Irish Food Board è diventato ufficialmente membro di United Nations Global Compact (UNGC), a seguito di un incontro ufficiale tenutosi a New York con Sue Allchurch, Chief of Participant Relations, Fund Raising and Communications di UNGC, e Tara McCarthy, CEO di Bord Bia – Irish Food Board. Lanciata nel 2000 dalle Nazioni Unite, UNGC è la più grande iniziativa mondiale per la sostenibilità aziendale, con oltre 13.000 partecipanti e stakeholder provenienti da oltre 160 Paesi.

I membri di UNGC sono tenuti ad allineare le proprie attività e strategie per sostenere i dieci principi in materia di diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione, così come portare avanti gli Obiettivi delle Nazioni Unite, compresi gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Durante l’incontro a New York, Tara McCarthy ha dichiarato: “Irish Food Board è onorato di entrare a far parte di United Nations Global Compact e di impegnarsi a sostenerne i dieci principi. Questa adesione sottolinea inoltre l’impegno di Irish Food Board a promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nell’ambito dell’industria alimentare irlandese attraverso lo sviluppo di Origin Green, il programma nazionale irlandese per la sostenibilità dei prodotti alimentari e delle bevande”.
 

Irish Food Board è membro di United Nations Global Compact

Entrando a far parte di UNGC, Irish Food Board avrà accesso a una serie di risorse e stakeholder internazionali per condividere best practice, linee guida e soluzioni in via di sviluppo al fine di affrontare le sfide della sostenibilità globale e supportare le imprese private nel conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Tara McCarthy ha poi aggiunto: “Siamo lieti di essere diventati membri e di avere la possibilità di collaborare con UNGC per condividere conoscenze, esperienze e idee volte al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità in tutto il mondo”.

I principi chiave di UNGC sono la comunicazione e la collaborazione con tutti i membri, che sono esortati a informare gli stakeholder e il pubblico sul proprio coinvolgimento nel Global Compact. Inoltre, devono incoraggiare attivamente altre imprese e altri stakeholder a diventare parte di UNGC e a impegnarsi in progetti di collaborazione.

 

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Nel 2015, 193 Stati Membri delle Nazioni Unite hanno firmato l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile del 2030, che comprende 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, utili a porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità per tutti nell’ambito di una nuova agenda per lo sviluppo sostenibile.

Il programma di sostenibilità Origin Green di Bord Bia – Irish Food Board si allinea a 9 dei 17 obiettivi: Salute e Benessere, Acqua Pulita e Igiene, Energia Pulita e Accessibile, Città e Comunità Sostenibili, Consumo e Produzione Responsabili, Agire per il Clima, Vita sott’Acqua, Vita sulla Terra e Partenariati per gli Obiettivi.
 

I dieci principi di UNGC

I dieci principi di UNGC sono tratti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Dichiarazione sui Principi Fondamentali e dei Diritti Lavorativi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dalla Dichiarazione di Rio in materia di Ambiente e Sviluppo e dalla Convenzione delle Nazioni Unite Contro la Corruzione.
 

Diritti Umani:

1. Le aziende devono sostenere e rispettare le disposizioni internazionali in materia di diritti umani;
2. Le aziende devono assicurarsi di non essere corresponsabili nell’abuso delle norme in materia di diritti umani.
 

Lavoro:

3. Le aziende devono sostenere la libertà di associazione e il riconoscimento dei diritti di contrattazione collettiva;
4. Le aziende devono sostenere l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio;
5. Le aziende devono sostenere l’abolizione del lavoro minorile;
6. Le aziende devono sostenere l’eliminazione delle discriminazioni in materia di lavoro e occupazione.
 

Ambiente:

7. Le aziende devono sostenere un approccio preventivo alle sfide ambientali;
8. Le aziende devono intraprendere iniziative per la promozione della responsabilità ambientale;
9. Le aziende devono incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie ecocompatibili.
 

Anti-Corruzione:

10. Le aziende devono lottare contro la corruzione in tutte le sue forme, incluse l’estorsione e la concussione.

 

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Si tengono la mano e parlano di aborto, la coppia reale Meghan e Harry al loro debutto da marito e moglie, nonché la prima visita ufficiale all’estero, rompono il protocollo. La meta prescelta è la vicina Irlanda, dove i due sono stati ricevuti dal presidente Michael D. Higgins e dal governo..

Tante apparizioni pubbliche e un unico obiettivo: dimostrare amicizia ai vicini irlandesi dopo che la Brexit sta di fatto mettendo a dura prova i rapporti tra i due paesi e con l’Europa. In più Harry vuole rivestire il ruolo di conciliatore e voltare pagina sul conflitto nordirlandese che tanto ha portato malcontento tra le due comunità.

Dalle parole ai fatti, di grande valore simbolico diventano la sosta annunciata sui luoghi della Domenica di Sangue (conosciuta come la Bloody Sunday), dove le truppe britanniche fecero strage di civili.

 

 

Meghan Markle e Harry vestiti di verde

Tonalità che piacciono agli irlandesi, così nella due gironi a Dublino per il principe Harry e sua moglie Meghan i due sono scesi all’aeroporto di Dublino rispettivamente con una cravatta verde e un abito verde scuro firmato Givenchy. Il cambio d’abito è arrivato soltanto in seguito, sono passati al colore nero, quando i reali sono stati ricevuti dai rappresentanti del governo guidato dal premier Leo Varadkar.

Durante quest’impegno ufficiale, Meghan ha parlato con la senatrice Catherine Noone la quale ha diffuso su Twitter una foto della scambio verbale e qualche contenuto affrontato. In particolare, le donne hanno affrontato il recente risultato del referendum sull’aborto, sottolineando come la duchessa si sia mostrata curiosa e “compiaciuta”. 

 

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