Il 26 settembre il locale Molly Malone di Genova ospiterà quindi l’atteso concerto di Niccolò Fabi, in una location d’eccezione: lo spazio di via Balleydier 60, a Genova Sampierdarena, nella zona San Benigno.
I fan di Guinness hanno votato sulla pagina Facebook Guinness Italia, scegliendo appunto il locale in cui si esibirà Niccolò Fabi, l’Ambassador Italiano, in occasione della quinta edizione dell’Arthur Guinness Day.
E così il prossimo 26 settembre, giorno celebrativo dell’Arthur Guinness Day che coinvolge quest’anno più di 55 Paesi di tutto il mondo, al Molly Malone si terrà il concerto di Niccolò Fabi, il cantautore italiano che lo scorso 10 luglio, con una esibizione live al Factory di Milano, ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni di questo importante appuntamento.
Ad aprire il concerto di Niccolò Fabi ci saranno gli EDGAR CAFE’, il gruppo che si è esibito nel locale durante il contest.
 

 

L’evento, aperto a tutti i maggiorenni, è a ingresso gratuito.

 

Concerto

Ancora una volta milioni di persone in tutto il mondo si troveranno per “Dipingere di Nero la Città” e brindare con una Guinness per festeggiare le persone “Made of More”. La ricorrenza vuole infatti celebrare tutti coloro che hanno una marcia in più, proprio come Arthur Guinness – uomo anticonformista, innovatore, attivista e filantropo – che ha fatto conoscere la birra in tutto il mondo!
Tutti gli eventi musicali e le performance dei grandi artisti internazionali sono resi possibili grazie all’Arthur Guinness Fund™, un fondo creato da GUINNESS per sostenere gli imprenditori sociali a livello mondiale. Nato per onorare e proseguire l’eredità filantropica del fondatore Arthur Guinness, ha infatti l’obiettivo di offrire opportunità di sviluppo agli imprenditori sociali in modo che le loro azioni abbiano un impatto più decisivo e determinino cambiamenti positivi e duraturi, aiutando così a migliorare la qualità della vita di tutte le persone.

A partire dal 2009, anno della sua creazione, l’Arthur Guinness Fund™ ha già sostenuto più di quaranta imprenditori sociali, in tredici Paesi del mondo.

 

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L’Irlanda ospita questa estate diversi Festival delle ostriche e in collaborazione con Aer Lingus, che offre biglietti scontati del 20% per volare in Irlanda da settembre a marzo.
Quindi se siete degli amanti delle ostriche, non perdetevi la stagione dei festival dedicata ai famosi molluschi.
Scopri tutti gli appuntamenti dedicati alle ostriche irlandesi.
 

Carlington Oyster Festival

A cominciare da agosto infatti i pregiati frutti di mare potranno essere degustati al Festival di Carlingford (Carlington Oyster Festival), primo festival della stagione, che aprirà i battenti l’8 agosto e si svolgerà nella contea di Louth. Il Carlingford’s Lough, grande insenatura che sfocia nel Mar d’Irlanda, è la preziosa fonte delle ostriche che conferisce alla graziosa cittadina costiera la sua reputazione di produttrice dei deliziosi frutti di mare. Il festival, della durata di quattro giorni, include una caccia alla perla, una regata di vela, il concorso mondiale di pesca al granchio, intrattenimento di strada, un tendone dedicato alle ostriche, bancarelle con specialità gastronomiche e mercatini di artigianato, oltre alla famosa zuppa di pesce di Carlingford.
 

Hillsborough Oyster Festival

Un altro appuntamento da non perdere è il Festival di Hillsborough, dal 5 all’8 settembre nella contea di Down si svolgerà la 21a edizione dell’festival è famoso per il record mondiale relativo al maggior numero di ostriche mangiate, conquistato nell’edizione del 2005 da Colin Shirlow, originario della contea, che ha ingerito ben 233 ostriche in soli tre minuti.
 

