Roddy Doyle torna nelle librerie con La musica è cambiata. Jimmy Rabbit, l’indimenticabile fondatore della band musicale dei Commitments, è tornato: ha quarantasette anni, una moglie innamorata, quattro figli e un cancro all’intestino.
Curabile, forse, ma è comunque una cosa con cui fare i conti. Jimmy ama ancora la musica, e la sua nuova attività: contatta e rende visibili sul web vecchie glorie musicali, permettendo ai nostalgici e ai giovani fan di comprare le loro canzoni.
Mentre affronta le cure, Jimmy scopre che nel 2012 si terrà a Dublino il congresso eucaristico, un evento che non accadeva in città dal 1932. Perché allora non rilanciare le canzoni e l’atmosfera di quell’anno? Se poi salta pure fuori un prezioso ritrovamento musicale dell’epoca, la situazione è perfetta.
 

La musica è cambiata

La musica è cambiata vede protagonista Jimmy Rabbitte che è tornato. Sono passati anni dall’avventura dei Commitments, ma la sua passione per la musica è sempre la stessa. Dismessi i panni del manager improvvisato, ora è padre di famiglia e mantiene i quattro figli andando a scovare vecchie band dimenticate per rispolverarne i successi e riproporli ai fan. Ma proprio quando tutto sembra andare per il meglio, Jimmy finisce in un grosso guaio, anzi due: l’attività comincia a risentire della crisi economica e gli viene diagnosticato il cancro. Eppure non si dà per vinto. Ritrova il vecchio amico Outspan, chitarrista dei Commitments, che di salute sta peggio di lui, e riallaccia i rapporti anche con Imelda, una delle coriste, con cui recupera il tempo perduto.
La musica è cambiata con Jimmy, punta all’ennesima rocambolesca avventura musicale: imbucare la band di suo figlio Marvin al festival rock più importante d’Irlanda, con una canzone che spopola su YouTube ma risale addirittura al 1932. O così dice Jimmy… Nei dialoghi spassosi e agrodolci che sono il marchio caratteristico di Doyle, si intrecciano con naturalezza la vita di tutti i giorni e la sensibilità sociale dell’autore: c’è l’Irlanda della recessione, il boom dei social media, lo spettro della malattia, ma soprattutto la nostalgia del passato e l’entusiasmo per il futuro. Perché i suoi personaggi hanno una vitalità e un desiderio di riscatto inesauribili.
Genere: letteratura internazionale
Listino: €18,50
Editore: Guanda
Collana: Narratori della Fenice
Data uscita: 22/05/2014
Pagine: 350
Formato: brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788823508064

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Exchange Place, Belfast è il nuovo lavoro di Carson Ciaran. John Kilfeather viene allontanato da casa sua: una bomba, la minaccia di un attentato, ha reso necessaria l’evacuazione della zona.
Disorientato, John cerca un taccuino in cui è sicuro di aver appuntato idee e pensieri che lo aiuterebbero a ritrovare i ricordi perduti, e gli indicherebbero, forse, dove si trova il suo amico John Harland, scomparso tempo addietro.
Scopri Exchange Place.

Exchange Place di Carson Ciaran

Parigi: John Kilpatrick, autore di libri di viaggio, vaga per la città in cerca di idee per il suo prossimo volume. Incontra, in modo apparentemente casuale, John Bourne – una spia? – e prende ad accompagnarlo in locali notturni e riunioni misteriose. Tramite un rutilante gioco di specchi Carson ci risucchia rapidamente in un multiverso, un intricato labirinto dalle pareti tappezzate di immagini, richiami letterari, personaggi di serie televisive, vite sconosciute e note, parole da ricollocare e riconoscere, Benjamin e il dottor Who, Modiano e Shakespeare, un abito di tweed e un cappello trilby, droghe allucinogene e orologi vintage.
Nel cercare e ripercorrere oggetti e luoghi, John e John guardano se stessi, e noi li osserviamo guardarsi, perdersi, dislocarsi continuamente; siamo tentati di inserirci nelle loro conversazioni, di svelare i misteri, tirare i fili della matassa. Perché anche noi abbiamo gli stessi punti di riferimento mutevoli, anche noi, disorientati, sappiamo di essere sempre anche altro. La storia di John e John è anche la nostra, Belfast, attentati, il nazismo, la moda e la letteratura, la televisione. E nel denouement finale, Carson con maestria lascia il testimone al lettore, che, uscito dal labirinto, si trova più sperduto e insieme più definito: il mondo conosciuto non è nulla in confronto al conoscibile, l’universo è una limitazione.
Titolo: Exchange Place, Belfast
Genere: gialli
Listino: €9,99
Editore: Del Vecchio
Lingua: Italiano
EAN: 9788861100893

