In occasione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie in Irlanda, Papa Francesco ha incontrato le autorità del paese, chiesto scusa alle vittime della pedofilia ecclesiale e certificato apertamente il fallimento della Chiesa: «Sulla pedofilia la chiesa ha fallito».

«Torno in Irlanda dopo 38 anni, dove sono stato quasi tre mesi per praticare l’inglese, nell’anno 1980. E anche per me questo è un ricordo bello», erano state le prime dichiarazioni di Francesco sul volo da Roma a Dublino.Un momento di riconciliazione dopo la visita in Irlanda di Giovanni Paolo II, avvenuta nel 1979. Nel frattempo, il paese a forte maggioranza cattolica è cambiato: la legalizzazione dei matrimoni gay e dell’aborto ne sono una testimonianza. Forse anche per questo, Bergoglio ha avuto la necessita di condannare con fermezza gli scandali legati alla pedofilia ecclesiale, gli abusi su minori commessi da chi era stato chiamato a proteggere i più piccoli e, col tempo, ne è divenuto carnefice. Alcuni vescovi, superiori religiosi e sacerdoti irlandesi, hanno provocato sofferenza e scosso profondamente la comunità cattolica: «La Chiesa deve eliminare questo flagello a ogni costo».

I momenti più importanti, finora, del Papa in Irlanda hanno riguardato l’incontro con le autorità al Dublin Castle, la visita alla Christ Church Cathedral, dove ha pregato per le vittime della pedofilia, e la Festa delle Famiglie al Croke Park.

 

L’arrivo nell’isola

Accoglienza da star per il Papa

Durante il discorso al Croke Stadium il Papa si è rivolto alle famiglie così: «Avete bisogno soltanto di tre parole: Scusa, per favore e grazie».

 

Il premier irlandese, Leo Varadkar, a margine del discorso del Papa in Irlanda ha voluto rimarcare «la storia di dolore e di vergogna» che si è ‘consumata’ nel paese. Un chiaro riferimento alle ferite dovute dai crimini commessi da preti cattolici nei confronti dei minori. Varadkar ha sottolineato che c’è ancora molto da fare per ottenere giustizia e guarigione per le vittime.

La visita di Giovanni Paolo II nel 1979

Ecco il filmato della visita di Giovanni Paolo II nel 1979 a Phoenix Park.

La visita alle reliquie di Matt Talbot

Nel tragitto verso la Cattedrale di Dublino, Bergoglio si è fermato a venerare le reliquie di Matt Talbot, un operaio di Dublino, ex alcolista morto nel 1920. Matt era nato nel 1856 ed era stato uno scolaro molto indisciplinato, tanto che a dodici anni fu messo a lavorare come garzone in un deposito di vino e birra. A tredici anni tornò a casa ubriaco. Lavorava e beveva. A diciassette anni vendette anche le scarpe e le calze che aveva indosso per comprarsi da bere. A ventisette anni nessuno voleva più pagargli da bere, si beveva tutti i suoi guadagni. Poi il voto di non bere più e la conversione.

 

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Ancorato alle radici ma con la capacità straordinaria di rinnovarsi, la 31esima edizione del Ferrara Buskers Festival, la Rassegna Internazionale del Musicista di Strada in scena dal 16 al 26 agosto 2018, è pronta ad invadere con oltre mille musicisti ed artisti le strade e le piazze del centro storico Patrimonio dell’Umanità UNESCO nello spirito di Dublino.

La capitale irlandese è la città Ospite d’Onore del Ferrara Buskers Festival 2018, celebrata per l’importante valorizzazione che da anni fa dei buskers, con musica ed eventi. Diversi i musicisti che arriveranno dall’Irlanda, pronti a far divertire il pubblico con ballate, melodie, e la tradizionale musica irlandese. Venti i gruppi di Musicisti Invitati, provenienti da tante nazioni del mondo, che si esibiranno durante gli 11 giorni della rassegna.