Clarenbridge Oyster Festival

Il Festival di Clarenbridge invece si svolgerà tra il 13 e il 15 settembre. Il festival si svolgerà a sud della città di Galway, dove una baia riparata e il delicato rapporto tra acqua salata e dolce rendono perfette le ostriche. Questo festival è anche un affare di famiglia poiché Clarenbridge invita chi è emigrato di recente a tornare per un’enorme riunione di famiglia. Il weekend si apre con il giorno del mercato, che mostra i tradizionali prodotti della città quali artigianato, cibo, musica, canzoni e balli.

 

International Oyster Festival

I festeggiamenti culmineranno dal 26 al 29 settembre con la 59° edizione del Galway International Oyster Festival che si svolgerà nella favolosa cornice di Galway, rinomata per le sue feste e il clima festaiolo. L’Oyster and Seafood Festival, fondato nel 1954 per celebrare il ricco raccolto nella Baia di Galway, ha accolto oltre mezzo milione di visitatori che nel corso degli anni hanno gustato più di 3 milioni di squisite ostriche. Questo settembre, poiché il Gathering Ireland 2013 dà il benvenuto agli Irlandesi di tutto il mondo, il festival ha un sapore più internazionale.
 

L’appuntamento è stato salutato dal Sunday Time come “uno dei 12 grandi spettacoli sulla terra” e si classifica nella AA Travel Guide tra i sette migliori festival d’Europa.

 
Dato che questa vivace città darà il suo meglio per il Gathering Ireland, questo è l’anno per provare la rinomata ospitalità e la frizzantea tmosfera che è gloriosamente Galway. Il festival è leggendario per i World Oyster Opening Championships, i suoi banchetti di pesce, la musica, i cortei, e gli eventi storici. L’edizione di quest’anno sta preparando il Tribal Oyster Feast Off, che fa parte di The Gathering 2013, e vede Galway (la Città delle Tribù) richiamare a casa le sue tribù.
Dalla fine del XII secolo, la città venne dominata da 14 famiglie di mercanti che trasformarono la città creando un’età d’oro della prosperità fino alla metà del XVII secolo: queste furono le cosiddette “Galway Tribes”. I membri della tribù possono partecipare a una gara per vincere biglietti gratuiti per il festival a condizione di portare il cognome di uno dei 14 fortunati clan: Athy, Blake, Bodkin, Browne, D’Arcy, Deane, Ffont, Ffrench, Joyce, Kirwan, Lynch, Martin, Morris, Skerritt. Per essere idonei si può anche dimostrare dimostrare di essere un discendente diretto o tramite matrimonio di una delle tribù (sono accettate le variazioni ortografiche).
Buon cibo e abiti eleganti si ritrovano insieme al Gala Festival Mardi Gras, un carnevale di festaioli in maschera, condotto da una vivace banda musicale per le strade di Galway. La notte comincia con un ricevimento a base di ostriche e musica tradizionale, prima di sfilare fino alla fermata successiva, il banchetto di frutti di mare, e infine un terzo appuntamento per divertirsi fino alle ore piccole.

E’ in arrivo la Festa irlandese a Massenzatico, venerdì 12 lugio 2013, giunta ormai alla 4° edizione. Nell’arco di una serata si potrà rivivere l’atmosfera delle vecchie feste dei paese irlandesi, il tutto accompagnato da musica, balli irlandesi, cibo e naturalmente fiumi di Guinness!

» Scarica la locandina della festa

 

Il Programma della Festa irlandese a Massenzatico

ore 20.00 Apertura Ristorante
ore 21.30 Inzio concerto dei LEPRICORNS che eseguiranno brani della tradizione folk irlandese. I brani saranno accompagnati dall’esibizione del gruppo di balli irlandesi SHAMROCK DANCERS.