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Killoyle. Una farsa irlandese è un libro di Roger Boylan.
E mentre a Killoyle il tempo scorre intorno a Spudorgan Hall, il locale albergo a guardia di una piccola comunità che divide pigramente l’esistenza tra il pub e la chiesa, in cerca del conforto di una pinta di birra o dell’assoluzione.
Ma quando il sordido Tom Maher insidia le certezze di Emmet Power, amministratore della Spudorgan Hall, la tranquilla routine di Killoyle sembra fatalmente destinata a infrangersi.
 

Killoyle

Con questo romanzo esplosivo, caustico e irriverente, Roger Boylan compendia con piglio svagato la caleidoscopica vicenda politica, culturale e religiosa irlandese, anche grazie a un controcanto di postille giocose, digressioni e commenti sarcastici. Pagine in cui si celebra la tradizione letteraria che va da Swift a Beckett, passando per il surreale virtuosismo di Flann O’Brien, e che ci regalano un’opera traboccante di humour, con una variopinta rassegna di caratteri iperbolici e burleschi.
Killoyle. Una farsa irlandese
Genere: Letteratura internazionale
Pagine: 224
Formato: Brossura
Lingua: Italiano
Codice: EAN9788865942642
 

Roger Boylan

Roger Boylan è uno scrittore nato nei dintorni di New York, ma a soli cinque anni si è trasferito in Europa, dato che il papà, era un tecnico specializzato in automatismi per le campane delle chiese. Vissuto tra l’Irlanda e la Svizzera, ha frequentato l’università a Coleraine e a Edimburgo, studiando storia d’Irlanda, filologia romanza, storia delle religioni e soprattutto, come ha dichiarato in un’intervista, interni dei pub.
Prima di festeggiare il 30esimo compleanno, Boylan è tornato in America per lavorare come barman, traduttore, insegnante, scrittore tecnico e redattore editoriale. Attualmente vive in Texas con la famiglia, è docente alla Western Connecticut State University e collabora con la Boston Review e la New York Times Book Review. Killoyle è il primo volume di una trilogia che ha ottenuto importanti riconoscimenti critici negli Stati Uniti e un notevole successo in Germania.

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“Dubliners” è un ‘francobollo’ unico della vita dublinese, alla fine del secolo scorso.
Le straordinarie immagini di JJ Clarke, da Castleblaney (Co. Monaghan), datate tra il 1897 e il 1904, quando era uno studente di medicina nella capitale irlandese.
Negli scatti del dottor Clarke, ci sono scene della vita quotidiana di Dublino uomini, donne e bambini un’immagine che “immortala” perfettamente la descrizione della città raccontata da James Joyce.
 

 

Un assaggio

“Dubliners” è un disco unico di vita a Dublino all’inizio del secolo scorso. JJ Clarke, di Castleblaney, ha scattato le fotografie tra il 1897 e il 1904, quando era studente di medicina. L’approccio fotogiornalistico del dottor Clarke ai suoi soggetti gli ha permesso di catturare scene vivide della vita quotidiana degli uomini, donne e bambini. Di per sé convincenti, le immagini ci mostrano anche come la città guardava allo scrittore Joyce. Le sue opere più famose – la raccolta di racconti Dubliners, i romanzi A Portrait of the Artist come Young Man e Ulisse – sono tutte ambientate in questo periodo, quando anche Joyce era una giovane studentessa affascinata dal mondo che lo circondava.
Molte delle fotografie di JJ Clarke mostrano i dublinesi lungo le strade della città o si riposano un attimo. Queste figure potevano essere facilmente apparse in una delle opere di Joyce, e sono state passate da Stephen Dedalus o Leopold Bloom mentre vagavano attraverso la finzione di Ulisse il 16 giugno 1904. Il Google Cultural Institute ha voluto farci rivivere queste emozioni.
 

