veterinary Clinic coccolare gatti rientra in una mansione specifica. Così si concretizza una singolare offerta rivolta agli amanti degli animali, in particolare dei gatti. Cercasi Cuddler recita la locandina che sta facendo il giro del mondo. Se l’intenzione di questa nuova struttura era quella di imporsi sul mercato locale, diciamo che l’iniziativa ha preso tutt’altra piega. La loro visibilità, infatti, sta diventando planetaria. Le candidature stanno arrivando da tutto il mondo.

AAA cercasi ‘coccolatore’ di gatti

Torniamo alla proposta di lavoro. Per capire quanto si è portati a fare questo mestiere, i candidati dovranno inizialmente rispondere a delle domande cruciali del tipo:

  • Sei una persona che ama i gatti?
  • La ‘cattitudine’ è un’attitudine naturale?
  • Conti i gattini prima di andare a dormire?
  • Sostieni i gatti randagi nella tua località?

Il sito spiega che il candidato avrà la responsabilità di aiutare le feline ansiose durante la loro permanenza dal veterinario. Ecco perché tra le qualifiche, compare il fatto di avere delle “mani gentili in grado di pettinare e accarezzare i gatti per lunghi periodi di tempo”. E ancora “un atteggiamento pacato nel modo di parlare” e la “capacità di comprendere diversi tipi di fusa”. Insomma, bisognerà comprendere con che gatto si ha a che fare. Più abilità avrete con i felini e più crescerà la possibilità di contrattualizzare il lavoro. Centinaia di richieste sono già prevenute, dunque affrettatevi. La retribuzione prevista non è niente male: tra i 20 e i 25 mila euro l’anno.
Il veterinario Aoife Caulfield ha spiegato come sia importante che animali e proprietari ricevano la giusta attenzione durante una visita. “Spesso i proprietari di animali domestici sono titubanti a portare i loro amici a quattro zampe al veterinario, a meno che non vi sia un’emergenza. I gatti si stressano quando vengono sottoposti a visita”, ha concluso Caulfield durante una recente intervista.

Durante il concerto al Rose Bowl di Pasadena, negli Stati Uniti, gli U2 hanno omaggiato Chris Cornell. Al cantante e musicista statunitense, la band di Dublino impegnata a celebrare il 30° anniversario del Joshua Tree ha dedicato Running To Stand Still. Il brano è stato annunciato dal leader Bono, che commosso ha nominato Cornell, morto suicida il 17 maggio.
L’esecuzione della canzone è stata perfetta. Un ricordo in vista dei funerali che si svolgeranno il 26 maggio a Los Angeles. Il corpo di Chris è stato trasportato da Detroit, luogo dove è deceduto mentre era in tour con i Soundgarden, a Los Angeles. Per la sepoltura – secondo quanto dichiarato dalla Cnn – è stato scelto l’Hollywood Forever Cemetery.

«Il mio cavaliere oscuro è andato», ha scritto il batterista dei Soundgarden Matt Cameron su Facebook.

U2 Running To Stand Still Dedicated to Chris Cornell Rose Bowl The Joshua Tree Tour Tribute

La zia tanto cara che ci preparava pane e marmellata da bambini è volata in cielo ma sei troppo impegnato a lavoro per partecipare al suo funerale? Tranquillo, adesso potrai salutare per l’ultima volta la vecchia zia senza dover chiedere un giorno di ferie a lavoro e, soprattutto, senza dover incontrare i mille parenti di –esimo grado alle esequie.
Come fare? La risposta l’hanno trovata alla «S. Clarke and Son Funeral Directors», azienda funeraria che ha avuto l’idea di trasmettere via web in diretta i funerali che si tengono in due cittadine nordiralndesi, Bangor e Newtownards.
Ai familiari più stretti toccherà l’onere di acquistare il servizio e di fornire la password a quanti vorranno seguire online i funerali del congiunto venuto a mancare.

Funerali via web

John Clarke, figlio del fondatore dell’impresa funebre e padre dell’attuale responsabile non pensa proprio ad andare in pensione, anzi, crede talmente nell’iniziativa che, all’età di ottanta anni, ha appena terminato di seguire un corso d’informatica per scoprire i segreti di Internet e saperli usare per il suo business. Per adesso il servizio sarà offerto per i funerali che si tengono nelle sole città di Bangor e Newtownards, ma la ditta Clarke spera un giorno di allargare il proprio business oltre i confini delle due città.
C’è chi giura che l’esempio dell’azienda «S. Clarke and Son Funeral Directors» sarà seguito da numerose altre ditte concorrenti e che nel futuro prossimo grazie al web vedremo numerose compagnie del genere trasmettere in ogni angolo del mondo i funerali dei propri clienti.
 