SHAMROCK DANCERS

La compagnia degli Shamrock Dancers nasce nel 2012, quasi per gioco, in occasione di una festa di paese. Poi la passione per la musica e per la danza, la curiosità verso la cultura irlandese e il clima di allegria e amicizia che si respira ogni volta che si ritrova, porta questo gruppo (di amici e ballerini per passione) a restare insieme, ad imparare nuove coreografie ed esibirsi tra sagre, serate e feste a tema.
Il repertorio è principalmente legato alla tradizione irlandese e le coreografie proposte sono in parte ispirate a balli tradizionali, altre ideate dagli stessi componenti del gruppo: un tocco originale allo spettacolo a cui si assiste, arricchito inoltre da un clima di festa e di coinvolgente allegria trasmesso a chi ha il piacere di conoscere questi eclettici ballerini. Dalla sua nascita, la compagnia si è esibita in diverse manifestazioni, tra le quali si ricordano le Massenziadi, la fiera di Massenzatico, la Festa dell’Unicef a Baranzate (Milano), la Festa di San Patrizio a Milano ed ha collaborato con il gruppo dei Lepricorns.

LEPRICORNS

LepricornsLepricorns sono una band formatasi nel 1997 nell’area del milanese. La musica dei Lepricorns non vuole essere un evento “passivo”, ma è nata principalmente dalla voglia di riprodurre quel clima di allegra partecipazione che si respira nei pub scozzesi e irlandesi, quando gli spettatori interagiscono con i musicisti all’insegna del puro divertimento. Ai concerti dei Lepricorns è spesso possibile assistere alle esibizioni di alcuni tra i migliori ballerini di danze irlandesi presenti in Italia. I Lepricorns hanno suonato in vari pub, festival e centri sociali della Lombardia ma si sono esibiti anche in Trentino (prima edizione della manifestazione “Magia Celtica” a Pergine Valsugana) e in Emilia Romagna. Il nome Lepricorns è la traduzione inglese del gaelico “Leprechauns”, che indica una tipologia di folletti che spesso ricorrono nelle favole e nelle leggende irlandesi derivate dalla tradizione celtica.
Gran parte del materiale che ha dato origine al primo repertorio del gruppo deriva dalla tradizione scozzese ma è stato successivamente arricchito anche da pezzi irlandesi, bretoni, italiani e della tradizione popolare europea.
 

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Il Palazzo della Farnesina apre le porte al pubblico giovedì 13 giugno, alle ore 18.30, quando inaugurerà la Mostra d’arte contemporanea “40/40/40”, una collezione di opere d’arte provenienti dall’Irish State Collection, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e del Commercio e dall’Ufficio dei Lavori Pubblici irlandesi.
Dopo Madrid e Varsavia la mostra approda a Roma in occasione della chiusura del Semestre di Presidenza irlandese dell’Unione Europea. Sarà presente S.E. Patrick Hennessy, Ambasciatore d’Irlanda, e di rappresentanze del Corpo Diplomatico straniero accreditato in Italia.
Twilight Lambdachrome print on acrylic 2007
Le opere sono state create da 40 artisti con meno di 40 anni di età, irlandesi o che hanno scelto di vivere in Irlanda e rispecchiano la produzione artistica contemporanea attraverso un’ampia gamma di tecniche espressive che vanno dalla fotografia
al disegno, alla scultura e alla pittura.
Come partecipare
Sarà possibile prenotare la visita sul sito del Ministero degli Affari Esteri fino alla mezzanotte del 12 giugno 2013.
Accesso all’edificio
Orario visite: sono previste nelle prenotazioni tra fasce orarie, 9.00-11.00 11.00-13.00 13.00-16.00
L’ingresso sarà consentito prioritariamente a chi si è registrato e, a seconda delle disponibilità, a chi è privo di registrazione.
Per visitare la mostra occorre registrarsi
 

Come raggiungere la Mostra

Ministero degli Affari Esteri
Piazzale della Farnesina 1
00135 Roma
Metropolitana: Linea A (rossa) fermata Ottaviano + autobus linea 32 direzione Tor di Quinto (fermata Ministero Affari Esteri) o autobus linea 271 direzione via di San Giuliano (fermata Ministero Affari Esteri)
Autobus: autobus linea 32 o linea 271
 

