Anno 2018, Natale, Dublino, Gaiety theatre: Bono, The Edge e altri musicisti irlandesi hanno partecipato alla cerimonia annuale di beneficenza in favore dei 10 mila senzatetto presenti in Irlanda (circa 4 mila sarebbero minori, ndr).

I leggendari musicisti hanno rotto il ghiaccio con ‘Love Is Bigger Than Anything in Its Way’, tratta dal loro ultimo album Songs of Experience, prima di procedere con dei canti natalizi. In particolare sono stati proposti i brani ‘O Holy Night’ e ‘O Night Divine’.

A concludere l’esibizione, il brano degli anni sessanta interpretato da Mariah Carey nel 1994: Christmas (Baby Please Come Home).

 

 

Concerto natalizio 2018

Parte della band U2 si sono ritrovati alla vigilia di Natale davanti al teatro Gaiety, su Grafton Street per una splendida esibizione. Non è una novità, negli ultimi anni questi musicisti ci avevano abituato a performance del genere. Questa volta, i brani eseguiti in forma del tutto gratuita erano finalizzati a raccogliere fondi per i senzatetto dublinesi. Nel dettaglio per la Simon Community, un’organizzazione benefica che aiuta le persone che non hanno un tetto o stanno per finire in strada.

Ad accompagnare i due big c’erano Glen Hansard (che ha eseguito la cover di Faith di George Michael), Damien Rice (che ha scelto Creep dei Radiohead), Danny O’Reilly, Imelda May, Luke Clerkin, il tanto acclamato in patria Mundy e Róisín O.

 

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Il Parlamento irlandese ha approvato una legge sull’aborto che permette l’interruzione di gravidanza fino alla 12esima settimana senza condizioni o in caso di rischio per la vita o di grave danno per la salute della donna incinta.

La svolta si è avuta il 26 maggio di quest’anno, con il risultato emerso dal referendum indetto per abolire l’emendamento 8 della Costituzione che finora lo proibiva. I sì hanno vinto con il 66,4% contro il 33,6% dei no. Un chiaro segnale verso una legge più permissiva sull’interruzione volontaria di gravidanza nel Paese a netta maggioranza cattolica. Che ovviamente è arrivata.

Finora era possibile abortire solo nel caso di pericolo per la vita della madre.

 

Aborto, fine al tabù

L’Irlanda segna un passo in avanti rispetto a una richiesta sociali impellente. Molte ragazze peregrinavano all’estero, soprattutto in Inghilterra, per praticare l’aborto in Irlanda. Ora, questa nuova norma, che deve ancora essere promulgata dal presidente Michael Higgins, potrebbe garantire la maggiore tutela alle donne che decidono di rinunciare ad avere un figlio. Una rivoluzione in un paese a forte orientamento cattolico.

 

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17 mila euro per acquistare gli occhiali indossati dal romanziere durante la stesura dell’Ulisse: ad aggiudicarsi il cimelio è stato un collezionista privato irlandese, di cui non è stato reso noto il nome.

L’asta, organizzata da Fonsie Mealy Auctioneers a Dublino, si è svolta al Talbot Hotel. All’evento hanno preso parte collezionisti provenienti da tutto il mondo. Oltre ai presenti in sala, numerose persone – a vario titolo – erano collegate via internet.

Gli occhiali, stimati intorno ai 6 mila euro, hanno subito un forte rialzo grazie alle numerose offerte proposte da acquirenti cinesi, giapponesi, australiani e americani fino a quando si è giunti a quella definitiva. Un irlandese si è fatto avanti imponendo il prezzo. “Siamo lieti che gli occhiali siano stati acquistati da un compratore irlandese e che siano rimasti, si spera, in Irlanda”, ha dichiarato George Mealy, banditore dell’asta.

