L’ultima visita di un Pontefice sull’isola è del 1979: dunque l’Irlanda si appresta ad accogliere Bergoglio che sarà a Dublino il 25 e il 26 agosto, in occasione del IX incontro mondiale delle famiglie. Giocando con le date ciò che appare evidente è che il Papa arriverà sull’isola tre mesi dopo che gli irlandesi saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum del 25 maggio che potrebbe legalizzare l’aborto nel Paese. Un tema sul quale la società irlandese è da sempre divisa considerando l’alto tasso di persone di religione cattolica.
Ma non sarà il referendum a complicare le cose. Papa Francesco troverà un popolo completamente cambiato rispetto al milione di persone che accolsero la visita di Giovanni Paolo II.
Quello che coinciderà è il posto: l’appuntamento all’aperto è previsto per il 26 agosto a Phoenix Park di Dublino, nel parco dove è ospitato anche lo Zoo.
 

La visita del Papa

Come ricorda il Guardian, nel 1979 l’omosessualità era illegale, il divorzio praticamente non praticabile e i profilattici potevano essere acquistati solamente con la prescrizione di un medico. Le gerachie cattoliche esercitavano una profonda influenza sulla politica e la partecipazione alla messa della domenica sfiorava l’ottanta per cento. Oggi qualcosa è cambiato. A guidare il paese c’è un premier indiano e gay, Leo Varadkar, subentrato a un precedente governo, guidato da Enda Kenny, che aveva alzato scudi contro il Vaticano contestando le modalità di gestione degli scandali su minori.
Anche per questo, con la speranza di restituire un’immagine di una chiesa al servizio della gente, la visita di Francesco è stata salutata dalla Conferenza episcopale irlandese con un comunicato che recita: “profondamente onorata” della sua presenza e ansiosa di “ascoltare la guida apostolica di Sua Santità”.
L’annuncio dello stesso Bergoglio è avvenuto il 21 marzo 2018, durante l’udienza Generale tenuta in piazza San Pietro, a Città del Vaticano: “Saluto in particolare i pellegrini irlandesi che accompagnano l’icona del Nono Incontro Mondiale delle Famiglie. Con fervidi auguri che questa Quaresima sia per voi e per le vostre famiglie un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale, invoco su voi tutti la gioia e la pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!”, ha detto il Papa.
 

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Dopo un torneo impeccabile, cinque match vinti su cinque, la nazionale irlandese riceve la coppa a Londra. Ecco il momento della premiazione dell’Irlanda che si aggiudica il Sei Nazioni 2018 nel giorno di San Patrizio.
Quale onore più grande vincere al St. Patrick’s Day contro l’Inghilterra a Twickenham: il merito è della squadra, dell’allenatore Joe Schmidt e delle mete di Ringrose, Stander e Stockdale. 
Nemmeno la neve frena la cosa degli irlandesi che sbancano a Londra conquistando anche il Grande Slam. A Dublino la festa è doppia, tripla, quadrupla quando l’arbitro fischia all’ottantesimo. Una esplosione di colori e festeggiamenti perché non c’è cosa migliore che espugnare lo stadio londinese. Una vittoria che si traduce col portare a casa anche la Triple Crown, avendo battuto le altre 3 squadre britanniche. Insomma,, i verdi fanno l’en plein.
 

La premiazione dell’Irlanda

La classifica finale vede i verdi a 26 punti (grazie agli ulteriori 3 di bonus per aver vinto 5 match su 5) e al secondo posto si piazza il Galles (15), grazie al successo per 14-13 sulla Francia a Cardiff nel match che ha chiuso il Torneo. Terzo posto alla Scozia (13), che precede Francia (11) e Inghilterra (10). Confronta tutti i risultati delle partite del Sei Nazioni.
 

Sabato 17 marzo, festa di San Patrizio: mentre il mondo sta celebrando il St. Patrick’s Day, il Sei Nazioni si avvia verso il tramonto. L’edizione 2018 va all’Irlanda, che avendo già incassato il torneo nella penultima giornata, si è battuta come un leone per conquistare l’ultimo premio in palio: il Grande Slam. Tutto va secondo copione, e a Londra gli inglesi vengono sconfitti in casa.
Riavvolgiamo il nastro e partiamo dalla nazionale italiana beffata dalla Scozia all’Olimpico di Roma, davanti a 60.450 spettatori. Gli azzurri, ultimi in classifica, hanno evitato il cucchiaio di legno guadagnando un punto di bonus.
Gli uomini di O’Shea ce l’hanno messa tutta, ma nonostante questo il rugby è uno sport che va giocato fino alle fine. Ed è proprio nell’ultima fase, quella più concitata, che gli scozzesi hanno avuto la meglio. Il risultato finale è amaro: 27-29.
 