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Ragazze di campagna, l’esordio narrativo di Edna O’Brien, fu compiuto nel corso di tre mesi: quando l’autrice era poco più che ventenne, già sposata e con due figli.
L’editore inglese che ricevette il manoscritto lo affidò a un celebre autore suo consulente che, nel suo giudizio, tra l’altro ammise: “avrei voluto scriverlo io”.
Ragazze di campagna era un racconto vicinissimo alla realtà biografica dell’autrice, ben più di quanto pensasse allora il suo editore, e alla sua pubblicazione il libro generò uno scandalo: venne dato alle fiamme dal prete della parrocchia cittadina e la sua famiglia cadde in disgrazia.

Ragazze di campagna, libro

Il romanzo raccontava la storia di due ragazze: la timida e introversa Caithleen e la sua amica Baba, sfrontata e disinibita. Un giorno i genitori decidono di mandarle in un collegio di suore e loro, per tutta risposta, scappano per andare in città in cerca d’amore e di emozioni. Sarà lì che Caithleen si innamorerà dello strano signor Gentleman, un uomo più anziano di lei, sposato e triste.
Una storia comune ma che in quel 1960, alla sua apparizione, segnò il destino di una vita, e il primo irrevocabile passo nella carriera di una grande scrittrice.

Altri dettagli

Genere: Letteratura internazionale | Narrativa moderna e contemporanea
Listino €17,50
Editore: Elliot
Data uscita: 26/06/2013
Pagine: 256
Formato: brossura
Lingua: Italiano
Codice: EAN9788861923591

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Finn’s Hotel, dieci brevi racconti di James Joyce sono stati racchiusi in un volume dalla casa editrice Ithys Press.
Lo scrittore irlandese avrebbe scritto Finn’s Hotel sei mesi dopo aver completato “Ulisse” (1882-1941). Ithys Press è riuscita a pubblicare queste opere con una prima stampa a giugno 2013 in edizione limitata.
Finn’s Hotel è una splendida collezione, serio-comico di ‘piccoli poemi epici’ che Joyce scrisse nel 1923, ma la scoperta della loro esistenza e il significato, risale soltanto a qualche decennio fa.

La Prima Edizione

La prima edizione di “Finn’s Hotel” di Joyce, con la prefazione di Danis Rose, introdotto da Seamus Deane e 11 illustrazioni di Casey Sorrow, è stata progettata e stampata da Michael Caine per Ithys Press.

Finn’s Hotel

Finn’s Hotel, comprende dieci ‘epiclets‘ come li chiamava Joyce, dieci ‘piccole epopee’. Alcuni sono solo vignette o disegni, altri invece sono favole, dove fanno qualche apparizione anche eroi ed eroine di Joyce. Sono coinvolgenti in se stessi, ma altamente leggibili.

Sinossi

Dieci racconti in puro stile joyciano per un guado meno arduo superabile con brevi, allegri e accorti balzi, tra Ulisse e Finnegans Wake. Un’opera compiuta e finora inedita. “Finn’s Hotel nasce come una serie di favole: prose brevi, concise e concentrate, su momenti formativi della storia o del mito irlandesi. Il preludio vero (e finora sconosciuto) alle voci multi-modulate di Finnegans Wake Danis Rose (curatore – Penguin Classics) “Una delle più significative scoperte letterarie del secolo” secondo il Corriere della Sera.

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MacKayla Lane era solo una bambina quando lei e sua sorella Alina furono date in adozione e bandite dall’Irlanda per sempre. Ecco cosa racconta ‘La rivelazione dell’antica carta’.
Ventanni dopo, Alina è morta e Mac è tornata nel luogo da cui era stata esiliata per dare la caccia all’assassino di sua sorella. Ma dopo aver scoperto di appartenere a una stirpe magica e maledetta, Mac verrà coinvolta nel millenario conflitto tra umani e immortali, in un turbine di eventi in cui nulla sembra esserle risparmiato.
Quando la magia nera getta la sua ombra oscura sui destini di chi le sta vicino e una donna misteriosa infesta i suoi sogni, Mac si accorge di non potersi fidare più di nessuno. Non è certa neppure di sé stessa, né del destino che legge nei disegni neri e cremisi di un’antica carta dei tarocchi. Mac sa solo che la paura uccide, ma non sa ancora quanto può fare l’amore, e dovrà prepararsi ad affrontare l’ultima verità sul suo esilio e sul suo passato.
 