Il Ferrara Buskers Festival inizierà a Mantova, con la tappa inaugurale del 16 agosto. Segue Comacchio il 17 agosto e poi Lugo di Romagna (RA) il 20 agosto. Nel fine settimana del 18 e 19 agosto e poi dal 21 al 26, i musicisti si esibiranno sul palcoscenico ferrarese, tra il Castello Estense e i bellissimi palazzi e monumenti della città, mettendo in scena oltre 100 spettacoli al giorno. Le 300 formazioni di Artisti Accreditati si esibiscono “a cappello”, senza cachet, come è proprio dello spirito degli artisti di strada. Spetta alla generosità del pubblico ricompensarli per la performance.

Dublino, Città Ospite d’Onore

Dublino è la Città Ospite d’Onore del Ferrara Buskers Festival 2018. La capitale irlandese è stata scelta per l’importante valorizzazione che da anni fa dei buskers, i quali spesso si esibiscono in una delle strade più animate della città: Grafton Street. Ballate, energiche melodie, tradizionale musica irlandese, si potranno ascoltare e danzare anche a Ferrara. Diversi sono i gruppi che arrivano dall’Irlanda o che propongono canzoni e note della verde terra dei celti e dei folletti.

Il legame tra la città estense e Dublino sarà sancito anche dal gemellaggio tra Piazza Trento e Trieste di Ferrara e il dinamico quartiere Temple Bar dublinese. Glen Hansard, musicista ed attore irlandese, vincitore del premio Oscar 2008 per la migliore canzone originale, tratta dal film Once, in cui interpreta un musicista di strada, sarà il Socio Busker Onorario di questa edizione. Lo scorso anno è stata la volta di New York, omaggio alla metropoli che fu di ispirazione alla nascita del festival.

Ferrara Buskers Festival 2018

Come da tradizione, sono 20 i gruppi di Musicisti Invitati, protagonisti del Ferrara Buskers Festival che si esibiranno durante tutti gli 11 giorni della rassegna. Tra le grandi piazze e le vie rinascimentali e medievali di Ferrara – il weekend del 18 e 19 agosto e poi dal 21 al 26 agosto – con loro ci saranno anche più di 300 formazioni di Artisti Accreditati, che si alterneranno sul palcoscenico open air della città.

I musicisti invitati, provenienti dall’Italia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Australia, Repubblica Ceca, Sudafrica, Irlanda, Germania, Macedonia, Stati Uniti, Portogallo, Polonia, Norvegia, Messico, Lettonia e Iran, si esibiranno il 16 agosto a Mantova, scelta come tappa inaugurale del Ferrara Buskers Festival. Un rapporto che si consolida quello tra la città che si specchia sul fiume Mincio dal centro rinascimentale dei Gonzaga, Patrimonio dell’Umanità Unesco come Ferrara, e la città estense.

Il cuore urbano mantovano sarà, infatti, il bellissimo scenario degli spettacoli dei venti gruppi di musicisti a partire dalle 21.00, tra portici, chiese e piazze. La carovana itinerante dei buskers arriverà poi il 17 agosto a Comacchio (ore 21.30), per la storica anteprima fra i ponti monumentali e canali della città sul Parco del Delta del Po. Tappa successiva Ferrara per il primo fine settimana sabato 18 e domenica 19 agosto, raggiungere Lugo di Romagna (RA) lunedì 20 agosto (ore 21.00) e fermarsi a Ferrara da martedì 21 fino a domenica 26 agosto.

Orari spettacoli e Notti Buskers

Gli spettacoli sul palcoscenico del Ferrara Buskers Festival si terranno tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00, ad esclusione di domenica 26, che vedrà gli artisti esibirsi in strada dalle 17.00 alle 20.00 e poi sul palco allestito in Piazza Castello, dove dalle 21.00 a mezzanotte ci saranno i concerti dei musicisti invitati, per la festa finale. Ogni sera, dopo gli show per strada, Puedes presenta le Notti Buskers nel suggestivo Cortile del Castello Estense, con musica ed artisti dalla mezzanotte in poi.

