Il Parlamento irlandese ha approvato una legge sull’aborto che permette l’interruzione di gravidanza fino alla 12esima settimana senza condizioni o in caso di rischio per la vita o di grave danno per la salute della donna incinta.

La svolta si è avuta il 26 maggio di quest’anno, con il risultato emerso dal referendum indetto per abolire l’emendamento 8 della Costituzione che finora lo proibiva. I sì hanno vinto con il 66,4% contro il 33,6% dei no. Un chiaro segnale verso una legge più permissiva sull’interruzione volontaria di gravidanza nel Paese a netta maggioranza cattolica. Che ovviamente è arrivata.

Finora era possibile abortire solo nel caso di pericolo per la vita della madre.

 

Aborto, fine al tabù

L’Irlanda segna un passo in avanti rispetto a una richiesta sociali impellente. Molte ragazze peregrinavano all’estero, soprattutto in Inghilterra, per praticare l’aborto in Irlanda. Ora, questa nuova norma, che deve ancora essere promulgata dal presidente Michael Higgins, potrebbe garantire la maggiore tutela alle donne che decidono di rinunciare ad avere un figlio. Una rivoluzione in un paese a forte orientamento cattolico.

 

Altre risorse interessanti