Italia vs Scozia 27-29

Per l’Italia in campo: Minozzi; Benvenuti (19′ st Hayward), Bisegni, Castello (34′ st Canna), Bellini; Allan, Violi (27′ st Palazzani); Parisse (cap.), Polledri (27′ st Licata); Budd, Zanni (13′ st Steyn); Ferrari (19′ st Pasquali), Ghiraldini (37′ st Fabiani), Lovotti (19′ st Quaglio). L nazionale scozzese si è difesa con Hogg; Seymour, Jones (13′ st Horne), Grigg, Maitland; Russell (16′ st Price, 24′ st Russell), Laidlaw; Wilson (27′ st Denton), Watson, Barclay (C); J. Gray, Swinson (13′ st R. Gray); Nel (1′ st Fagerson), Brown (1′ st Bhatti), Reid (1′ st McInally).  Marcatori: nel pt 7′ Allan (cp); 10′ m Brown (3-5); 14′ m Allan tr Allan (10-5); 21′ m Minozzi tr Allan (17-5); 25′ m Barclay tr; nel st 5′ m Allan tr Allan (24-12); 21′ m Maitland tr Laidlaw (24-19); 31′ m Hogg tr Laidlaw (24-26); 36′ cp Allan (27-26); 39′ cp Laidlaw (27-29).

 

Inghilterra sconfitta

L’Irlanda vince il Sei Nazioni, prima in classifica, espugna Twickenham e porta a casa anche il Grande Slam. Per l’Inghilterra sono scesi in campo: 15 Anthony Watson; 14 Jonny May, 13 Jonathan Joseph, 12 Ben Te’o, 11 Elliot Daly; 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth; 8 Sam Simmonds, 7 James Haskell, 6 Chris Robshaw; 5 George Kruis, 4 Maro Itoje; 3 Kyle Sinckler, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola. L’Irlanda si è difesa con 15 Rob Kearney; 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale; 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray; 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony; 5 Iain Henderson, 4 James Ryan; 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy. Allenatore: Joe Schmidt.
La premiazione dell’Irlanda.

Galles vs Francia 14-13

Al Principality Stadium di Cardiff, il Galles padrone di casa sconfigge di un solo punto, 14-13, la Francia e ottiene il secondo posto. Un match che non ha entusiasmato gli spettatori, ma che comunque ha giovato ai dragoni rossi. Per il Galles sono scesi in campo: 15 Leigh Halfpenny; 14 George North, 13 Scott Williams, 12 Hadleigh Parkes, 11 Liam Williams; 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies; 8 Taulupe Faletau, 7 Josh Navidi, 6 Justin Tipuric; 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Cory Hill; 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans. Allenatore: Warren Gatland. A disposizione: 16 Elliot Dee, 17 Nicky Smith, 18 Samson Lee, 19 Bradley Davies, 20 Aaron Shingler, 21 Aled Davies, 22 Gareth Anscombe, 23 Steff Evans.
La Francia si è difesa con: 15 Benjamin Fall; 14 Gael Fickou, 13 Mathieu Bastareaud (c), 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Remy Grosso; 10 Francois Trinh-Duc, 9 Maxime Machenaud; 8 Marco Tauleigne, 7 Yacouba Camara, 6 Wenceslas Lauret; 5 Sebastien Vahaamahina, 4 Paul Gabrillagues; 3 Cedate Gomes Sa, 2 Adrien Pelissie, 1 Jefferson Poirot. Allenatore: Jacques Brunel. A disposizione: 16 Camille Chat, 17 Dany Priso, 18 Rabah Slimani, 19 Bernard Le Roux, 20 Mathieu Babillot, 21 Baptiste Couilloud, 22 Lionel Beauxis, 23 Geoffrey Palis. Arbitro: Ben O’Keeffe (Nuova Zelanda).