 

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Se così si può dire, grazie a un rogo, uno dei tanti che stanno devastando ettari di terreno in Europa e nel mondo, è emersa in Irlanda una scritta risalente alla seconda Guerra Mondiale: Éire.

La misteriosa, quanto apprezzata, scoperta della scritta Éire è stata fatta dalla polizia locale a Bray Head, sulla costa orientale, nei dintorni di Dublino.

Cosa significa la scritta Éire? Si tratta di un segnale per i piloti che sorvolando la zona durante la guerra, una sorta di avvertimento che annunciava il territorio neutrale irlandese e dunque l’invito a non sganciare bombe.

 

 

Éire, la scritta di 70 anni fa

Ha 70 anni ed è stato realizzata con delle pietre. Scoperta durante un sorvolo per via di un incendio, la parola Éire era nascosta tra i boschi di Bray Head. Risalire al significato di tale realizzazione è stato abbastanza semplice: si tratta di un avvertimento per tutti i piloti che sorvolavano l’area, di non bombardare la zona neutrale. Ma ciò che avvalora la scoperta non è tanto il significato quanto le poche tracce rimaste dell’epoca.

 

Neutralità dell’Irlanda durante la Seconda Guerra Mondiale

L’Irlanda rimase ufficialmente neutrale per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale, posizione nota come “the Emergency” (che dava pieni poteri al governo), pur collaborando con gli Alleati (Francia, Inghilterra, USA e URSS): 50mila irlandesi parteciparono al conflitto come volontari accanto ai britannici. Nel 1939, allo scoppio della guerra, l’Irlanda era ancora formalmente un dominio britannico. La sua totale indipendenza fu riconosciuta dieci anni dopo dal re Giorgio VI. Nel 1940 la Gran Bretagna propose al governo irlandese l’unificazione dell’Irlanda in cambio della sua partecipazione alla guerra. Ma il premier De Valera rifiutò perché convinto della sconfitta britannica. Per questo motivo, o meglio per via della posizione neutrale, sulle coste irlandesi capeggiava la parola Éire: segno per i bombardieri tedeschi. In realtà, i bombardamenti ci furono lo stesso. Il più importante colpì Dublino nel 1941.

 

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Il Gosford Castle è in vendita per 500mila sterline. Reso celebre durante la terza stagione di Game of Thrones, residenza dei Tully, conosciuta come il Delta delle Acque, la fortezza si trova lungo Mullaghbrack Road nel villaggio di Markethill, nella Contea di Armagh.

Nel 2006 il castello fu acquistato da Gosford Castle Development Limited che avanzò una proposta di 4 milioni di sterline per ripristinare il precedente edificio e trasformarlo in residenze di lusso. Il restauro è stato intrapreso da artigiani con particolare attenzione al mantenimento del carattere e dell’integrità storica del castello: uno dei più grandi tra i castelli irlandesi.

Ciò che rende particolare il Gosford Castle sono le scale e i soffitti a volta e le diverse combinazioni di colori originali che sono stati ripristinati laddove è stato possibile.

 

Appartamenti

Una porzione del Gosford Castle in vendita è stata parzialmente restaurata allo scopo di convertire lo spazio in sei appartamenti di lusso, ciascuno mediamente di 3500 m².

  • The Inner Bailey, da 5 posti letto
  • La grande sala, da 3 posti letto
  • La vecchia fortezza, da 5 posti letto
  • La sala da pranzo, da 3 posti letto
  • L’ala della biblioteca, da 3 posti letto
  • La torre rotonda, da 5 posti letto

 

Storia della tenuta

Costruito a metà del 1800 dal secondo conte di Gosford, Archibald Acheson, il castello di Gosford è un edificio di interesse storico occupato dai conti di Gosford fino al 1921. La progettazione in stile Norman Revival va attribuita all’architetto londinese Thomas Hopper.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il castello fu requisito e utilizzato per ospitare truppe e un campo di prigionieri. A seguito della guerra, gli Achesons vendettero il Castello al Ministero dell’Agricoltura che consacrò, nel 1986, la Gosford Forest Park come prima foresta di conservazione dell’Irlanda del Nord. Successivamente, il castello ricadde in uso militare durante I Troubles prima di essere convertito in hotel nel 1983.

https://www.youtube.com/watch?v=CZEZaHqYm5A

 

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Sei chef italiani del prestigioso Chefs’ Irish Beef Club (CIBC), grazie a Bord Bia, hanno avuto la possibilità di conoscere la produzione sostenibile di carne irlandese, in particolare del manzo e dell’agnello irlandese.

