Giallo sui resti di uno dei cavalli più importanti di Napoleone custoditi in un museo a Londra. Il suo nome è Marengo, si sospetta essere quello immortalato nella foto di copertina, il cui scheletro è stato esposto al National Army Museum di Londra. Ora c’è un villaggio irlandese – di 1800 persone – a rivendicarne la paternità: “Abbiamo noi i resti”.
Marengo (circa 1793–1831) era il famoso cavallo da guerra di Napoleone Bonaparte. Prese il nome dalla battaglia di Marengo, attraverso la quale condusse incolume il proprio cavaliere.
La storia, o meglio la polemica, la spiega il Daily Telegraph. Secondo le autorità di Buttevant, un villaggio della contea di Cork, Marengo prima di calcare i campi di battaglia da Austerlitz fino a Waterloo era stato allevato in Irlanda e venduto nella locale fiera di Cahirmee.
 

Resti di Marengo, il cavallo di Napoleone

Una tesi in aperto contrasto con la versione ufficiale della storia che recita: “Marengo fu portato in Francia dall’Egitto nel 1799, quando aveva 6 anni. Il grigio arabo fu probabilmente allevato presso la scuderia El Naseri. Nonostante fosse di piccola taglia (solo 1,43 metri) si dimostrò un animale affidabile, costante e coraggioso”. Dopo un tira e molla, sembra che il museo sia disposto a valutare la rivendicazione degli irlandesi. Saranno in grado di convincerli?
 

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Un piano di investimento da 25 milioni di euro per la costruzione di una distilleria in St James’s Gate: è questo l’annuncio del colosso degli alcolici Diageo. Con un incremento registrato nel mondo del 300%, il whiskey irlandese sembra non conoscere crisi. Anzi, l’azienda cavalca la tendenza è decide di aprire a Dublino una nuova distilleria nella storica area della zona 8. Un annuncio dato in concomitanza con il lancio del nuovo Roe&Co, un blend premium della richiestissima bevanda irlandese.
La nuova sede sarà produttiva a partire dal 2019 e sorgerà nel quartiere della vecchia casa Guinness in Thomas Street. Un edificio realizzato sulle ceneri dell’antica distilleria di George Roe, il produttore di whiskey più celebre della sua epoca. Un ritorno al passato, nelle vicinanze della stout più famosa al mondo, nel cuore dello storico quartiere dove si producono birra e distillati.
Roe & Co è un brand che riflette il lusso moderno e contemporaneo in tutto, dal packaging al liquido, con l’intento di rendere il whisky protagonista della cocktail culture europea. Roe&Co è prodotto dagli stock selezionati a mano dei più pregiati whiskey made in Ireland di malto e grano invecchiati in botti di bourbon. Ha la morbidezza tipica dell’irish whisky e una notevole profondità di sapore – una prestigiosa e morbida miscela, con una perfetta armonia tra l’intenso sentore fruttato del malto e la dolce cremosità dei whisky single grain.
Tanya Clarke, General Manager of Reserve Europe di Diageo, ha dichiarato che si tratta di “uno splendido progetto, evidenziando l’opportunità di sviluppare il segmento premium del whisky e di contribuire alla crescita della categoria”. Dello stesso parere Colin O’Brien, Operations Director del gruppo: “La distilleria progettata offrirà posti di lavoro nei prossimi anni sia durante la costruzione che nelle fasi operative. Completerà la Guinness Storehouse che già oggi costituisce la più popolare attrazione turistica e la crescita del The Liberties, uno dei più dinamici distretti della città”.
 

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Sta facendo il giro del mondo il video registrato alla Killard House School Choir che mostra il talento di Kaylee Rodgers, una bambina autistica di 10 anni, mentre canta la celebre ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen.

Un omaggio al poeta canadese scomparso lo scorso novembre. Ci troviamo in Irlanda del Nord, nel salone della scuola, dove un’intera classe si esibisce in occasione del Natale.