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Dal 27 giugno al 1° settembre al Gaiety Theatre di Dublino si svolgerà Riverdance, famosissimo spettacolo che celebra il ballo e la musica irlandese, l’occasione giusta per incontrare la cultura irlandese e la sua forte tradizione.
Attraverso la musica e la danza, Riverdance racconta la storia della partenza degli emigranti dall’Irlanda che si sono lanciati in un nuovo mondo oltremare pur mantenendo vive le loro tradizioni ed eredità irlandesi.
L’unicità dell’evento è che persone da tutto il mondo che da tempo associano questo spettacolo alla cultura irlandese potranno recarsi in Irlanda come ballerini, come famiglie, come semplici spettatori e sperimentare Riverdance nella sua patria, tra la cultura e la gente che l’ha ispirata. Il festival permette non solo di partecipare come spettatori ma offre anche una ricca varietà di occasioni per immergersi nelle spettacolari produzioni musicali.

Riverdance Trailer

The Moy Company – Dublin 2013 Cast
Ballerini principali
Stephen Brennan, Maria Buffini, Caterina Coyne, Brendan Dorris, James Greenan, Alana Mallon, Padraic Moyles, Jason O’Neill, Lauren Smyth, Callum Spencer.
Irish Dance Troupe
Niamh O’Connor (Dance Captain), Peta Anderson, Stephen Brennan, Ellen Bonner, Maria Buffini, Nina Burke, Orlagh Carty, Shona Cobbe, Caterina Coyne, Maeve Croke, Nicola Dempsey, Brendan Dorris, James Greenan, Shaun Kelly, Aoife Kennedy, John Lonergan, Ashlene McFadden, Yvonne McNeilis, Aisling McVeigh, Patrick O’Mahony , Jason O’Neill, Louise O’Sullivan, Niamh O’Sullivan, Sean Regan, Brian Shinners, Lauren Smyth, Fiona Stone, Kincaid Stringer, Emma Warren, Sarah Woods.
Soloist
Maeve Curry
Flamenco
Rocio Montoya
Freedom Soloist
Benjamin Mapp
Tappers
Kelly Isaac & Benjamin Mapp
Moscow Folk Ballet Company
Riverdance Band
Mark Alfred (Drums/Percussion/Bodhrán), Matt Bashford (Uilleann Pipes / Low Whistle / Tin Whistle), Pat Mangan (Fiddle), Ken Edge (Saxophone).
Production Team
Brendan McLoughlin (Production Manager & Stage Manager), Danny Erskine (Stage Manager), Sean McKeown (FOH Mixer), Cormac Veale (Relights and Board Operator), Barbara McCarthy (Head Wardrobe), Billy Byrne (Massage Therapist).

Il sito ufficiale del Gaiety Theatre di Dublino.

 

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Derry 30 gennaio 1972, una pacifica marcia di protesta per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito si conclude nel sangue, quando l’esercito britannico apre il fuoco sui manifestanti.

Scritto e diretto dal britannico Paul Greengrass, futuro continuatore della trilogia di Jason Bourne (2002) nasce come film per la televisione, ma rimbalza – nello spazio di poche settimane – dal piccolo schermo del network ITV al grande schermo del Sundance Film Festival e della Berlinale, dove raccoglie, rispettivamente, il Premio del pubblico e l’Orso d’oro. Dopo la distribuzione in alcune sale britanniche, seguiranno anche due British Independent Film Award, al regista e al protagonista James Nesbitt.