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Aveva scelto la graziosa città di Galway per girare le immagini da mettere come sfondo della canzone Galway Girl. Il video ufficiale, promosso su Youtube, ha già raggiunto un grande successo: quasi 60 milioni di visualizzazioni. Non è passato neanche un mese ed Ed Sheeran mette a segno un altro colpo.
Già durante le registrazioni si capiva il grande interesse del pubblico. Ci sono volute transenne e guardie del corpo per delimitare i fan. In massa i suoi supporter irlandesi hanno assistito alle riprese nel sobborgo marino di Salthill. Protagonista il celebre O’Connor’s Famous Pub, dove sono state girate le immagini principali.

Ed Sheeran – Galway Girl

Il testo della canzone

She played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
I meet her on Grafton street right outside of the bar
She shared a cigarette with me while her brother played the guitar
She asked me what does it mean, the Gaelic ink on your arm?
Said it was one of my friend’s songs, do you want to drink on?
She took Jamie as a chaser, Jack for the fun
She got Arthur on the table with Johnny riding as a shotgun
Chatted some more, one more drink at the bar
Then put Van on the jukebox, got up to dance
You know, she played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
With my pretty little Galway girl
You’re my pretty little Galway girl
You know she beat me at darts and then she beat me at pool
And then she kissed me like there was nobody else in the room
As last orders were called was when she stood on the stool
After dancing to Kaleigh, singing to trad tunes
I never heard Carrickfergus ever sang so sweet
A capella in the bar using her feet for a beat
Oh, I could have that voice playing on repeat for a week
And in this packed out room swear she was singing to me
You know, she played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
My pretty little Galway girl
My, my, my, my, my, my, my Galway girl
And now we’ve outstayed our welcome and it’s closing time
I was holding her hand, her hand was holding mine
Our coats both smell of smoke, whisky and wine
As we fill up our lungs with the cold air of the night
I walked her home then she took me inside
To finish some Doritos and another bottle of wine
I swear I’m gonna put you in a song that I write
About a Galway girl and a perfect night
She played the fiddle in an Irish band
But she fell in love with an English man
Kissed her on the neck and then I took her by the hand
Said, “baby, I just want to dance”
My pretty little Galway girl
My, my, my, my, my, my, my Galway girl, hey

Seconda metà dell’Ottocento, Veracruz. John Riley, accanto all’amata Consuelo, torna con la memoria agli anni in cui si è battuto a fianco dei messicani contro l’esercito degli Stati Uniti e le milizie volontarie del Texas, i terribili ranger. In circa due anni di sanguinose battaglie, il paese a sud del Río Bravo perde, oltre al Texas, buona parte del suo territorio.

E si registra un fenomeno singolare: molti degli irlandesi arruolatisi nelle file statunitensi disertano per unirsi ai messicani.

Tra questi, anche il tenente di artiglieria John Riley che, a capo del Batallón San Patricio, diventa l’incubo degli invasori: abili artiglieri e temibili fanti d’assalto, riescono spesso a compensare l’enorme disparità di armamenti.

Il libro Quelli del San Patricio

Dopo l’ultimo scontro nei sobborghi di Città del Messico, i vincitori si accaniscono con inaudita ferocia sui pochi superstiti del San Patricio: li impiccano tutti, tranne uno, il tenente Riley, perché era passato con i messicani prima che la guerra fosse formalmente dichiarata. Ma anche per lui la punizione dev’essere esemplare: flagellazione e marchiatura a fuoco sul volto.
E dopo le battaglie torna l’onda della memoria: la povertà, la fame, la fuga dall’Irlanda e, insieme all’orrore delle stragi, il ricordo della conflittuale amicizia con il capitano Aaron Cohen, ufficiale di West Point di origini ebraiche. Cohen e Riley sono le due facce di una stessa medaglia: da una parte l’uomo che continua a credere fermamente nella possibilità di “costruire un grande paese democratico”, dall’altra il ribelle che sceglie di combattere con i perdenti – per rabbia, ma anche per dignità. Quelli del San Patricio è una grande storia epica di sangue, di sentimenti, di idee: accende la fame di giustizia, il sogno di una patria gentile, il calore dell’amicizia e della lealtà.
Strinse le labbra e scosse la testa. Mi limitai a salutarlo portando la mano sul cuore. In fin dei conti, la colpa di tutto stava proprio lì, nella parte sinistra del petto.

