L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa apre nuovi scenari nel nord dove il ‘remain’ ha vinto con il 55,78% dei voti (440.707 preferenze), contro il 44,22% a favore della Brexit (349.442 aventi diritto al voto). Un risultato diverso dal resto del Regno Unito, che ora fa sognare il partito Sinn Féin.

Il primo a parlare, il giorno dopo la Brexit, è il presidente onorifico del partito repubblicano nordirlandese Declan Kearney: “Il governo britannico ha perso ogni mandato che doveva rappresentare gli interessi economici o politici del nord”. Da qui l’annuncio del leader della formazione politica repubblicana, considerata un tempo l’ex braccio politico dell’esercito repubblicano irlandese (IRA), di indire un nuovo referendum per unire l’Irlanda del Nord alla Repubblica d’Irlanda (Eire).

L’urlo lanciato da Belfast è solo la prima ‘tegola’ per il dimissionario Cameron, che si aggiunge alle minacce di Edimburgo. L’ex primo ministro scozzese Salmond ha dichiarato: “Ora un altro referendum per uscire dal Regno Unito”. Un annuncio che si rafforza con le dichiarazioni del suo successore Sturgeon: “Noi siamo europei. E vogliamo rimanere nell’Unione”.
 

I risultati sulla mappa

Risultato finale 51.9% a favore del “Leave”.

Letture. Per saperne di più sul conflitto nordirlandese.

 

Altre risorse interessanti

“Because the night” eseguita a Dublino da Bono e Bruce Springsteen. Non è la prima volta che i due leader del rock si incontrano sul palco.

Bruce Springsteen sbarca a Dublino e inevitabilmente invita sul palco Bono degli U2: nasce così una splendida versione di Because the Night di Patti Smith, un classico del 1983. L’occasione è stata la tappa nella capitale irlandese del The River Tour, ospitata al Croke Park.

Già durante il venticinquesimo anniversario della Rock and Roll Hall of Fame, quell’anno svoltosi al Madison Square Garden di New York, la star irlandese, il Boss e l’autrice del brano, Smith, hanno interpretato il celebre brano.
 

 
Nel frattempo cresce l’attesa per i concerti del Boss in Italia: 3 e 5 luglio allo stadio di San Siro e il 16 luglio al Circo Massimo.
 

Setlist

  • Incident on 57th Street
  • Spirit in the Night
  • It’s Hard to Be a Saint in the City
  • Growin’Up
  • The Ties That Bind
  • Sherry Darling
  • Two Hearts
  • No Surrender
  • Independence Day
  • Hungry Heart
  • Out in the Street
  • Crush on You
  • You Can Look (But You Better Not Touch)
  • Death to My Hometown
  • Youngstown
  • Murder Incorporated
  • The River
  • Point Blank
  • The Promised Land
  • Working on the Highway
  • Darlington County
  • Waitin’ on a Sunny Day
  • Because the Night (Patti Smith Group cover con Bono)
  • The Rising
  • Badlands
  • Encore
  • Born in the U.S.A.
  • Born to Run
  • Dancing in the Dark
  • Tenth Avenue Freeze-Out
  • Shout (The Isley Brothers cover)
  • Thunder Road

 

Altre risorse interessanti

L’Irlanda supera lo stallo politico e a due mesi dal post elezioni, Enda Kenny torna a governare con una formazione di minoranza. Il premier godrà dell’appoggio dei voti di alcuni deputati indipendenti e del Fianna Fail di centrodestra, che tuttavia non entrerà nell’esecutivo.

Terminata l’impasse politica, durata oltre due mesi, il primo ministro irlandese è tornato al suo posto con un governo di minoranza. Kenny, 59 anni, è di nuovo il premier della Repubblica d’Irlanda.

Dopo lo stallo che si è creato in seguito alle elezioni dello scorso 26 febbraio, per l’Irlanda è cominciata una nuova fase, fatta soprattutto di contrattazione politica.

Kenny è di nuovo premier

Con 59 voti favorevoli e 49 contrari, col sostegno degli indipendenti, alla quarta votazione, Kenny, a capo del partito liberale Fine Gael, è di nuovo al comando. Il capo dell’esecutivo potrà godere dell’appoggio del Fianna Fail, il principale partito di opposizione, che ha concesso il voto di fiducia in cambio di alcune riforme. Contrario al sostegno il Sinn Féin, partito repubblicano irlandese. Il nuovo assetto parlamentare – 158 seggi disponibili – vedrà il Fine Gael occuparne 50, il Fianna Fail 44 e il Sinn Fein 23.