Di sicuro è il pub più antico d’Irlanda e forse potrebbe esserlo del mondo. Per trovarlo occorre raggiungere la località di Athlone, un centinaio di chilometri da Dublino: benvenuti al Sean’s bar.
Pare che lo Sean’s bar abbia scippato il record al Ye Olde Trip to Jerusalem di Nottingham ed è nella lista dei Guinness World Records come bar più antico d’Irlanda. La sua inaugurazione risale al 900 dopo Cristo, dunque, questo farebbe pensare che il pub potrebbe stravincere anche nella categoria dei pub più antichi al mondo.
Raggiungiamo la Contea di Westmeath, nel cuore dell’Irlanda, sulle rive del fiume Shannon all’incrocio con l’Esker Riada, per arrivare al locale che si trova accanto all’ingresso del castello normanno del 12esimo secolo di Athlone.

Sean’s bar, il pub più antico d’Irlanda e forse del mondo

Entrando nel pub si capisce subito di essere arrivati in un posto unico. Dalla segatura sul pavimento al vecchio caminetto aperto e ai musicisti che suonano nell’angolo. Nonostante, alcune cose siano cambiate, il Sean’s Bar sono è sempre lì da secoli. L’arredamento è informale e per trovare posto dovrete farvi largo a spallate. Inutile ricordare che il locale è stato citato dalla Lonely Planet tra i “25 bar più incredibili del mondo” e i “50 bar da far saltare la testa”. I gestori lo sanno. E come una donna che sa di essere bella dichiarano che “il Sean’s Bar non è solo il più vecchio, ma uno dei pub più amati al mondo”.
Scopri i migliori pub irlandesi e il The Crown Liquor Saloon di Belfast.
Ecco il sito ufficiale.

Sabato 17 marzo Irlanda in Festa a Bologna invita tutti gli appassionati dell’isola del Trifoglio festeggiano il St. Patrick’s Day con i Mondena City Ramblers live all’Estragon. Come ogni anno, la più irlandese delle band nostrane, che per l’occasione presenteranno il nuovo album “Mani come rami, ai piedi radici”, uscito lo scorso 10 marzo, in cui spicca la collaborazione con i Calexico.
Ma per Irlanda in Festa prepareranno una scaletta speciale dove insieme ai nuovi brani, non mancheranno i classici e qualche bella sorpresa “irish” tutta da ballare. La lunga giornata al Parco Nord inizierà alle ore 15 con l’apertura del PalaIrlanda, con le birrerie, il mercatino artigianale, i laboratori per bambini e le pedane per sfidarsi a freccette. Alle ore 16 si terranno gli stage di danza celtica a cura della Polisportiva Giovanni Masi, mentre il ristorante Connemara, con tutti i piatti tipici della tradizione gastronomica irlandese, sarà aperto dalle ore 19.
Tutti italiani i gruppi della giornata al PalaIrlanda: alle ore 20 salirà sul palco la “balfolk” band Alzamantes, alle 22.45 i Nuju, gruppo folk-dance fresco si nuova uscita, mentre alle 24.15 si farà festa con i salentini Folkabbestia e il loro coinvolgente folk rock al gusto pugliese. L’ingresso al PalaIrlanda è gratuito.
Alle ore 22 all’Estragon Club avrà inizio invece il concerto dei Modena City Rambers, aperto da I Matti delle Giuncaie (ingresso 12 euro).