La ‘domenica di sangue’ – nome ripreso dagli scontri di Dublino del 1920 e noto a tutti grazie a un celeberrima canzone degli U2, qui riproposta sui titoli di coda – segnò la definitiva militarizzazione del conflitto tra governo di Londra e indipendentisti dell’IRA: Greengrass ne ricostruisce con scrupolo i fatti, seguendo la traccia del libro di Don Mullan Eyewitness e secondo uno schema corale ispirato a un classico del cinema civile come La battaglia di Algeri (1966). Il ritmo serrato e l’estetica in presa diretta rivelarono, d’altra parte, le qualità del regista alla major Universal, preparandone il grande salto verso i blockbuster di Hollywood.

Bloody Sunday

Film drama

Titolo originale: Bloody Sunday
Produzione: Gb
Anno: 2002
Regia: Paul Greengrass
Cast: James Nesbitt, Tim Pigott-Smith, Nicholas Farrell

 

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Glen Hansard, l’acclamato frontman dei FRAMES e degli SWELL SEASON, arriverà in Italia a febbraio per tre concerti per presentare il suo primo attesissimo album solista RHYTHM AND REPOSE pubblicato in estate da Anti Records. Nella formazione Swell Season, insieme alla giovane musicista ceca Marketa Irglova, Glen aveva recitato nel film indipendente Once, con cui la coppia aveva vinto l’Oscar per la Migliore Canzone Originale nel 2008.

  • 20 Febbraio – Limelight (Milano)
  • 21 Febbraio – Parco Della Musica – 18 euro (Roma)
  • 22 Febbraio – Viper – 18 euro (Firenze)

Glen Hansard – “You Will Become”

Rhythm and Repose è stato registrato da Patrick Dillett (David Byrne, Arto Lindsay, Laurie Anderson) e prodotto da Thomas Bartlett (Doveman, The National, Antony and the Johnsons). L’album è il frutto della collaborazione con i talenti musicali di Brad Albetta (Martha Wainwright) al basso, Ray Rizzo alla batteria, Nico Muhly e Rob Moose agli archi (Bon Iver, Y Music), David Mansfield alla slide guitar (Dylan’s Rolling Thunder Tour), Javier Mas (Leonard Cohen touring band) e metà della sezione fiati della band di Bruce Springsteen. Ad affiacarlo alle voci troviamo Cristin Milioti (Once, The Musical), Sam Amidon, Marketa Irglova e Aida Shahghasemi (Marketa Irglova touring band).

Gruppo spalla Lisa Hannigan

Apre il concerto (ore 20,30) Lisa Hannigan, storica collaboratrice di Damien Rice e altra voce in vista del nuovo cantautorato irlandese. Dopo l’ottimo album di debutto, “Sea Town”, con il recente “Passenger” ha conquistato il primo posto delle classifiche, scalzando l’onnipotente Adele.

Glen Hansard breve biografia

Nato a Dublino nel 1970 Hansard è giunto all’attenzione internazionale grazie alla partecipazione al film di Alan Parker “The Commitments”, in cui interpreta la parte del chitarrista Outspan Foster. Ha successivamente fondato la band di cultoFrames nel 1990 divenendo uno dei musicisti irlandesi più apprezzati e acclamati a livello internazionale. Nel 2003 è stato il volto del programma televisivo Other Voices: Songs from a Room dedicato alla scoperta di giovani talenti irlandesi. Nel 2006 insieme alla giovanissima Marketa Irglova, Glen forma gli SWELL SEASON,ed insieme i due musicisti sono i protagonisti del bel film indipendente ONCE, grazie a cui si aggiudicano l’OSCAR per la miglior canzone originale con Falling Slowly. Glen e Marketa hanno inoltre registrato una versione di You Ain’t Goin’ Nowhere di Bob Dylan per il film di Todd Haynes I’m Not There del 2007.

