Diciassette volte Montelago, torna la festa dal 1 al 3 agosto a Taverne di Serravalle di Chienti (Mc), nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, il Festival celtico rinnova l’appuntamento con un’edizione in cui la musica è al centro della scena.

Dopo anni di ricerca e innovazione che ha trasformato il Festival in una fucina d’arte, Montelago intercetta l’ultima evoluzione del genere celtico, puntando dritto al cuore del folk declinato in tutte le sue possibilità, capace di ridestare le anime sonore di mezza Europa.

Ventiquattro live, 21 band, 3 palchi ufficiali e spazi dedicati all’improvvisazione. On stage i maggiori nomi della scena mondiale, vere leggende come la folk metal band spagnola Mägo De Oz, trent’anni di storia ma freschi di pubblicazione dell’album Ira Dei e il maestro gaitero, José Ángel Hevia Velasco, l’artista asturiano che ha venduto più di due milioni e mezzo di dischi. E ancora gli italiani Folkstone che presentano il loro ultimo lavoro Diario di un ultimo, la country-band finlandese Steve ‘N’ Seagulls, o gli scozzesi Talisk, premiati dalla BBC come Folk Band of the Year 2017, oltre ai polacchi Beltaine, e poi The Sidh, Folkamiseria, Lennon Kelly, Lyradanz, The Gamblers, The Led Farmers, Katia Zunino, Clara Popolo, Giuliano Gabriele, Raffi.

Una maratona più potente, libera ed ecologica che mai, a cui si aggiungono l’energia esplosiva delle band protagoniste del V European Celtic Contest, concorso per nuove proposte del panorama folk europeo, e gli immancabili stage strumentali e dell’artigianato per tutti gli appassionati.

Montelago Celtic Festival è un evento firmato La Catasta e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (Mc), Cosmari, Contram, Protezione Civile e con il patrocinio di Federazione Italiana Rugby, Legambiente e Scuola Holden per il Montelago Storytelling.

[comunicato stampa]

Notaresco si tinge di verde per la quinta edizione dell’Abruzzo Irish Festival 2018 in programma dal 7 al 9 settembre. Si tratta di una rassegna che ogni anno propone musica e gastronomia irlandese nel teramano, con uno sguardo alle tradizioni e alla cultura celtica.

Le suggestive rievocazioni storiche, la musica internazionale, il mercato artigianale, le birre irlandesi, la danza tipica e i workshop, accompagneranno l’Irish Festival Celtici 2018 nel borgo medioevale.

Oltre 100 performer musicali, provenienti da tutto il mondo, riprodurranno in session sparse per ogni angolo del paese le melodie tradizionali irlandesi. A chiudere il palinsesto musicale, ogni sera, saliranno sul palco gruppi internazionali del calibro di Fiddler’s Green – unica tappa italiana – previsti per oggi. Sabato si esibiranno i Teada e nell’ultima giornata i Mr Irish Bastard, un concentrato esplosivo di Irish rock.

 

 

Irish Festival a Notaresco

Cinquanta ore di musica e la conoscenza della cultura d’Irlanda: degustazioni di whiskey e birra (Troverete 15 tipologie) e la danza tipica irlandese. A Tal proposito, sabato sarà la volta del ROIS, la Rome Irish and Scottish Dance School, che si esibirà in uno spettacolo di danza irlandese, mentre domenica si terrà un workshop per insegnare ai partecipanti i principali passi delle danze tradizionali. Ci sarà poi sabato e domenica (ore 20 e 21.30) il laboratorio per bambini “Barba e cappello” per realizzare originali travestimenti da “Leprechaun”, il tipico folletto irlandese.

Non mancherà l’Irish Food, con due punti catering che proporranno piatti tipici irlandesi, come il Beef&Guinness, bistecche e maxi hamburger di angus, il fishf&chips; inoltre sarà allestito un punto Vegan friendly con hamburger vegani e altre proposte. Domenica sarà possibile iniziare la giornata con una robusta Irish Breakfast.