Pino Cacucci

Pino Cacucci è nato nel 1955 ad Alessandria, cresciuto a Chiavari (Ge), e trasferitosi a Bologna nel 1975 per frequentare il Dams. All’inizio degli anni ottanta ha trascorso lunghi periodi a Parigi e a Barcellona, a cui sono seguiti i primi viaggi in Messico e in Centroamerica, dove ha poi risieduto per alcuni anni. All’attività narrativa affianca un intenso lavoro di traduttore. Fra le sue opere ricordiamo Outland rock (Feltrinelli, 2007), Puerto Escondido (Interno Giallo, 1990; Feltrinelli, 2015), da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo, La polvere del Messico (Feltrinelli,1996; 2004), Nessuno può portarti un fiore (2012, premio Chiara), Mahahual (2014) e Quelli del San Patricio (2015)

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Enda Kenny ha annunciato oggi le dimissioni dalla guida del suo partito, il Fine Gael. Dopo 15 anni, passando due volte dalla leadership dell’opposizione a quella del governo, Kenny aveva già manifestato la volontà di voltare pagina.
Il cambio di direzione che, pone le premesse per un cambio della guardia anche al vertice del governo di Dublino, potrebbe avvenire il 2 giugno.
“Vorrei sottolineare l’immenso onore e privilegio che ho avuto di guidare il nostro partito per gli ultimi 15 anni, all’opposizione e al governo in due occasioni successive”, ha dichiarato Kenny.
 

Enda Kenny lascia la direzione del Fine Gael

Kenny ricopre il ruolo di primo ministro dal 2011 ed è leader del Fine Gael da 15 anni. Il favorito per la successione è il ministro per il Sociale Leo Varadkar, di 38 anni. In lizza c’è anche il ministro per la Casa Simon Coveney, di 44 anni.
Un governo in bilico che dovrà resistere fino a scadenza naturale: il 2018. Gli ultimi sondaggi danno in vantaggio il Fianna Fáil.
 

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Una notte magica a Derry, va in scena “Tides – A History of Lives and Dreams Lost and Found”: il documentario di Alessandro Negrini che vede protagonista il fiume Foyle che divide geograficamente cattolici e protestanti nella città nordirlandese. Siamo in Irlanda del Nord, lungo le rive del fiume che ha svolto un ruolo centrale nella storia del paese. Su queste acque è atterrato un ministro fascista italiano; c’è stata la resa dei sommergibili (U-Boot) tedeschi; l’arrivo della Marina americana. E così, dopo numerosi premi, la pellicola ha fatto il suo debutto proprio nel luogo di cui parla.
“Che magica serata, devo ammettere che ho un po’ di emozione”, ha dichiarato il direttore Negrini al giornale locale parlando di Tides. “Questo lavoro è il mio tributo personale a un fiume che mi ha profondamente ispirato”, ha aggiunto. La proiezione su Ebrington Square, con il fiume alle spalle e i cittadini davanti al proiettore, ha raccolto un grande successo. Mille biglietti staccati in soli 4 giorni. “Tides è il mio personale omaggio al cittadino più silenzioso della città – ha proseguito il regista -, che si è trovato a diventare ciò che non voleva essere: un confine”. “Vedere così tante persone venire ad ascoltare le sue storie è stato per me un regalo commovente in una scenografia magica”.
Il direttore della fotografia di questo film è di fama internazionale: il norvegese Oddgeir Sæther (che ha lavorato nella pellicola «L’impero della mente» di David Lynch), con il quale Negrini ha già collaborato nel documentario ‘Paradiso’, vincitore di 17 premi internazionali.

Tides, il trailer in italiano

Torna il Bardonecchia Arp Festival 2017, in programma dal 16 al 20 agosto nella meravigliosa cornice delle Montagne Olimpiche. Si tratta del più importante Festival italiano di Arpa Celtica, giunto alla quinta edizione. Quest’anno ci saranno masterclass internazionale di arpa celtica e canto (Classi per principianti, intermedi ed avanzati dai 12 anni in su) con docenti provenienti da tutto il mondo. Inoltre, sono previsti concerti, mostre, musica in strada, ed eventi speciali.

Bardonecchia Arp Festival 2017: nei prossimi giorni seguirà il programma dell’evento

Tra gli artisti che saliranno sul palco ci sarà Arianna Savall, Petter Udland Johansen, Dimnitri Boekhoorn e Katia Zunino.

ARIANNA SAVALL

Per Arianna la musica è linfa che scorre impetuosa nelle radici famigliari: è infatti figlia di Jordi Savall e Montserrat Figueras, due giganti della musica europea, ed è ella stessa una delle arpiste e cantanti più note a livello mondiale. Savall ha suonato e cantato in Europa, Scandinavia, Stati Uniti, Sud America, Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Singapore, Turchia, Russia, Canada e Israele. Nel 2009, insieme al suo compagno Petter Udland Johansen, crea il complesso Hirundo Maris, specializzato in musica antica e nuova creazione musicale.

PETTER UDLAND JOHANSEN

(Docente di canto).
Straordinario polistrumentista, inizia gli studi musicali giovanissimo ad Oslo: si perfeziona dapprima presso la Norges Musikhøyskole con Ingrid Bjoner and Svein Bjørkøy, quindi presso la Schola Cantorum di Basilea con Richard Levitt. Il suo repertorio concertistico comprende Bach, Monteverdi, Mozart, e Mendelssohn così come Schubert, Grieg, Wolf, Mahler and Brahms. Ha lavorato con grandi direttori d’orchestra come Rinaldo Alessandrini, Jordi Savall, Pep Prats, Christer Løvold, Tom e Tobias Kjellum Gossmann.