Scrivono di lui

“Glen Hansard is a gifted, emotive frontman who sings as if he must, with a heart on his sleeve that is constantly throbbing.” — The New York Times

Amanti delle grandi ballate fatevi sotto: Glen Hansard ne è campione indiscusso. — Rumore

Ci mette il nome e la faccia, Glen Hansard, su questo disco, e dentro ci mette la sua poetica genuinamente sentimentale, arrangiamenti ben bilanciati, un gusto cantautoriale classico, alcuni dei suoi versi più incisivi, e l’accento irlandese. Soprattutto, ci dirà poi in un’intervista, ci mette dentro una voglia di leggerezza e di speranza come mai prima. — JAM

Gli ospiti illustri (membri di National, Bon Iver, i fiati di Springsteen, la stessa Markéta Irglová), si inseriscono organicamente in un album che gestisce perfettamente i saliscendi emotivi. Rhythm And Repose è il disco romantico e denso di emozioni ideale. — Rockerilla

Senz’altro ve lo ricorderete suonare per le strade di Dublino a Natale insieme a Bono Vox.

«Non ritengono opportuno trascrivere i loro sacri precetti. Invece per gli altri affari sia pubblici sia privati fanno uso dell’alfabeto greco». Questo, secondo il noto resoconto di Cesare, il rapporto tra i Celti e la scrittura: praticamente inesistente.
I dati archeologici concordano con quanto detto dall’autore del De Bello Gallico: relativi alla civiltà celtica nella fase antica sono giunti fino a noi pochi documenti scritti, la maggior parte dei quali sono iscrizioni su pietra, metallo, ceramica e altro materiale d’uso quotidiano. Nessun trattato religioso. Nessuna raccolta giuridica, nessuna opera letteraria o poetica. Nemmeno un manuale pratico.
Perché? E’ quello che cercherà di chiarire la conferenza “Alfabeti celtici. Dal ‘nostro’ leponzio all’enigmatico Ogam”, che si terrà sabato 22 settembre a Busto Arsizio (Va) presso il Museo del Tessile (ore 13) nell’ambito di Bustofolk, la notissima manifestazione di musica e cultura celtica ormai giunta all’XI Edizione. Relatrice sarà la dott.ssa Elena Percivaldi, saggista, esperta di medioevo e di cultura protostorica.
E’ noto infatti che, presso i Celti, gli unici e soli depositari della sapienza erano i druidi, cioè i membri della casta sacerdotale, separati nella società dalla classe dei cavalieri, dediti alla guerra. Oltre ad espletare le ritualità religiose, i druidi conoscevano le erbe, gli astri e le forze della natura, e sapevano dominarle. Ricorda Cesare che essi «si interessano al culto, provvedono ai sacrifici pubblici e privati, interpretano le cose attinenti alla religione: presso di loro si raduna un gran numero di giovani ed essi sono tenuti in grande considerazione». Decidevano inoltre in quasi tutte le controversie pubbliche e private, stabilivano pene e risarcimenti ed erano responsabili dell’educazione dei giovani, a cui erano insegnate «molte questioni sugli astri e sui loro movimenti, sulla grandezza del mondo e della terra, sulla natura, sull’essenza e sul potere degli dei». A tutte queste capacità, dunque, i druidi univano – unici tra i Celti – la conoscenza dell’alfabeto e della scrittura.

Ma non ne facevano uso, se non in casi eccezionali. Per quali ragioni?