“L’Abruzzo Irish Festival è una rassegna culturale unica nel panorama regionale, un format su cui abbiamo scommesso cinque anni fa – afferma il sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura – e con ottimi risultati sin dall’edizione del debutto, che ha registrato 15mila presenze. Attualmente, si attesta quale appuntamento di grande richiamo e di caratura internazionale, che è arrivato a portare nel centro storico di Notaresco fino a 30mila visitatori”.
 

 

Presentazione dell’edizione 2018

“Le principali novità di quest’anno – sottolinea Andrea Nanni dell’associazione culturale promotrice “Innocent Smith” – sono la creazione di un vero e proprio accampamento celtico, nuovi spettacoli di performer, artisti del fuoco e giocoleria, irish band come i Teada e i Mr Irish Bastard, un gruppo di origine francese che ha saputo ricreare un sound rock celtico unico al mondo”.

L’accampamento celtico sarà a cura del Clan Antico Olmo, i piemontesi che hanno come missione la divulgazione didattica del mondo celtico raccontando magia, religione, usi e consuetudini di un antico popolo. Ci sarà poi lo spettacolo fantasy itinerante “Sagitta Folk” che ha solcato le strade di tutta Europa con trampoleria, fiamme e rievocazioni con musica celtica di leggende d’altri tempi.

 

 

Programma completo Irish Festival 2018

 

Venerdì 7 Settembre

  • 18.30 – 20.30 ACE AND DEUCE
  • 19.00 – 21.00 LES IRLANDIIS
  • 19.30 – 21.30 IL BANDARONE
  • 20.00 – 22.00 ACE AND DEUCE
  • 20.45 – 22.45 THE SHIRE
  • 21:15 – 23:15 HIDDEN NOTE
  • 21.45 – 23.45 LES IRLANDIIS
  • 22.15 – 00:15 IL BANDARONE

Main Stage

  • 20:30 PROJECT 1ST
  • 23:00 FIDDLER’S GREEN (DE)

 

Sabato 8 Settembre

  • 18.30 – 20.30 PROJECT 1ST
  • 19.00 – 21.00 LES IRLANDIIS
  • 19.30 – 21.30 THE SHIRE
  • 20.00 – 22.00 HIDDEN NOTE
  • 20.45 – 22.45 ACE AND DEUCE
  • 21:15 – 23:15 IL BANDARONE
  • 21.45 – 23.45 LES IRLANDIIS
  • 22.15 – 00:15 PROJECT 1ST

Main Stage

  • 19:30 SPETTACOLO DI DANZE IRLANDESI tenuta dalla scuola ROIS
  • 21:15 TEADA (IR)
  • 23:30 MR IRISH BASTARD (DE)

 

Domenica 9 Settembre

  • 18.30 – 20.30 ACE AND DEUCE
  • 19.00 – 21.00 THE SHIRE
  • 19.30 – 21.30 IL BANDARONE
  • 20.00 – 22.00 PROJECT 1ST
  • 20.45 – 22.45 HIDDEN NOTE
  • 21:15 – 23:15 ACE AND DEUCE
  • 21.45 – 23.45 THE SHIRE
  • 22.15 – 00:15 IL BANDARONE

Main Stage

  • 19:30 WORKSHOP DI DANZE IRLANDESI tenuta dalla scuola ROIS
  • 21:30 LES IRLANDIIS

Torna il Bardonecchia Arp Festival 2017, in programma dal 16 al 20 agosto nella meravigliosa cornice delle Montagne Olimpiche. Si tratta del più importante Festival italiano di Arpa Celtica, giunto alla quinta edizione. Quest’anno ci saranno masterclass internazionale di arpa celtica e canto (Classi per principianti, intermedi ed avanzati dai 12 anni in su) con docenti provenienti da tutto il mondo. Inoltre, sono previsti concerti, mostre, musica in strada, ed eventi speciali.

Bardonecchia Arp Festival 2017: nei prossimi giorni seguirà il programma dell’evento

Tra gli artisti che saliranno sul palco ci sarà Arianna Savall, Petter Udland Johansen, Dimnitri Boekhoorn e Katia Zunino.