Il programma del 17 a Bologna

Sabato 17 marzo – aperto dalle 15.00 alle 03.00
STAGE PALAIRLANDA

  • h.16.00 stage di balli celtici a cura di Polisportiva Giovanni Masi
  • h.20.00 concerto a ballo con ALZAMANTES (Italia) – La Folk Rock band rivelazione che meglio rappresenta l’evoluzione del panorama “Balfolk” italiano (cit. Corriere della Sera, Bergamo). I balli popolari italiani ed europei in un format unico e inconfondibile, un repertorio etnomusicale vastissimo che spazia dalle Pizziche Salentine alle Gighe Irlandesi; un viaggio che ripercorre, attraverso un concerto energico le tradizioni musicali e danzanti per uno spettacolo tutto da ballare. Il format è rock, il cuore è folk!
  • h.22.45 NUJU (Italia) – Il gruppo nasce nei primi mesi del 2009. Nel progetto prende corpo la volontà di unire la vena autorale-folk con quella rock e dance della musica italiana, un genere urbano e meticcio che verrà definito dai giornalisti FOLK-DANCE. I Nuju si definiscono Comico Drammatici come i film di Monicelli e Totò o Brutti Sporchi e Cattivi come il film di Ettore Scola. Ora tornano in veste di “pirati metropolitani” grazie all’uscita di Storie vere di una nave fantasma, il 9 marzo 2018.
  • h.24.15 FOLKABBESTIA (Italia) – Sono una vera festa itinerante, un viaggio su una sedia a dondolo tra territori balcanici, paesaggi irlandesi e calore pugliese. Ogni loro concerto è un’immersione nella tradizione italiana, stropicciata con fantasia, ironia e mutazioni stilistiche che spaziano dal folk al rock, dalla canzone d’autore a quella popolare, dallo ska al punk. Le loro spruzzate di colore strumentale in spregiudicata intensità melodica fanno sobbalzare di allegria tra danze sfrenate e baldoria di piazza.

STAGE ESTRAGON – Ingresso 12 euro

    • h.22.00 I MATTI DELLE GIUNCAIE + MODENA CITY RAMBLERS (Italia) – La band più irlandese d’Italia è ospite fissa della rassegna, presente in tutte le edizioni. A quattro anni di distanza dall’ultimo disco di inediti, i MCR stanno uscendo proprio in questi giorni (il 10 marzo) con il nuovo album “Mani come rami, ai piedi radici”, in cui spicca la collaborazione con i Calexico. Per Irlanda in Festa, oltre a presentare il nuovo disco, prepareranno una scaletta speciale dove insieme ai classici non mancherà qualche bella sorpresa “irish” tutta da ballare… e magari qualche ospite non annunciato.

Tutti i festeggiamenti 2018 in Italia.

Il Jameson Village 2018 brinda ai colori, sapori e suoni d’Irlanda con una notte di festa e una limited edition d’autore. L’appuntamento è dalle 19.00 allo Ex Scalo Farini, in Via Valtellina 7 a Milano, raggiungibile tramite M3, stazione Maciachini o Tram 2,4. L’ingresso è gratuito previa registrazione su jame.sn/milano.
Il 17 marzo, in occasione del Saint Patrick’s Day, la terza edizione del Jameson Village 2018 trasforma gli spazi industriali di Ex Scalo Farini in un villaggio in festa a tutti gli effetti per brindare insieme a oltre 14mila fan dei cieli d’Irlanda. Dalle 19, band folk-rock si alternano sul main stage e musicisti di strada animano la via principale; non mancano food-truck gourmet, al brindisi ci pensano i whiskey-pub. Una night out unica dove tutto è possibile. Anche sposarsi! Come? Cercate il sindaco del villaggio.
Jameson celebra l’amicizia e il coraggio anche con la nuova Limited Edition creata a 6 mani da illustratori e designer Irlandesi e Britannici. Da buon irlandese, il sindaco di Jameson Village 2018 accoglie gli ospiti a braccia aperte, per celebrare matrimoni e dare la cittadinanza ai fan più appassionati. Un salto all’Università per scoprire i segreti sul processo di tripla distillazione di Jameson Experience: occhio qui si rischia anche di essere interrogati. Un aiuto? La Old Jameson Distillery matura in selezionate botti di quercia che hanno contenuto precedentemente bourbon o sherry. Meet the locals.
Per conoscere gli abitanti di Jameson Village 2018 basta andarli a trovare nelle loro botteghe lungo la via principale: dal Tattoo shop in cui vedere e votare una delle interpretazioni dell’etichette Jameson create da 5 noti tatuatori fino all’esposizione di moto al Garage. Per brindare invece ecco pit-stop nei Jameson pub dove potere degustare il nostro protagonista liscio o in miscelazione, mentre food-truck gourmet soddisfano tutti i palati con cibo di strada…di tutti i colori. Immancabile in ogni edizione il Galeone: meglio salirci prima di mangiare!