I motivi di questa “idiosincrasia” sono chiariti dallo stesso Cesare: «primo, non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione vengano a conoscenza del volgo; secondo, perché i loro discepoli, facendo conto sugli scritti, non le studino con minore diligenza. Succede spesso infatti che, confidando nell’aiuto della scrittura, non si tenga adeguatamente in esercizio la memoria».
Mettere per iscritto un precetto religioso, una regola giuridica, una nozione qualsiasi era dunque per loro, al contrario di altri popoli come i Latini, i Greci, gli Etruschi, assolutamente sconsigliabile. Il rischio era che formule magiche, rituali o altre nozioni considerate segrete cadessero nelle mani sbagliate, con esiti forse funesti.
Tuttavia, come si è accennato, testimonianze scritta prodotta dalla cultura celtica esistono. Una delle più antica di esse è un graffito su un vaso di ceramica databile al VI secolo a.C. e proveniente da una tomba di Castelletto Ticino (Varese): si tratta di un nome – XOSIOIO (“di Kosios”), con ogni probabilità l’indicazione di appartenenza del manufatto. L’alfabeto usato era, come noto, derivato da quello etrusco di Lugano. Nel passo già citato, Cesare parla dello sporadico utilizzo, da parte dei druidi, dell’alfabeto greco, dato confermato dai ritrovamenti archeologici (monete, iscrizioni). Altri ritrovamenti, infine, dimostrano che in Gallia, almeno dal I secolo d.C., era largamente usata anche la scrittura latina, come risulta eclatante nel caso del grandioso Calendario di Coligny che, scoperto nel 1897, è un documento di eccezionale importanza, oltre che sul piano linguistico e storico, anche per la conoscenza di come i Celti computavano il tempo. E proprio il Calendario di Coligny, indirettamente, dimostra che i Celti, per quanto concerne questioni rituali o religiose, ricorrevano alla scrittura soltanto quando si sentivano minacciati nella loro identità e temevano che le nozioni da loro custodite con tanta cura potessero perdersi per sempre. Il Calendario fu messo per iscritto nel II secolo d.C., quando cioè la romanizzazione completa delle Gallie era ormai solo questione di tempo.

Aspetti commerciali

Diversa la questione per quanto concerne gli aspetti commerciali: in questi casi – si tratta di legende monetarie – l’uso della scrittura è invece espressione di una società urbanizzata o in via di urbanizzazione. Etrusco, greco, latino: i Celti del continente non inventarono, per traslitterare le loro lingue, sistemi di scrittura autonomi, ma si limitarono ad adottare, con qualche variante per venire incontro a diverse esigenze fonetiche, quelli in uso presso altre culture, come avevano già fatto a suo tempo i romani e gli stessi greci.
Non così invece i Celti delle isole britanniche: qui le svariate competenze dei druidi – naturalistiche, astronomiche, religiose, esoteriche, culturali, persino filosofiche – fornirono lo sfondo per la creazione e la diffusione di un alfabeto che, sebbene sia accostabile ad altri sistemi di scrittura in vigore presso altre civiltà europee, può essere considerato un’invenzione originale: l’alfabeto ogamico. Un alfabeto composto da 20 lettere divise in 4 gruppi di 5 segni ciascuno, incisi su una superficie rigida, legno, osso e pietra. La particolarità dell’ogam rispetto ad altri alfabeti è che le lettere non hanno un aspetto, per così dire, “alfabetico”, ma sono costituite da tacche incise orizzontalmente, verticalmente e obliquamente rispetto allo spigolo, oppure sotto forma di punto. Un sistema utilizzato dal III-IV secolo d.C. fino alle soglie dell’età moderna in Irlanda, in Galles, in Cornovaglia, in Scozia e sull’Isola di Man solo per scrivere epitaffi su pietre tombali o segnalazioni di proprietà su cippi di confine.
Ma chi inventò questo sistema di scrittura così poco pratico? Quando fu ideato? Perché? E con quali scopi? Lo sentirete alla conferenza, dove sarà possibile acquistare anche copie del volume Ogam. Antico alfabeto dei Celti, pubblicato da Elena Percivaldi per i tipi della Keltia Editrice di Aosta: primo tentativo di sintesi originale sull’ogam in lingua italiana, pensato per essere accessibile non solo agli “addetti ai lavori” (che comunque troveranno nel vasto corpus di note e nella bibliografia i riferimenti per verificare le informazioni e i raffronti e per risalire alle fonti), ma anche ad un pubblico più vasto.
 

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Eire la Festa“, il celebre festival di musica irlandese, riparte dal 24, 25 e 27 agosto a Bondeno di Ferrara.
Sette anni sono passati, scrive l’organizzazione di Eire la festa a Bondeno da quando, in un caldo pomeriggio di agosto dell’anno 2010, si è sentito per la prima volta risuonare un tin whistle per le piazze e per le vie del piccolo borgo incorniciato dai giunchi sulle rive del Panaro.