ARIANNA SAVALL

Per Arianna la musica è linfa che scorre impetuosa nelle radici famigliari: è infatti figlia di Jordi Savall e Montserrat Figueras, due giganti della musica europea, ed è ella stessa una delle arpiste e cantanti più note a livello mondiale. Savall ha suonato e cantato in Europa, Scandinavia, Stati Uniti, Sud America, Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Singapore, Turchia, Russia, Canada e Israele. Nel 2009, insieme al suo compagno Petter Udland Johansen, crea il complesso Hirundo Maris, specializzato in musica antica e nuova creazione musicale.

PETTER UDLAND JOHANSEN

(Docente di canto).
Straordinario polistrumentista, inizia gli studi musicali giovanissimo ad Oslo: si perfeziona dapprima presso la Norges Musikhøyskole con Ingrid Bjoner and Svein Bjørkøy, quindi presso la Schola Cantorum di Basilea con Richard Levitt. Il suo repertorio concertistico comprende Bach, Monteverdi, Mozart, e Mendelssohn così come Schubert, Grieg, Wolf, Mahler and Brahms. Ha lavorato con grandi direttori d’orchestra come Rinaldo Alessandrini, Jordi Savall, Pep Prats, Christer Løvold, Tom e Tobias Kjellum Gossmann.

DIMNITRI BOEKHOORN

Olandese di nascita ma Bretone d’adozione, è uno dei maggiori esperti di europei di cultura e musica della tradizione celtica, così come di quella medioevale e rinascimentale. Da 1988, Dimitri compone e propone un repertorio personale che unisce antico e moderno, leggerezza e risonanza, con una esecuzione particolare.

KATIA ZUNINO

Laureata in Materie Letterarie con specializzazione in Storia ed estetica della Musica è docente della classe di arpa. Da alcuni anni si dedica prevalentemente al perfezionamento della tecnica sull’arpa irlandese e scozzese tenendo corsi di musica in Italia e in Europa. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali e ricercatrice di arpaterapia. Dal 1992 intraprende un’intensa attività concertistica suonando nei più prestigiosi teatri italiani.
BardonecchiArp Festival è gemellato e vanta rapporti di collaborazione con i più importanti omologhi internazionali:

  • Rencontres internationales de Harpes Celtiques de Dinan (FRA)
  • Harpe en Avesnois (FRA)
  • Harfentreffen (GER)
  • Rio Harp Festival (BRA)

Giunto alla terza edizione, l’ElfFest è il Festival magico del Popolo Fatato in programma dal 17 al 18 Giugno 2017 in Piazza del Municipio ad Aramengo nella Provincia di Asti, Piemonte.

ElfFest 2017, scopri il Festival fatato

Due giorni di divertimento a spasso con gli artigiani professionisti che espongono i loro prodotti manufatti a tema magico. Potrete trovare incensi, erbe, saponi naturali, bigiotteria, oggetti in rame, cuoio, terracotta e legno, abbigliamento fantasy, oggettistica esoterica, vendita Idromele ed Ippocrasso.
Ad ElfFest, inoltre, potrete degustare prodotti tipici del Monferrato, grazie all’attenta ricerca gastronomica della pro-loco in sede.
 
I bambini sono i benvenuti alla festa del mondo elfico e potranno farsi truccare dal’incantevole Greta Krysa. Sono previste passeggiate didattiche a cura della strega Marguerite de Valois che accompagnerà grandi e piccini in un magico viaggio nel bosco alla scoperta dei suoi segreti, tra elfi, folletti, fate e altre tantissime creature. La strega insegnerà ai piccoli visitatori le proprietà magiche delle erbe e degli alberi, racconterà loro delle fiabe e leggende antiche sugli usi e costumi dei folletti.
L’accampamento Celtico medievale sarà curato dalle migliori associazioni a carattere storico. Giochi ed attrazioni per bambini, arceria, giochi di abilità, riproduzione di villaggio celtico con animali domestici. Spettacoli col fuoco, giocoleria, fachirismo, danza del ventre, trampolieri. Conferenze a tema storico/antropologico/esoterico. Concerti live con le migliori bands a tema. Accensione fuoco propiziatorio del Solstizio d’Estate.