Concerti al Jameson Village 2018

Tutti in piazza davanti al main stage per il concerto dei Sestomarelli che mescolano sonorità folk e indie-rock, ballate tradizionali e mood industriale. Dopo i concerti, la piazza del Jameson Village 2018 si anima con un dj set di Rollover e TILT. Protagonista della serata anche la street-music con diverse performance tra cui quella di Claudio Niniano, cantautore viaggiatore armato di chitarra acustica e armonica che partecipa anche a JAMESON STREET, il progetto musicale diffuso che dà voce ai busker, artisti di strada che hanno deciso di seguire coraggiosamente la propria passione, di scegliere senza paura un percorso diverso oltre le convenzioni.
Per gli animi ‘dance’ impossibile non scatenarsi con il live dei Daiana Lou tra armonie acid blues e ritmi esplosivi. Sound originale, compatto e vivace quello dei The General Brothers, vincitori nel 2017 del WMF Rock Contest organizzato da Virgin Radio. Cercate lungo le strade di Jameson Village il ‘satiro di strada’ Elianto, musicista e cantautore, autore di brani con accenti comici, spesso satirici, a volte spiazzanti.

Edizione limitata

In occasione di San Patrizio, JAMESON lancia anche la nuova Limited Edition che, per la prima volta, nasce da una collaborazione tra artisti e illustratori irlandesi e britannici. “Coraggio” e “Amicizia” sono i valori che hanno ispirato il nuovo design. L’illustratrice irlandese Claudine O’Sullivan ha voluto coinvolgere la fotografa Leonn Ward e il designer Alex Mellon per imprimere sulla nuova bottiglia lo spirito di amicizia per cui l’Irlanda è rinomata. “Siamo partiti dalla lealtà e dal coraggio dei Fianna, guerrieri impavidi della mitologia irlandese” commentano gli artisti. Claudine O’Sullivan ha disegnato un’aquila ad ali spiegate che protegge tre amici, tre sagome che si stagliano davanti all’iconico ponte Ha’penny di Dublino, fotografato da Leonn Ward. Stendardi e simboli disegnati da Alex Mellon rappresentano tribù irlandesi del passato e del presente.
Scopri tutti gli Eventi di San Patrizio 2018 in Italia e la guida definitiva di San Patrizio a Dublino. Fatti un selfie e vinci un viaggio in Irlanda: #ItaliaLoveGreen.

Continua Irlanda in Festa a Bologna: l’appuntamento di venerdì 16 marzo al Parco Nord prosegue con uno degli ospiti più attesi: i Calexico. Il collettivo di Joey Burns e John Convertino arriva all’Estragon Club alle ore 22 per presentare il nono album in studio ‘The Thread That Keeps Us’.
Al PalaIrlanda, che aprirà i battenti dalla 19 a ingresso gratuito, la musica folk di stampo irlandese vedrà salire sul palco a partire dalle ore 20 i Tribanda, che accompagneranno i balli tradizionali, e a seguire gli irlandesi The Banjacks, trascinante gruppo Irish-folk, e i romagnoli Lennon Kelly con i loro mix di jigs, reels, punk e rock. Chiuderanno la nottata i Selfish Murphy, primo gruppo celtic / irish punk rock della Transilvania.
Al ristorante Connemara si potranno gustare i piatti tipici e acquistare da asporto il pane irlandese prodotto appositamente per la manifestazione, mentre all’esterno un’area di street food proporrà sapori da altri paesi. Le birrerie spilleranno invece le imperdibili bionde rosse e scure made in Ireland, Guinness in testa.
 