DIMNITRI BOEKHOORN

Olandese di nascita ma Bretone d’adozione, è uno dei maggiori esperti di europei di cultura e musica della tradizione celtica, così come di quella medioevale e rinascimentale. Da 1988, Dimitri compone e propone un repertorio personale che unisce antico e moderno, leggerezza e risonanza, con una esecuzione particolare.

KATIA ZUNINO

Laureata in Materie Letterarie con specializzazione in Storia ed estetica della Musica è docente della classe di arpa. Da alcuni anni si dedica prevalentemente al perfezionamento della tecnica sull’arpa irlandese e scozzese tenendo corsi di musica in Italia e in Europa. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali e ricercatrice di arpaterapia. Dal 1992 intraprende un’intensa attività concertistica suonando nei più prestigiosi teatri italiani.
BardonecchiArp Festival è gemellato e vanta rapporti di collaborazione con i più importanti omologhi internazionali:

  • Rencontres internationales de Harpes Celtiques de Dinan (FRA)
  • Harpe en Avesnois (FRA)
  • Harfentreffen (GER)
  • Rio Harp Festival (BRA)

Si chiama Matthew Bryce, è scozzese, ha 22 anni, e per 32 ore ha pensato di morire. Il giovane partito da Argyll (Scozia) è stato trovato sulla costa dell’Irlanda del Nord, a 21 chilometri dal punto di partenza.
Una storia a lieto fine, che il giovane potrà raccontare ai suoi amici. Ne frattempo, il surfista è stato trasportato all’ospedale di Belfast per un controllo di routine.
Pur non rilasciando interviste, il giovane ha omaggiato più volte i soccorritori che lo hanno tratto in salvo da quell’inferno: “Sono degli eroi”.
 

Il salvataggio di Matthew Bryce

Circa 32 ore in acqua, aggrappato alla sua tavola. Recuperato nei pressi di Rathlin Island, sulla costa nord di Antrim, dalla Guardia costiera, Bryce si è salvato grazie alla muta in neoprene che gli ha permesso di restare a lungo in mare.
 

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Violet Gibson Albina (Dublino, 1876 – Northampton, 2 maggio 1956) viene ricordata perché attentò alla vita di Benito Mussolini. Cerco di uccidere il ditattore.
Correva l’anno 1926. Il 7 aprile, la donna sparò un colpo di pistola al politico ferendolo di striscio al naso. Mussolini era appena uscito dal palazzo del Campidoglio a Roma, dove aveva inaugurato un congresso di chirurgia.
A salvarlo dalla violenza di Violet Gibson, che cercò di ucciderlo, sarebbe stato un saluto romano che porgeva proprio nel momento dello sparo: tirando indietro il capo irrigidendosi come sua abitudine nel saluto, avrebbe inconsapevolmente portato la testa fuori traiettoria. Lo stabilirono alcuni studiosi come Arrigo Petacco.

Chi è Violet Gibson e perché attentò alla vita di Benito Mussolini?

Figlia di Edward, primo Barone di Ashbourne e Cancelliere d’Irlanda, Violet Gibson non chiarì il motivo del gesto. Scampata al linciaggio della folla, la cinquantenne fu portata in questura, dove non seppe rispondere alle domande. All’epoca dei fatti, l’irlandese era considerata mentalmente squilibrata. Si suppose, però, che qualche istigatore sconosciuto l’avesse indotta a commettere il gesto. Per questo, il giovane funzionario di polizia Guido Leto fu inviato a Dublino per raccogliere informazioni su di lei.
Nel frattempo, il giorno dopo l’attentato, Benito Mussolini andò in Libia e si mostrò a Tripoli con un vistoso cerotto sul naso. Lo documenta questa foto e altre che vennero scattate durante la sua visita nel paese africano. Leto, invece, raggiunge l’Inghilterra dove entrò in contatto con la governante della donna.
Fu proprio la signorina Mc Grath a rivelare come, anche in passato, l’irlandese Violet Gibson fosse soggetta ad improvvise crisi nervose. Nei suoi trascorsi emerse anche qualche aggressione. Chiamata a testimoniare sullo stato di salute dell’attentatrice, Mc Grath fece tappa a Roma. La sua parola permise alla donna di non essere incriminata. L’irlandese se la cavò con una espulsione dall’Italia, così come volle Mussolini. Successivamente, la donna venne ricoverata in una clinica psichiatrica, il St. Andrew’s Hospital a Northampton, in Inghilterra. Ci rimase trent’anni, fino alla morte.
 

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