→ Scopri il programma completo

 

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Cresce l’attesa per l’International Celtic Harp BardonecchiArp Festival in programma dal 17 al 21 agosto 2016. Giunto alla quarta edizione, il più importante appuntamento di Arpa Celtica torna nella meravigliosa cornice delle Montagne Olimpiche, a Bardonecchia, la “perla delle Alpi”, tra boschi e torrenti.
Alla Masterclass Internazionale di Arpa Celtica faranno eco alcuni eventi speciali: l’esposizione di liuteria e di strumenti antichi, la musica in strada, il Musical Brunch nei boschi e i grandi concerti serali. Una line up degli Artisti-Insegnanti internazionale. Sul palco ci saranno Arianna Savall, Myrdhin, Cecilia rispettivamente con Petter Udland Johansen, Elisa Nicotra e Neda.

 

Il programma dei concerti del BardonecchiArp Festival 2016

GIOVEDì 18 AGOSTO
ARIANNA SAVALL E PETTER UDLAND JOHANSEN
“IL VIAGGIO D’AMORE”

VENERDÌ 19 AGOSTO
MYRDHIN E ELISA NICOTRA

SABATO 20 AGOSTO
CEILIA E NEDA

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Arianna Savall

La spagnola Arianna Savall, figlia due giganti della musica europea quali Jordi Savall e Montserrat Figueras, forma con il norvegese Petter Udland Johansen un’affiatato duo nella vita e sul palco. Con lui crea infatti il il complesso Hirundo Maris, specializzato in musica antica e nuova creazione musicale. Il nucleo creativo è costituito dalla fusione di musica mediterranea e nordica, frutto di un ampio lavoro di collaborazione e di studio. In questo affascinante progetto si ritrovano le strade del mare e la musica che fin da tempi remoti uniscono i paesi scandinavi alla penisola iberica. Arianna Savall e Petter Udland Johansen propongono un viaggio musicale attraverso il tempo e lo spazio. Melodie dalla tradizione (Sefardita, Catalana, Spagnola, Celtica e Norvegese) si fondono a composizioni personali, dando vita ad un universo a sé di suono e poesia. Hirundo Maris ha calcato i palcoscenici dei maggiori festival europei, tra i quali il Stanser Musiktage (Svizzera), Cologne Fest für Alte Musik, the Jazz in Church Festival di Bucarest (Romania), per nominarne alcuni.

Petter Udland Johansen

Coordinatore artistico Workshop “Musica d’insieme”. Straordinario polistrumentista, inizia gli studi musicali giovanissimo ad Oslo: si perfeziona dapprima presso la Norges Musikhøyskole con Ingrid Bjoner and Svein Bjørkøy , quindi presso la Schola Cantorum di Basilea con Richard Levitt. Il suo repertorio concertistico comprende Bach, Monteverdi, Mozart, e Mendelssohn così come Schubert, Grieg, Wolf, Mahler and Brahms. Ha lavorato con grandi direttori d’orchestra come Rinaldo Alessandrini, Jordi Savall, Pep Prats, Christer Løvold, Tom e Tobias Kjellum Gossmann.

Myrdhin

Definito “il poeta dell’Arpa”, il bretone Myrdhin è uno degli artisti al mondo che ha maggiormente
contribuito alla diffusione dell’Arpa celtica. Arpista, cantante, compositore, pianista, conferenziere, inizia la sua lunga carriera tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Nel 1995 arriva anche la fama mondiale: Myrdhin è chiamato a partecipare all’avventura “Afro Celt”, sostenuta da Peter Gabriel: seguono due dischi d’oro e una nomination ai Grammy Award a Los Angeles. Dopo centinaia di concerti e seminari in tutto il globo, è oggi unanimemente riconosciuto come il più grande interprete della tradizione arpistica e musicale bretone.

Cecilia e Neda

Ottenuto il diploma al Conservatorio, Cecilia “fugge” a Los Angeles, quindi suona nei luoghi più esotici, dall’India alla Cina, dal Mediterraneo alla Penisola Arabica. Grazie all’incontro con il produttore Neda – MeatBeat Studio – scopre l’elettronica e le si spalancano le porte di nuove possibilità espressive, sia strumentali che vocali. L’arpa inaspettatamente pop diventa il punto di partenza per raccontarsi e raccontare ciò che ha intorno. Firma il tema musicale di 6Bianca, il primo serial teatrale italiano, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e Scuola Holden, e si esibisce in Danimarca con il proprio repertorio di inediti.