 

Altre risorse interessanti

Bocciato Enda Kenny, l’ex primo ministro irlandese, e la coalizione da lui formata con il Labour Party. Ma essendo a capo del partito più grande sarà lui a dover formare un nuovo governo. In Irlanda, cresce il fronte anti-austerità e il Sinn Féin è terzo partito d’Irlanda. Adams: “È la campagna politica di maggior successo della mia vita”.

Si temeva lo stallo e puntualmente si è verificato: i dati emersi dai sondaggi alla vigilia del voto elettorale irlandese erano corretti. Un terremoto politico che di fatto segna il crollo del sistema bipartitico in Irlanda.
Enda Kenny, premier uscente, è il grande sconfitto, ma ciò nonostante spetterà a lui e al suo partito, Fine Gael, il compito di formare un nuovo governo. La negoziazione, tra i possibili alleati, è già cominciata e i primi che potrebbero sostenere Kenny sono gli Indipendenti, al quarto posto, in primis e a seguire i partiti minoritari. Il Fine Gael ha perso più di tre quarti dei suoi seggi, il Fianna Fáil è in ripresa, mentre c’è da segnalare la netta crescita del Sinn Féin, che si attesta come terzo partito d’Irlanda.


Nella passata tornata elettorale, il Fine Gael aveva totalizzato 76 seggi, il Partito Laburista 37, il Fianna Fáil 20, il partito repubblicano 14 e poi ancora i Verdi 1,8 e i socialisti 1,2.

Il popolo irlandese è chiamato alle urne per rinnovare il Parlamento, ma si teme una situazione di ingovernabilità. Il partito guidato da Enda Kenny, premier uscente, potrebbe non avere più la maggioranza.
Si aprono le elezioni per nominare il nuovo Parlamento della Repubblica d’Irlanda. Secondo i sondaggi, il Fine Gael, collocabile nel centrodestra, in coalizione con il Partito Laburista, è dato in vantaggio, ma non avrebbe la maggioranza per formare un governo. Cresce invece il fronte anti-austerità e, dopo la crisi economica e la tanto attesa ripresa, il voto irlandese appare del tutto imprevedibile e dai contorni sempre più incerti.
Cinque anni fa il Fine Gael e il centrosinistra sono stati eletti con una quota, se combinata, pari al 55 per cento dei voti. Ma negli ultimi tre sondaggi, alla vigilia delle urne, il sostegno si è ridotto al 35 per cento, tanto da gettare sconforto su una possibile stabilità di governo.

Il Dáil (Parlamento ndr) è stato sciolto dal Presidente Michael D. Higgins su consiglio del Taoiseach (Presidente del Consiglio uscente), Enda Kenny, lo scorso 3 febbraio 2016.

 

L’austerità

Le elezioni dovranno fare i conti con l’austerità. Nel 2011, il paese ha dovuto subire l’umiliazione di ricevere prestiti dalla Troika: 67,5 miliardi di euro in cambio di tagli al servizio pubblico, aumento delle imposte sulle vendite, e misure impopolari, come l’aumento delle spese sui servizi idrici e sui beni di proprietà. Nell’ultimo anno, l’Irlanda è tornata a crescere nell’Unione europea, registrando un tasso del 7% nei primi nove mesi del 2015. Ma gli anni dei sacrifici e le misure di austerità, ancora in vigore nel paese, hanno comunque segnato la quotidianità degli irlandesi. Un’ordinarietà che si andrà a riflettere sul voto.
 

Sondaggi

Stando all’ultimo sondaggio condotto lo scorso fine settimana dal RedC Research & Marketing, il Fine Gael sarebbe in testa con il 30% dei voti (sei punti in meno rispetto alle elezioni del 2011), seguito dal partito Fianna Fail con il 20% (+2,6 punti rispetto al 2011) e dallo Sinn Fein con il 15% (+5 punti rispetto al 2011); il partito laburista conquisterebbe solo il 7% dei consensi, registrando un calo di 12,4 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. I politici indipendenti, i piccoli partiti (Verdi, socialdemocratici e altri) e i movimenti anti-austerità raccoglierebbero il 28% dei voti (+13 punti rispetto al 2011).
 