Calexico e il programma nel dettaglio di Venerdì 16 marzo

STAGE PALAIRLANDA – aperto dalle 19.00 alle 03.00

  • h.20.00 concerto a ballo a cura di Polisportiva Masi con Tribanda (Italia) – Un nuovo progetto artistico che vede la collaborazione di Suonabanda, Musicanti dla Bása e Fragole e Tempesta per offrire in una serata unica le tre forme di ballo popolare più diffuse nel nord Italia, dal ballo staccato emiliano al bal folk internazionale, al liscio del primo dopoguerra.
  • h.22.45 The Banjacks (Irlanda) – Sono un vivace quartetto Irish-folk capace di ruotare fino a 10 strumenti diversi. Da quando la loro storia ha avuto inizio, nel 2014, si sono fatti conoscere e apprezzare per la vivacità, l’allegria e la capacità di dare una nuova travolgente veste acustica sia alle hit del momento che ai vecchi cavalli di battaglia della tradizione irish.
  • h.24.00 Lennon Kelly (Italia) – Il progetto prende vita nel 2011 a Cesena da un comune interesse per la musica folk. 7 elementi dalle influenze musicali diverse portano le melodie irlandesi a fondersi con il punk e il rock, aggiungendo a jigs e reels sfumature elettriche e graffianti su testi ora in stile cantautorato, ora diretti e rabbiosi, rifacendosi alle sonorità di Flogging Molly, Pogues e Modena City Ramblers, ecc. Il 2 febbraio 2018 è uscito “Malanotte”, il loro nuovo lavoro.
  • h.01.30 Selfish Murphy (Romania) – La band si forma nel 2011 ed è la prima a suonare musica celtica-irlandese in Transylvania. Sono stati i primi a suonare il cosiddetto celtic / irish punk rock. Le loro canzoni evocano l’atmosfera tipica dei pub irlandesi, con canzoni allegri e coinvolgenti. Troviamo brani popolari irlandesi riprodotti in versione punk irlandese e ci sono cover pop-rock convertite in stile folk irlandese.

STAGE ESTRAGON – Ingresso 20 euro

  • h.22.00 Calexico (USA) – Il celebrato collettivo di Tucson arriverà Italia per tre date live in occasione dell’uscita del nono album in studio The Thread That Keeps Us, un puntuale spaccato della band, nonché un ritratto di famiglia che cattura tutta la loro imprevedibilità e varietà stilistica, pur riservando il consueto spazio per la loro illimitata creatività. Nel dare vita all’album, il cantante/chitarrista Joey Burns e il batterista John Convertino, hanno trovato la loro dimensione spirituale in un ambiente insolito, non in Arizona, ma bensì sulla costa settentrionale della California, in una casa trasformata in studio, chiamata House Panoramic. Costruita con detriti e legname recuperato da un cantiere navale – soprannominata dalla band “la nave fantasma” – la sfarzosa casa, con il suo ambiente all’avanguardia, non ha tardato a dare il suo contributo al suono dei nuovi brani. I CALEXICO sono: Joey Burns, John Convertino, Martin Wenk, Jacob Valenzuela, Sergio Mendoza, Jairo Zavala Ruiz, and Scott Colberg.

Segui gli Eventi di San Patrizio 2018 in Italia.

Per gli irlandesi il verde è il simbolo della madre patria, ovunque nel mondo, un irlandese che si rispetti, nel giorno del Santo, indosserà qualcosa di verde e festeggerà all’insegna del più puro divertimento. Ed è per questo che il 17 marzo tutto il mondo si illumina di verde in onore di San Patrizio, grazie anche all’iniziativa Global Greening, promossa da Turismo Irlandese.
Perciò, se la sera della festa anche voi sarete a festeggiare a Roma, Pisa, Orvieto o Massa, cercate il verde senza indugio. Scattate un selfie davanti al monumento illuminato di verde e condividetelo sul profilo instagram con l’hashtag #ItaliaLoveGreen: potrete vincere un week-end in Irlanda per due persone. 
Sono oltre trecento i siti mondiali che parteciperanno alla festosa celebrazione. In Italia, la sera di sabato 17 marzo alle ore 21, cambieranno colore il Colosseo, la Torre di Pisa, il Pozzo di Orvieto e la Torre del Moro a Orvieto e Piazza Mercurio a Massa. Approfittate e condividete con la fotografia con l’hashtag #ItaliaLoveGreen.
Sempre più numerose sono anche le feste di Patrizio in Italia che si svolgeranno in tantissime città d’Italia. Tra queste segnaliamo Irlanda in Festa con eventi a Firenze, Padova, Parma, Pesaro, Trezzo, Bologna, Firenze, Nonantola, Brescia, Polcenigo, Roma in Piazza Mancini, ad Orvieto.
 
Ma non bisogna dimenticare che il centro della festa è – e non potrebbe essere altrimenti – l’isola d’Irlanda, dal nord al sud, dall’est all’ovest. Da Dublino con l’ormai leggendario St.Patrick’s Festival, il cui tema quest’anno sarà “Home is Where the Heart Is”,  alle città più importanti, come Armagh, Belfast, Galway e Cork, ai minuscoli villaggi più sperduti, ovunque si celebra questa figura storica realmente esistita, ma al quale la fede popolare ha aggiunto molti caratteri che sfumano nella leggenda.
Ricordate: la parola chiave è #italialovegreen.  