Elisa Nicotra

Arpista, ricercatrice, concertista, conferenziere: italiana di origine ma francese d’adozione malgrado la giovane età Elisa Nicotra è annoverata tra i più interessanti talenti dell’arpa europea. Dal 2014 suona nel Duo Ars Celtica con Myrdhin, e con lui partecipa a seminari e festival, nonché all’organizzazione del Festival di Dinan.

Dove si svolgono i concerti?
Tutti i concerti si tengono al Palazzo delle Feste di Bardonecchia, in Piazza Valle Stretta 1 alle ore 21:00. L’ingresso è gratuito: tuttavia, vista la grande affluenza di pubblico, per garantirsi la certezza del posto a sedere è stato istituito un sistema di prenotazioni a pagamento (Telefonare allo 0122.99032).

 

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Il Festival Celtico a Campo Ligure va in scena dal 4 al 7 agosto 2017.

A Campo Ligure, piccolo borgo dell’entroterra genovese, durante il primo weekend di agosto si respirerà aria irlandese con la XXI edizione della rassegna di musica celtica a cura dell’Associazione Corelli di Savona denominata CAMPOFESTIVAL. I concerti si svolgono all’aperto, nella splendida cornice del Castello Spinola a partire dalle ore 21.15, e vedranno esibirsi musicisti di fama internazionale: venerdì 4 agosto MICK O’BRIEN & BIRKIN TREE (The Irish piping night – Irlanda/Italia), sabato 5 DAIHM (Traditional gaelic & highland music – Scozia) e si concluderà in bellezza domenica 6 agosto con CIARAN MULLIGAN & PROJECT 1ST (Concertina & flute – Irlanda/Italia)
Dal 4 al 7 agosto, si svolgerà inoltre la XX Sagra del cinghiale organizzata dal Comitato Locale della C.R.I.: un’ottima occasione per gustare piatti tipici della tradizione ligure nel parco del Castello.
Durante tutto il weekend il Castello, generalmente chiuso al pubblico, ospiterà la mostra di pittura a cura dell’Associazione Culturale “De Vignola” e la mostra fotografica del Club “Fotografando” e sarà quindi visitabile gratuitamente.
Sabato 5 e domenica 6 agosto il centro storico verrà animato da un mercatino a km 0 nel quale i produttori della Valle Stura presenteranno le loro eccellenze (sabato a partire dalle ore 17, domenica a partire dalle 10.30), e da due stand provenienti dal Comune di Corbelin (paese gemellato con Campo Ligure) nei quali si potranno assaggiare i loro prodotti tipici. Nella giornata di domenica poi, un gruppo di splendide moto Gold Wing si raduneranno per tutta la giornata a Campo Ligure e rimarranno esposte in P.zza V. Emanuele II.
Come arrivare al CampoFestival:
In auto: Autostrada A26 (Genova-Gravellona Toce) uscita Masone SP456 del Turchino
In treno: Linea Genova – Acqui Terme
In bus: linea ATP (Genova, Masone, Campo Ligure, Tiglieto); linea SAAMO (Ovada – Masone)
Festival Celtici in Italia

Questo è un vecchio articolo. PER CONOSCERE IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA FESTA 2017: CLICCA QUI

Campofilone, borgo medievale in provincia di Fermo, nel sud delle Marche, celebra la festa irlandese di San Patrizio con il St. Patrick Celtic Festival. L’appuntamento è fissato al 17 marzo 2015

STAI CONSULTANDO UNA VECCHIA NOTIZIA. SE VUOI CONOSCERE IL PROGRAMMA 2016, CLICCA QUI!