Gli occhiali di Joyce

Lo scrittore irlandese James Joyce (1882-1941) indossava questi occhiali quando era impegnato nella stesura del suo capolavoro: l’Ulisse, opera somma che ancora oggi viene ricordata il 16 giugno nel giorno del Bloomsday. Ma se poco si sa sul misterioso acquirente irlandese, per ovvie questioni di privacy, si conoscono i nomi di coloro che hanno deciso di mettere in vendita gli occhiali e altri cimeli appartenuti all’artista irlandese. Si tratta dei discendenti di Thomas Pugh, un amico ipovedente di Joyce, a cui lo scrittore aveva regalato diversi oggetti durante una visita a Parigi. Nella stessa asta sono state battute due lettere autografe dello scrittore indirizzate a Pugh, entrambe del 1934, vendute rispettivamente per 14 e 4 mila euro.

 

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I confini dell’Irlanda del Nord potrebbero intrappolare il Regno Unito in “protratti e ripetuti giri di negoziati”. È quanto riporta il Guardian, che pubblica il dossier integrale sul parere legale – in merito all’accordo raggiunto con Bruxelles – chiesto dall’esecutivo al procuratore generale Geofrrey Cox.

Il ‘backstop’, che sta per rete di sicurezza, destinato a evitare un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord, potrebbe incastrare il Regno Unito negli anni a venire. Lo scrive Cox che sottolinea come sia alto il rischio che il paese resti legato per un tempo “indefinito” a Bruxelles.

La clausola di salvaguardia, infatti, prevede il mantenimento dell’unione e allo stesso tempo vincola a trovare una soluzione per i confini. E c’è chi invoca un nuovo referendum popolare.

 

Nodo Brexit, il parere sull’accordo per uscire dalla UE

Secondo Cox non sarà facile svincolarsi dal ‘backstop’. Nel caso ci fossero i presupposti, e nonostante sia riportato esplicitamente che tale vincolo non sia permanente, ci dovrà essere l’intenzione delle parti di concludere un nuovo accordo. In base al diritto internazionale il protocollo potrebbe durare all’infinito, per questo il procuratore afferma che tale vincolo proseguirebbe “anche nel caso i negoziati dovessero chiaramente interrompersi”.

Tutto ciò si è trasformato in un nuovo duro scontro alla Camera dei Comuni. Theresa May è sempre più bersagliata ed etichettata come ‘traditrice’. Il dissenso avanza sia internamente che fuori dalla maggioranza e il parere del procuratore, sostenuto dal governo Tory, mette in evidenza i rischi di rimanere imbrigliati a Bruxelles. Dunque, non è bastata la ventilata ipotesi di pubblicare la sintesi del documento – come avrebbe voluto la May. Parte degli alleati di governo, nonché l’opposizione, hanno spinto per la pubblicazione integrale. Ma chi sono i brexiteer che potrebbero rovesciare il governo? Sono gli uomini legati a Boris Johnson e la destra unionista nordirlandese del Dup.

In questo ‘pantano’ c’è chi vorrebbe un nuovo referendum. Ossia mettere in discussione la Brexit. L’euroscettico Liam Fox, non ha utilizzato mezzi termini nei confronti dei deputati favorevoli a un referendum bis: “L’intenzione è quella di rubare l’indipendenza al popolo”. Le polemiche si susseguono. In bilico c’è il rapporto con gli unionisti del Dup che tengono in vita la maggioranza. L’Irlanda del Nord è l’ago della bilancia. Una minaccia, mai palesata prima dell’uscita del Regno Unito dall’Europa.

 

Governo battuto

Il governo va sotto per tre volte in Parlamento: la mozione che merita più importanza è quella relativa al ruolo chiave del Parlamento nel delineare il futuro della Brexit. Questo perché si vuole impedire che, dopo il probabile affossamento del piano May, che la Gran Bretagna subisca una uscita catastrofica dalla Ue. Come abbiamo appena ricordato, la prima conseguenza di quest è stata la pubblicazione integrale del parere chiesto a Cox.

 

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