Creato da Bord Bia nel 2004, il club internazionale conta 88 chef associati in 8 Paesi (Francia, Italia, Olanda, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra ed Emirati Arabi). Nello specifico, il club italiano vanta l’adesione di 8 chef, di cui 4 stellati, tutti grandi sostenitori della carne di manzo irlandese, materia prima di alcune delle loro ricette. Ben 6 chef del CIBC hanno preso parte a questo speciale viaggio, al quale ha partecipato anche Giorgio Pellegrini, Presidente dell’Associazione Macellai di Milano e Provincia, alla guida della rinomata Macelleria Pellegrini a Milano e amante della carne irlandese.

Nel corso della tre giorni, il gruppo ha avuto modo di toccare con mano aspetti della produzione bovina e ovina e di entrare nel vivo delle procedure che garantiscono il massimo del gusto, della sicurezza e della sostenibilità del prodotto su tutta la filiera. Oltre a visitare uno stabilimento di lavorazione dell’agnello, gli chef hanno potuto conoscere l’eccellenza dei prodotti ittici, grazie alla tappa presso uno degli allevamenti di ostriche più importanti dell’Irlanda, per poi proseguire la visita alla scuola di cucina di Catherine Fulvio, celebre chef irlandese, protagonista di TV show di successo.
 

Bord Bia e gli Chef del Cbc italiani

A conclusione di questo viaggio 100% Irish, gli chef Francesco Cassarino (Ristorante La Anchoa, Marina di Ragusa, RG), Daniele Repetti (Nido del Picchio, Carpaneto Piacentino, PC), Stefano Arrigoni (Osteria della Brughiera, Villa d’Almé, BG), Sara Conforti (attualmente Consulting Chef, precedentemente “Osteria del Vicario”, Certaldo, FI), Alberto Canton (Bocon Divino, Camposampiero, PD) e Filippo Saporito (La Leggenda dei Frati, Firenze) hanno poi visitato la Kilmullen Farm, dove hanno preparato un gustosissimo pranzo per la famiglia di allevatori.

I farmer hanno accolto gli chef, accompagnandoli in un’appassionante visita della loro tenuta. Immersi in un paesaggio naturale mozzafiato, per la prima volta gli chef del CIBC hanno preparato il pranzo per gli allevatori per ringraziarli del lavoro che fanno ogni giorno per garantire qualità e genuinità del manzo e agnello irlandese: un’occasione unica per gustare la qualità della carne autoctona, cucinata da alcuni dei migliori esponenti del panorama culinario italiano.

Lo chef Francesco Cassarino ha affermato come, nel corso del viaggio, abbia potuto toccare con mano ancora una volta la qualità della materia prima: “Perché scelgo manzo irlandese per la fornitura del mio ristorante? Semplice, perché è la carne più salutare sul mercato europeo, estremamente genuina e naturale. Personalmente, è anche quello che preferisco a livello di gusto, succulento e magro allo stesso tempo. Senza dimenticare un’altra qualità fondamentale: il manzo irlandese è davvero semplice da cucinare”.

Gli allevatori della Kilmullen farm erano altrettanto entusiasti di poter gustare i piatti degli chef italiani: “È impossibile non pensare al cibo quando si parla dell’Italia e quando ci hanno chiesto di ospitare gli chef del CIBC abbiamo accettato subito. Durante la loro visita, abbiamo imparato come preparare i diversi tagli di agnello e manzo e abbiamo avuto l’opportunità irripetibile di sederci a tavola con loro per gustare i nostri prodotti migliori, preparati e serviti in modo impeccabile”.

 

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