Poco più di 1000 abitanti del Comune si sono convertiti al santo d’Irlanda, tanto da eleggerlo patrono del paese. Da una commistione tra sacro e ludico è nato il «St. Patrick Celtic Festival» a cui è stato messo il nome di «God Save Ireland», citando una famosa canzone irlandese sulla resistenza. Campofilone, famosa per i suoi pastifici di maccheroncini, si sta avvicinando sempre di più alla cultura celtica grazie ad un gemellaggio con il Popolo di Montelago.

Patrick Celtic Festival a Campofilone: il programma

  • ore 11,00 TEATRO COMUNALE Andrea Gasparrini incontra gli studenti delle scuole medie per un seminario sulla musica e gli strumenti della tradizione celtica.
  • ore 15,00 TEATRO COMUNALE Andrea Gasparrini incontra gli studenti delle scuole elementari per un seminario sulla musica e gli strumenti della tradizione celtica.
  • ore 16,00 CENTRO STORICO Apertura del mercatino d’artigianato per le vie del paese.
  • ore 17,00 CENTRO STORICO Seminari di scherma antica per bimbi e adulti a cura del gruppo di rievocazione storica Fortebraccio Veregrense.
  • ore 17,30 CHIESA DI S. PATRIZIO S. Messa del patrono. Dopo la funzione conferenza di Cesare Catà dal titolo: “San Patrizio, vescovo d’Europa”.
  • ore 19,00 CENTRO STORICO Apertura degli stand gastronomici e del pub della piazza. Specialità celtiche e locali a cura della Pro Loco di Campofilone.
  • ore 19,00 CENTRO STORICO Concerto di folk metal di Haegen.
  • ore 20,00 CENTRO STORICO Dj set di musica celtica con i Dj Fessa.
  • ore 21,00 CENTRO STORICO Concerto di musica contemporary folk di Etnoarmònia.
  • ore 22,30 CENTRO STORICO Concerto di rock celtico di Mortimer Mc Grave.

Per tutta la durata della festa si potranno assistere ai duelli all’arma bianca del gruppo di rievocazione storica Fortebraccio Veregrense, degustare lebirre e gli idromeli della famiglia Montelago, fruire del servizio trucchi per bimbi e conoscere il futuro grazie alla presenza di oracoli e cartomanti. Servizio parcheggio e camping sono gratuiti, come l’ingresso.

«Non ritengono opportuno trascrivere i loro sacri precetti. Invece per gli altri affari sia pubblici sia privati fanno uso dell’alfabeto greco». Questo, secondo il noto resoconto di Cesare, il rapporto tra i Celti e la scrittura: praticamente inesistente.
I dati archeologici concordano con quanto detto dall’autore del De Bello Gallico: relativi alla civiltà celtica nella fase antica sono giunti fino a noi pochi documenti scritti, la maggior parte dei quali sono iscrizioni su pietra, metallo, ceramica e altro materiale d’uso quotidiano. Nessun trattato religioso. Nessuna raccolta giuridica, nessuna opera letteraria o poetica. Nemmeno un manuale pratico.
Perché? E’ quello che cercherà di chiarire la conferenza “Alfabeti celtici. Dal ‘nostro’ leponzio all’enigmatico Ogam”, che si terrà sabato 22 settembre a Busto Arsizio (Va) presso il Museo del Tessile (ore 13) nell’ambito di Bustofolk, la notissima manifestazione di musica e cultura celtica ormai giunta all’XI Edizione. Relatrice sarà la dott.ssa Elena Percivaldi, saggista, esperta di medioevo e di cultura protostorica.
E’ noto infatti che, presso i Celti, gli unici e soli depositari della sapienza erano i druidi, cioè i membri della casta sacerdotale, separati nella società dalla classe dei cavalieri, dediti alla guerra. Oltre ad espletare le ritualità religiose, i druidi conoscevano le erbe, gli astri e le forze della natura, e sapevano dominarle. Ricorda Cesare che essi «si interessano al culto, provvedono ai sacrifici pubblici e privati, interpretano le cose attinenti alla religione: presso di loro si raduna un gran numero di giovani ed essi sono tenuti in grande considerazione». Decidevano inoltre in quasi tutte le controversie pubbliche e private, stabilivano pene e risarcimenti ed erano responsabili dell’educazione dei giovani, a cui erano insegnate «molte questioni sugli astri e sui loro movimenti, sulla grandezza del mondo e della terra, sulla natura, sull’essenza e sul potere degli dei». A tutte queste capacità, dunque, i druidi univano – unici tra i Celti – la conoscenza dell’alfabeto e della scrittura.