Forse non tutti sanno che…

  • Il colore originario del Santo era il blu. Ma il destino ha scelto per lui il ruolo di protettore di un Paese con il verde ovunque: nei prati, nella bandiera, nei cuori.
  • Si dice che per ogni quadrifoglio ci siano 10.000 trifogli
  • Ogni irlandese che si rispetti in questo giorno ha un compito: festeggiare! Tanto che si dice che per 24 ore la Quaresima possa aspettare.
  • Sapete che sull’isola non ci sono serpenti? La leggenda vuole che sia stato il vescovo a scacciarli.
  • Il 17 marzo gli irlandesi vestono di verde perché si dice che questo colore li renda invisibili ai folletti che, altrimenti, potrebbero pizzicarli.

In pochi si domandano quale si dice che fosse il vero nome di San Patrizio. Prima di rispondere alla domanda sul vero nome di San Patrizio cerchiamo di raccontare brevemente come questo vescovo irlandese sia stato santificato. Il mistero è racchiuso nella sua opera missionaria. Grazie all’evangelizzazione è riuscito a portare il cristianesimo in Irlanda.
Rapito quando aveva 16 anni dagli uomini del re irlandese Niall, fu venduto come schiavo a Muirchu, re del Dál Riata, territorio anch’esso popolato da genti irlandesi. Qui apprese la lingua gaelica e la mitologia celtica. Trascorse sei anni in cattività, durante i quali maturò la sua conversione al cristianesimo. Fuggito dalla corte del re per tornare nella sua famiglia, prese gli ordini sacri divenendo diacono.
Nel giorno di San Patrizio, quindi, che viene ricordato il 17 marzo, tutto il mondo invoca le gesta di Maewyn Succat. In altre parole, se non lo aveste capito: questa è la risposta giusta alla domanda Qual è il vero nome di San Patrizio?

Qual è il vero nome di San Patrizio? Maewyn Succat

Ora che abbiamo appurato qual è il vero nome di San Patrizio, nel caso voleste approfondire la figura di Maewyn Succat, consigliamo la lettura della biografia del vescovo e non perdetevi, inoltre, i simboli, i luoghi di Saint Patrick’s e le origini di come la festa più coinvolgente al mondo sia riuscita a varcare i confini nazionali e raggiungere l’intero pianeta.
Non è una caso se la giornata dedicata a Maewyn Succat sia uno degli eventi più importanti del globo. Basta citare il plauso che ha avuto l’iniziativa Global Greening, promossa dal costante impegno del Turismo irlandese in Italia. Ovviamente, oltre alla birra e ai concerti di musica irlandese, la settimana di marzo in cui si concentra il clou dei festeggiamenti custodisce un momento di preghiera e di raccoglimento. In fondo, il Santo era un vescovo e non un beone.
 

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L’arte della narrazione è fortemente radicata nella cultura irlandese. Con una dote innata nel rendere un’immagine vivida tramite l’uso della prosa e una storia sociale e politica ricca ed interessante, non c’è da stupirsi che alcuni dei più celebri scrittori provengano dall’Irlanda.
Da Oscar Wilde e W.B. Yeats fino ai più moderni Marian Keyes e Cecilia Ahern, l’Isola di Smeraldo ha dato i natali a diversi grandi scrittori.
Per celebrare questo paese di narratori, sono stati presi in considerazione sei romanzi irlandesi emblematici del 20° secolo e ne sono state rielaborate le copertine da Radissonblu, dando un aspetto che richiamasse il 21° secolo. Questa raccolta analizza alcune delle più famose fiction irlandesi e rende queste accattivanti e avvincenti storie quanto più recenti attraverso una rappresentazione moderna e minimalista.
 

Ridefinizione dei classici irlandesi

Con questa serie di immagini, si è voluto catturare l’essenza di alcune storie iconiche, restando fedeli all’argomento ed emancipando i personaggi principali dove fosse possibile. Eseguendo una modifica visiva, abbiamo modernizzato le copertine e le abbiamo rese interessanti per i lettori odierni. Abbiamo utilizzato elementi grafici isolati per raccontare ogni storia avvincente senza rivelare troppo. Proprio per questo motivo tonalità accese, piccole variazioni e trame consistenti conferiscono una sensazione contemporanea. Per i titoli, un carattere pulito e senza grazie (cioè un carattere che non ha tratti terminali) combacia con gli elementi visivi ordinati.
 