Eire la Festa, il programma 2017

GIOVEDI’ 24 AGOSTO – THURSDAY, AUGUST 24
Ore 21.30
– Concerto di Inaugurazione / Opening Gig : PIAZZA A. COSTA
JACK TALTY presents “ In Flow” – + Seisiún –
Cena di apertura di raccolta fondi dalle ore 20.00 con SuperPrezzo di 15,- euro – Opening Fundraising Dinner at 8pm
Infos and reservations: info@eirelafesta.com
VENERDI’ 25 AGOSTO – FRIDAY, AUGUST 25
Ore 19.30 / 22.00
SET DANCING CEILI / FESTA DA BALLO – Live On Stage International Bondeno Ceili Band w/ Jack Talty
Ore 20.00
JOE JOHNSTON songs & tunes
BALFOLK live w/ Duo CALANCA – LIPPARINI
Ore 21.00
Palco Centrale: BREAKING TRAD trad tunes
Ore 22.00
Palco Centrale: FRANKIE GAVIN feat. Tommaso Tornielli & Sean McElwain
Costa: BALFOLK DJ SET
Ore 23,30
Palco Centrale: THAT’S ALL FOLK – New Cd Launch songs & ballads
Costa: BALFOLK live w/ FOLK FICTION
SABATO 26 AGOSTO – SATURDAY, AUGUST 26
Ore 19.30 / 22.00
Teatro Tenda: SET DANCING CEILI / FESTA DA BALLO – Live On Stage International Bondeno Ceili Band w/ Jack Talty
Ore 19.30
Garibaldi: BALFOLK – Prima parte di ACCORDZÉÂM
Costa: Magairlín songs & tunes
Ore 21.00
Costa: live w/ HIDDEN NOTE tunes & songs
Ore 21.30
Garibaldi Palco Centrale: USHER’S ISLAND
Mike McGoldrick, Andy Irvine, Dònal Lunny, John Doyle, Paddy Glackin
Ore 21.45
Costa: CAFFE’ HAVANA SAMBUCA LAMBRUSCO Ballads & Folk Songs
Garibaldi Teatro Tenda: BALFOLK DJ SET
Ore 23.30
Garibaldi: BALFOLK – Seconda parte di ACCORDZÉÂM
Costa: LIVE BALLADS SESSION
DOMENICA 27 AGOSTO – SUNDAY, AUGUST 27
Ore 20.00
Palco Centrale: THAT’S ALL FOLK – New Cd Launch songs & ballads
Costa: Seacláid trad tunes
Ore 21.00
Costa: BREAKING TRAD trad tunes
Palco Centrale: BALLADS SESSION
Ore 22.30
Costa: BONDENO PLAYS BONDENO
a seguire SUPERSESSION IN PIAZZA
Palco Centrale: LES IRLANDIIS full band ballads & folk songs

Prenderà il via domani a Dublino, l’8ª Conferenza internazionale sul clima urbano, dal 6 al 10 agosto.
Questo evento analizzerà la ricerca sugli effetti del clima urbano a tutti i livelli e fisserà punti di riferimento importanti per lo sviluppo del settore. Sarà anche un forum in cui i climatologi urbani possono discutere gli sviluppi moderni nella ricerca e l’applicazione delle conoscenze climatiche per la progettazione di città migliori.
Il cambiamento climatico può causare alterazioni significative e durature nella distribuzione statistica dei modelli meteorologici per periodi che vanno da decenni a milioni di anni. La scienza ha fatto progressi nella comprensione del cambiamento climatico e delle sue cause, e promuove lo sviluppo di una maggiore comprensione degli impatti attuali e potenziali. Questa comprensione è cruciale perché permette ai decisori di inserire i cambiamenti climatici nel contesto di altre grandi sfide affrontate dalle singole nazioni e dal mondo intero. Scopri il clima di Dublino.
 

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