Sistema di voto

L’Irlanda utilizza un sistema proporzionale con un voto singolo trasferibile. Le elezioni, che si svolgeranno in 40 collegi elettorali parlamentari, dovranno eleggere 158 membri del Dáil Éireann, un numero inferiore di parlamentari rispetto ai 166 membri attuali.
 

Altre risorse interessanti

La cantante irlandese Dolores O’Riordan, leader della band The Cranberries, è stata multata per aver dato una testata e sputato a un ufficiale di polizia, dopo l’arresto avvenuto nel 2014 nello scalo di Shannon.
La Corte irlandese ha imposto all’artista di versare 6600 dollari, da destinare ai bisognosi, evitando così la pena detentiva.
Una sanzione economica piuttosto che una “condanna penale”: è questa la punizione imposta dalla Corte del tribunale di Ennis all’artista Dolores O’Riordan, 44 anni, leader della band The Cranberries, che soffre di disturbo bipolare, finita alle cronache per aver aggredito nel 2014 una hostess e reagito agli agenti.
Il giudice l’ha dichiarata colpevole di quattro capi d’accusa, tra cui l’aggressione a un poliziotto irlandese avvenuta nello scalo di Shannon, dove era stata trattenuta dalla polizia.
Dolores è diventata famosa al grande pubblico nei primi anni novanta con i brani come “Zombie”, “Dreams” e “Linger” e ha venduto, insieme al gruppo, più di 40 milioni di album in tutto il mondo. Nel 2002, la cantante ha lasciato la band rock irlandese ed è tornata a esibirsi soltanto sette anni più tardi. Nel 2012, la pubblicazione del disco “Roses”.
 

Altre risorse interessanti

I funerali di David Byrne, ucciso in un agguato nella capitale, ricordano quelli di Vittorio Casamonica a Roma, con limousine, auto ricoperte di fiori e carrozze. Byrne è stato ucciso da tre uomini armati di kalashnikov durante un evento di boxe. La sua morte è una vendetta per l’esecuzione di Gary Hutch, una presunta spia uccisa sulla Costa del Sol in Spagna. Un regolamento di conti tra gang della capitale.
Bottiglie di alcol, le sue preferite, fiori, carrozze trainate da cavalli, auto ricoperte di fiori, una bara lussuosa, tanti fotografi e curiosi, sono gli elementi che ritraggono l’ultimo saluto a David Byrne, 34 anni, ucciso durante un agguato al Regency Hotel a Dublino.
L’omicidio, avvenuto in una sala dell’albergo dove era in corso la pesatura di alcuni pugili, è stato portato a termine da tre uomini armati di kalashnikov vestiti da poliziotti. Ai funerali del boss, che si sono svolti nella Cattedrale di St. Nicholas of Myra, c’erano anche una decina di poliziotti armati, in un clima di tensione, pronti a garantire la sicurezza.

Alla celebrazione hanno partecipato altre figure della malavita irlandese e gangster ‘anziani’. Molti degli uomini indossavano abiti e camicie blu, accompagnati da cravatte blu scuro, mentre alcune donne si coprivano il viso con le sciarpe. La bara era in stile americano, con due carri funebri, uno che trasporta il feretro e l’altro omaggi floreali dove c’era inciso ‘zio’, ‘migliore amico’, ‘Dots’ e uno aveva la forma di un ring con due guantoni da pugilato. E poi ancora, dieci limousine Mercedes nere sono state utilizzate dai parenti della vittima.
 

Altre risorse interessanti

Scambiate per un strano arcobaleno, e forse anche per fenomeni alieni, delle “nuvole colorate” sono state avvistate in varie città irlandesi. Ecco le foto condivise dagli utenti su Twitter.

“Il cielo era bellissimo”, si legge in uno dei tanti messaggi scritti a corredo delle immagini pubblicate sui social network. Un effetto alquanto colorato, se così si può definire, ha interessato il cielo sopra Dublino e Belfast. Si tratta di nubi stratosferiche polari o nubi madreperlacee (nube che si formano nella stratosfera, ad altezze comprese tra i 15 e i 25 mila metri sul livello del mare), che solitamente appaiono durante l’inverno ad alte latitudini nei territori scandinavi, in Islanda, Alaska e Canada settentrionale. In Irlanda, queste formazioni, osservabili in particolare prima dell’alba o dopo il tramonto, sono piuttosto rare, tanto da destare curiosità.