Ma non ne facevano uso, se non in casi eccezionali. Per quali ragioni?

I motivi di questa “idiosincrasia” sono chiariti dallo stesso Cesare: «primo, non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione vengano a conoscenza del volgo; secondo, perché i loro discepoli, facendo conto sugli scritti, non le studino con minore diligenza. Succede spesso infatti che, confidando nell’aiuto della scrittura, non si tenga adeguatamente in esercizio la memoria».
Mettere per iscritto un precetto religioso, una regola giuridica, una nozione qualsiasi era dunque per loro, al contrario di altri popoli come i Latini, i Greci, gli Etruschi, assolutamente sconsigliabile. Il rischio era che formule magiche, rituali o altre nozioni considerate segrete cadessero nelle mani sbagliate, con esiti forse funesti.
Tuttavia, come si è accennato, testimonianze scritta prodotta dalla cultura celtica esistono. Una delle più antica di esse è un graffito su un vaso di ceramica databile al VI secolo a.C. e proveniente da una tomba di Castelletto Ticino (Varese): si tratta di un nome – XOSIOIO (“di Kosios”), con ogni probabilità l’indicazione di appartenenza del manufatto. L’alfabeto usato era, come noto, derivato da quello etrusco di Lugano. Nel passo già citato, Cesare parla dello sporadico utilizzo, da parte dei druidi, dell’alfabeto greco, dato confermato dai ritrovamenti archeologici (monete, iscrizioni). Altri ritrovamenti, infine, dimostrano che in Gallia, almeno dal I secolo d.C., era largamente usata anche la scrittura latina, come risulta eclatante nel caso del grandioso Calendario di Coligny che, scoperto nel 1897, è un documento di eccezionale importanza, oltre che sul piano linguistico e storico, anche per la conoscenza di come i Celti computavano il tempo. E proprio il Calendario di Coligny, indirettamente, dimostra che i Celti, per quanto concerne questioni rituali o religiose, ricorrevano alla scrittura soltanto quando si sentivano minacciati nella loro identità e temevano che le nozioni da loro custodite con tanta cura potessero perdersi per sempre. Il Calendario fu messo per iscritto nel II secolo d.C., quando cioè la romanizzazione completa delle Gallie era ormai solo questione di tempo.

Aspetti commerciali

Diversa la questione per quanto concerne gli aspetti commerciali: in questi casi – si tratta di legende monetarie – l’uso della scrittura è invece espressione di una società urbanizzata o in via di urbanizzazione. Etrusco, greco, latino: i Celti del continente non inventarono, per traslitterare le loro lingue, sistemi di scrittura autonomi, ma si limitarono ad adottare, con qualche variante per venire incontro a diverse esigenze fonetiche, quelli in uso presso altre culture, come avevano già fatto a suo tempo i romani e gli stessi greci.
Non così invece i Celti delle isole britanniche: qui le svariate competenze dei druidi – naturalistiche, astronomiche, religiose, esoteriche, culturali, persino filosofiche – fornirono lo sfondo per la creazione e la diffusione di un alfabeto che, sebbene sia accostabile ad altri sistemi di scrittura in vigore presso altre civiltà europee, può essere considerato un’invenzione originale: l’alfabeto ogamico. Un alfabeto composto da 20 lettere divise in 4 gruppi di 5 segni ciascuno, incisi su una superficie rigida, legno, osso e pietra. La particolarità dell’ogam rispetto ad altri alfabeti è che le lettere non hanno un aspetto, per così dire, “alfabetico”, ma sono costituite da tacche incise orizzontalmente, verticalmente e obliquamente rispetto allo spigolo, oppure sotto forma di punto. Un sistema utilizzato dal III-IV secolo d.C. fino alle soglie dell’età moderna in Irlanda, in Galles, in Cornovaglia, in Scozia e sull’Isola di Man solo per scrivere epitaffi su pietre tombali o segnalazioni di proprietà su cippi di confine.
Ma chi inventò questo sistema di scrittura così poco pratico? Quando fu ideato? Perché? E con quali scopi? Lo sentirete alla conferenza, dove sarà possibile acquistare anche copie del volume Ogam. Antico alfabeto dei Celti, pubblicato da Elena Percivaldi per i tipi della Keltia Editrice di Aosta: primo tentativo di sintesi originale sull’ogam in lingua italiana, pensato per essere accessibile non solo agli “addetti ai lavori” (che comunque troveranno nel vasto corpus di note e nella bibliografia i riferimenti per verificare le informazioni e i raffronti e per risalire alle fonti), ma anche ad un pubblico più vasto.
 