Sinossi

La rivelazione dell’antica carta. MacKayla Lane era solo una bambina quando lei e sua sorella Alina furono date in adozione e bandite dall’Irlanda per sempre. Vent’anni dopo, Alina è morta e Mac è tornata nel luogo da cui era stata esiliata per dare la caccia all’assassino di sua sorella. Ma dopo aver scoperto di appartenere a una stirpe magica e maledetta, Mac verrà coinvolta nel millenario conflitto tra umani e immortali, in un turbine di eventi in cui nulla sembra esserle risparmiato.
Quando la magia nera getta la sua ombra oscura sui destini di chi le sta vicino e una donna misteriosa infesta i suoi sogni, Mac si accorge di non potersi fidare più di nessuno. Non è certa neppure di sé stessa, né del destino che legge nei disegni neri e cremisi di un’antica carta dei tarocchi. Mac sa solo che la paura uccide, ma non sa ancora quanto può fare l’amore, e dovrà prepararsi ad affrontare l’ultima verità sul suo esilio e sul suo passato.
 

Dettagli

Altre informazioni
Genere: Letteratura rosa
Listino: €9,80
Editore: Leggereditore
Data uscita 02/08/2013
 

Il libro ‘La rivelazione dell’antica carta’

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Intervistiamo la scrittrice romana Diletta Nicastro sull’affascinante e poliedrico tema dell’Irlanda, isola impreziosita da bellezze naturali “mozzafiato” (termine di cui il Mondo di M&L è custode, rispondendo all’appello lanciato dalla Società Dante Alighieri di Firenze1), chiedendole di disegnarci una ideale finestra sul suo libro “Dio salvi il gigante”.
Laureata in Sociologia (cattedra di Storia delle Comunicazioni di Massa), con la sua tesi ‘Gianluca Vialli, un eroe moderno veicolato dai mass media’, ha vinto nel 2000 il Premio di Laura Stefano Benetton come miglior tesi sportiva dell’anno. Dal 2003 è Giornalista Pubblicista e nel 2007, durante un viaggio in Lussemburgo con l’allora fidanzato (ed ora marito) ha l’ispirazione che darà vita alla saga de “Il Mondo di Mauro & Lisi”.
Da sempre attenta al sociale, Diletta Nicastro ha sostenuto tramite M&L la Croce Rossa Italiana subito dopo il terremoto in Abruzzo (2009) e ad Haiti (2010). Attualmente appoggia il progetto ‘M&L per l’Aula Manfredi’ per la costruzione di una scuola in Africa tramite l’Onlus Se.A.Mi. Nel 2011 ha vinto il Premio Bastet per la diffusione della cultura del gatto nella letteratura grazie a ‘I segreti di Tallinn – Il quinto incarico’. Nel 2012 ha vinto il Booktrailer Online Award per ‘Dio salvi il Gigante – Il sesto incarico’.
La saga de “il Mondo di Mauro & Lisi” è incentrata intorno alla storia di due fratelli: Mauro Cavalieri, il maggiore, ispettore dell’Unesco ai suoi primi incarichi, ed Elisabetta (detta Lisi), che con la sua spontaneità, profondo intuito e tenacia, diverrà di incarico in incarico l’insostituibile compagna d’avventure. La coppia di investigatori in missione per preservare i siti protetti del patrimonio dell’Unesco – dalla fortezza medievale del Gran Ducato di Lussemburgo al centro storico di Roma nel Settimo Incarico uscito a febbraio 2013 – diventa un trio quando all’improvviso le loro vite si incrociano con quella dell’irlandese Kieran Moynihan, alla ricerca della sua storica armatura di famiglia, in un incalzare di eventi e trame che a tratti e nello stile ricorda le atmosfere dei romanzi di Agata Christie. Uno degli aspetti che affascina il lettore che si accosta al Sesto incarico della saga – “Dio salvi il gigante” – è il profondo amore degli irlandesi per la propria terra e per l’antica lingua gaelica dei loro padri, che ispira al fuggitivo Cuchullin (personaggio il cui nome trae origine dalla leggenda dell’omonimo eroe celtico difensore dei confini dagli invasori del Nord che volevano deporre il re bambino Cormac per conquistare il trono irlandese) questo bellissimo elogio dei suoi abitanti: “Qualunque sia lo scontro politico che ci separa, l’Irlanda è la nostra terra. Nessuno di noi, nessuno, la ferirebbe..”