Sei romanzi

  • A Portrait of an Artist as a Young Man (Ritratto dell’artista da giovaneL'Irlanda è un paese di narratori) di James Joyce è considerato uno dei romanzi più significativi del ventesimo secolo: un “flusso di coscienza” che fu adottato da molti autori moderni. Un ritratto di un artista e una storia semi-autobiografica ispirata dall’evoluzione dello scrittore all’età adulta e alla ribellione contro le convenzioni cattoliche e irlandesi.
  • Molloy in diversi formatiL'Irlanda è un paese di narratori di Samuel Beckett, drammaturgo irlandese, è stato fortemente ispirato dallo stile di Joyce. Beckett ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1969 ed è considerato uno dei migliori scrittori del XX secolo. Molloy è suddiviso in due parti e sembra raccontare la storia di due personaggi principali: l’omonimo Molloy, un vagabondo indolente in un viaggio folle, e Moran, un detective cupo incaricato di rintracciarlo. Bizzarro e talvolta cupo, la narrazione dei 2 uomini inizia a sembrare simile, portando i lettori a credere che i 2 personaggi siano, di fatto, 2 diverse personalità nella stessa persona.
  • The Last September di Elizabeth Bowen (L’ultimo settembreL'Irlanda è un paese di narratori) ha visto un aumento dei cosiddetti romanzi della “Big House” nella letteratura irlandese. Ambientato nelle grandiose dimore dell’aristocrazia anglo-irlandese, questi romanzi hanno esaminato la scomparsa di queste proprietà durante il periodo rivoluzionario irlandese. Lo scorso settembre di Elizabeth Bowen si concentra su una di queste proprietà, Danielstown, e i suoi abitanti mentre cercano di preoccuparsi con sottigliezze sociali frivole in tempi difficili. Ispirato alle estati che Bowen ha trascorso nella storica casa di campagna della sua famiglia a Kildorrery, The Last September è un racconto personale e realistico.
  • The Book of EvidenceL'Irlanda è un paese di narratori di John Banville è basato sul vero caso di vita di Malcom Edward MacArthur e si concentra su Freddie Montgomery, un narratore inaffidabile che torna in Irlanda dopo diversi anni di distanza cercando denaro per pagare un debito acquisito all’estero. Con sua grande sorpresa, sua madre ha venduto la collezione d’arte della famiglia e, nel tentativo di reclamarlo, si ritrova coinvolto in ogni sorta di problemi, tra cui uccidere una cameriera e nascondersi a casa di un amico di famiglia. The Book of Evidence ha vinto il premio Guinness Peat Aviation irlandese nel 1989 ed è stato selezionato per il Booker Prize.
  • Le ragazze del paese (Country GirlL'Irlanda è un paese di narratori) di Edna O’Brien: il romanzo d’esordio di Edna è una classica storia di formazione irlandese ambientata negli anni ’50, dopo la seconda guerra mondiale. Due giovani amici lasciano la scuola del convento nella campagna irlandese e intraprendono un viaggio nella grande città dove imparano la vita, l’amore e il sesso. Le Country Girls sono state bandite dai censori irlandesi a causa del loro contenuto sessuale, ma in questo periodo è stata annunciata per aver infranto il silenzio su questioni sessuali e questioni sociali in Irlanda.
  • The Wig My Father WoreL'Irlanda è un paese di narratori di Enne Enright è stato pubblicato nel 1995. Il romanzo esplora l’amore, le relazioni e un tema che vediamo molto nella letteratura irlandese – la religione. Il romanzo è narrato da Grace, una sventurata giovane donna ossessionata dall’orribile parrucchino che indossa suo padre. Grace, sfortunata innamorata e stufo della sua famiglia, è visitata da un angelo, Stephen, che è stato mandato sulla terra per salvare le anime perse. Questo libro splendidamente scritto di Anne Enright (vincitore del Premio Man Booker per The Gathering nel 2007) è emotivo e surreale e merita sicuramente una lettura.

 

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