Altre risorse interessanti

Il festival dedicato alla magia e alla musica celtica, in programma dal 10 al 12 agosto a Gradara, un week end per esplorare l’antica terra d’Irlanda con musica e balli irlandesi e scozzesi, fate, gnomi, folletti, cavalieri e draghi.

Sta per arrivare l’evento più magico dell’anno a Gradara, The Dragon Castle, il festival dedicato al mondo celtico. Dal 10 al 12 agosto musicanti, fate, folletti, cavalieri e draghi si aggireranno per il borgo di Gradara, tre giorni dedicati alla musica celtica, alla magia e alle fiabe per viaggiare con la fantasia nell’antica terra d’Irlanda.

Potrete farvi trascinare dalle dolci note dell’arpa celtica di Lady Giuliett che farà vivere un’esperienza unica a chi vorrà provare a suonare questo strumento. Il noto illusionista Mattia Favaro strabiglierà gli spettatori con i suoi trucchi magici, gli inis Fail si esibiranno con i loro magici strumenti in un coinvolgente concerto di musica tradizionale irlandese. I Green Clouds si esibiranno in un meraviglioso concerto di musica celtica tra oboe, corno inglese, violino, pianoforte, basso e percussioni, questa band femminile ha aperto St Patrick’s Day a Dublino nel 2009 alla Guinnes Store House. I Folkstone, gruppo di musica Metal/Rock si esibiranno in un concerto itinerante all’interno del borgo con la loro musica ispirata a quella tradizionale Folk con cornamuse, chitarre, bombarde, ghironde e rauschpfeife.
 

Gradara


Ma le sorprese non finiscono quì, sabato sera ci sarà un Gran Ballo sotto le Stelle dedicato ai single e non con i Gen D’ys, dell’Accademia di danze irlandesi, si vivrà un’esperienza unica ed intigrante sulle note di antiche danze: tra i balli proposti “Virginia Reel” danza folk che risale al XVII secolo di probabile origine scozzese, “Circle Circastle” danza irlandese, “Gay Gordon” danza folcloristica scozzese, danze folk “Chappeloise” e “Lucky Seven” dal Galles.
Tra le novità troviamo anche il concerto dei Celtica Pipes Rock, questa band austro-americana fonde il rock al suono della cornamusa, si è esibita in Canada, Montana, Nebraska, Tulosa, Oklaoma, Arizona, Germania ed in molte altre città europee e del mondo lasciando tutti senza fiato.

Dal tramonto fino a notte fonda i Giullari della Corte della Luna animeranno tutto il castello con il suono delle loro campanelle e le fate e i folletti divertiranno adulti e bambini dipingendo faccine e faccioni con simboli appartenenti al mondo delle fate. Venerdì e domenica il Gigantoso Marco Martellini regalerà Caricature Incantate fino a notte fonda. Domenica 12 Agosto alle 23.00 le fatine estrarranno un viaggio premio per due persone nella terra dei folletti tra Irlanda, Scozia o Inghilterra.
L’evento è organizzato dalla Pro loco di Gradara con l’ideazione e la direzione artistica di Katia Binotti di IncantesimoStudio.

Ingresso a persona €9,00 – gratuito bambini fino 12 anni – in prevendita € 7,00(nei negozi incantesimo studio di Cattolica e Rimini, Promocattolica e Pro Loco di Gradara)

Sito ufficiale Gradara | The Dragon Castle