. E’ questo uno dei motivi per cui Mauro e Lisi riceveranno concitate telefonate dalla contea irlandese del Donegal, in cui sarà loro richiesto di agire da intermediari tra i repubblicani irlandesi del gruppo di Patrick O’Hara (a cui appartengono Kieran e i suoi amici Charlie, Greer, Una, Penny e Lawrence) e i servizi segreti inglesi dell’MI6. La missione, spinta inizialmente dal profondo desiderio di liberare un loro caro amico (di cui non rivelo qui il nome per lasciare la suspense ai lettori) colto da un’imboscata di un misterioso gruppo di terroristi in uno shed locale, li porterà a trovarsi a vivere al centro un gioco molto più grande di loro, che vedrà coinvolto anche il sito naturalistico Unesco del Selciato del Gigante, confinante con il castello di Dunsverick (che, secondo una tradizione locale, fu visitato anche da san Patrizio).
Diletta, ci puoi aiutare ad entrare maggiormente nelle corde che muovono il cuore dei protagonisti, parlandoci più’ a fondo della passione per la verde Irlanda che muove le scelte del gruppo di Patrick a Letterkenny..motivazione che va al di là di un semplice credo politico per affondare le proprie radici nella fierezza dei propri antenati che con dignità protessero i valori della loro terra natia?
“Patrick O’Hara fa politica da quando è giovanissimo. La sua storia viene narrata ed approfondita nel racconto ‘La vendetta di Sam Campbell’, inserito nella raccolta ‘Verso Roma’. E’ un uomo dal carisma naturale, che raccoglie attorno a sé giovani irlandesi che si rispecchiano nelle sue idee. E’ da poco stato eletto nel consiglio comunale di Letterkenny (città del Donegal dove è nato e cresciuto Kieran Moynihan). Non ha mai nascosto di sognare un’Irlanda libera e del suo passato si sa che è stato arrestato in Irlanda del Nord con la scusa di guida in stato di ebbrezza. Dopo tre giorni in prigione, che Patrick mai ha voluto raccontare a nessuno, è stato rilasciato. Dal carattere forte e pacato, potrebbe maturare un sentimento di naturale avversione nei confronti dell’MI6. Tuttavia, al momento della scoperta di reali minacce al sito del Selciato del Gigante, è lui ad accettare il dialogo con l’MI6 per salvare la sua terra, spingendo tutti i suoi uomini, che si fidano di lui, a fare lo stesso. Una scelta che probabilmente gli cambierà la vita, ma che è stata dettata anche da quell’amore profondo della sua terra che deve essere protetta, sempre e comunque.
“Kieran arriva a Patrick O’Hara quando è ancora al liceo. Cresciuto nel culto della storia irlandese, si rispecchia nelle sue idee ed è pronto a sostenerlo in qualsiasi modo. Nel corso del romanzo sarà sempre più evidente il legame che Kieran prova per la sua terra. E narrerà molte storie che affondano le radici in tempi perduti. Da Cuchullin, alle guerre per proteggere il Re bambino Cormac, fino alle lotte del Cinquecento degli O’Donnell (di cui i Moynihan erano alleati) contro la regina Elisabetta”.
“Sotto di noi uno spettacolo che non potrò mai raccontare. Un colpo al cuore per la bellezza, la forza e la maestosità. Non avevo mai visto nulla che potesse anche lontanamente somigliargli. E si trattava solo di ombre, di spuma bianca che si stagliava senza sosta su un tappeto di colonnine basaltiche che si protendevano geometriche e ribelli verso l’Oceano..”: queste sono solo alcune pennellate con cui descrivi la maestria con la quale la natura nei millenni ha modellato il sito naturalistico del Selciato del Gigante – antichissimo affioramento roccioso situato sulla costa nord est irlandese a pochi chilometri a nord della cittadina di Bushmills – entrato nella World Heritage List Unesco nel 1986.
