Brexit, nessuna frontiera con l'Irlanda

La prima fase è archiviata. L’accordo sulla Brexit che ha messo a rischio il governo May, sostenuto dal partito unionista dell’Ulster (DUP), ha superato la fase di stallo e si avvia verso una nuova fase di trattative. “C’è stato un negoziato difficile, ma ora abbiamo una prima svolta, un accordo equo”, ha dichiarato il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker dopo l’ennesimo faccia a faccia a Bruxelles con la premier Theresa May. Dunque, sarà evitata una frontiera fisica tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. “Abbiamo lavorato duro – ha affermato May – e stabilito che ai cittadini europei si applicherà il diritto britannico”. Una soluzione che piace anche a Dublino, tanto che il premier irlandese Leo Varadkar ha dichiarato: “Accolta la nostra linea”. Resta però sul tavolo il conto da pagare, che da 50 miliardi di euro sembra già scendere a 40-45.
 

Brexit, ecco cosa prevede l’accordo

Quindici pagine scandiscono le convergenze tra la Gran Bretagna e l’Unione europea sul tema Brexit. Ci sono tre questioni fondamentali, che sono: i diritti dei cittadini europei che risiedono in Gran Bretagna dopo il 2019 e quelli dei cittadini britannici in Europa, gli impegni finanziari di Londra con l’Ue e le relazioni fra il Nord e l’Irlanda.
Ora che il procedimento è stato avviato, i paesi membri della Ue dovranno ratificare il documento che sancisce: i cittadini europei che già vivono in Gran Bretagna potranno continuare a farlo, a studiare e a lavorare dopo la sua uscita dall’Ue e lo stesso varrà per i cittadini britannici in Europa. Avranno il diritto di essere raggiunti da familiari, inclusi figli nati dopo il 2019. Manterranno il diritto alla sanità, pensioni e altre garanzie sociali. Londra assicurerà agli europei residenti in città, di mantenere uno status speciale che garantisce i loro diritti. Saranno previsti procedimenti semplici a costi contenuti. I diritti di residenza decadranno dopo una assenza di oltre cinque anni. I cittadini europei in Gran Bretagna possono ricorrere presso tribunali britannici, ma i giudici britannici dovranno tenere conto delle leggi europee. Potranno altresì ricorrere alla corte di giustizia europea fino a otto anni dopo la formalizzazione della Brexit. Londra istituirà una autorità indipendente per monitorare l’attuazione dell’accordo sulla Brexit.
La Gran Bretagna verserà la quota dovuta – come stabilito dal bilancio Ue – per tutto il 2019 e il 2020, come se fosse un paese membro, e contribuirà per la sua quota alle spese straordinarie calcolate alla fine di questo periodo. Le organizzazioni britanniche potranno aderire a programmi europei fino al 2020. I versamenti saranno effettuati e calcolati in euro. Il testo definisce anche le questioni finanziarie relative alla Banca europea di investimento, la Banca centrale europea, il Fondo per lo sviluppo europeo e il Fondo Ue per i rifugiati in Turchia.
La Gran Bretagna si assumerà l’impegno di proteggere la cooperazione fra l’Irlanda del Nord e l’Irlanda e a garantire un confine ‘soft’. Stando a quanto dichiarato da May, potrebbe bastare un accordo commerciale con l’Ue, ma se necessario si dovranno studiare delle “soluzioni specifiche”. Nella peggiore delle ipotesi, la Gran Bretagna manterrà “un pieno allineamento” con le regole dei mercati interni all’Ue e dell’unione doganale necessarie per sostenere la cooperazione fra le due entità, l’economia condivisa dell’isola e l’accordo di pace del venerdì santo del 1998. I cittadini di entrambe le entità saranno liberi di scegliere se diventare cittadini della Gran Bretagna o dell’Irlanda.
La ratifica di tale accordo sulla Brexit prevederà trattative separate sulla questione irlandese.