Kaylee viene da Donaghadee, nella Contea di Down, è autistica e ha un deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Il canto la aiuta a trovare fiducia in se stessa.
 

L’Hallelujah di Coen

La National Autistic Society spiega che l’autismo da cui è affetta Kaylee le rende difficile qualunque tipo di interazione sociale, di comunicazione o anche solo di immaginazione. Il deficit di attenzione invece le provoca “comportamenti dirompenti, non appropriati all’età”. I bambini come lei non riescono a focalizzarsi su compiti specifici, mentre l’iperattività e l’impulsività provocano loro “sbalzi di umore e impaccio sociale”.

 

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Facebook ha ottenuto il via libera per consentire a milioni di utenti europei di trasferire denaro tramite Messenger. Il servizio già attivo negli Stati Uniti d’America, a breve sarà disponibile anche in Europa. La società di Mark Zuckerberg ha ottenuto il via libera dalla Banca Centrale irlandese. In questo modo, la società americana potrà agire da intermediario creditizio, gestire i pagamenti tramite un’azienda sussidiaria, trasferire fondi nei paesi europei e soprattutto emettere moneta elettronica. È chiaro che c’è bisogno di regolamentazione a rilasciare crediti digitali che possono essere convertiti in denaro contante da parte dei destinatari.

In America, l‘azienda ha già l’autorizzazione per alcune forme di trasferimento di denaro, che permettono pagamenti in applicazioni, tra cui la Saga Candy Crush e giochi Farmville, da cui Facebook trattiene circa il 30%. Nel 2013, solo per i giochi, il colosso dei social ha traghettato $ 2.1bn (£ 1,3 miliardi). 

Questa mossa, come spiega il Financial Times, mette in evidenza il trasferimento di denaro globale. “Un mercato molto grande”, ha dichiarato Taavet Hinrikus, co-fondatore di TransferWise – uno dei tre servizi di pagamento in partnership con Facebook.

 

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Si è spento a 88 anni William Trevor, autore pluripremiato di racconti e romanzi che hanno narrato l’Irlanda e i suoi cambiamenti. Nato a Mitchelstown, nei pressi di Cork, Trevor dopo aver trascorso l’adolescenza nella provincia irlandese, ha frequentato il Trinity College di Dublino.

Membro del collettivo Aosdána, William Trevor ha vissuto nel Devon, nel sud-ovest dell’Inghilterra, dal 1950. Nel corso della sua lunga carriera ha scritto diversi romanzi e centinaia di racconti, ed è considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei di racconti in lingua inglese. Ha vinto il Whitbread Prize tre volte ed è stato cinque volte finalista del Booker Prize; il suo nome è stato spesso accostato ad un possibile Premio Nobel per la Letteratura.

Da molti anni viveva in Inghilterra.

 

Chi è William Trevor

Narratore e drammaturgo, lo scrittore irlandese è autore di numerosi romanzi che ne hanno fatto uno dei maggiori scrittori di lingua inglese. Tra i capolavori di William Trevor, editi da Ugo Guanda, troviamo “Il viaggio di Felicia”, “Giochi da ragazzi”, “Marionette del destino”, “Notizie dall’Irlanda”, “Morte d’estate”, “Gli scapoli delle colline”, “Leggendo Turgenev“, “La storia di Lucy Gault” e “Regole d’amore”, “Uomini d’Irlanda“, “L’amore, un’estate” e “Peccati di famiglia”.

L’annuncio della scomparsa è stato dato dal suo editore Penguin Random House. Come abbiamo già anticipato in precedente, Trevor è stato quattro volte finalista al Booker Prize e ha vinto il Premio Internazionale Nonino nel 2008. Ha ricevuto il premio Whitbread Prize tre volte ed era da tempo candidato al Premio Nobel per Letteratura.

 

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Era stata annunciata e non ha deluso: dal cielo di Dublino, Pechino, Berlino e anche dall’Italia, è apparsa in tutto il suo splendore la Superluna. A incuriosire sono le dimensioni: qualcosa che accade, forse, una volta nella vita e si verifica quando la luna si trova alla distanza più breve dalla terra, ossia a circa 226 mila miglia.