Ci puoi raccontare che emozioni ti ha ispirato questo gioiello naturalistico irlandese nello stesura di “Dio salvi il gigante” e come è nata l’ispirazione del sesto incarico, in cui inserisci anche un interessante omaggio al libro “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen ?
“Il Selciato del Gigante è di una bellezza straordinaria. Impossibile descrivere la potenza del suo impatto emotivo mentre si osservano le colonnine di basalto che si gettano in mare o svettano verso l’alto creando formazioni mozzafiato tra cui l’Organo (presente nel romanzo). Ho avuto la fortuna di visitarlo in una grigia giornata di novembre (periodo in cui si svolge il romanzo, tra l’altro), quando batteva un vento freddo e si alzava la spuma dell’Oceano. Nessun altro era presente lungo il sentiero ed ho potuto sentire il pulsare del sito, che mi ha mostrato le azioni dei miei protagonisti, azioni che cambieranno le loro vite.
“Come ogni sito Unesco descritto nei miei libri, il Selciato del Gigante diventa protagonista. E’ descritto nei minimi particolari, e vi è nel libro una mappa per seguire l’azione sia mentre si legge, sia qualora qualcuno volesse vederlo dal vero e ripercorrere gli avvenimenti sul luogo reale.
“Ma l’Irlanda tutta è stata di ispirazione per ‘Dio salvi il Gigante’. Una storia d’amore e passione, per il mondo, per la propria Terra, per la propria storia e per le persone che sono attorno. L’Irlanda vive e respira tra le pagine del libro.
“L’idea di ambientare nell’isola verde un’avventura era nata da tempo. Da quando è comparso, ne ‘Il mistero di Lussemburgo’ (il primo romanzo della saga), il personaggio di Kieran Moynihan, che ha assunto un ruolo sempre più importante nella storia (e nel cuore di Lisi Cavalieri). Da tempo i lettori attendevano di sapere chi fosse realmente questo misterioso irlandese. Chi i suoi amici. Quali i suoi ideali, tramandati dal nonno e insegnatagli dal padre. Già ne ‘I segreti di Tallinn’ vi sono le prime avvisaglie del suo legame con Patrick O’Hara e la profondità e l’intensità del suo interesse per la questione irlandese.
La questione irlandese viene trattata qui in maniera non macro-sociale, ma come storia di individui. Individui costretti ad affrontare qualcosa che va al di là dei credo e dalle storie personali (la possibilità di un attentato terroristico sul suolo irlandese) e porterà alcuni uomini a trovare un’alleanza dove, viceversa, solitamente regna solo la tensione e il sospetto.
In questo contesto è stato inserito anche il mio personale omaggio a Jane Austen, altro tema importante del libro. Di primo acchito l’omaggio a Miss Austen, autrice così inglese, può sembrare in dissonanza con un libro così profondamente radicato nel mondo irlandese. Ma Jane Austen è autrice attualissima sebbene siano passati 200 anni esatti dalla pubblicazione del suo ‘Orgoglio e Pregiudizio’. E se allora nel suo romanzo più celebre era narrato con arguzia e penna delicata lo scontro sociale tra l’altero Fitzwilliam Darcy e la vivace Elizabeth Bennet, separati per status sociale, in ‘Dio salvi il Gigante’ la separazione tra i protagonisti è dettata dalla contrapposizione politica-sociale. Ritroviamo così il freddo Jonathan ‘Fitz’ Darcy, agente segreto dell’MI6, alle prese con i pregiudizi e la passionalità di Penelope Hughes, braccio destro di Patrick O’Hara. Lo scontro tra i due cerca di rispecchiare la difficoltà di dialogo, ma rappresenta anche la possibilità di una mano tesa tra le parti”.
Intervista a cura di Donatella Cerboni