Le foto del giorno più bello della loro vita non sono piaciute a Noel e Leisa Hoey, una coppia di Dublino che ha scelto di mettersi a dieta e di perdere drasticamente peso.
Siamo “inorriditi”, hanno ripetuto più volte gli sposi durante alcune interviste ai giornali, in riferimento alle foto del loro matrimonio. La coppia ha scelto di cambiare vita fino a perdere, complessivamente, 152 chilogrammi di peso. Il loro, è diventato un caso internazionale.
Noel e Leisa Hoey non potevano sedersi l’uno accanto all’altra al cinema e nemmeno in aereo. Erano così terrorizzati dal prenotare un volo, che hanno preferito rinunciare alla luna di miele. Temevano che la compagnia aerea gli facesse pagare due volte il biglietto. E poi, Leisa racconta i suoi incubi durante la scelta dell’abito da sposa: “La parte più brutta è stata percorrere la navata della Chiesa. Ero terrorizzata al pensiero che tutti si voltassero a guardarmi”.


Dopo la dieta è cambiato tutto. Messe da parte fritture e take away, la dieta di famiglia, visto che i coniugi hanno quattro figli, prevede pasti ricchi di frutta e verdure. “Finalmente ora possiamo fare una vita normale, farci le coccole al cinema e sui mezzi pubblici, ma soprattutto dormire tranquillamente senza aver paura di rompere il letto”. “Era già accaduto quattro volte”, sogghigna la donna, che ora indossa abiti di sei taglie più piccole.
 

Altre risorse interessanti

Dopo 40 anni, restano ombre sull’immane tragedia che coinvolse un istituto di accoglienza in Irlanda dove venivano ospitate madri single insieme ai propri figli. Secondo alcune testimonianze, circa 800 bambini sarebbero stati seppelliti in una fossa comune.

Siamo in Irlanda tra il 1925 e il 1961. Nell’istituto ribattezzato “La casa delle lacrime” morirono 796 bambini. Lo rivela una registrazione scioccante di una donna che lavorava nella casa. Julia Devaney entrò al St Mary’s Mother and Baby Home a Tuam, nella Contea di Galway, quando aveva nove anni e c’è rimasta per 36 anni, fino alla chiusura dell’istituto avvenuta nel 1961. La donna ha lavorato come domestica per le suore di Bon Secours. Durante un’intervista registrata con un ex datore di lavoro, che gestiva un negozio nella cittadina, nel 1980, svelò quei terribili retroscena. I nastri, però, sono riemersi soltanto all’inizio di quest’anno.
Dal 1920, le donne incinte non sposate in Irlanda venivano accolte negli istituti insieme ai loro bambini. A risalire ai nomi di quei 796 bambini morti in casa è Catherine Corless, uno storico locale, che da mesi sta lavorando alla trascrizione del resoconto della signora Devaney. Nel 2016, il suo lavoro dovrebbe finire sul tavolo del giudice Yvonne Murphy, a capo della Commissione investigativa che si occupa dei crimini consumati negli istituti di accoglienza.

“Quel posto era freddo, triste e senza amore – racconta ai nastri di registrazione la signora Devaney -. Non era una casa ma un buco vecchio e solitario. I bambini parlavano un linguaggio strano, nessuno insegnava loro ad usare le parole, a nessuno importava della loro crescita. Urlavano e correvano senza meta. Avevano comportamenti molto innaturali. In genere i maschi venivano mandati via a cinque anni e le femmine a sette. Erano tutti sottopeso, non sapevano giocare perché non avevano giocattoli o libri per allenare la fantasia. Scommetto che molti di loro sono rinchiusi in centri psichiatrici.


Dai racconti della signora Devaney, deceduta circa 20 anni fa, emergono inquietanti rivelazioni: i bambini in quella casa “morivano come mosche. Molti di loro non riuscivano a superare l’anno di vita a causa di una vera e propria epidemia di pertosse”. Mentre la storia è stata accolta con indignazione, una serie di relazioni successive cercano di smontare le tesi sostenute da Devaney, in quanto non ci sarebbe ‘alcuna prova’ dei resti dei bambini.