La Supermoon, soprannominata ‘Beaver Moon’, dicono abbia un effetto strano sulle maree e alcuni esperti sostengono sia portatrice di eventi catastrofici.

La Superluna è ritenuta responsabile delle peggiori tragedie, come il terremoto e lo tsunami che devastarono il Giappone. Lo sostiene l’astrologo Richard Nolle, che attribuisce alla Supermoon, anche il recente terremoto in Nuova Zelanda.

 

Supermoon

L’Astronomical Association irlandese dice che si tratta della migliore Supermoon dal 1948. Un fenomeno che si verifica quando la Luna diventa piena circa due ore dopo il suo passaggio nel perigeo, il momento in cui nella sua orbita ellittica è più vicina alla Terra. E poi appare più grande e più luminosa del solito, circa il 14% più grande e il 30% più luminoso.

 

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Istruzione e pub, questo è il motto di Luca Longo. Docente al Dublin Institute of Technology, il trentacinquenne di Varese ama confrontarsi con gli studenti. Le sue lezioni varcano i confini dell’aula e terminano al pub.

Per le sue qualità di insegnamento, Longo ha ricevuto il premio del National Teaching Hero 2016. Lo hanno deciso gli studenti, che arrivano in massa durante le sue lezioni di informatica. Le ore trascorse con gli alunni sembrano essere coinvolgenti, fatte di domande, video e battute. Rottamata l’immagini del professore in cattedra o che fa avanti indietro proiettando noiose slide.

Unico italiano a salire sul palco, insieme a 36 colleghi irlandesi e inglesi, selezionati tra oltre ottocento candidati: Longo al Corriere della Sera ha dichiarato: «Sono felice di questo premio, ma le mie ambizioni sono altre. Punto ad aumentare il tempo che dedico alla ricerca e a vincere uno dei progetti milionari dell’Unione Europea».

Il miglior professore

 

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Le immagini e le scritte shock finite per legge sui pacchetti di sigarette potrebbero comparire anche sulle etichette dei superalcolici. La proposta arriva dall’Irlanda, già paese promotore della campagna contro il tabacco. L’esecutivo sta cercando di frenare il consumo di alcolici, sopratutto da parte dei più giovani.

E la scritta “Nuoce gravemente alla salute” potrebbe rivelarsi un dissuasivo. La proposta sembra piacere alla Commissione europea, che ha voluto iscrivere l’iniziativa nell’agenda dei futuri provvedimenti della commissione.

Ma la campagna contro l’abuso di bevande alcoliche è ben più ampia. Il governo di Dublino non gradisce venga fatta pubblicità nei pressi degli istituti scolastici e che vengano coinvolti minori negli spot di bevande a forte gradazione.

Nella fascia tra i 15 e 16 anni viene confermato un minor consumo di sigarette e alcolici. Un’indagine che ha coinvolto studenti tra i 15 e i 16 anni di età di 35 paesi ha rilevato che in Irlanda è in crescita l’uso di ecstasy, cocaina, nuove droghe psicoattive, e inalanti. Preoccupazioni anche per l’aumento del gioco d’azzardo, mentre sono in calo i consumi di alcol e sigarette.

 

L’analisi condotta da ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), nel corso degli ultimi 20 anni, dimostra che il fumo – tra i ragazzi di 15 e 16 anni – si è dimezzato, con cali che riguardano anche alcol e cannabis. I fumatori di sigarette sono scesi dal 74% – dato del 1995 – al 32% nel 2015; il consumo di alcol è passato dai massimi del 92% tra il 1995 e il 2003 al 74% nel 2015; il consumo di cannabis è sceso dal 39% dal 2003 al 20% nel 2007, al 18% nel 2011, in leggero aumento al 19% nel 2015; In salita l’ecstasy, passata da un massimo del 9% nel 1995 a un minimo del 2% nel 2011, poi di nuovo su nel 2015 facendo registrare il 4%. La cocaina è passata dal 2% nel 1995 al 4% nel 2007, scendendo leggermente al 3% nel 2011 e 2015; uso di inalanti è sceso da un massimo del 22% nel 1999 a un minimo del 9% nel 2011, per poi risalire dell’11% nel 2015.