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Dal 1982 fino ai giorni nostri Silvia Calamati ha vissuto in prima persona la questione irlandese. Un dramma a cui, l’autrice cerca di dare voce con Qui Belfast, aprendo una breccia in quel muro di omertà e connivenza che circonda il conflitto nord-irlandese.

Una censura il cui prezzo più alto è stato pagato da migliaia di civili innocenti, costretti a subire la violenza dello Stato, delle forze di sicurezza britanniche e della polizia, senza avere poi giustizia.

Con esperienza, partecipazione e sensibilità Silvia Calamati ha raccolto le voci della società civile, insieme a testimonianze e articoli di personalità di spicco del mondo politico, culturale e religioso, seguendo da vicino il tormentato percorso che ha portato, nell’aprile del 1998, alla firma dello storico «Accordo del Venerdì Santo» e all’inizio di un travagliato, e ancora oggi incompiuto, processo di pace. E mentre è vivo e forte, da parte di Londra, il tentativo di affievolire – insieme alle sue pesanti responsabilità – la memoria della guerra, Qui Belfast consegna al lettore pagine di indignata verità: una storia molto diversa da quella che i media più «autorevoli» tentano di contrabbandare come «ufficiale».


Qui Belfast. Storia contemporanea della guerra in Irlanda del Nord

«È per tutto questo che ho girato infinite volte le strade, per raccogliere di persona voci e testimonianze di gente comune, la cui vita forniva una versione del conflitto nord-irlandese diversa da quella presentata dai media.

A parlare sono persone come Annie Armstrong e Joe B., scampati a un tentativo di assassinio da parte dei gruppi paramilitari lealisti, Emma Groves, resa cieca da un proiettile di gomma sparatole al volto da un soldato britannico nel 1971, Peter Caraher, il cui figlio Fergal fu ucciso nel 1990 mentre usciva da un parcheggio dopo essere stato fermato dai soldati, Bernadette Devlin McAliskey, leader del Movimento per i diritti civili alla fine degli anni Sessanta, Gerard, figlio di Sands, e Paul Hill, uno dei «Quattro di Guildford», i quattro irlandesi che hanno trascorso quindici anni in carcere seppur innocenti e la cui vicenda ha ispirato il film “Nel nome del padre”, del regista Jim Sheridan».

Silvia Calamati

Si occupa della questione irlandese dal 1982. È autrice di Una colonia in Europa (Edizioni Associate, 2005), Il diario di Sands. Storia di un ragazzo irlandese (scritto assieme a Laurence McKeown e Denis O’Hearn, Castelvecchi, 2010, vincitore del Premio Tassoni 2011) e Le compagne di Bobby Sands. Le donne e la guerra (Castelvecchi, 2011), la cui precedente edizione, Figlie di Erin, è stata tradotta in inglese, spagnolo e gaelico.
Ha anche tradotto Un giorno della mia vita di Sands (Feltrinelli, 1996) e Guerra e liberazione. La chiesa del conflitto, di padre Joseph McVeigh (Edizioni della Battaglia, 1998).
Collaboratrice di RAINEWS 24, ha ricevuto a Belfast il premio internazionale TOM COX AWARD per il suo impegno di giornalista e scrittrice.

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E.L. James in cima alla lista degli autori che più hanno venduto e guadagnato nel mercato irlandese nel 2012. Le vendite della trilogia in Irlanda dell’autrice britannica, hanno fatto registrare cifre da capogiro, €2,805,347.23, ottenendo un fatturato per Cinquanta sfumature di grigio di €967.315, un record per un libro per adulti in un solo anno.

Lo scrittore irlandese più venduto, resta Maeve Binchy, il cui ultimo libro è stato completato poco prima della sua morte. Pubblicato nel mese di settembre, ha venduto 36.582 copie, ottenendo un fatturato di €525,925.65.

Best-seller irlandese è stata Maria O’Rourke, il cui debutto ‘Just Mary’ (un libro di memorie) ha fatto registrare vendite per €363,599.66. Un altro successo è stato Atlas of the Great Irish Famine.

 

Acquista Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James

Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Anastasia conoscerà per la prima volta i suoi più oscuri desideri.

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Genere: letteratura internazionale
Pagine: 594
Formato: Brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788804623243

 

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