 

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La Irish Redhead Convention anche quest’anno ha radunato migliaia di persone con i capelli rossi. Una singolare festa cresciuta negli anni tanto da diventare un evento ripreso da tutti i media nazionali irlandesi. Ad essere incoronato re, nell’edizione 2016 che si è tenuta a Crosshaven, è stato Andy O’Neill, mentre la regina è Emma Ni Chearuil.

Tra i punti salienti del festival: la parata lungo le strade della città, accompagnata da danze di musica tradizionale irlandese, e l’ambitissima presenza dei MOGO (Musica di Ginger Origin), i migliori musicisti con i capelli rossi.

Quando Emma ha ricevuto il premio ha detto: “È un grande onore. Questa convention annuale Redhead è una favolosa celebrazione delle persone con i capelli più rari al mondo”. Gli organizzatori del festival hanno voluto assegnare anche premi minori, come quello ricevuto da Debbie Murphy di Atlanta in Georgia che ha vinto come la miglior nonna, Jean Remley della California che ha vinto il premio dei capelli rossi più lunghi e Thomas Gronemeir da Francoforte che ha vinto il miglior ex-Redhead Award.
 


 
Il fondatore del Festival Joleen Cronin ha dichiarato: “Il nostro festival continua ad andare sempre più forte. Siamo lieti di accogliere centinaia di amici con i capelli rossi provenienti da tutto il mondo. Attraverso i social media, la comunità sta crescendo e l’evento sta diventando globale, tanto da attirare gente dall’Australia, Europa e Stati Uniti”.

I non-profit partner, Irish Cancer Society ha raccolto oltre €30 mila euro da destinare alla ricerca su melanoma e altri tipi di tumori della pelle.

Avere i capelli rossi è cosa rara, soltanto lo 0,6% della popolazione mondiale vanta questo primato. L’Irlanda ha la seconda più alta percentuale di persone con i capelli rossi, circa il 10%, ma si stima che il 40% sono portatori del gene. Negli Usa, meno del 2% della popolazione ha i capelli rossi.

 

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Il coro dei senzatetto di Cork potrebbe partecipare all’Eurovision 2017 che si svolgerà il prossimo anno in Ucraina.

Si tratta di un ensemble molto particolare, composta da persone senza fissa dimora, conosciuta in patria con il nome di High Hopes Choir.

Il gruppo guidato da David Brophy, direttore d’orchestra della tv pubblica irlandese RTÉ, ha già avuto modo di collaborare con diversi artisti internazionali. La loro fama li precede e al momento stanno lavorando con il musicista francese Fabrice Fortune.

“Noi non vogliamo essere una novità. Si tratta di uno sforzo sincero e abbiamo intenzione di lavorare duramente”, afferma un membro del coro. “Rappresentare il nostro paese sarebbe un privilegio, non solo per noi, ma per tutta l’Irlanda. Farebbe stare bene le persone senza fissa dimora, che si trovano in ogni rifugio e ostello d’Irlanda”, ha affermato Paul Deegan, che aggiunge: “Dormivo per le strade cercando di sopravvivere alla quotidianità. Quando si è senza casa devi essere costantemente all’erta…Vogliamo rendere il mondo un posto più inclusivo…La musica riesce ad abbattere le barriere tra le persone abbienti e i non abbienti”.

High Hopes Choir è già orgoglio degli irlandesi, dopo la loro splendida interpretazione del brano Ireland’s Call e dell’inno nazionale irlandese Amhrán na bhFiann davanti a migliaia di persone allo stadio Aviva di Dublino.

 

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